{"id":4423,"date":"2010-08-19T21:00:10","date_gmt":"2010-08-19T20:00:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pages.mi.it\/?p=4423"},"modified":"2010-08-19T21:00:10","modified_gmt":"2010-08-19T20:00:10","slug":"uccelletti-uvaursi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/2010\/08\/19\/uccelletti-uvaursi\/","title":{"rendered":"Uccelletti di campagna &#8211; Uva Ursi"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\">\n\t<img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/U\/copertina-U.jpg\" alt=\"Lexicon - U\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Uccelletti di campagna <\/strong>o, <em>uccelletti<\/em> <em>scappati<\/em>, piatto tipico della cucina romana. &nbsp;Sono fette di manzo, arroto&shy;late, contenenti  una fetta di prosciutto crudo ed una foglia di salvia, alternate con una fetta  di pane morbido inzuppato nel latte con un&rsquo;altra fetta di prosciutto pi&ugrave; spessa,  e, qualche volta, una costola di sedano, il tutto infilato sullo spiedo. Simili  preparazioni, che invocano uccelli inesistenti, esistono anche altrove, in  Toscana, col nome di uccelletti finti, ma soprattutto a Brescia, dove si  servono gli <em>osei<\/em><em> scapacc<\/em> sulla  polenta, rivaleg&shy;giando con la polenta e <em>osei<\/em> del Berga&shy;masco, che sono  veri <em>osei<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Uova <\/strong>(fr.<em> oeuf, <\/em>ingl. <em>egg<\/em><em>, <\/em>ted. <em>Ei, <\/em>rum. <em>Ou<\/em><em>, <\/em>prov. <em>Ova<\/em><em>, <\/em>spagn. <em>huevo<\/em><em>, <\/em>port. <em>Ovo, <\/em>catal. <em>Ou<\/em><em>, <\/em>irl. <em>Ughi<\/em><em>, <\/em>lat. <em>ovum<\/em>)<strong>.<\/strong> La voce si riferisce alle uova di  gallina, quelle dell&rsquo;oca, del tacchino e dell&rsquo;anitra sono raramente usate. Tuttavia  la composizione chimica &egrave; quasi uguale.&nbsp; <em>Uova  col guscio (&agrave; la coque). <\/em>Tre minuti di cot&shy;tura nell&rsquo;acqua bollente per le  mol&shy;lette o le bazzotte, da otto a dieci per quelle sode. Le uova <em>&agrave; la coque <\/em>pro&shy;priamente dette esigono appena un mi&shy;nuto, un minuto e mezzo d&rsquo;ebollizio&shy;ne.&nbsp; <em>Uova sode ripiene. <\/em>Raffreddatele,  sgusciatele con cura, per non intaccarle e dividetele a met&agrave; nel senso della  lun&shy;ghezza, ricorrendo ad un coltello affilatissimo. Ritiratene il tuorlo,  riducetelo a poltiglia con la forchetta, potete mescolarci una maionese densa contenente  code di <em>scampi <\/em>sminuzzati, oppure, con le <em>acciughe <\/em>tritatissime o  con la pasta d&rsquo;acciughe. Sale, una pre&shy;sina di noce moscata, di pepe, ed un po&rsquo;  di burro.&nbsp; <em>Devilled<\/em><em> eggs <\/em>(alla dia&shy;vola, cucina americana). Tagliate  le uova nel senso della larghezza. Il tuor&shy;lo, mescolato a cipolle e prezzemolo  tritatissimi, qualche goccia di succo di limone e di salsa tipo la <em>Worchestersauce<\/em>. &nbsp;Se spuntate la cima del  bianco le uova possano rima&shy;nere in posizione diritta. Riempite il bianco del  composto a superficie rasa (mentre negli altri casi il composto va disposto a  cupola). &nbsp;<em>Avvertenza.&nbsp; <\/em>Le uova ripiene vanno passate al forno  per pochi minuti e servite calde su un letto di lattughe, crescione o simili.&nbsp; <em>Uova sode affettate,<\/em> per farle occorre l&rsquo;ap&shy;posita  macchinetta.&nbsp; Sono usate come elemento  decora&shy;tivo.&nbsp; <em>Uova sode a quarti.<\/em>&nbsp; Sono  il classico complemento delle insalate verdi.&nbsp; <em>Oeufs<\/em><em> en  canap&egrave; <\/em>(cu&shy;cina francese). Recuperate il tuorlo di un uovo ed impastatelo  col burro, in uguale vo&shy;lume, leggermente salato. Spalmatene leggermente delle fette  di pane sottile o a cassetta, ricoprendole poi d&rsquo;uno strato di maionese.