Food-Design

Food Design – Prima Esercitazione 2008-09

8 Marzo 2009

FOOD-DESIGN.

(Prima esercitazione, 10 marzo 2009)

***

Pieter Bruegel il Vecchio, Nozze paesane o Pranzo di nozze, 1568 ca.

Il “blanc-mengier”

L’ambiente è quello di un granaio, non è un granché, ma queste sono le condizioni dell’epoca, ci sono degli invitati seduti su delle panche intorno ad un grande tavolo e una piccola folla di curiosi che si accalcano sulla porta d’ingresso.  Non ci sono neppure, data l’occasione, dei decori importanti.  La vita è grama e la fame corre per le strade insieme al terrore.

Non ci sono le campate classiche della pittura manierista, ma travi in legno e balle di fieno.

Sul dossale di una panca sono affissi foglietti indecifrabili, forse dei lunari o delle icone religiose.

Ci sono due fasci di grano in qualche modo sorretti da un rastrello, un emblema del lavoro contadino.  Fra questi e il dossale, dietro la sposa, c’è appeso un pallio, un mantello di lana verdastro su cui spicca una coroncina colorata.

Alla tavolata sono seduti alla rinfusa uomini, donne e bambini.  C’è chi beve a garganella, chi si porta il piatto alla bocca, chi chiede da bere, i visi portano già i primi segni dell’ebbrezza che si sommano a quelli antichi del lavoro nei campi.

Il servizio è svolto da un paio di garzoni uno dei quali ha un mestolo di legno infilato nel cappello.

I piatti sono portati in tavola usando una porta scardinata.  Deve pesare parecchio visto come sono curvati gli assi di sostegno.

Defilati sulla destra di chi guarda ci sono un frate o, forse è un francescano, e un ospite di riguardo, lo sappiamo perché porta la spada.  C’è anche un cane, di cui spunta la testa.

Come in ogni festa paesana ci sono dei musici con delle cornamuse, sono fiamminghe, ronzano come sciami d’insetti e rallegrano le orecchie, forse girovaghi di mestiere, lo s’intuisce dai sonagli sul cappello del primo e dal coltello che l’altro porta appeso alla cinta.  Che cosa stanno suonando?

Forse delle pavanes, cioè, delle danze di corte di origine italiana, o delle gaillardes, danze di coppia che seguivano di regola alle pavanes o forse delle suite de branles, delle ronde antiche di origine celtica che si danzavano in cerchio muovendosi in senso orario.

Com’è uso a volte nella pittura fiamminga in primo piano c’è un bambino che con un dito lecca con molta serietà un piatto.  Sul capo ha un cappello rosso piumato, è un cappello più grande di lui, certamente di un adulto.

Veniamo al menu.  Intanto notiamo che a fianco del bambino c’è un cantiniere che sta versando del sidro in una caraffa.  La tiene scostata dall’anfora, per comodità, ma anche perché il sidro si ossigeni.  Che sia sidro lo si deduce dal colore.  In questo tempo i poveri non bevevano nei bicchieri, di vetro o di metallo, troppo costosi, ma direttamente dalle caraffe, riservandosi, per devozione, di versare a terra l’ultima goccia.

Sulla porta scardinata ci sono delle ciotole.  Alcune con una broda giallo-arancione, potrebbe essere una polenta di orzo o di miglio colorata con lo zafferano, ma questa droga, allora era costosa, è più probabile che si tratti di mais.  Le ciotole con la broda bianca sono un withedish, un bianco mangiare.  Sul tavolo si scorgono dei pani e dei coltelli, i pani affettati s’inzuppavano nelle brode, per ammorbidirli, le dentature, allora devastate dalle carie.

La sposa l’abbiamo riconosciuta perché ha una coroncina nuziale.

Non sta mangiando, forse medita, secondo la tradizione, oppure si è già pentita.  In ogni caso nessuno bada a lei.  E lo sposo?  Non si vede.  Perché?

Alcuni sostengono che sia l’uomo in primo piano che sta prendendo i piatti che sono sulla porta, ma non è molto credibile.  In ogni modo non si può riconoscere dall’abito, sono pressappoco tutti uguali.  Se non c’è lo sposo c’è il notaio, è seduto sull’unica sedia nel fienile, ha redatto il certificato di matrimonio.  Il frate parla con qualcuno che molti dicono sia Bruegel, conoscendo la sua passione per le feste contadine, ma è un’illazione.

