{"id":4275,"date":"2010-04-18T15:14:40","date_gmt":"2010-04-18T14:14:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pages.mi.it\/?p=4275"},"modified":"2010-05-01T21:13:16","modified_gmt":"2010-05-01T20:13:16","slug":"food-design-2009-10-es06-je-dis-une-fleur","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/2010\/04\/18\/food-design-2009-10-es06-je-dis-une-fleur\/","title":{"rendered":"Food Design &#8211; Esercitazione 6 &#8211; 2009-10 &#8211; &#8220;Je dis: une fleur!&#8221;"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><strong><em>Politecnico di Milano, Anno  Accademico 2009-2010<\/em><\/strong><br \/>\n    <strong>Cattedra di FOOD-DESIGN.<\/strong><br \/>\n    <strong>(Sesta esercitazione, 20 aprile 2010)<\/strong><br \/>\n    <strong>***<\/strong><br \/>\n    <strong>\u201cJe dis: une fleur!\u201d<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\">Je dis: une fleur! et, hors de  l\u2019oubli o\u00f9 ma voix rel\u00e8gue aucun contour, en tant que quelque chose d\u2019autre que  les calices sus, musicalement se l\u00e8ve, id\u00e9e m\u00eame et suave, l\u2019absente de tous  bouquets.<br \/>\n    <em>(St\u00e9phane  Mallarm\u00e9)<\/em><\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/poli\/2009-10\/es06\/01.jpg\" alt=\"Food-Design \u2013 Esercitazione 6 \u2013 Jes dis: une fleure\"\/>\n<\/p>\n<p align=\"center\"> I codici cucinari, a  volte, possono contribuire ad esprimere i simboli, le immagini di  quell\u2019arcobaleno invisibile che, scrive Ernst J\u00fcnger, circonda quello  visibile.\u00a0 Nel 1885, un anno prima del  frammento di Mallarm\u00e9 \u00a0il pi\u00f9 famoso <em>chef<\/em> della <em>Belle Epoque<\/em>, Auguste Escoffier, pubblica un trattato <em>sur l\u2019art de travailler les fleurs en cire<\/em>.\u00a0 Fiori che incarnano l\u2019eternit\u00e0 lugubre delle  cose fuori dal tempo e che fioriscono, algidi, nelle mani dei suoi giovani  apprendisti cucinieri.<br \/>\n  Sono fiori che  nascono dagli stampi che Escoffier ha preparato ritagliando le \u201canime\u201d dalle  verdure, petalo per petalo.\u00a0 Fiori in  stearina, un miscuglio tra acido stearico ed acido palmitico, immangiabili,  inodori e, allo stesso tempo, quintessenza di una pasticceria ideale che  sconfina nell\u2019arte funeraria e, pi\u00f9 in l\u00e0, simbolo di un&#8217;altra arte, quella  della congelazione, che negli stessi anni incantava il mondo e prometteva  prosperit\u00e0.\u00a0 Escoffier, Mallarm\u00e9, due  forme di simbolismo che in letteratura vediamo accomodate alla tavola di Des  Esseintes (cfr., <em>\u00c1 Rebours<\/em> di Joris  Karl Huysman), facce di un dandismo che ha gi\u00e0 nella nevrosi freudiana la sua  apoteosi.<br \/>\n  Ritroveremo questa  eredit\u00e0 del simbolismo in tutte le avanguardie del \u2018900, a cominciare dal  futurismo e dalla sua sorprendente cucina.\u00a0  Esiliati da Escoffier i fiori ritornano con il cubismo culinario di  Apollinaire e con Jules Maincave, serviti vivi, come le violette condite con il  succo di limone.\u00a0 <\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/poli\/2009-10\/es06\/02.jpg\" alt=\"Food-Design \u2013 Esercitazione 6 \u2013 Jes dis: une fleure\"\/>\n<\/p>\n<p align=\"center\">\n  Poi  il delirio prende il sopravvento, i futuristi sognano una ricostruzione  estetica del mondo, la &quot;natura&quot;, liberata dalle sovrapposizioni  culturali e museali, diviene il plausibile termine di riscontro per il nuovo  primitivismo novecentista.\u00a0 \u201cNoi  proclamiamo\u201d, dice il manifesto della pittura, \u201cche nell&#8217;interpretazione della  natura occorrono sincerit\u00e0 e verginit\u00e0.&quot;\u00a0  Ed \u00e8 sul passo dell&#8217;equivalenza, dell&#8217;analogia plastica, che si  ricompone un rapporto con la natura, non pi\u00f9 analizzata nella sua  circostanziata sollecitazione di compenetrabili simultaneit\u00e0 emotive, ma  &quot;ricostruita&quot; analogicamente, in termini di una valenza  &quot;artificiale&quot;.