{"id":4427,"date":"2010-08-19T21:11:40","date_gmt":"2010-08-19T20:11:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pages.mi.it\/?p=4427"},"modified":"2010-08-19T21:11:40","modified_gmt":"2010-08-19T20:11:40","slug":"vatel-vitello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/2010\/08\/19\/vatel-vitello\/","title":{"rendered":"Vatel Fran\u00e7ois &#8211; Vitello"},"content":{"rendered":"<p><strong>Vatel<\/strong> <strong>Fran&ccedil;ois<\/strong> (1631-1671) famoso cuoco e maestro di cerimonie, il cui nome &egrave; spesso usato, an&shy;cora  oggi, per indicare qualcuno che ec&shy;celle nell&rsquo;arte gastronomica. &nbsp;Fu prima al servizio di Fouquet,  quel sovrinten&shy;dente delle finanze francesi che si alie&shy;n&ograve; la benevolenza di  Luigi XIV, geloso di Mademoiselle de la Valli&egrave;re  e dei fa&shy;sti della mensa di Fouquet. &nbsp;Caduto questi in disgrazia, Vatel fu assunto dal Grande Cond&eacute;,  uno degli uomini pi&ugrave; illustri della storia militare fran&shy;cese. &nbsp;Se nonch&eacute; un pranzo di gala che questo  principe offr&igrave; nel castello di Chantilly a Luigi XIV lasci&ograve; a deside&shy;rare, e di  tale insuccesso Vatel si as&shy;sunse la responsabilit&agrave;.  Fatalit&agrave; volle che il giorno appresso, giornata di ma&shy;gro, non arrivasse il  pesce fresco, im&shy;pazientemente atteso. Pieno di sconfor&shy;to, Vatel,  anzich&eacute; lo spiedo, afferr&ograve; la spada e si suicid&ograve;. Una celebre lettera di Madame  de S&eacute;vign&eacute; ne descrive la morte. Fu vera gloria? O  non &egrave; invece quella buona chiacchierona di Madame de S&eacute;vign&eacute;  che ha immortalato il nome d&rsquo;un Watel (cos&igrave; si  scriveva in origi&shy;ne, essendo cittadino svizzero) altri&shy;menti oscuro?&nbsp; Un film, omonimo, diretto da Roland&nbsp; Joff&eacute; del 2000  racconta la sua vita.&nbsp; (Vedi in questo  stesso sito altre informazioni su di lui.) <\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/V\/V3.jpg\" alt=\"Lexicon V\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Vaudoyer<\/strong><strong> Louis <\/strong>(1883-1963, scrittore francese, poeta e  storico dell&rsquo;arte, autore di &ldquo;<em>Les<\/em><em> d&eacute;lices de l&rsquo;Italie&rdquo;<\/em>, Parigi,  1924, in  cui descrive con termi&shy;ni lirici alcuni saggi della cucina italiana.&nbsp; Fu conservatore del museo Carnevalet  di Parigi, amico di Marcel Proust di cui condivideva un certo stile di  vita.&nbsp; <\/p>\n<p><strong>Vellutata<\/strong>, salsa  vellutata (fr. <em>sauce<\/em><em> velout&eacute;e, <\/em>o semplicemente <em>velout&eacute;<\/em><em>), <\/em>chiamata anche salsa bianca. &nbsp;Appar&shy;tiene  alla categoria delle grandi salse. &nbsp;Ad un <em>roux<\/em> bianco aggiungerete un bro&shy;do,  proveniente dalla bollitura di vitel&shy;lo o di pollo, rimestando e facendolo scal&shy;dare  sino alle prime bollicine. &nbsp;Riduce&shy;te la  fiamma e continuate la cottura per un&rsquo;altra ora e mezza, rimestando in  continuazione con un cucchiaio di legno. Non occorre aromatizzare il vel&shy;lutato,  gi&agrave; condito per effetto del bro&shy;do sopra citato. &nbsp;Nella versione di <em>magro<\/em> usate un <em>court<\/em> <em>bouillon<\/em> di pesce, fortemente ridotto.