La gente beve e mangia.  Rappresenta la rottura di una regola rinascimentale, di mostrare persone nell’atto di farlo.  Nelle pompose e stucchevoli Nozze di Cana del Veronese, del 1562, per esempio, nessuno lo fa.  L’unica cosa che hanno in comune è la figura del cantiniere, in tutte e due le opere sta mescendo ed è in primo piano.

Se guardiamo alla piuma di pavone sul berretto del ragazzino vediamo che si confonde con il pavimento, perché?  È una confusione voluta?  Forse perché la coda della piuma, in questo modo, diviene un occhio.  Si percepisce staccata dal berretto.  L’esoterismo suggerisce che sia quello benevolo di dio che veglia su di loro.   In ultimo, il dettaglio che fa di queste nozze contadine un capolavoro assoluto.

Se si osserva con cura l’opera si coglie una fuga prospettica che parte dai due servitori con la tavola e le ciotole di cibo e finisce sui curiosi che si accalcano sulla porta.  Ma se guardiamo bene i due servitori c’è qualcosa che non va, c’è un piede di troppo.  Un errore?  Si poteva correggere.

Un ripensamento?  Ma poi non si è intervenuti con la correzione.  Questa è un opera della maturità.

Quel piede è voluto.  Lo impone la rappresentazione anche a dispetto del realismo o dell’ingenuità prospettica di questa pittura.  Quel piede dà una dimensione dinamica alla tela senza che chi la osserva percepisca da subito.  Solo un genio poteva far questo.

Blanc-manger, whitedish, manjar blanco, bianco mangiare o, forse, dish-doux, dish-dainty – più elegante – mangiare dolce, eccetera…

Il blancmanger è un dessert (dolce) generalmente composto con il latte, lo zucchero, la panna, è inspessito con la gelatina o la fecola di mais, a cui si può aggiungere anche della farina di mandorle, fatto rapprendere in uno stampo e servito freddo.

Ci sono stati in passato e ci sono ancora oggi molti dessert che gli assomigliano, dalla crema bavarese al malabi o mahalibya mediorientale, originario della Turchia, oggi molto popolare anche in Israele, ai flan di panna cotta o caramellata, all’haupia delle Hawaii, in cui si usa la farina di cocco, solo per citarne alcuni.

Ma quale blanc-mangier è quello servito durante queste nozze paesane?

Non possiamo saperlo con sicurezza, considerate le molte ricette che si diffusero in Europa e la sua origine oscura.  Possiamo solo dire che apparve dopo che gli arabi avevano introdotto nell’Europa medioevale il riso e le mandorle, ma va anche osservato che non esisteva o era del tutto sconosciuta in Europa una ricetta araba analoga a questo dessert.

Ci sono cronache che raccontano come nel tredicesimo secolo si preparasse in Danimarca il hwit, espressione arcaica di white, bianco, da cui si deduce che fosse un dessert a base di latte.

Preparazioni analoghe sono segnalate anche in Inghilterra, in Germania e in Olanda dove esisteva un dessert chiamato calijs – il nome deriva dal latino colare.

Una delle ricette più antiche trovate fino ad oggi del blanc-manger sembra risalire alla fine del tredicesimo secolo.  È la descrizione di un piatto tedesco che si fa risalire ad un manoscritto latino del dodicesimo secolo.

In ogni modo, i whitedish, com’erano chiamati dagli aristocratici, rappresentavano un piatto tipico della tavola dei signori europei di cui esistevano svariate versioni – sia come piatto di mezzo che come dessert – preparato di preferenza, con latte di mandorle, brodo di cappone o di pesce, farina di riso e, spesso, aromatizzato con acqua di rose.

Le varianti più comuni riguardavano il brodo, che poteva anche essere di quaglie o di pernice, la presenza di spezie diverse, come lo zafferano, la cannella, il sandalo o di erbe che lo tingevano di verde o di giallo pallido.  Considerato il costo delle spezie nel Medioevo si può dire che erano soprattutto queste a renderlo un dessert di prestigio.  Nel diciassettesimo secolo questo whitedish, al quale spesso si aggiungeva carne bianca sfilettata, si trasforma in un pudding, senza carne, ma con la panna, le uova e, successivamente, la gelatina.  Una prima ricetta di blanc-manger la troviamo nel Viandier di Taillevent (1312ca.-1395), sorprendentemente non contiene né pollo, né pesce, si presume che fosse destinato ai bambini o ai convalescenti.  Nel diciassettesimo secolo un’altra ricetta compare nel Pâtissier français (1653) di François de La Varenne (1615-1678).  Questo blancmanger è a base di brodo di vitello, pollo, latte, mandorle, zucchero e scorza di limone.

