{"id":4430,"date":"2010-08-25T21:37:18","date_gmt":"2010-08-25T20:37:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pages.mi.it\/?p=4430"},"modified":"2010-08-25T21:37:18","modified_gmt":"2010-08-25T20:37:18","slug":"waldmeisterbowle-zwieback","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/2010\/08\/25\/waldmeisterbowle-zwieback\/","title":{"rendered":"Waldmeisterbowle &#8211; Zwieback"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\">\n\t<img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/WXYZ\/copertina-W-X-Y-Z.jpg\" alt=\"Lexicon - W, X, Y, Z\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>W<\/strong><\/p>\n<p><strong>Waldmeisterbowle<\/strong>, altro nome del <em>Maitrank<\/em>.Waldmeister &egrave; il nome tedesco per la Asperula odorato, il  principale ingre&shy;diente per la produzione della bibita.<\/p>\n<p><strong>Walewsca<\/strong>, alla Walewsca, modo di  preparazione del pesce, cos&igrave; chiamato in onore della Contessa Walewsca, amante di Napoleone I. Diamo qui la ricetta dei  filetti di sogliola, ad esem&shy;pio di tale preparazione. &mdash; <em>Filets<\/em><em> de sole &agrave; &nbsp;la Walewska <\/em>(cucina francese). &Egrave; una ricetta che esige cure speciali. I filetti vanno  lasciati nel senso della lunghezza, non ripiegati. Dopo aver tolto la pelle,  levate pure la pellicola che rimante aderente alla carne, che produrrebbe una  deformazione del filetto durante la cottura. Conviene spianarli, ma leggermente  soltanto. Fa&shy;teli sobbollire &mdash; quindi senza arrivare all&rsquo;ebollizione &mdash; in un  fondo di pesce, con scarso liquido (il cosiddetto <em>courtmouillement<\/em>dei Francesi). Accomoda&shy;teli sul piatto di servizio, circondan&shy;doli di code  di gamberetti, stufati al burro e tagliati in due nel senso della lunghezza,  nonch&eacute; di tartufi affettati molto fini. Applicate uno strato sottile di salsa Mornay ed infine del fondo di cottura molto concentrato.<\/p>\n<p><strong>Waterzo&iuml;<\/strong>, voce fiamminga ed olan&shy;dese, per indicare una  preparazione lo&shy;cale, analoga alla bouillabaisse, pre&shy;parata col burro, anzich&eacute;  con l&rsquo;olio, pri&shy;va di aglio, pomodoro e zafferano, ed anche meno liquida.<\/p>\n<p><strong>Welsh rare bit<\/strong>,  termini inglesi, che, tradotti, significano: boccone gallese di scelta. Taluni,  sbagliando, pronuncia&shy;no <em>rabbit<\/em><em>, <\/em>coniglio,  che brilla per la sua assenza. Un sandwich consimile &egrave; <em>Irish rare bit, <\/em>di  cui facciamo seguire la ricetta.<br \/>\n    <em>Welsh: <\/em>Ingredienti.  150 gr. di formaggio inglese (Cheshire o Cheddar), 150 gr. di burro, 2 cucchiaia&shy;te da tavola o di  latte oppure di birra inglese (<em>ale<\/em>), 1  cucchiaiata da t&egrave; di se&shy;nape pure inglese, <em>toasts<\/em>caldi burrati. Fate fondere il burro in un  tegame, aggiungete il formaggio grattugiato, mischiate sino all&rsquo;assorbimento  del for&shy;maggio, aggiungete gradatamente il latte oppure la birra, senape, sale  e pepe a volont&agrave; e col prodotto spalma&shy;tene i <em>toasts<\/em>che vanno serviti caldis&shy;simi. Ricetta per 3 persone. &mdash; <em>Irish. <\/em>150  gr. di formaggio inglese (Cheshire o Cheddar), 150 di burro, 3 cucchiaiate da tavola di latte, 1  cucchiaiata da dolce di cetrioli, tagliati a larghe fet&shy;te, aceto, senape, pepe  e toasts burrati. Mettete  in un tegame burro, latte e formaggio, tagliato a piccoli pezzi, e mischiate a  piccolo fuoco sino a farne una specie di crema; aggiungete poi senape, aceto e  pepe a discrezione e col prodotto spalmate i toasts  che van&shy;no serviti senza ritardo. Ricetta per 6 persone. Tanto il &laquo;Welsh&raquo;  quando l&rsquo;&laquo;Irish rare bit&raquo; fanno parte del re&shy;pertorio dei &laquo;savouries&raquo;.