<\/p>\n<p><strong>Vendemmia<\/strong>, dal lat., <em>vin <\/em>(da <em>vinum<\/em><em>) demia <\/em>(da <em>demere<\/em><em>, <\/em>per prendere), fr. <em>vendange<\/em><em>, <\/em>ingl. <em>vintage, <\/em>ted. <em>Weinlese<\/em><em>, <\/em>spagn. <em>vendimia<\/em><em>, <\/em>prov. <em>vendanha<\/em><em>.<\/em><\/p>\n<p><strong>Venerd&igrave; gnocol&agrave;r.<\/strong> Secondo un&rsquo;antica usanza veronese, i gnocchi sono di ri&shy;gore  su tutte le mense l&rsquo;ultimo venerd&igrave; di carnevale. &nbsp;Nel quartiere popolare di San Zeno si celebra  in quel giorno la &ldquo;Festa del gnoco&rdquo;, con la nomina d&rsquo;un  &ldquo;Papa del gnoco&rdquo;, assistito da una scorta d&rsquo;onore a  cavallo, dei &ldquo;Putti di San Zeno&rdquo;, vestiti alla foggia quattro&shy;centesca, che il  Papa passa in rivista.<\/p>\n<p><strong>Ventresca.<\/strong> Una volta  era cos&igrave; chiamata una pietanza, fatta col ventre di porco, ripieno di uova,  carne e for&shy;maggio: una preparazione caduta in dimenticanza. &nbsp;Oggi &egrave; chiamata ventresca la parte del tonno,  proveniente dalla pancia, che &egrave; quella pi&ugrave; saporita. &nbsp;La ventresca &egrave; generalmente venduta sott&rsquo;olio.<\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/V\/V4.jpg\" alt=\"Lexicon V\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Verbena<\/strong> <em>(Lippia citriodora, <\/em>fr. <em>verveine<\/em><em>, <\/em>ingl. <em>vervain<\/em><em>, <\/em>ted.<em> Verben &#8211; Eisenhraut), <\/em>chiama&shy;ta anche cedrina ed erba luisa.&nbsp; &Egrave; un arbusto delle <em>Verbenacee<\/em>,  importato dall&rsquo;America settentrionale e coltivato nei giardini ed orti europei.&nbsp; Le propriet&agrave; sono sti&shy;molanti, stomachiche e carminative. &nbsp;Le  foglie disseccate servono come infusione, dall&rsquo;otto al dieci per mille, e sono  consi&shy;derate come un succedaneo del t&egrave;. <\/p>\n<p><strong>Vermut<\/strong> anche vermout,  o ver&shy;mouth, o vermutte, vino bianco droga&shy;to con l&rsquo;assenzio  ed altri aromi, la cui natura e dosatura costituiscono un se&shy;greto di fabbricazione  delle varie aziende produttrici. &nbsp;Fu  creato da Anto&shy;nio Benedetto Carpano nel 1786, tre  anni prima della presa della Bastiglia: il &ldquo;Turin&rdquo;,  come il vermut &egrave; chiamato all&rsquo;estero, si &egrave; diffuso nel mondo. &nbsp;Il termine deriva indubbiamente dal tedesco: <em>Wermut<\/em>si&shy;gnifica assenzio ed in via  figurativa amarezza.<\/p>\n<p><strong>V&eacute;ron<\/strong><strong> Pierre<\/strong> (1831-1900),<strong> <\/strong>giornalista e scrittore  francese della seconda met&agrave; dello scorso secolo. Fu direttore del giornale C<em>harivari<\/em>e fecondo autore di opere  umoristiche. La <em>sauce<\/em><em> V&eacute;ron <\/em>&egrave; intitolata in suo onore.&nbsp; La sua  casa in rue de Rivoli fu per anni uno dei salotti letterari parigini pi&ugrave;  famosi.&nbsp; <\/p>\n<p><strong>Vert-pr&eacute;<\/strong> (fr. prato verde), ha due  significati nella terminolo&shy;gia culinaria francese: di carni alla graticola,  guarnite di crescione.&nbsp; Di pol&shy;lame o  pesci, assistiti da una salsa verde.<\/p>\n<p><strong>Vesiga<\/strong> &egrave; il midollo disseccato della spina dorsale dello  storione, elemento importante della cucina russa.