\u00a0 Ed ecco dunque  la ricostruzione della flora, la proposizione di una &quot;flora  futurista&quot;, da Giacomo Balla (che realizza plastici &quot;fiori  futuristi&quot;) a Fedele Azari (che nel 1924 pubblica il manifesto <em>La flora  futurista ed equivalenti plastici di odori artificiali<\/em>), a Bot (che nel  1930 pubblica il volumetto di esempi <em>La flora futurista<\/em>)<em>.<\/em><br \/>\n  <em>****<\/em><\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/poli\/2009-10\/es06\/03.jpg\" alt=\"Food-Design \u2013 Esercitazione 6 \u2013 Jes dis: une fleure\"\/>\n<\/p>\n<p align=\"center\">\n  <strong>Obiettivo  dell\u2019esercitazione \u00e8 quello di costruire a partire dai fogli di fillo<\/strong> (la pasta fillo o <em>phyllo<\/em> dal greco, \u00e8 una variet\u00e0 di  pasta sfoglia preparata in sottilissimi fogli separati. \u00a0Si trova, confezionata, nei supermercati), <strong>utilizzando ogni genere di armatura, colore  e \u201ccroccantinerie\u201d un bouquet di fiori astratti che interpreti il divenire  forma e progetto del food.<\/strong><br \/>\n  <strong>La dimensione di questo bouquet non deve superare l\u2019ideale volume di un  cubo di trenta centimetri di lato.<\/strong><br \/>\n  ***<br \/>\n  (Documento) &#8211; \u201cBasta coi fiori naturali. Dobbiamo  ormai constatare la decadenza della flora naturale che non risponde pi\u00f9 al  nostro gusto.\u00a0 I fiori sono rimasti  monotonamente immutabili attraverso i millenni della creazione a delizia dei  multiformi romanticismi di tutte le epoche e come espressione del cattivo gusto  nei pi\u00f9 banali decorativismi.\u00a0 Oggi, ad  eccezione di alcune specie tropicali a grande sviluppo da noi poco conosciute,  essi lasciano completamente indifferenti od arrivano anzi ad urtare la nostra  sensibilit\u00e0 futurista dal punto di vista plastico e coloristico.\u00a0 D\u2019altra parte la letteratura e la pittura  contemporanea non hanno ancora smesso di farne largo abuso con le pi\u00f9 trite  immagini e coi pi\u00f9 stucchevoli soggetti.\u00a0  Se noi analizziamo le ragioni della decadenza della flora dalla nostra  estetica moderna, le possiamo cos\u00ec riassumere:<br \/>\n  1. Le pi\u00f9 decantate attrattive dei fiori sono costituite da delicatezze di  tinte, da sfumature di colori o da forme minuziosamente rabescate, mentre tali  qualit\u00e0 sono opposte al nostro gusto moderno che si compiace di sintesi  coloristiche e di stilizzazioni di forme.<br \/>\n  2. La velocit\u00e0 ha rimpicciolito per la nostra sensibilit\u00e0 visiva superfici e  volumi, perci\u00f2 i fiori ci appaiono piccole macchie di colore come i minuscoli  quadretti, i <em>bibelots<\/em> ed i ninnoli  che sono ormai scomparsi dai moderni salotti.<br \/>\n  3. Anche i cosiddetti soavi profumi dei fiori risultano insufficienti alle  nostre nari che esigono sensazioni olfattive sempre pi\u00f9 violente, tanto che i  profumi estratti dai fiori e che d\u2019altronde gi\u00e0 venivano concentrati per  renderli pi\u00f9 intensi, sono oggi completamente soppiantati dagli inebrianti  profumi sintetici creati dall\u2019industria.<br \/>\n  4. Infine i fiori in letteratura, in pittura o nella realt\u00e0 della vita, sono  stati usati ed abusati fino alla nausea come immagine, quadro o decorazione. Il  nostro gusto invece \u00e8 sempre alla ricerca di nuove forme mediante l\u2019evoluzione  della moda, dello stile, dell\u2019arte in genere.<br \/>\n  Possiamo dunque affermare che, come a certi stili convengono flore  caratteristiche (ad esempio i lauri nel romanzo classico e nell\u2019empire e le  rose nelle decorazioni alla Watteau), cos\u00ec i fiori in genere rappresentano una  stonatura nella nostra modernit\u00e0 meccanica e sintetizzata.<br \/>\n  Creazione di una flora plastica futurista.<br \/>\n  Stabilito ormai che i fiori fornitici dalla natura non  ci interessano pi\u00f9, noi futuristi per rallegrare, vivificare e decorare i  nostri quadri e i nostri ambienti abbiamo iniziato la creazione di una flora  plastica, originalissima, assolutamente inventata, coloratissima, profumatissima  e soprattutto inesauribile per la infinita variet\u00e0 degli esemplari.