{"id":4425,"date":"2010-08-19T21:06:32","date_gmt":"2010-08-19T20:06:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pages.mi.it\/?p=4425"},"modified":"2010-08-19T21:06:32","modified_gmt":"2010-08-19T20:06:32","slug":"valdostana-vapore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/2010\/08\/19\/valdostana-vapore\/","title":{"rendered":"Valdostana &#8211; Vapore"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\">\n\t<img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/V\/copertina-V.jpg\" alt=\"Lexicon - V\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Valdostana<\/strong>, alla  valdostana. Si appli&shy;ca questo termine alle costolette di vitello, dimezzate  per il lungo, nelle quali vengono inserite fette di fontina, un formaggio al  quale la Valle  d&rsquo;Aosta ha dato i natali, e facoltativamente fette di tartufo bianco. &nbsp;Vengono poi impa&shy;nate e saltate al burro, come  le costolette alla milanese.<\/p>\n<p><strong>Valenciana<\/strong>, alla valenciana. &nbsp;&Egrave; un modo di preparazione del riso della  cucina spagnola (<em>Arroz<\/em><em> a la valenciana), <\/em>chiamato anche riso alla spagnola. &nbsp;Il riso pu&ograve; costituire una portata a s&eacute;  stante, in genere un tempo accompagnava la carne di pollo.<\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/V\/V1.jpg\" alt=\"\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Valeriana dolcetta<\/strong> <em>(Valerianella  olitaria, <\/em>fr. <em>m&acirc;che<\/em>oppure <em>valerianelle doucette, <\/em>ingl. <em>cornsalad<\/em><em>, <\/em>ted. <em>Ackersalat<\/em><em>, <\/em>ol. <em>Koornsalad<\/em><em>, <\/em>spagn. <em>canonigo<\/em><em>, <\/em>port. <em>herva<\/em><em> denta) <\/em>chiamata  anche <em>gallinella, <\/em>pian&shy;ta erbacea, dalle foglie opposte, pennatifide,  abbastanza spesse, molli, d&rsquo;un verde scuro e dai fiori piccoli, bianchi od  azzurrognoli, disposte in ombrelle terminali. &nbsp;&Egrave; pianta annua, dalla radice vivace.&nbsp; Cresce in tutta l&rsquo;Europa, nei campi e nelle  vigne. &nbsp;Coltivandola in modo ap&shy;propriato,  si ottengono foglie larghe e tenere. &nbsp;Le  piccole rosette di foglie, col&shy;te prima della fioritura, costituiscono un&rsquo;eccellente  insalata, che talvolta si mescola alla barbabietola ed al sedano. S&igrave; presta  alla cottura nello stesso modo degli spi&shy;naci<\/p>\n<p><strong>Vaniglia<\/strong> (fr. <em>vanille<\/em><em>, <\/em>ingl. <em>vanilla<\/em><em>, <\/em>ted. <em>Vanille<\/em><em>, <\/em>spagn. <em>vainilla<\/em>, di&shy;minutivo di <em>vaina<\/em><em>, <\/em>guaina) &mdash; si scrive anche vainiglia &mdash; pianta rampicante della famiglia  delle <em>Orchidacee<\/em> proveniente in origi&shy;ne  dal Messico, oggi coltivata in varie regioni dell&rsquo;America cos&igrave; come nell&rsquo;isola  di Reunion, e in Africa, ovunque esista un clima  caldo ed umido. &nbsp;Delle varie&shy;t&agrave; esistenti  va menzionata la <em>Vanilla<\/em><em> planifolia, <\/em>il cui frutto &egrave; generalmente usato, e la <em>Vanilla<\/em><em> pompona, <\/em>chiamata comunemente vaniglione.  &nbsp;Sono piante dal gambo cilindrico,  carnoso e verde, dai fiori ascellari, mentre il frutto, una capsula, presenta  tre facce alquanto confuse, misura dai quindici ai venti centimetri e possiede,  al momento della raccolta, la grossezza d&rsquo;un dito mignolo.&nbsp; Gli spagnoli trovarono la vaniglia in uso  presso i messicani, usata per conferire un aroma alla cioccolata. &nbsp;Alla raccolta il frutto, che richiede sette  mesi di maturazione, &egrave; verde e duro, viene sottoposto ad un bagno quasi  bollente, si lascia asciugare e dis&shy;seccare per qualche settimana e viene poi  racchiuso in scatole di latta, ove diventa bruno e duttile, si copre d&rsquo;una  specie di brina ed aumenta l&rsquo;aroma.