<\/p>\n<p><strong>Whitebait<\/strong> &egrave; un piccolo pesce del Tamigi, un avannotto, un mistero  zoolo&shy;gico, perch&eacute; s&rsquo;ignora quale pesce lo produca. In Inghilterra si usa  servirlo come secondo pesce nei pranzi di ri&shy;guardo. &Egrave; servito a tavola con  quarti di limone e fette di pane nero imbur&shy;rato.<br \/>\n  La frittura &egrave; il solo metodo per preparare i w., esige cure  particolari, essendo il pe&shy;sce molto fragile. La padella deve es&shy;sere munita  della rete di fil di ferro di sollevamento. Il pesce deve essere freschissimo,  conservato su ghiaccio se non usato subito. Va infarinato abbon&shy;dantemente e  fritto in una frittura caldissima, per pochi minuti. La rete va mossa  continuamente. Fritto il w., scolatelo, cospargetelo con sale e pepe e  servitelo su salvietta o carta a merli.<\/p>\n<p><strong>Wiener<\/strong><strong> W&uuml;rste<\/strong>, salsicce di Vienna (cucina austriaca). Met&agrave; manzo sgras&shy;sato  e met&agrave; maiale, con l&rsquo;aggiunta di salnitro, che determina il color roseo. 10 minuti  di bollitura a fuoco moderato, all&rsquo;acqua od al vino bianco. Possono  accompagnare i salcrauti, od un <em>pur&eacute;e<\/em> di lenti  o patate, cavoli verdi, fagioli.<\/p>\n<p><strong>Witloof<\/strong>, termine belga per designare la scariola, che &egrave; una  caratteristica produzione belga.<\/p>\n<p><strong>Worchester<\/strong><strong> sauce<\/strong> &egrave; il nome della ce&shy;lebre salsa piccante inglese, che si  pro&shy;duce a Worchester, citt&agrave; dell&rsquo;Inghil&shy;terra  centrale, l&rsquo;antica <em>Branogenium<\/em>o <em>Branonium<\/em>dei Romani, nota per la vittoria di  Cromwell. Ricetta. Ingredienti. 1 litro d&rsquo;aceto scuro della  migliore qualit&agrave;, cucchiaia&shy;te da tavola: 6 di ketchup di noce, 5 di essenza d&rsquo;acciughe,  4 di soia; una presa di pepe di Caienna, sale e 4 scalogni tritati. Riunite il  tutto in una grande Bottiglia, chiudetela ermeticamente, scuotetela quattro  volte al giorno durante una quindicina di giorni, stac&shy;ciatela ed imbottigliatela  in piccole bottiglie a chiusura ermetica. Questa worchester  sauce, con diverse denomi&shy;nazioni, si prepara oramai  industrial&shy;mente in molti paesi. Forse conviene acquistarla bell&rsquo;e pronta.<\/p>\n<p><strong>Wurstel<\/strong>, diminutivo  dialettale della parola tedesca Wurst, salsiccia. Wurstchen, piccola salsiccia. &Egrave; uso, in Ita&shy;lia, di  chiamare Wurstel le salsicce af&shy;fumicate tipo Francoforte o Vienna.<\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/WXYZ\/W1.jpg\" alt=\"Lexicon W, X, Y, Z\"\/>\n<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>X<\/strong><\/p>\n<p><strong>Xeres  o Jerez<\/strong>, vino molto alcolico, prodotto  nella provincia di Jerez de la   Frontera, nei dintorni di Cadice in Spagna. &Egrave; bianco, ed &egrave;  usato come aperitivo, in cucina ed in pasticceria. Ve ne sono diverse qualit&agrave;, tra le quali ricordiamo il  Xeres secco, chiamato <em>sherry <\/em>in Inghilterra, il <em>manzanilla<\/em><em>, <\/em>pi&ugrave; leggero, ed il <em>pajarete<\/em><em>, <\/em>che  ricorda la malvasia.<\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/WXYZ\/X1.jpg\" alt=\"Lexicon W, X, Y, Z\"\/>\n<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Y<\/strong><\/p>\n<p><strong>Yogurt<\/strong> &egrave; un latte  prodotto con l&rsquo;aiu&shy;to di speciali fermenti lattici, dotati d&rsquo;un particolare  potere, superiore a quello dei fermenti usati normalmente nell&rsquo;industria del  formaggio. Questa propriet&agrave; &egrave; di natura antisettica intestinale, impedendo la  prolificazione dei bacilli della putrefazione delle sostanze azotate, operanti  nell&rsquo;intestino stesso. L&rsquo;uso dello Yogurt &egrave; oggi largamente diffuso, ma non si  tratta d&rsquo;una nuova scoperta, come generalmente si ritiene. Si pensi che gi&agrave;  Francesco I, sofferente di disturbi gastrici, che i medici