&nbsp; L&rsquo;altra fetta di ogni tartina sar&agrave; coperta di  foglie di crescione, di lattuga o di cetrioli. &nbsp;Riunite le due fette. Fate fondere il burro e  quando &egrave; caldo rompeteci sopra un uovo. Il sale sul bianco, il pepe sul rosso.  Ser&shy;vite, appena il bianco avr&agrave; preso con&shy;sistenza. Il tuorlo deve rimanere leg&shy;germente  liquido.&nbsp;&nbsp; <em>All&rsquo;alsaziana o te&shy;desca. <\/em>&nbsp;Vanno  cotte col grasso d&rsquo;oca e servite con un contorno di crauti brasati.&nbsp; <em>All&rsquo;ame&shy;ricana. <\/em>Al burro, cotte su  scaloppine di crostaceo e accompagnate da una salsa all&rsquo;americana.&nbsp; <em>Eggs<\/em><em> and  bacon <\/em>(cucina inglese, si servono solamente per la pri&shy;ma colazione). Cotte  al burro, su un letto di <em>bacon<\/em>,  preventivamente gi&agrave; cot&shy;to alla griglia. <em>Al burro nocciola. <\/em>Attendere  che il burro prenda questo colore e poi versarvi le uova.&nbsp; Seguite le stesse indicazioni per <em>letti  diversi. &nbsp;<\/em>La scelta non conosce, o  quasi, limitazioni. &nbsp;Spinaci, indivie,  fegatini di pollo, prosciutto, lattughe, cipolle, code di gamberi, pur&eacute;e di fa&shy;gioli,  funghi, e via dicendo.&nbsp; Di qualsiasi  natura sia il letto, deve essere stato preventivamente cotto. &nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/U\/U1.jpg\" alt=\"\"\/>\n<\/p>\n<p>Le uova al piatto, che i francesi chiamano <em>oeufs<\/em><em> sur le plat <\/em>o, pi&ugrave; elegantemente, <em>oeufs<\/em><em> mirroir, <\/em>si possono presentare su toast, ad  esempio &agrave; la <em>Jockey   Club<\/em><em>, <\/em>ri&shy;chiedono un <em>toast<\/em> spalmato di fegato d&rsquo;oca, con una fetta di tartufo su ciascun  uovo. In questo caso, come in ge&shy;nere nei casi, ove &egrave; richiesto l&rsquo;elemento  decorativo, l&rsquo;orlo del bianco, che si presenta in forma irregolare, va ta&shy;gliato  ed accomodato, anche a costo di lasciar sussistere solo una piccola stri&shy;scia.&nbsp; Rapprese (chiamate anche stra&shy;pazzate), in  francese <em>oeufs<\/em><em> brouill&eacute;s <\/em>ed in in&shy;glese <em>scrambled<\/em><em> eggs. &nbsp;<\/em>Al momento  di cucinarle, sbattete le uova leggermen&shy;te a frittata, deve essere fatto  all&rsquo;ultimo momento, versandole direttamente nella padella con del burro a fuoco  moderato. Rimestatele con un cuc&shy;chiaio di legno senza interruzione, riportando  al centro i bordi, che si soli&shy;dificano per i primi. &nbsp;Alla fine cospar&shy;gerete con frammenti di  burro. Sale e pepe. Si pu&ograve; aggiungere alle uova frul&shy;late anche della farina stemperata  col latte freddo. &nbsp;<em>Al parmigiano. <\/em>Aggiungete  alle uova sbattute formaggio grattu&shy;giato.&nbsp; <em>Alle acciughe, <\/em>filetti sminuzzati prima della cottura.&nbsp; <em>Al pomodoro.<\/em>&nbsp; Vanno pelati, tolti i  semi e leggermente rosolati in preceden&shy;za.&nbsp;  Vanno aggiunti alle uova prima del&shy;la cottura.&nbsp; <em>Alle punte d&rsquo;asparagi. <\/em>Devono essere  cotte preventivamente, tagliate a tronchetti ed aggiunte prima della cottura.&nbsp; <em>Ai funghi. <\/em>&nbsp;Devono essere gi&agrave; cotti,  da aggiungersi secondo le precedenti ricette.&nbsp; <em>Ai tartufi, <\/em>vanno aggiunti a preparazione ultimata, come pure per  gli <em>scampi, <\/em>o pezzi di altri crostacei. &nbsp;Le uova rapprese possono costituire il  riempitivo di patate lessate e vuotate come pure di <em>toast.<\/em>&nbsp; Vanno servire calde,  con una salsa appropriata. &nbsp;Affogate (francese <em>oeufs<\/em><em> poch&eacute;s, <\/em>inglese <em>poached<\/em><em> eggs). <\/em>&nbsp;In  una casseruola non trop&shy;po alta contenente acqua salata bollente e un po&rsquo;  di aceto bianco rompeteci le uova. Tre minuti di cottura.&nbsp; Ritirate le uova con un passino (ce ne sono  degli appositi per le uova affogate) ed eliminate le sbavature del bianco, se  ve ne sono.