<br \/>\n  Il pittore futurista Depero ha gi\u00e0 dato esempio di tali flore fantastiche  andando oltre la stilizzazione del fiore, dipingendo con la tecnica verista e  costruendo plasticamente fiori inesistenti in natura.<br \/>\n  Tuttora continuiamo a costruire plasticamente la nostra flora colorandola  violentemente e profumandola coi pi\u00f9 intensi profumi.\u00a0 I fiori futuristi col dinamismo delle loro  forme e la sintesi dei colori combinate nelle pi\u00f9 originali trovate  costituiscono una delle pi\u00f9 interessanti affermazioni del futurismo nell\u2019arte  decorativa.\u201d\u00a0 <em>(Omissis)<\/em>.<\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/poli\/2009-10\/es06\/04.jpg\" alt=\"Food-Design \u2013 Esercitazione 6 \u2013 Jes dis: une fleure\"\/>\n<\/p>\n<p align=\"center\">\n  Fedele Azari, <em>La flora futurista ed equivalenti plastici  di odori artificiali<\/em> (1924).<br \/>\n  *****************<\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<a href=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/poli\/2009-10\/es06\/es06_01.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t<img decoding=\"async\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/poli\/2009-10\/es06\/es06_01.jpg\" title=\"Je dis: une fleur!\" \/><br \/>\n\t<\/a>\n<\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<a href=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/poli\/2009-10\/es06\/es06_02g.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t<img decoding=\"async\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/poli\/2009-10\/es06\/es06_02.jpg\" title=\"Je dis: une fleur!\" \/><br \/>\n\t<\/a>\n<\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<a href=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/poli\/2009-10\/es06\/es06_03g.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t<img decoding=\"async\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/poli\/2009-10\/es06\/es06_03.jpg\" title=\"Je dis: une fleur!\" \/><br \/>\n\t<\/a>\n<\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<a href=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/poli\/2009-10\/es06\/es06_04g.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t<img decoding=\"async\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/poli\/2009-10\/es06\/es06_04.jpg\" title=\"Je dis: une fleur!\" \/><br \/>\n\t<\/a>\n<\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<a href=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/poli\/2009-10\/es06\/es06_05g.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t<img decoding=\"async\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/poli\/2009-10\/es06\/es06_05.jpg\" title=\"Je dis: une fleur!\" \/><br \/>\n\t<\/a>\n<\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<a href=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/poli\/2009-10\/es06\/es06_06g.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t<img decoding=\"async\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/poli\/2009-10\/es06\/es06_06.jpg\" title=\"Je dis: une fleur!\" \/><br \/>\n\t<\/a>\n<\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<a href=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/poli\/2009-10\/es06\/es06_07g.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t<img decoding=\"async\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/poli\/2009-10\/es06\/es06_07.jpg\" title=\"Je dis: une fleur!\" \/><br \/>\n\t<\/a>\n<\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<a href=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/poli\/2009-10\/es06\/es06_08g.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t<img decoding=\"async\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/poli\/2009-10\/es06\/es06_08.jpg\" title=\"Je dis: une fleur!\" \/><br \/>\n\t<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Politecnico di Milano, Anno Accademico 2009-2010 Cattedra di FOOD-DESIGN. 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