di al&shy;lora non  seppero diagnosticare n&eacute; cura&shy;re, avendo appreso dalla vox populi  di cure prodigiose di un certo medico ebreo di Costantinopoli, ne chiese l&rsquo;assi&shy;stenza,  invitandolo pubblicamente alla sua Corte. &Egrave; da immaginarsi l&rsquo;effetto  sorprendente che l&rsquo;apparizione su suolo parigino produsse di quel taumaturgo  orientale, il quale giunse alle porte di Parigi, scortato da un numeroso greg&shy;ge  di pecore. Lo scettico e sin d&rsquo;allora scaltro pubblico cittadino rimase iro&shy;nicamente  incredulo ai prodigi di tale medico, ma presto dovette ricredersi, perch&eacute; la  salute del monarca francese cominci&ograve; rapidamente a migliorare. No&shy;nostante le  insistenze della Corte il fa&shy;moso medico orientale non volle comu&shy;nicare il  metodo della cura, indubbia&shy;mente fondato sull&rsquo;uso di latte caglia&shy;to. Intorno  al 1900 uno scienziato rus&shy;so, Metchnikoff,  viaggiando in Bulga&shy;ria, fu sorpreso della longevit&agrave; dei con&shy;tadini russi, circostanza  che egli at&shy;tribu&igrave; all&rsquo;uso del latte cagliato. Per&ograve; se a Metchnikoff  spetta il merito di aver contribuito alla diffusione dello Yo&shy;gurt, la scoperta  scientifica vera e pro&shy;pria del bacillo viene da molti attribui&shy;to ad uno  scienziato ginevrino, al professor Massol, il quale  identific&ograve; il mi&shy;crobo, che porta il suo nome. Metchni&shy;koff  e Massol erano contemporanei ed amici, legati anche  da studi comuni al&shy;l&rsquo;Istituto Pasteur di Parigi. Oggi  lo Yogurt si pu&ograve; preparare in casa con ap&shy;positi apparecchi, in vendita  ovunque, una preparazione che richiede cure spe&shy;ciali e l&rsquo;osservanza d&rsquo;una  determinata temperatura. D&rsquo;altronde &egrave; ottenibile bell&rsquo;e pronto presso tutte le  comuni lat&shy;terie. Il lievito che serve per ottenere la fermentazione del latte  porta il no&shy;me di Maya.<\/p>\n<p><strong>York<\/strong>, citt&agrave;  industriale dell&rsquo;Inghil&shy;terra settentrionale, nella contea omo&shy;nima, gi&agrave;  roccaforte dei Romani col no&shy;me di <em>Eboracum<\/em><em>, <\/em>anche nota per la sua cattedrale in stile gotico fiammingo ed una cappella  che risale al VII secolo d. C. Dal lato gastronomico &egrave; celebre per il prosciutto  di sua produzione, il <em>prosciutto di York, <\/em>considerato il mi&shy;gliore delle  isole britanniche.<\/p>\n<p><strong>Yorkshire<\/strong><strong> pudding<\/strong>, &egrave; una famosa  specialit&agrave; della cucina inglese, rappresenta l&rsquo;accompagna&shy;mento tradizionale  del manzo arrosto. &nbsp;Proviene, si dice,  dalla Contea dell&rsquo;Yorkshire, dove tuttavia &egrave; chiamato <em>Batter pudding. &nbsp;<\/em>Come si pu&ograve;  vedere dalla ri&shy;cetta, appartiene piuttosto alla catego&shy;ria delle <em>cr&egrave;pes<\/em> che non ai  budini pro&shy;priamente detti.&nbsp; Dosi. Mezzo  litro di latte, quattro uova, una tazza di farina, una presa di sale. Mettete  farina e sale in una bacinella, fate nel mezzo il solito poz&shy;zo, versateci le  uova, impastate, me&shy;scolando gradatamente, attirando la farina dai lati ed  aggiungendo il lat&shy;te a gradi, sino a farne una pasta spes&shy;sa ed untuosa.&nbsp; Continuate ad impastare per altri dieci  minuti, aggiungete il latte rimanente, coprite e lasciate riposare per almeno  un&rsquo;ora. &nbsp;Nel frattempo un&shy;gete  abbondantemente una padella con del sugo di carne e collocatela nel forno. Date  un&rsquo;ultima impastata al <em>pudding<\/em> e  collocatelo sulla padella, poi questa nel forno a fuoco caldissimo, si&shy;no a  farlo dorare. &nbsp;Va poi tagliato o a  quadretti, o a listerelle, e servito col sugo di  carne, generalmente qualche istante prima di servire il manzo. Se il manzo &egrave;  preparato allo spiedo, il <em>pudding<\/em> cot&shy;to  va collocato sotto allo spiedo, per mantenersi caldo, raccogliendo ed impregnandosi  del grasso che cola.