&nbsp; Conservatele nell&rsquo;acqua  calda, sino al momento di servirvene. Si possono ser&shy;vire, a volont&agrave;, su un  letto di riso, di pur&eacute;e di patate, di semolino, su dei crostini, su una pasta  sfoglia, con una salsa appropriata, secondo i casi. Deliziose come accompagnamento  degli asparagi. &nbsp;Modellate <em>(oeufs moul&eacute;s, <\/em>cucina francese). Ogni uovo dovr&agrave; es&shy;sere  modellato in un singolo stampo che avrete cura d&rsquo;imburrare dopo che l&rsquo;avrete  rivestito di prezze&shy;molo tritato, cui aggiungerete del pro&shy;sciutto, dei  tartufi, od altri ingredienti, ma sempre sminuzzati. Rom&shy;pete ed aggiungeteci  le uova. Cuocetele a bagnomaria per una decina di mi&shy;nuti. Attendete qualche  istante di raf&shy;freddamento, prima di sformarle. &nbsp;Ser&shy;vitele di preferenza su crostini imbur&shy;rati.&nbsp; Frittate od omelette.&nbsp; Il grasso non deve essere eccessivo, in  confronto la fiam&shy;ma deve essere alta, le uova frullate leggermente.&nbsp; Le omelette si dividono in guarnite e  ripiene. Nelle prime l&rsquo;elemento aroma&shy;tico o nutritivo &egrave; aggiunto mentre si  frullano le uova, nelle seconde dopo la cottura, prima di piegare l&rsquo;omelette.  Quanto alle frittate, che non si pie&shy;gano, non &egrave; ammesso che il primo siste&shy;ma,  si possono <em>guarnire<\/em> &nbsp;con funghi gi&agrave; cotti, smi&shy;nuzzati,  tartufi a piccoli dadi, lardo, melanzane, cavolini lessati e dimez&shy;zati, prosciutto,  al formaggio, aglio, e via dicendo.&nbsp;  Infine la cosid&shy;detta <em>omelette<\/em> verde, nella cui composizione concorrono prez&shy;zemolo, cerfoglio, dragoncella,  erba cipollina ed altre ortaglie a disposizione.&nbsp; <em>Ripiene<\/em> al momento di piegarle  aggiungeteci rognoncini, frutti di mare, fegatini di  pollo, punte d&rsquo;asparagi, lingua salmistrata ritaglia&shy;ta e via dicendo. &nbsp;Omelette dolci.&nbsp; <em>Souffl&eacute; <\/em>con polpa di frutta. &nbsp;Ingredienti.  &nbsp;Due uova, burro, zucchero, vaniglia, vaniglina  od altro aroma, marmellata riscaldata. &nbsp;Separa&shy;te  il tuorlo dal bianco, mescolando lo zuc&shy;chero col tuorlo ed aggiungendo l&rsquo;aroma.  Montate il bianco a neve ferma e mi&shy;schiatelo al tuorlo. Scaldate il burro in padella  e metteteci il vostro compo&shy;sto. &nbsp;Iniziate  la cottura sul fornello e completatela al forno. &nbsp;Prima di pie&shy;garle introducete la marmellata tirata  a na&shy;stro e cospargetele di zucchero in pol&shy;vere. &nbsp;<em>Omelette souffl&eacute; a cacao o alla cioccola&shy;ta. <\/em>Lo stesso sistema, introducendo il cacao o la cioccolata rapata prima di  aggiun&shy;gere l&rsquo;albume montato.&nbsp; Si pu&ograve; an&shy;che,  anzich&eacute; introdurre la cioccolata rapata seguire le istruzioni del <em>souf&shy;fl&eacute;<\/em> a polpa di frutta, sostituendo  la marmellata con della ciocco&shy;lata al latte molto densa.&nbsp; <em>Al rum. <\/em>Un&rsquo;omelette semplice, cio&egrave;  uova frullate (tuorlo e albume insieme) con un po&rsquo; di latte o di panna. &nbsp;Vanno preparate nel&shy;la padella con una buona  dose di zuc&shy;chero. &nbsp;Fate in modo che la  su&shy;perficie esterna (quella a contatto con la padella) sia leggermente  abbrunita. Piegatela, cospargetela ancora di zuc&shy;chero ed al momento di  portarla in ta&shy;vola bagnatela con del rum <em>agricole<\/em> incendiato.&nbsp; Uova alla neve (dolce). &nbsp;Sbattete quattro albumi a neve ferma (una  presina di sale vi aiuter&agrave; nella consolidazione). Cucchiaio per cucchiaio metteteli  nel latte bollente, profumato e zuccherato. Rigirateli con una  schiumarola.&nbsp; Appena cotti fateli  scolare, di&shy;sponendoli su uno staccio, poi sul piat&shy;to di servizio, a piramide.  Utilizzate il latte di cottura ed il giallo d&rsquo;uovo per farne una crema, con la  quale decorerete le uova.<\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/U\/U2.jpg\" alt=\"\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Urna romana.