<\/p>\n<p><strong>Villeroy<\/strong>, famiglia nobile francese, che aveva dato alla patria due  uomini di Stato e due marescialli, di cui l&rsquo;ul&shy;timo, Fran&ccedil;ois (1641-1730)  perdeva re&shy;golarmente tutte le battaglie. Tornan&shy;do a Parigi dopo una delle sue  sconfit&shy;te, trov&ograve; un tamburo appeso dinanzi a casa sua con lo scritto: Mi  battono da ambedue i lati. &nbsp;Malgrado  tutto ci&ograve; Luigi XIV lo nomin&ograve; per testamen&shy;to governatore e membro del  consiglio di reggenza del giovane figlio Luigi XV, e la Francia immortal&ograve; il nome  dei Villeroy, chiamando con esso un ge&shy;nere di  frittura ed una salsa: la <em>sauce<\/em> Villeroy a base di funghi.<br \/>\n    <em>Sauce<\/em><em> Villeroy. <\/em>In mezzo litro di vellutato incor&shy;porate tre o quattro  cucchiai prove&shy;nienti dalla cottura di un pugno di funghi (i qua&shy;li, in  seguito, potranno servirvi per un&rsquo;<em>o&shy;melette<\/em>).  Con questa salsa stemperate tre tuorli d&rsquo;uovo, in modo da renderli cremosi.&nbsp; Se il li&shy;quido di cottura dei funghi &egrave; troppo  allungato, riducetelo prima di servirvene.<\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/V\/V5.jpg\" alt=\"Lexicon V\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Vinaigrette<\/strong> &egrave; la  classica salsa, che noi chiamiamo olio ed aceto, gli in&shy;glesi <em>French<\/em><em> dressing <\/em>ed  i tedeschi <em>Essigsauce<\/em><em>. &nbsp;<\/em>Conviene osservare le seguen&shy;ti regole: Uno.&nbsp; Le proporzioni sono: tre parti di olio d&rsquo;oliva  per una di aceto (o succo di li&shy;mone), sale e pepe secondo il gusto per&shy;sonale.&nbsp; Due. L&rsquo;aceto dev&rsquo;essere  di buona qualit&agrave; ed &egrave; sempre preferibile al limone, che non possiede le  medesime qualit&agrave; mordenti. &nbsp;Tre. La  vinaigrette va servita a tavola, non prima.&nbsp;  Quattro. La miscela va fatta in un cucchiaio, od in una tazza, mai co&shy;spargendo  direttamente il cibo, il che falsa le proporzioni. &nbsp;Cinque.&nbsp;  Come condimen&shy;to di cavolfiori, d&rsquo;insalate in genere, d&rsquo;asparagi o di  pesci bolliti &egrave; consi&shy;gliabile non staccarsi dalla formula classica, tutt&rsquo;al  pi&ugrave; aggiungendo una presina di paprica o di senape. &nbsp;Sei. Se invece deve servire come condimento di  testa di vitello od in genere di car&shy;ne fredda, pu&ograve; essere arricchita con l&rsquo;aggiunta  moderata di prezzemolo, di cipolle o d&rsquo;erba cipollina, anche di ci&shy;pollette,  sempre tutto tritato molto fi&shy;ne. &nbsp;Sette. <em>Sauce<\/em><em> vinaigrette pour t&ecirc;te  de veau <\/em>(ricetta francese). Alla <em>vinaigret&shy;te<\/em> comune aggiungere prezzemolo e ci&shy;polla tritate, nonch&eacute; cervello di vitel&shy;lo  parimente triturato. &nbsp;Otto.&nbsp; <em>Sauce<\/em><em> Vinaigrette <\/em>(cucina americana). Cucchiaiate da tavola: due d&rsquo;aceto, tre d&rsquo;olio  d&rsquo;oliva, Da t&egrave;: una per le seguenti categorie: sale, prezzemolo, capperi, erba  cipolli&shy;na, cerfoglio, dragoncello, il tutto tritato fine, una presina di pepe,  nonch&eacute; un quarto d&rsquo;uovo sodo, pure pestato. &nbsp;Nove. I tedeschi hanno la medesima ri&shy;cetta  per il merluzzo cotto. <\/p>\n<p><strong>Vincisgrassi<\/strong> (anche <em>pincisgrassi<\/em><em>) <\/em>&egrave;  una minestra asciutta, che contiene un po&rsquo; di tutte le rigaglie, dai fega&shy;tini  ai tartufi, con in pi&ugrave; la salsa di pomodoro e la panna e coperta di una besciamella,  si cuoce sul tipo del&shy;la pasta al <em>gratin<\/em>.  &Egrave; uno dei vanti del&shy;la cucina marchigiana.<\/p>\n<p><strong>Vino caldo<\/strong>, o <em>vin  brul&eacute;, <\/em>o <em>vin chaud. <\/em>Prepararlo solo al  momento dell&rsquo;uso: un li&shy;tro di vino rosso con duecentocinquanta grammi di  zucchero, un mezzo tronchetto di cannella e o qualche chiodo di garofano.&nbsp; Al primo bollore ritiratelo, colatelo dal  passino e versa&shy;telo nei bicchieri un po&rsquo; grandi, ag&shy;giungendo a ciascun  bicchiere una fet&shy;tina di limone.<\/p>\n<p><strong>Visnischi<\/strong> (cucina russa, translitterazione fo&shy;netica) &egrave; una  frittella, contenente car&shy;ne di pesce condita al finocchio, che va fritta.<\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/V\/V6.jpg\" alt=\"Lexicon V\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Vitello <\/strong>(fr. <em>veau<\/em><em>, <\/em>ingl. <em>veal<\/em>( la  carne, vivo &egrave; <em>calf<\/em><em>), <\/em>ted. <em>Kalb<\/em><em>, <\/em>rum. <em>Vitel<\/em><em>, <\/em>sp. <em>Ternero<\/em><em>, <\/em>port. <em>Vitela<\/em><em>, <\/em>cat. <em>Vedell<\/em><em>, <\/em>lat. <em>vitellus<\/em><em>, <\/em>greco <em>ital&ograve;s<\/em><em>, <\/em>per il pi&ugrave; antico <em>Fital&ograve;s<\/em><em>, <\/em>da cui taluni fan&shy;no risalire il nome  d&rsquo;Italia, san&shy;scrito <em>vat-sas<\/em><em>, <\/em>anche per  animale d&rsquo;un anno)<strong>. <\/strong>&nbsp;fino a sei  settimane dalla nascita la carne del vitello &egrave; ancora troppo dura per essere  macellata. &nbsp;L&rsquo;et&agrave; migliore &egrave; tra gli otto  e le nove settimane. &nbsp;I macellai un tempo  avevano l&rsquo;abitudine di condurre i vitelli al ma&shy;cello nelle loro vetture.  Infatti, la car&shy;ne non va affaticata prima di essere macellata. Il vitello  lattante si chia&shy;ma lattonzolo, termine che si applica anche ad altri animali.&nbsp; A dodici mesi diventa giovenca o torello.<br \/>\n  L&rsquo;episodio di Mos&egrave;, che si era assentato sul Monte Sinai  per conferire con dio e ritornato aveva trovato il suo popolo a danzare intorno  al vitello d&rsquo;oro, ha molte oscurit&agrave;.&nbsp; L&rsquo;immagine  del vitello &egrave; dovu&shy;ta senza dubbio all&rsquo;Apis, al dio  bue degli Egizi. &nbsp;Mos&egrave; dunque mise il  vitel&shy;lo nel fuoco e lo ridusse in polvere, il che &egrave; impossibile, con i mezzi  di cui gli Ebrei allora disponevano.&nbsp;  Prosegue la Bibbia:  i Leviti, incaricati da Mos&egrave; ammazzarono ventitremila uomini (<em>sic<\/em>), rei d&rsquo;idolatria.&nbsp; Ma allora perch&eacute; non fu punito il fratello  Aronne, istigatore, di tanta abominazione?&nbsp;  Cinquecento anni pi&ugrave; tardi, con Geroboamo,  primo re d&rsquo;Israele, si ritorn&ograve; all&rsquo;adorazione del Vitello d&rsquo;oro, e cos&igrave; vanno  le cose del mondo!&nbsp; Dell&rsquo;animale scegliete  i pezzi d&rsquo;un colore grigio rosa pallido. &nbsp;In nessuna parte dell&rsquo;animale la carne deve essere  n&eacute; verdastra n&eacute; molle. &nbsp;Il vitello, la  cui carne &egrave; rossastra, &egrave; inferiore di qualit&agrave;. &nbsp;<em>Arrosto &nbsp;al forno. <\/em>&nbsp;Sistemate il pezzo, con  sale e pepe, sulla griglia, collocando nella leccarda un po&rsquo; di bur&shy;ro e  strutto. &nbsp;Bagnatelo spesso, con l&rsquo;av&shy;vertenza  di aggiungere ogni volta qual&shy;che goccia di acqua calda nella lec&shy;carda, altrimenti  il sugo sarebbe bru&shy;ciato dal calore del forno. Doratelo da tutte le parti.  