&nbsp; <em>Yorkshire<\/em><em> pudding with raisins <\/em>(con  uvetta). &Egrave; una variante che prevede di cospargere la pasta con uve passe, do&shy;po  essere stata travasata nella padel&shy;la. Al posto dell&rsquo;uvetta  potete usare frutta candite, oppure pinoli, pi&shy;stacchi e cedro.&nbsp; <em>Yorkshire<\/em><em> sauce<\/em> &egrave; il nome d&rsquo;una sal&shy;sa della cucina inglese, che  accompagna spesso l&rsquo;anitra arrosto od il prosciutto brasato. &nbsp;Ingredienti: un decilitro di vino di Porto,  una striscia di scorza d&rsquo;arancia, un cucchiaio di salsa spagnola, un cucchiaio  di gelatina di ribes, una pre&shy;sina di cannella in polvere, una punta di pepe ed  il succo d&rsquo;un arancio. &nbsp;Fate bollire nel  Porto la buccia d&rsquo;arancia, che metterete da parte. Al Porto ag&shy;giungerete la  salsa spagnola, il ribes, la cannella e il pepe. Fate bollire per qualche istan&shy;te.  Travasate il succo d&rsquo;arancia. Pas&shy;sate allo staccio. Servendo la salsa, che  deve essere calda, aggiungeteci la scorza d&rsquo;arancia.<\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/WXYZ\/Y1.jpg\" alt=\"Lexicon W, X, Y, Z\"\/>\n<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Z<\/strong><\/p>\n<p><strong>Zabaione<\/strong>, &egrave; una preparazione  tipicamente italiana, la voce &egrave; etimologicamente incerta, &egrave; chiamato in Francia  ed in Inghilterra <em>sabayon<\/em><em>. &nbsp;<\/em>In  italiano &egrave; scorretto dire e scrivere za&shy;baglione.&nbsp; Occorrono tre tuorli d&rsquo;uovo per ogni due commensali.  Una cucchiaiata da ta&shy;vola scarsa di zucchero per ogni uovo. Sempre ogni uovo  due cucchiai di vino molto alcolico, Marsala, od Asti, o Champagne, o liquori,  ma sempre del tipo bianco. Scaldate il composto a bagno-maria, sempre  frullando, sino a renderlo pa&shy;stoso.&nbsp; L&rsquo;aggiunta  d&rsquo;una scorza d&rsquo;arancia o di limone grattugia&shy;to &egrave; facoltativa. Si pu&ograve; consumare  tan&shy;to caldo, quanto ghiacciato, cos&igrave; a s&eacute; stante, in tazze o bicchieri, come  ac&shy;compagnato da biscotti o pesche bianche. <\/p>\n<p><strong>Zacuschi<\/strong> (traslitterazione italiana), nei ristoranti di Parigi,  Londra e negli Sta&shy;ti Uniti z<em>akuski<\/em><em>, <\/em>&egrave;  il nome russo di antipasti misti caldi e freddi che negli alberghi in Russia si  servivano unitamente a liquori di diversa specie, su tavolini a parte, e che i  clien&shy;ti consumavano senza sedersi, prima di mettersi a tavola per il pasto  regolare. &nbsp;Talvolta il consumo dell&rsquo;alcool  domina&shy;va quello degli antipasti ed il cliente rinunciava alla cena.&nbsp; Oggi il termine <em>zakuschi<\/em>, nei ristoranti  occidentali di cucina russa &egrave; sinonimo di antipasto.<\/p>\n<p><strong>Zafferano<\/strong> <em>Crocus<\/em><em> sativus, <\/em>fr. e ted. <em>Safran<\/em><em>, <\/em>ingl. <em>Saffron<\/em><em>, <\/em>lat. <em>Crocus<\/em>oppure <em>Crocum<\/em><em>, <\/em>o croco, &egrave; una pianta erbacea della  famiglia delle <em>Iridacee<\/em>, dal bulbo  circondato da un involucro fibroso, dalle foglie linea&shy;ri, dai fiori violetti,  che hanno i tre stimmi di colore rossastro-arancione,  di odore aromatico molto pronunciato. Questi stimmi,  raccolti e disseccati, si chiamano pur essi zafferano.<br \/>\n  Era noto ed apprez&shy;zato nei tempi pi&ugrave; remoti. &nbsp;Basta cita&shy;re Virgilio: <em>Et<\/em><em> glaucas salices, casiamque crocumque rubentem<\/em> ed in genere gli aggettivi, usati dai latini: <em>aureus<\/em><em>, flavus, luteus, fulvus, pallens, pallidus, rubens, purpureus, mollis, te&shy;ner, tennis, gratus, amoenus, spirans, redolens, odoratus, Cilissus, Tyrius, Corycius, Siculus, Puniceus, Sicanus.