Tuttavia, è con Antonin Carême (1784-1833), il fondatore della cucina moderna, che questa preparazione diventa un vero e proprio dessert, o meglio, un entremets profumato al maraschino, al rum, alla vaniglia o al cedro.

Un blanc manger contadino.

Considerata l’occasione festiva, molto probabilmente il piatto che compare in queste nozze contadine è simile a questo.

Mettete 125 grammi di mandorle dolci e una amara, sbucciate, in un recipiente con acqua tiepida per almeno un’ora.  Sgocciolatele ed asciugatele.  Pestatele in un mortaio con un paio di cucchiai di brodo di pollo fino ad ottenere una pasta, diluite con un bicchiere di panna liquida fresca.  Versate il composto in un panno pulito appoggiato su un recipiente di vetro o un’insalatiera.  Avvolgetelo e torcetelo con la massima forza per estrarne tutto il liquido possibile.  Nel latte di mandorle così ottenuto scioglieteci 50 grammi di zucchero fino.  Aggiungeteci mezzo cucchiaino da caffè di zucchero vanigliato e dieci grammi di colla di pesce che avrete nel frattempo ammorbidito in acqua fredda e poi fatta sciogliere in un poco di latte intiepidito.  Aggiungeteci 50 grammi di petto di pollo lessato in acqua e senza sale e poi tagliuzzato fine con un coltello.  Appena il composto tende a tirare incorporateci un bicchiere di panna liquida fresca che avrete addensato con una frusta.  Versate il tutto in uno stampo o in una ciotola, raffreddatelo con del ghiaccio.  È pronto.

L’esercitazione consiste nel preparare questo dolce pensandolo in una forma che possa essere per fattura assimilabile a quello che compare nelle Nozze paesane di Brueghel.

***

Questa esercitazione vale due punti.  Se è realizzata da una squadra di due studenti vale un punto a studente.

*********


Il blanc-mengier


Il blanc-mengier


Il blanc-mengier


Il blanc-mengier


Il blanc-mengier

8 Marzo 2009 – Festa della Donna

8 Marzo 2009

8 Marzo 2009

Festa della Donna

costoletta - Roy Lichtenstein
Roy Lichtenstein

Se Dio esiste, la donna è una costoletta!

Esercitazione 13 – 2008-09

6 Marzo 2009

IED. Sociologia – Anno accademico 2008-2009.
Tema della tredicesima esercitazione.
Chi cerca, trova.  Nessi e relazioni.
************
La relatio è un rapporto tra cose, idee o persone.  Tra tesi, antitesi e sintesi.  I “fenomeni” sono insiemi di relazione.  Non ci sono fenomeni, o oggetti che non abbiano almeno una relazione.  Spesso il divenire del senso misura ed esprime un legame tra due variabili.
I rapporti fanno coesistere degli oggetti nello stesso spazio di rappresentazione.
La somiglianza, la differenza la convergenza, la dipendenza, il legame di causa ed effetto sono dei rapporti.  L’analogia inscrive una uguaglianza tra due rapporti.
Nella Scienza della logica Hegel scrive che il rapporto costituisce l’affettività che completa la teoria delle essenze.
Il ligamen è ciò che può unire le cose, in logica unisce i termini di una proposizione.  Nelle teorie relazioniste le relazioni sono i soli oggetti possibili di conoscenza.
***********
Tema dell’esercitazione.
Che cosa lega tra di loro un ritratto di Elisabetta prima d’Inghilterra (1533-1603), dipinto da Federico Zuccari, il Large Glass (1915-1923) di Marcel Duchamp e i cereali, quali il grano, il farro, il fonio?
Una volta identificato il legame provate ad usarlo come “testimone” per immaginare un nuovo servizio offerto sul web.

(Il servizio deve essere illustrato, a scelta, o con una brochure, o con delle illustrazioni o con un filmato)

L’elaborato dovrà essere presentato su dischetto, accompagnato da una breve relazione scritta esplicativa.
Non sono accettati altri supporti.