Calcolate una mezz&rsquo;ora di cottura per ogni mezzo chilo.&nbsp; <em>Ar&shy;rosto allo spiedo. <\/em>Circondate il  pezzo di strisce di lardo, fissate e spalmate di olio. &nbsp;Cominciate a fuoco moderato che aumenterete  gradatamente. &nbsp;Sempre una mezz&rsquo;ora per  ogni mezzo chilo.&nbsp; <em>In casseruola. &nbsp;<\/em>Imburrate la casseruola, di preferenza di  terracotta.&nbsp; Sul fondo collocateci la  carne, ritagliata a fette sottili, su questa un tritato di prezzemolo, cipol&shy;lette  e dragoncello e strisce di lardo e bagnate con olio d&rsquo;oliva. Ricominciate la  serie degli strati, sino ad esaurimento della carne disponibile, con l&rsquo;avver&shy;tenza  tuttavia che l&rsquo;ultimo strato sia costituito dalle erbe. &nbsp;Tre quarti d&rsquo;ora di cottura a recipiente coperto  e a piccola fiamma. &nbsp;Poi bagnate con un  bicchiere di vino bianco secco e terminate con altri tre quarti d&rsquo;ora di  cottura. &nbsp;Servitelo nella stessa  casseruola, dopo avere deglassato la salsa.&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/V\/V7.jpg\" alt=\"Lexicon V\"\/>\n<\/p>\n<p><em>Stufato.&nbsp; <\/em>Mezzo chilo di  petto di vitello, rita&shy;gliate la carne in pezzi quadrati, di spessore medio e  regolari. Fateli roso&shy;lare nel burro. Aggiungeteci tre bic&shy;chieri di vino  rosso, sale, pepe ed erbe aromatiche.&nbsp;  Cottura tre ore a recipiente coperto. &nbsp;Stemperate un po&rsquo; di farina con un  quantitativo corrispon&shy;dente di burro e aggiungetela alla cas&shy;seruola, a titolo  d&rsquo;amalgama.&nbsp; Verificate il condimento,  girate i pezzi, e terminate con un&rsquo;altra mezz&rsquo;ora di cottura, a piccola fiamma.&nbsp; <em>Vitello a libro. &nbsp;<\/em>Ingredienti: mezzo chilo di coscia af&shy;fettata  sottile.&nbsp; Cento di pancetta, lingua,  prosciutto crudo.&nbsp; Trenta di burro.&nbsp; cinque pomodori maturi, spellati e senza  semi.&nbsp; Sale. &nbsp;Pepe. &nbsp;Rosmarino.  Metodo: a strati alternati introducete tra fetta e fetta di vitello pancetta,  lingua e prosciutto, legando l&rsquo;assieme.&nbsp;  Rosolateli nel burro con rosmarino e salvia. Poi aggiungeteci un bic&shy;chiere  di brodo caldo. &nbsp;Sale e pepe. &nbsp;Mo&shy;derate il fuoco. &nbsp;Bastano venti minuti di cot&shy;tura. &nbsp;A questo punto aggiungeteci i pomodori.&nbsp; Altri ven&shy;ti minuti di cottura a fuoco  moderato.&nbsp; <em>Costolette alla milanese. <\/em>Prendetele  dal quadrello, spianatele leggermente, salatele con l&rsquo;aggiunta di noce moscata,  passatele all&rsquo;uovo sbattuto e poi nel pan grattato bianco. &nbsp;Fatele cuocere nel burro chiaro (se necessario  chiarificato, anche con l&rsquo;assistenza di olio di prima qualit&agrave;), a fuoco  moderato. &nbsp;Contorno classico, patatine  fritte e fette di limo&shy;ne. &nbsp;Il gambo  osseo sporgente deve es&shy;sere liberato dalle aderenze e se vi sono invitati  avvolto da un polsino di carta. &nbsp;Versate  sulla costoletta il liquido di cottura.&nbsp; <em>Costoletta  alla modenese. &nbsp;<\/em>La medesima ricetta. &nbsp;La salsa &egrave; costi&shy;tuita da un sugo di carne,  pomodoro, cipolla e lardo.