<\/em> <em>&nbsp;<\/em>&Egrave;  una pianta che resiste ai climi pi&ugrave; diversi, dalle zone tropicali a quelle  temperate, e possiede una straordina&shy;ria capacit&agrave; tintoria, capace di colorire 100.000  volte il suo volume d&rsquo;acqua. In medicina, come emmenagogo ed unito al laudano;  per colo&shy;rire i pizzi e la   Chartreuse, infine in cucina &egrave;, tra altri impieghi, l&rsquo;elemento  principale di condimento del risotto alla milanese e della <em>bouillabaisse.<\/em>&nbsp; L&rsquo;uso  ne &egrave; limita&shy;to, causa il prezzo proibitivo. &nbsp;Per quan&shy;to sia venduto, come polvere, in  buste sigillate, viene talvolta adulterato, in specie coi fiori del cosiddetto  zafferano bastardo. La buona qualit&agrave; di quello in polvere deve rap&shy;presentare  una massa uniforme aran&shy;cione scura, senza filamenti bianchi. Quello bastardo  invece tende al rosso.&nbsp; Si consiglia di usare  quello in stimmi essiccati.<\/p>\n<p><strong>Zampone.<\/strong> &Egrave; la gloria  della salume&shy;ria modenese. &nbsp;Il nome di  zampone, storpiato spesso dai francesi in zampino, &egrave; dovuto al genere dell&rsquo;involucro,  in cui la carne &egrave; insaccata, cio&egrave; nelle zampe an&shy;teriori del maiale, svuotate  delle ossa e dei muscoli, che vengono riempite di carne, sempre di maiale,  triturata con la cotica, cui si aggiunge un condi&shy;mento di aglio, spezie e  pepe, chiamato localmente la <em>cunza<\/em><em>. &nbsp;<\/em>Esposto lo zam&shy;pone al calore d&rsquo;una stufa,  viene poi posto in commercio.&nbsp; Lasciatelo  a bagno per qualche ora, grattatene la cotenna, pun&shy;getelo con un grosso ago,  ravvolgetelo in un panno, che legherete, mettetelo in un recipiente lungo,  contenente acqua fredda, che porterete all&rsquo;ebolli&shy;zione, mantenendo poi la  cottura ai primi bollori appena visibili. &nbsp;Un&rsquo;ora di bollitura &egrave; necessaria. &nbsp;Le precauzioni indicate sono opportune per  evitare lo scoppio della pelle. &nbsp;<em>Freddo.  &nbsp;<\/em>Per anti&shy;pasto, ritagliate in fette  sottili e ser&shy;vite con prezzemolo fritto, in forma di ghirlanda. &nbsp;Come pietanza, conviene ag&shy;giungervi altra  carne fredda. &nbsp;<em>Caldo. &nbsp;<\/em>Assistetelo d&rsquo;una salsa del tipo pomodoro.  &nbsp;Il contorno classico &egrave; costituito da  lenticchie in umido. &nbsp;Naturalmente sono  ammessi anche altri contorni. &nbsp;Pre&shy;ferite  la purea di piselli ed i crauti.<\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/WXYZ\/Z1.jpg\" alt=\"Lexicon W, X, Y, Z\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Zelanda<\/strong>, provincia dei  Paesi Bassi, &egrave; celebre per la produzione di ostriche. <\/p>\n<p><strong>Zenzero<\/strong> <em>Zingiber<\/em><em> officinale, <\/em>fr. <em>gingembre<\/em><em>, <\/em>ingl. <em>ginger,<\/em> ted. <em>Ingwer<\/em><em>, <\/em>pianta erbacea della famiglia delle <em>Zinziberacee<\/em>, dai rizomi &mdash; che pure si chia&shy;mano zenzero, &mdash;  nodosi e segmentati, dalle foglie alterne, e rettinervate  e dai fiori pluricolorati, con un solo stame fertile,  gli altri due essendo ridotti a staminoidi. &nbsp;Pianta proveniente dall&rsquo;Asia tropicale, nota  dai tempi pi&ugrave; remoti, <em>Zingiber<\/em><em> et calidum, mordax piper, et laser albent<\/em>, oggi col&shy;tivata in tutti i paesi caldi. &nbsp;La radice, un rizoma, ha un sapore particolare  piccante.&nbsp; Se ne fa un uso piuttosto  scarso come condimento e nella prepa&shy;razione di confetteria nel continente  europeo, mentre in Inghilterra &egrave; larga&shy;mente impiegato, nelle pi&ugrave; diverse  forme.&nbsp; In commercio esistono due qualit&agrave;:  il grigio in forma di tubercoli, coperti da una pelle gri&shy;gia giallastra,  lunghi da cinque a nove centimetri e spessi circa &nbsp;un paio di centimetri &egrave; il migliore, l&rsquo;altro,  il bianco, scorticato, in piccoli frammenti, &egrave; di qualit&agrave; inferiore.