<\/strong> &nbsp;Misura di capacit&agrave; dei liquidi uguale a mezza <em>amphora<\/em><em>,<\/em> vale a dire a dodici litri e seicentosessantacinque centilitri.&nbsp; &Egrave; di fatto un <em>o<\/em><em>rciolo<\/em> dal collo stretto e  dal ventre gonfio, con tre manici, due ai lati ed uno sul collo, usato per  attingere acqua alle fonti ed al fiume. &nbsp;Di  terra&shy;cotta o di metallo, si portava sul capo o sulle spalle.<\/p>\n<p><strong>Using-up<\/strong><strong>.<\/strong> <em>The Art of using up, <\/em>&egrave; il termine  inglese per l&rsquo;arte di utiliz&shy;zare i resti. &nbsp;La preparazione appetito&shy;sa ed il fatto  decorativo non sempre si conciliano con l&rsquo;elemento spesa. &nbsp;Ve&shy;di, ad esempio, la ricetta inglese del timballo  di rombo, un <em>using-up<\/em> dalla vi&shy;gilia, che richiede nientemeno che tartufi.<\/p>\n<p><strong>Usquebaugh<\/strong> (bevanda irlandese). &nbsp;Ci vogliono due litri della migliore  acquavite, sostitui&shy;bile con il <em>whisky<\/em>,  in cui aggiungerete un chilo di uva senza semi, quindici grammi di noce moscata  grattugiata, dieci chiodi di ga&shy;rofano, un tronchetto di cannella, la scorza di  un&rsquo;arancia grattata su una zolletta di zucchero, una presina di zafferano, duecentocinquanta  grammi di zucchero caramellato e polveriz&shy;zato nel mortaio. &nbsp;Rigirate quest&rsquo;infu&shy;sione giornalmente per  almeno una quindi&shy;cina di giorni, infine filtratela.&nbsp; Alcuni preferiscono il colore verde e tingono  questo cordiale col succo di spinaci, al posto del giallo, ottenuto con lo  zaffe&shy;rano.<\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/U\/U3.jpg\" alt=\"\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Ustica<\/strong>, nota e tragica  isola che fa parte del&shy;la provincia di Palermo sui cui cieli si consum&ograve;  l&rsquo;ennesimo delitto dei potenti e dei loro scherani mascherati da <em>intelligence<\/em>.&nbsp; Produce me&shy;loni d&rsquo;inverno, si raccolgono dal  mese di settembre a met&agrave; febbraio, sono particolarmente apprezzati, per il loro  sapore zuccherino.<\/p>\n<p><strong>&Uuml;va<\/strong><strong> dar cusse<\/strong>, &egrave; un&rsquo;uva da tavola, nera, ad acini grossi, rotondi, col  fio&shy;cine sottile, dolce e profumata.&nbsp; &Egrave;  la cosiddetta uva delle zucche. &nbsp;Si  coltiva nei dintorni di Castelnuovo di Asti, nella  provincia di Alessandria. I conta&shy;dini della zona e i buongustai hanno l&rsquo;abitudine  di mangiare l&rsquo;uva con la <em>soma d&rsquo;aii<\/em>, un pezzo di pane all&rsquo;aglio e cosparso di sale sul  quale si strofinano spicchi d&rsquo;aglio. <\/p>\n<p><strong>Uva ursi <\/strong>(dal latino uva d&rsquo;orso), termi&shy;ne farmaceutico per indicare  le foglie d&rsquo;un&rsquo;<em>Ericacea<\/em>, piccole,  coriacee, che servono per infusioni diuretiche.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uccelletti di campagna o, uccelletti scappati, piatto tipico della cucina romana. &nbsp;Sono fette di manzo, arroto&shy;late, contenenti una fetta di prosciutto crudo ed una foglia di salvia, alternate con una fetta di pane morbido inzuppato nel latte con un&rsquo;altra fetta di prosciutto pi&ugrave; spessa, e, qualche volta, una costola di sedano, il tutto infilato sullo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[479],"tags":[],"class_list":["post-4423","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-lexicon-u"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4423","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4423"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4423\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4424,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4423\/revisions\/4424"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4423"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4423"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4423"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}