&nbsp; <em>Costolette  alla grati&shy;cola. &nbsp;<\/em>A piccolo fuoco, da  entrambi i lati. &nbsp;Sale e pepe solamente  alla fine. &nbsp;Poi versarete  sulla costoletta, disposta nel piatto di servizio, una salsa cos&igrave; com&shy;posta:  burro fuso, con prezzemolo tri&shy;tato e succo di limone. &nbsp;<em>C&ocirc;te de veau en papillote <\/em>(in cartoccio, cucina fran&shy;cese). &nbsp;Fate saltare la costoletta nel bur&shy;ro, senza  eccedere la cottura. &nbsp;Sulla carta  imburrata o nell&rsquo;alluminio collocate una fetta di prosciutto cotto, all&rsquo;incirca  delle stesse dimensioni della costoletta, sul prosciut&shy;to uno strato di salsa Duxelles, su que&shy;sta la costoletta, ancora uno strato di Duxelles, sempre tenuta densa ed infi&shy;ne altra fetta di  prosciutto cotto. &nbsp;Chiu&shy;dete la carta,  pieghettandola agli orli. &nbsp;Al forno. &nbsp;Appena la carta si sar&agrave; gon&shy;fiata e dorata,  servitela nel cartoccio stesso.&nbsp; <em>Fricandeau<\/em><em>. <\/em>Lardellate una fetta di girello,  con l&rsquo;accortezza di ri&shy;correre a pezzi di lardo piuttosto pic&shy;coli. &nbsp;Mettete in una casseruola una ca&shy;rota,  ritagliata a fette, una cipolla steccata con due chiodi di garofano, ed un mazzetto  aromatico. &nbsp;Collocatevi il vitello, con  sale, pepe ed un bicchiere di brodo. &nbsp;Iniziate  la cottura a fuoco moderato (due ore abbondanti) bagnatelo spesso. Deglassate e  fate ritirare la salsa, travasatela sul <em>fricandeau<\/em>.&nbsp; <em>Scaloppine di vitello. <\/em>Fette larghe  come la met&agrave; della mano e dello spes&shy;sore d&rsquo;un dito, prese dal girello. &nbsp;Nel burro fuso fate rosolare le fette, girandole.  &nbsp;Aggiungeteci un po&rsquo; di brodo, prezzemolo  e scalogni tritati, sale e pepe. &nbsp;Verso  la fine della cottura due o tre cucchiai di vino di Marsala.&nbsp; <em>Blanquette<\/em><em> de veau <\/em>(cu&shy;cina francese). Mettete in un  recipiente pezzi regolari, ritagliati dal petto di vitello. &nbsp;Aggiungeteci dell&rsquo;acqua bollente e un po&rsquo; di  sale. &nbsp;Fateli bol&shy;lire a piccola fiamma  per una ventina di minuti.&nbsp; Togliete il  vitello, mantenendolo al caldo e preparate la <em>blan&shy;quette<\/em> come segue: preparate un <em>roux<\/em> bianco (il  bianco &egrave; essenziale), aggiun&shy;gete due bicchieri di acqua calda, sale, pepe ed  un mazzolino aromatico. Le&shy;gata la salsa, aggiungeteci il vitello, delle cipolline  ed eventualmente dei funghi, i quali non dovranno essere immessi che tre quarti  d&rsquo;ora prima della fine di cottura. &nbsp;Versate  la salsa sui pezzi di vitello disposti nel piatto di servizio e circondati di  crostini imburrati.&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/V\/V8.jpg\" alt=\"Lexicon V\"\/>\n<\/p>\n<p> <em>Calf&rsquo;s<\/em><em> head boiled <\/em>(testa di vitello, bol&shy;lita, cucina  inglese). &nbsp;Ingredienti. &nbsp;Una testa di vitello. &nbsp;Due cipolle, due carote, una rapa, due strisce  di sedano, un mazzolino aromatico, sale, pepe, cin&shy;quanta grammi di burro,  altrettanti di farina, un quarto di litro di brodo, al&shy;trettanto di latte,  succo di limone, un cucchiaio di prezzemolo tritato, un uo&shy;vo, pangrattato. &nbsp;Metodo. &nbsp;Dividete la testa in due, ritiratene cervella  e lin&shy;gua, che formeranno oggetto d&rsquo;una pre&shy;parazione a parte. &nbsp;Lavate la testa in varie acque e lasciatela a  bagno per dodici ore, cambiando l&rsquo;acqua spesso. &nbsp;Sistemate la testa in un recipiente con acqua  fredda, che porterete ad ebolli&shy;zione, schiumando il