<\/p>\n<p><strong>Z&eacute;phir<\/strong>, zeffiro,  denominazione che, per analogia col venticello o con una stoffa leggera, si  applica come predicato a certe pre&shy;parazioni culinarie, o morbide, o soffi&shy;ci,  secondo la fantasia dei singoli cuo&shy;chi.<\/p>\n<p><strong>Ziegerk&auml;se<\/strong>, termine tedesco per un formaggio in forma di piramide,  specialit&agrave; dell&rsquo;Alto Adige.<\/p>\n<p><strong>Zimino<\/strong>, termine della  cucina italia&shy;na. &nbsp;&Egrave; una salsa fatta di  prezzemolo, aglio, pepe, sale, spinaci e bietole, per guarnire cibi di magro. &nbsp;Ha qualche analogia con la <em>sauce<\/em><em> ravigote <\/em>della cu&shy;cina francese. <\/p>\n<p><strong>Zingara<\/strong>, alla zingara,  &egrave; un contorno di carne o pollame, fatto di verdure o legumi a strisce, di  prosciutto magro, lingua, funghi e tartufi, con una salsa di pomodoro e  scalogno. &nbsp;Il termine di zingara, usato  con la voce italiana an&shy;che in Francia, non ha alcuna attinen&shy;za con i costumi,  le tradizioni e la vita nomade degli zingari.<\/p>\n<p><strong>Zucca<\/strong> <em>Cucurbita  pepo, <\/em>fr. <em>courge<\/em><em>, <\/em>ingl. <em>pumpkin<\/em><em>, <\/em>ted. <em>K&uuml;rbis<\/em><em>, <\/em>fiamm. e ol. <em>Pocupoen<\/em><em>, <\/em>dan. <em>Groeskar<\/em><em>, <\/em>spagn. <em>calabaza<\/em><em>,  zapallo, <\/em>port. <em>gabaaza<\/em><em>, <\/em>famiglia delle <em>Cucurbitacee<\/em>, trib&ugrave; delle <em>Cucurbitee<\/em>. &Egrave; chiamata zucca tanto la pian&shy;ta, quanto la  polpa del frutto. &nbsp;Esistono molte  variet&agrave;, anche a caratteristiche differenti, di cui le principali sono: la <em>mammouth<\/em>, rossa a  tracce verdognole, colossale; la <em>cocuzza <\/em>di Napoli; la zuc&shy;ca verde a  cespo, che produce zucchette, che si cucinano allo stato verde. Di particolare  rilievo &egrave; il tipo <em>potiron<\/em>francese,  che, a sua volta, con&shy;ta varie sottospecie, sempre tipiche per le strie  longitudinali, marcate su tutta la superficie del frutto, cos&igrave; il rosso vivo di  Etampes, che pu&ograve; raggiungere sino a sessanta chili,  il grigio di Boulogne, il <em>potiron<\/em> giallo, quello verde, eccetera.&nbsp; Nota ai  Romani col nome di <em>Cucurbita, <\/em>gli aggettivi usati ne definiscono le  caratteristiche: <em>unca<\/em><em>, serpens,  viridis, demissa, sylvestris, gravis, gravida, praegnans, ventosa. <\/em>E Virgilio canta: <em>Et<\/em><em> gravis in latum demissa cucurbita ventrem<\/em>.&nbsp; I semi,  mucillagginosi e rinfrescanti, sono noti per le loro qua&shy;lit&agrave; vermifughe, in  specie per combattere il verme solitario. Oltre la polpa, sono utilizzabili in  cucina anche i fio&shy;ri. Tuttavia la zucca non &egrave; raccoman&shy;dabile ai temperamenti  biliosi, agli sto&shy;machi deboli ed alle persone soggette a flatulenze.&nbsp; <em>K&uuml;rbiszuppe<\/em>(zuppa di zucca, cucina tedesca). &nbsp;Ritagliate  una zuc&shy;ca, o parte di essa, nella dimensione voluta, in piccoli pezzi,  eliminando cor&shy;teccia e semi. &nbsp;Fatela  bollire nell&rsquo;ac&shy;qua salata, unitamente ad un cipolla affettata, sino all&rsquo;intenerimento.  &nbsp;Setac&shy;ciatela. &nbsp;Rimettetela sul fuoco con un buon brodo,  oppure col liquido di cottura del&shy;la zucca, rilevato con un po&rsquo; di brodo.&nbsp; Aggiungeteci all&rsquo;ultimo momento del burro, cospargete  di noce moscata grattata e servite la zuppa su dei crostini arrostiti ed  imburrati.&nbsp; <em>Zuc&shy;cha<\/em><em> fritta alla siciliana. &nbsp;<\/em>Tagliatela a  fet&shy;te sottili e friggetele nell&rsquo;olio. Termina&shy;ta la cottura, togliete quasi  tutto l&rsquo;olio dalla padella, lasciandone lo stretto necessario. &nbsp;Cospargete le fet&shy;te d&rsquo;un po&rsquo; d&rsquo;aceto,  aggiungeteci una presa di sale ed una di zucchero, una o due foglie di menta ed  un aglio tritato. &nbsp;Riaccendete il fuoco,  a fiamma moderata, per qualche minuto.