Chi cerca, trova.  Nessi e relazioni

Chi cerca, trova.  Nessi e relazioni

Chi cerca, trova.  Nessi e relazioni

Chi cerca, trova.  Nessi e relazioni

Chi cerca, trova.  Nessi e relazioni

Chi cerca, trova.  Nessi e relazioni

Chi cerca, trova.  Nessi e relazioni

Chi cerca, trova.  Nessi e relazioni

Chi cerca, trova.  Nessi e relazioni

Chi cerca, trova.  Nessi e relazioni


Chi cerca, trova.  Nessi e relazioni

Chi cerca, trova.  Nessi e relazioni

Esercitazione 12 – 2008-09

6 Marzo 2009

IED. Sociologia – Anno accademico 2008-2009.
Tema della dodicesima esercitazione.
Marco Polo sul web.  I sei gradi di separazione.
***
La teoria dei sei gradi di separazione e un’ipotesi secondo cui qualunque persona può essere messa in relazione con qualunque altra persona attraverso una catena di conoscenze con non più di cinque intermediari. Tale teoria fu proposta per la prima volta nel 1929 dallo scrittore ungherese Frigyes Karinthy in un racconto breve intitolato “Catene”.
Nel 1967 il sociologo americano Stanley Milgram trovò un nuovo sistema per testare la teoria, che
egli chiamo "teoria del mondo piccolo". Selezionò casualmente un gruppo di americani del Midwest e chiese loro di mandare un pacchetto ad un estraneo che abitava nel Massachusetts, a diverse migliaia di chilometri di distanza. Ognuno di essi conosceva il nome del destinatario, la sua
occupazione, e la zona in cui risiedeva, ma non l’indirizzo preciso.
Fu quindi chiesto a ciascuno dei partecipanti all’esperimento di mandare il proprio pacchetto a una persona da loro conosciuta, che a loro giudizio avesse il maggior numero di possibilità di conoscere il destinatario finale. Quella persona avrebbe fatto lo stesso, e cosi via fino a che il pacchetto non venisse personalmente consegnato al destinatario finale.
I partecipanti si aspettavano che la catena includesse perlomeno un centinaio di intermediari, e
invece ci vollero solo (in media) tra i cinque e i sette passaggi per far arrivare il pacchetto.
************

Antananarivo (Madagascar) – Helsingborg (Svezia).
Qual’è il nome di uno dei tanti commercianti che li vendono e quanto costa un mazzetto di dodici baccelli di “vaniglia planifora” presso il “Tana Market” di Antananarivo?
In quale negozio della Kullagatan, ad Helsingborg, possiamo trovare dei baccelli di vaniglia e quanto spenderemo di più ( o di meno) rispetto al prezzo del “Tana Market” di Antananarivo?
***
Avila (Spagna) – Hobart (Tasmania) – Reykjavik (Islanda)
In Calle de San Gerónimo, ad Avila, si possono acquistare dei biscotti famosi.  Come si chiamano, chi li vende, quanto costa spedirne dieci confezioni al 30 di Elisabeth Street ad Hobart in Tasmania?  Al “Salamanca Fruit Market” di Hobart vendono delle patate di straordinaria qualità.  Quanto costano cento chili di patate della qualità migliore e quanto spenderemmo per spedirle al ristorante “Fiorukrain” al 220 dell’Hafnarfiodur, nel Viking Village di Reykjavik, in Islanda?
***
Kronshtadt (Russia)
Che cosa c’è scritto sul monumento ai marinai dei sommergibili di Kronshtadt?  Come appare oggi, cioè, in questo momento?  (Vale l’immagine documentata più recente.)

L’esercitazione consiste nel preparare un dossier (in tre parti) con il massimo delle informazioni previste rispetto ai tre temi.  Sarà premiato il dossier più informato e stilisticamente più interessante.
Il dossier dovrà essere presentato su dischetto, accompagnato da una breve relazione scritta esplicativa sul lavoro di ricerca svolto.
Non sono accettati altri supporti.

Marco Polo sul web.  I sei gradi di separazione.

Marco Polo sul web.  I sei gradi di separazione

Marco Polo sul web.  I sei gradi di separazione.

Marco Polo sul web.  I sei gradi di separazione.

Marco Polo sul web.  I sei gradi di separazione.

Marco Polo sul web.  I sei gradi di separazione.

Marco Polo sul web.  I sei gradi di separazione.

Marco Polo sul web.  I sei gradi di separazione.

Marco Polo sul web.  I sei gradi di separazione.