grasso. &nbsp;Aggiun&shy;geteci gli ortaggi indicati, sale e  pepe e fate sobbollire per due ore abbondanti. &nbsp;Fate bollire la lingua allo stesso tempo. &nbsp;Nel frattempo lavate le cervella con parecchie  acque, e lasciatele riposare nell&rsquo;acqua salata sino ad momento del bi&shy;sogno, poi  tritatele, avvolgetele in una mussolina e fatele bollire con la testa, ma per  una mezz&rsquo;ora solamente. &nbsp;Vi serviranno  per la salsa. &nbsp;La testa potr&agrave; essere  servita, sia lessata semplicemen&shy;te, sia impanata, passandola nell&rsquo;uovo  sbattuto e poi nel pangrattato. &nbsp;In am&shy;bedue  i casi vanno eliminate le ossa. &nbsp;Se  impanato, il vitello va messo nel forno, per una ventina di minuti. Mezz&rsquo;ora  prima della fine preparate la sal&shy;sa. &nbsp;Fate  fondere il burro in un tegame, aggiungete la farina, cottura cinque minuti,  aggiungete il latte, un quarto di litro di liquido di cottura della testa, &nbsp;rimestate sino a giungere all&rsquo;ebollizio&shy;ne,  riducete la fiamma ed aggiungete cervella, prezzemolo e succo di limone, sale e  pepe; sobbollite per una decina di minuti. &nbsp;Spellate la lingua e ritaglia&shy;tela in fette  piuttosto sottili. &nbsp;Collocate la testa su  un piatto caldo, circondatela delle fette di lingua e di limone, e servite la  salsa a parte, in una salsiera.&nbsp; <em>Rognoni. <\/em>Si preparano come quelli di bue. Spezzettati, si possono pure cucinare con aggiunta  di fettine di mele.&nbsp; <em>Kalbfleisch<\/em><em> in Thunfischsauce <\/em>(vitel&shy;lo tonnato secondo la  ricetta tedesca). &nbsp;Ingredienti.&nbsp; Mezzo chilo di carne magra di vitello, mezza  tazza di tonno sott&rsquo;olio, due cucchiai di burro, altrettanto d&rsquo;olio d&rsquo;oliva,  brodo, una piccola cipolla, altrettanto di capperi, succo di limone, sale, pepe  ed acqua. &nbsp;Me&shy;todo. &nbsp;Lessate un pezzo di cervello ma&shy;gro, con sale  ed odori. &nbsp;Lasciate raffred&shy;dare e  ritagliate a fette sottili. &nbsp;Con la  forchetta riducete il tonno a poltiglia, mescolandolo all&rsquo;olio, al succo di  limo&shy;ne, ai capperi, al sale e pepe. Rime&shy;state e setacciate. Versate la salsa  sul&shy;le fette di vitello e lasciate riposare al fresco per qualche ora.&nbsp; <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vatel Fran&ccedil;ois (1631-1671) famoso cuoco e maestro di cerimonie, il cui nome &egrave; spesso usato, an&shy;cora oggi, per indicare qualcuno che ec&shy;celle nell&rsquo;arte gastronomica. &nbsp;Fu prima al servizio di Fouquet, quel sovrinten&shy;dente delle finanze francesi che si alie&shy;n&ograve; la benevolenza di Luigi XIV, geloso di Mademoiselle de la Valli&egrave;re e dei fa&shy;sti della mensa di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[480],"tags":[],"class_list":["post-4427","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-lexicon-v"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4427","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4427"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4427\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4428,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4427\/revisions\/4428"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4427"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4427"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4427"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}