&nbsp;  Servite.&nbsp; <em>In&shy;salata. &nbsp;<\/em>Bollite le fette in misura giu&shy;sta affinch&eacute;  non si decompongano, asciugatele e servitele con una <em>vinaigrette<\/em>.&nbsp; <em>Pur&eacute;e di zucche. <\/em>Cotte le zucche e  setacciate, rimettetele al fuoco con abbondante burro, aggiungeteci un ter&shy;zo  del volume di purea di patate. &nbsp;Non  lesinate nel condimento, sale e pepe. L&rsquo;aggiunta d&rsquo;un fondo di carne pu&ograve;  risultare gustoso.&nbsp; <em>Gratinate<\/em> <em>con  riso. &nbsp;<\/em>In un tegame refrattario, im&shy;burrato  e cosparso di parmigiano, al&shy;ternate strati di fette di zucca, stufate al  burro, con strati di riso cotto con sugo di carne. &nbsp;Cospargete il tutto di pane grat&shy;tato e di  parmigiano, bagnate con del bur&shy;ro fuso. Al forno a fuoco moderato.&nbsp; <em>Pumpkin<\/em><em> tops <\/em>(fiori di zucca, cucina inglese). &nbsp;Lavateli e fateli bollire nel&shy;l&rsquo;acqua,  cui avrete aggiunto una pre&shy;sina di bicarbonato. Poi vanno trat&shy;tati come gli  spinaci.<\/p>\n<p><strong>Zucchette <\/strong>o<strong> zucchine<\/strong> (fr. <em>courgettes<\/em><em>) <\/em>&egrave;  una variet&agrave; della zucca, con frut&shy;ti pi&ugrave; piccoli ma anche pi&ugrave; saporiti Vanno  preparate secondo le ricette del&shy;le melanzane.<\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/WXYZ\/Z2.jpg\" alt=\"Lexicon W, X, Y, Z\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Zuppe provenzali<\/strong> (prov. <em>A&iuml;go<\/em> significa ac&shy;qua, <em>sa&ugrave;<\/em> significa salata, <em>buido<\/em>significa  bolli&shy;to. &nbsp;<em>Nonnats<\/em>(francese) sono dei piccoli pesci bianchi.&nbsp; <em>Zuppa all&rsquo;aglio.&nbsp; <\/em>In una  casseruola: un litro d&rsquo;acqua, dieci piccoli spicchi d&rsquo;aglio, un mazzetto di  salvia, un chiodo di garofano, dieci grammi di sale ed un pizzico di pepe. &nbsp;Far bollire e poi ad ebollizione proseguite modera&shy;tamente  per un quarto d&rsquo;ora. &nbsp;A parte, cospargete  di formaggio grattugiato cinque fette di pane, scaldandole per qualche istante,  per permettere al formaggio di fondersi, collocatele in una zuppiera e  bagnatele con un filetto d&rsquo;olio d&rsquo;o&shy;liva. Versarteci  la zuppa, stacciandola e comprimendo leggermente gli aromi, attendere due  minuti affinch&eacute; il pane si gonfi e servite subito.&nbsp; <em>Zuppa a&iuml;gosa&ugrave;. <\/em>In  una casseruola: mezzo chilo di pesciolini bianchi, ripuliti e tagliati a pezzi,  mezza cipolla a fette sottili, la polpa di un pomodoro, una patata di media  grandezza, tagliata in dadi, una foglia di lauro, uno spicchio d&rsquo;aglio, due  mazzetti di prezzemolo ed uno di sedano: inoltre dieci grammi di sale, un buon  pizzico di pepe e mezzo litro d&rsquo;ac&shy;qua. Far bollire a fuoco vivo per venti  minuti. &nbsp;Sistemate nella zuppiera fette  di pane bagnate d&rsquo;olio d&rsquo;o&shy;liva, con un tantino di pepe. &nbsp;Versateci sopra la zuppa. &nbsp;Servite il pesce a parte, con accompagnamento  d&rsquo;<em>a&iuml;oli<\/em> o <em>rouille<\/em>.&nbsp; <em>Zuppa a&iuml;go alla  Casalinga (&agrave; la m&eacute;nag&egrave;re). <\/em>In primo luogo far rosolare  nel&shy; olio di oliva due bianchi di porro e mezza ci&shy;polla, ambedue affettati.  Poi aggiun&shy;geteci la polpa d&rsquo;un pomodoro, due spic&shy;chi d&rsquo;aglio schiacciati, un  pochino di finocchio, aromi diversi a volont&agrave;, una piccola scorza d&rsquo;arancia  secca, un piz&shy;zico di zafferano in polvere, due patate affettate, dieci grammi  di sale, un pizzico di pepe, mezzo litro d&rsquo;acqua. Partire a gran fuoco e  mantenere l&rsquo;ebollizione per un quarto d&rsquo;ora. Nella zuppa affo&shy;gate cinque uova  freschissime, uno per persona. Infine togliete gli aromi e la buccia d&rsquo;arancia,  versate la zuppa sulle fette di pane, predisposte in un piatto. &nbsp;Servite a parte le patate, sulle quali  collocherete le uova cospargendole di prezzemolo triturato.