&nbsp; Il  personale, incaricato di manipo&shy;lare la vaniglia, &egrave; spesso afflitto da una  indisposizione, chiamata il <em>vanillismo<\/em><em>, <\/em>che  si manifesta in forma di pruriti, eruzioni cutanee e vertigini. &nbsp;La vaniglia deve il suo profumo alla <em>vanil&shy;lina, <\/em>che, dato il prezzo raggiunto dal prodotto originale, si produce sinteticamente  ed &egrave; ottenibile ovunque in commercio. &nbsp;Non  bisogna abusarne perch&eacute; conferisce ai cibi un sapore acre.<\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/V\/V2.jpg\" alt=\"\"\/>\n<\/p>\n<p>Si usa in pasticceria, nel&shy;la fabbricazione della  cioccolata, per aromatizzare certe bevande a base alcolica. &nbsp;Se preparate un liquido a fuo&shy;co, tagliatene  un pezzo ed unitelo al liquido. A freddo, fate uso della pol&shy;pa centrale e dei  semi, ricavandoli con la punta d&rsquo;un coltello. Dopo aver lava&shy;to ed asciugato il  baccello rimasto, po&shy;tete polverizzarlo nel mortaio, mesco&shy;landolo allo  zucchero e farne zucchero vanigliato.&nbsp; La  vaniglia (autentica) &egrave; spesso oggetto di adulterazioni. C&rsquo;&egrave; chi vuota il  baccello, immettendovi una sostanza neutra qualunque, chi invece, collocando la  vaniglia nell&rsquo;alcool od in un altro dissolvente, ne ricava la va&shy;nillina e  rimette in commercio i bac&shy;celli cos&igrave; consunti, coprendoli d&rsquo;una so&shy;stanza che  crea una brina artificiale. <\/p>\n<p><strong>Vapore<\/strong>, cottura a  vapore, &egrave; un me&shy;todo cucinario che consiste nella  prepa&shy;razione d&rsquo;un cibo, disposto su una la&shy;miera traforata o una griglia o al&shy;tro  dispositivo consimile, in modo che l&rsquo;elemento calorifico giunga esclusiva&shy;mente  in forma di vapore acqueo.&nbsp; In certi casi  il metodo presenta vantaggi incontestabili, nonostante la lentezza della  cottura, perch&eacute; conserva al cibo le proprie caratteristiche e la fragran&shy;za  particolare, ad esempio se si vogliono cuocere asparagi, porri, patate ed altre  vivande che consentono una cottura lenta, invece &egrave; assurdo nella preparazione  di pasta alimentare, che richiede un gra&shy;do d&rsquo;ebollizione continuativo ed altri  cibi nelle stesse condizioni, cos&igrave; come &egrave; assai dub&shy;bio quando si tratti della  formazione iniziale d&rsquo;una crosta protettiva, nel ca&shy;so delle carni, a meno di  ricorrere prima ad un altro metodo cucinario e poi, a  titolo ultimativo, alla cottura a vapore, il che rappresenta una complicazione,  anche per il fatto di dover raccogliere il grasso in un appo&shy;sita bacinella.&nbsp; Si pu&ograve; usare questo metodo per la  preparazione di pesci di piccolo forma&shy;to, che si cospargono di sale, pepe e  sugo di limone. L&rsquo;apparecchiatura pi&ugrave; pratica &egrave; costituita da due pentole, leggermente  convesse e di uguali dimensioni, in modo da inserire la seconda nella prima a  chiusura ermetica. Il fondo della seconda deve essere perforato per il passaggio  del vapore, pur sostenendo il cibo. &nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Valdostana, alla valdostana. Si appli&shy;ca questo termine alle costolette di vitello, dimezzate per il lungo, nelle quali vengono inserite fette di fontina, un formaggio al quale la Valle d&rsquo;Aosta ha dato i natali, e facoltativamente fette di tartufo bianco. &nbsp;Vengono poi impa&shy;nate e saltate al burro, come le costolette alla milanese. 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