{"id":4518,"date":"2011-03-06T10:40:40","date_gmt":"2011-03-06T09:40:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pages.mi.it\/?p=4518"},"modified":"2011-03-06T10:40:40","modified_gmt":"2011-03-06T09:40:40","slug":"lexikon-addenda-8","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/2011\/03\/06\/lexikon-addenda-8\/","title":{"rendered":"Lexikon &#8211; Addenda 8"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>Una breve nota sulla festa, la vigilia di \u201ccarnevale\u201d. <\/strong><\/em><\/p>\n<p>La festa \u00e8 memoria, utensile di morale e di perversione, simbolo orale e letterario, rifugio, spesso di <em>performance<\/em> perdute, <em>souffl\u00e9<\/em> di senso.<\/p>\n<p>L\u00e0 dove la regressione consuma la festa il sacro precipita a religione o si fa spettacolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4519\" title=\"je-avant-garde-art\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/je-avant-garde-art.jpg\" alt=\"\" width=\"384\" height=\"285\" srcset=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/je-avant-garde-art.jpg 384w, https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/je-avant-garde-art-300x222.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 384px) 100vw, 384px\" \/><\/p>\n<p>Nella festa il disordine costruisce l\u2019incontro, la trasgressione, il senso, perch\u00e9 essa \u00e8, prima di tutto, il sentimento di una partecipazione possibile.  Di fatto, non \u00e8 mai solo un insieme di cerimonie, ma \u00e8 il luogo e il tempo in cui la \u201cmotricit\u00e0\u201d delle cerimonie diventa corpo del soggetto festante, in questo modo la festa \u00e8 identitaria e in essa il soggetto si specchia con la sua soggettivit\u00e0 sociale.<\/p>\n<p>La festa \u00e8 il luogo del corpo a corpo con il mondo, frantuma gli involucri psichici o, meglio, li \u201cantromorfizza\u201d con l\u2019ambiente a cominciare dagli orifizi corporali che sono organi di transito tra l\u2019interno e l\u2019aperto.  In questo modo essi diventano strumenti di percezione e di emozione, \u201corganismi\u201d di elaborazione dell\u2019esperienza, non per caso le personalit\u00e0 ossessive sono le pi\u00f9 restie alla <em>depense<\/em> festiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4520\" title=\"giga_pulse_choco-b01\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/giga_pulse_choco-b01.jpg\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"364\" srcset=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/giga_pulse_choco-b01.jpg 240w, https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/giga_pulse_choco-b01-197x300.jpg 197w\" sizes=\"auto, (max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/p>\n<p>La festa \u00e8 un cosmo ornato ed ordinato che interrompe ogni lavoro produttivo e si oppone all\u2019ordine costituito attraverso l\u2019eccesso, la trasgressione, lo spreco.  In questo senso essa \u00e8 un pericolo per gli assolutismi e gli utilitarismi.  Ai loro occhi \u00e8 eversiva e sovversiva, portatrice di cambiamenti non motivati se non in un contesto ludico e creativo in cui si svaporano gli obblighi a fini pratici.<\/p>\n<p>Ne consegue che l\u2019istituto festivo riafferma, negandolo, l\u2019ordine sociale, \u00e8 il suo <em>hortus<\/em> <em>conclusus <\/em>nel<em> <\/em>quale la celebrazione della vita corrente rivela la rinascita, il cambiamento, la rigenerazione.  Qui sta anche la sua debolezza, apre le porte al simbolico e all\u2019abbondanza nello stesso movimento con il quale, giocoforza, suffraga, consacra e rafforza le gerarchie dell\u2019ordinamento esistente.<\/p>\n<p>A suo tempo scuoteva l\u2019orrore del gotico ed anticipava \u2013 senza capirlo \u2013 il Rinascimento.<\/p>\n<p>Era un linguaggio dietro cui il realismo grottesco esaltava il linguaggio espressivo della cultura materiale e corporea con la quale si aprivano le porte alla fertilit\u00e0, alla crescita e all\u2019abbondanza,  una rappresentazione del grembo femminile dove tutto ha inizio e tutto vi ritorna.  Dove il vissuto \u00e8 il compimento del festivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4521\" title=\"717px-Sushiusb\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/717px-Sushiusb.jpg\" alt=\"\" width=\"339\" height=\"262\" srcset=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/717px-Sushiusb.jpg 339w, https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/717px-Sushiusb-300x231.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 339px) 100vw, 339px\" \/><\/p>\n<p>Scrive Sigmund Freud, attraverso l\u2019infrazione solenne di un divieto si forma la coscienza di s\u00e9 e si moltiplicano le sue contraddizioni, lo scendere a patti nella confusione che in qualche modo tarpa le ali alla sublimazione.  Nel contesto attuale quella riduzione della festa a vacanza che salvaguardia la produttivit\u00e0 e il consumo alienando il desiderio dentro un gioco di specchi di \u201cidentificazioni sostitutive\u201d.  Cos\u00ec, ha notato Roger Caillois, attraverso l\u2019eccesso il gioco fuoriesce dalla festa ed esalta la guerra, invece di riscoprire e rifondare la comunit\u00e0 avvelena ogni passione.<\/p>\n<p>Il tempo come il fiore pu\u00f2 morire e pu\u00f2 rinascere, nel regime festivo \u00e8 una cosmogonia, un evento che rifonda, che \u201critorna\u201d, ma che la guerra raddrizza perch\u00e9 essa pretende una fine anche a spese del sacro.  Quello che conta \u00e8 isolare la temporalit\u00e0 dell\u2019evento festivo per banalizzare la catarsi ed imporre l\u2019assoluto relativo del sacro sul profano.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4522\" title=\"American-settlers\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/American-settlers.jpg\" alt=\"\" width=\"275\" height=\"226\" \/><\/p>\n<p>La stessa memoria della festa \u00e8 stata banalizzata dallo spettacolo in cui il <em>dominus<\/em> \u00e8 il consumatore, un individuo incapace a pensare la <em>d\u00e9pense<\/em>.  In questo senso la decadenza festiva \u00e8 completamente realizzata dall\u2019ideologia delle vacanze e del tempo libero.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso che nei regimi dispotici puniscano la festa ed esaltino le vacanze di massa.  Cos\u00ec fece il franchismo in Spagna quando viet\u00f2 la festa per eccellenza, il Carnevale.<\/p>\n<p>Cos\u00ec fece il fascismo italiano con le vacanze littorie a tariffe ferroviarie scontate.<\/p>\n<p>Il \u201cpan-ludismo\u201d \u00e8 una perversione moderna della festa intesa come sensazione.  Come perversione della forma di spettacolo lungi dal rompere il quotidiano lo rafforza nella sua dimensione mercantile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una breve nota sulla festa, la vigilia di \u201ccarnevale\u201d. La festa \u00e8 memoria, utensile di morale e di perversione, simbolo orale e letterario, rifugio, spesso di performance perdute, souffl\u00e9 di senso. L\u00e0 dove la regressione consuma la festa il sacro precipita a religione o si fa spettacolo. 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