&nbsp; <em>Zuppa a&iuml;go bouido. <\/em>In una casseruola: un litro d&rsquo;acqua, dieci grammi  di sale marino, sei spicchi grattugiati d&rsquo;aglio, un pochino di salvia, mezzo  decilitro d&rsquo;olio ed un piz&shy;zico di pepe. &nbsp;Fate bollire per otto minuti. Versate la zuppa  su delle fette di pane disposte nella zuppiera e cosparse di prezzemolo tritato.&nbsp; <em>Zuppa a&iuml;go bouido, aux oeufs  poch&eacute;s <\/em>(alle uova affo&shy;gate). Fate bollire per un  quarto d&rsquo;ora, in un litro d&rsquo;acqua, un decilitro e mezzo d&rsquo;olio, dieci grammi di  sale, quattro spicchi d&rsquo;aglio, un pochino di pepe, frammenti di timo, lauro e  salvia, non&shy;ch&eacute; un pizzico di prezzemolo. &nbsp;Nella zuppa affogate cinque uova, disponetele  su delle fette di pane e bagnatele con la zuppa. &nbsp;<em>Zuppa matrimoniale (Soupe  de Mariage). <\/em>Preparate una marmitta con mezzo  chilo di manzo, mezzo di <em>gi&shy;got<\/em> di montone, mezza gallina e tre li&shy;tri d&rsquo;acqua. Condimento, guarnizione e  bollitura, come una marmitta ordina&shy;ria. Stacciare la zuppa, aggiungeteci un  pizzico di zafferano in polvere e sessanta grammi di riso per ogni litro di  zuppa. Continuate la cottura a fuoco moderato per altri quaranta minuti circa. &nbsp;Sor&shy;vegliate la cottura del riso. &nbsp;La carat&shy;teristica di questa zuppa &egrave; di essere  molto spessa. &nbsp;<em>Zuppa di pesciolini bianchi  (Soupe aux nonnats). <\/em>Durante pochi minuti, fate cuocere, con due  cuc&shy;chiaiate d&rsquo;olio, settantacinque grammi di cipolle triturate, altrettanto di  polpa di pomo&shy;doro. &nbsp;Bagnate con mezzo  litro d&rsquo;ac&shy;qua, condite con otto grammi di sale ed un pizzico di pepe, un  tantino di prez&shy;zemolo e lauro. Fate bollire per otto mi&shy;nuti. &nbsp;Aggiungeteci cento grammi di pesciolini  bianchi ed un pizzico di zafferano in polvere. &nbsp;Altri quattro minuti di cottura. &nbsp;Ritirate gli aromi e versate la zuppa in una  zuppiera, contenente centoventi grammi di pane, affettato molto fine.<\/p>\n<p><strong>Zwetschkenknodel<\/strong><strong> <\/strong>(Knodel di prugne). &nbsp;Celebre dolce viennese. &nbsp;Si tratta di prugne nelle quali il noccio&shy;lo &egrave;  stato sostituito con dello zucchero, e che, ravvolte in una pastella a base di  patate, vengono poi sottoposte alla frit&shy;tura.<\/p>\n<p><strong>Zwieback<\/strong>, voce tedesca, significa ricotto o biscotto. Tuttavia il  termine <em>zwieback<\/em><em>, <\/em>anche in Italia, non  si applica ai biscotti propriamente det&shy;ti, ma ad una specie di pane, di forma  particolare, ricotto al forno, una gal&shy;letta di qualit&agrave; superiore.&nbsp; In commer&shy;cio esistono <em>zwieback<\/em> di vario genere, ad uso comune, o preparati a scopo die&shy;tetico, privi di sale o  di amido, speciali per i diabetici, od altri invece ricchi di amido e caseina  eccetera. &nbsp;I francesi chia&shy;mano gli zwieback <em>biscottes<\/em><em>, <\/em>a  diffe&shy;renza dei <em>biscuits<\/em><em>, <\/em>che sono come  i nostri bi&shy;scotti, i quali corrispondono all&rsquo;inglese <em>biscuit <\/em>od al  tedesco <em>Biskuit<\/em><em>. &nbsp;<\/em>La pre&shy;parazione degli <em>zwieback<\/em> ricorda quel&shy;la dei  nostri grissini.<\/p>\n<p align=\"center\">LEXICON &ndash; FINE &ndash; SETTEMBRE 2010<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>W Waldmeisterbowle, altro nome del Maitrank.Waldmeister &egrave; il nome tedesco per la Asperula odorato, il principale ingre&shy;diente per la produzione della bibita. Walewsca, alla Walewsca, modo di preparazione del pesce, cos&igrave; chiamato in onore della Contessa Walewsca, amante di Napoleone I. 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