{"id":4230,"date":"2010-03-07T12:44:45","date_gmt":"2010-03-07T11:44:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pages.mi.it\/?p=4230"},"modified":"2010-03-07T13:11:03","modified_gmt":"2010-03-07T12:11:03","slug":"ied-es-11d-2009-10","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/2010\/03\/07\/ied-es-11d-2009-10\/","title":{"rendered":"IED \u2013 Esercitazione 11 D \u2013 2009-10 &#8211; Come costruire un fornello solare con il materiale che abbiamo a disposizione in casa"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><strong>D &#8211; IED, Milano.&nbsp; Anno accademico 2009-2010<\/strong><br \/>\n    <strong>Cattedra di sociologia.<\/strong><br \/>\n    <em>Esercitazione numero undici.<\/em><br \/>\n    <em>***<\/em><br \/>\n    <strong><em>Come  costruire un fornello solare<\/em><\/strong><br \/>\n    <strong><em>con  il materiale che abbiamo a disposizione in casa.<\/em><\/strong><br \/>\n    <strong>Il primo forno (o fornello) solare conosciuto fu costruito da Horace <\/strong><br \/>\n    <strong>de Saussure, un naturalista svizzero, nel 1767.&nbsp; Oggi i &ldquo;forni solari&rdquo; sono molto popolari sia  in India che in Cina e si definisce funzionale il fornello che cuoce in un  tempo appena doppio di uno normale alimentato a gas o ad elettricit&agrave;.<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es11-d\/01.jpg\" alt=\"IED \u2013 Esercitazione 11 D \u2013 Come costruire un fornello solare\"\/>\n<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>In rete  ci sono molti modelli di forni o fornelli solari ad essi rinviamo per i  principi costruttivi.&nbsp;<\/strong><strong>Il pi&ugrave; popolare &egrave;  il &ldquo;Kyoto Box&rdquo; che nel 2009   ha vinto il &ldquo;Climate change challenge&rdquo;, oggi &egrave; prodotto  in serie e costa cinque dollari.<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\">L&rsquo;espressione di <em>bricolage<\/em> &egrave; un termine che ricorre in  svariate discipline per indicare delle costruzioni realizzate da una certa  gamma di cose che capita di avere a disposizione.<br \/>\n  Scrive Claude  L&eacute;vi-Strauss in <em>Il pensiero selvaggio<\/em> (1962): &ldquo;Nel suo antico significato, il verbo <em>bricoler<\/em> si applica al gioco della palla e del biliardo, alla  caccia e all&#8217;equitazione, ma sempre per evocare un movimento accidentale:  quello della palla che rimbalza, del cane che si distrae, del cavallo che  scarta dalla linea diritta per evitare un ostacolo.<br \/>\n  Oggi per <em>bricoleur<\/em> s&#8217;intende chi esegue un lavoro  con le proprie mani, utilizzando mezzi diversi rispetto a quelli usati  dall&#8217;uomo del mestiere.&nbsp; Il <em>bricoleur<\/em> &egrave; capace di eseguire un gran  numero di compiti differenziati, ma, diversamente dall&#8217;ingegnere, egli non li  subordina al possesso di materie prime e di arnesi, concepiti e procurati  espressamente per la realizzazione del suo progetto: il suo universo  strumentale &egrave; chiuso e, per lui, la regola del gioco consiste nell&#8217;adattarsi  sempre all&#8217;equipaggiamento di cui dispone, cio&egrave; a un insieme via, via finito di  arnesi e di materiali, peraltro eterocliti&hellip; Egli interroga tutti quegli oggetti  che costituiscono il suo tesoro, per comprendere ci&ograve; che ognuno di essi  potrebbe &quot;significare&quot;, contribuendo cos&igrave; alla definizione di un insieme  da realizzare che alla fine, per&ograve;, non differir&agrave; dall&#8217;insieme strumentale se  non per la disposizione interna delle parti.<\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es11-d\/02.jpg\" alt=\"IED \u2013 Esercitazione 11 D \u2013 Come costruire un fornello solare\"\/>\n<\/p>\n<p align=\"center\">La lampadina non  deriva dalla candela, n&eacute; il reattore dal motore a scoppio. Per produrre un  nuovo oggetto l&rsquo;ingegnere dispone sia di materiali appositamente destinati a  quell&rsquo;uso, sia di macchine progettate esclusivamente a quel fine ed egli si  mette all&rsquo;opera solo dopo aver riunito i materiali e gli strumenti che servono  esattamente al suo progetto. Il <em>bricoleur<\/em>,  invece, si arrangia con gli scarti. La maggior parte delle volte gli oggetti  che produce non fanno parte di un progetto pi&ugrave; generale, ma sono il risultato  di una serie di avvenimenti contingenti, il frutto di tutte le occasioni che  gli si sono presentate per arricchire la sua collezione di cianfrusaglie. Come  ha notato Claude L&eacute;vi-Strauss gli strumenti del <em>bricoleur<\/em>, contrariamente a quelli dell&rsquo;ingegnere, non possono  essere progettati in anticipo. I materiali di cui dispone non hanno una  destinazione precisa. Ciascuno pu&ograve; essere utilizzato per cose diverse. Questi  oggetti hanno in comune soltanto il fatto che &ldquo;potrebbero sempre servire&rdquo;. A  che cosa? Dipende dalle circostanze. Per molti aspetti il processo  dell&rsquo;evoluzione ricorda questo modo di operare. Spesso senza progetti a lungo  termine, il <em>bricoleur<\/em> prende un  oggetto dal suo ambiente e gli d&agrave; una <strong>funzione<\/strong> <strong>inattesa<\/strong>. Da una vecchia ruota di  automobile costruisce un ventilatore, da un tavolo rotto un parasole. Questo  genere di operazione non &egrave; molto diverso da ci&ograve; che compie l&rsquo;evoluzione, per  Darwin infatti, le nuove strutture vengono elaborate a partire da organi  preesistenti che in origine erano incaricati di un determinato compito ma che  si sono progressivamente adattati a funzioni differenti. &nbsp;Allo stesso modo le strutture che sembrano non  avere n&eacute; significato n&eacute; funzione e che, secondo le parole di Darwin,  assomigliano a &ldquo;pezzi di anatomia inutile&rdquo;, sono facilmente spiegabili come  vestigia di qualche funzione pi&ugrave; antica. Cos&igrave; , conclude Darwin, &ldquo;se un uomo  costruisce una macchina con un fine determinato, ma usa allo scopo,  modificandoli leggermente, vecchie ruote, vecchie pulegge e vecchie molle, la  macchina, con tutte le sue parti, potr&agrave; essere considerata come organizzata in  vista di quel fine.<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Obiettivo dell&rsquo;esercitazione &egrave; quello di realizzare un forno o fornello  solare funzionante.<\/strong><br \/>\n    <strong>Ogni gruppo pu&ograve; elaborarlo nel modo che ritiene pi&ugrave; opportuno.<\/strong><br \/>\n    <strong>Saranno considerati vincitori i primi tre fornelli che oltre a  funzionare saranno ritenuti interessanti per il costo, il disegno,  l&rsquo;originalit&agrave;.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>D &#8211; IED, Milano.&nbsp; Anno accademico 2009-2010 Cattedra di sociologia. Esercitazione numero undici. *** Come costruire un fornello solare con il materiale che abbiamo a disposizione in casa. 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