{"id":4216,"date":"2010-02-22T02:09:29","date_gmt":"2010-02-22T01:09:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pages.mi.it\/?p=4216"},"modified":"2010-02-22T02:09:29","modified_gmt":"2010-02-22T01:09:29","slug":"ied-es-15-2009","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/2010\/02\/22\/ied-es-15-2009\/","title":{"rendered":"IED \u2013 Esercitazione 15 \u2013 2009-10 &#8211; Un brindisi al genere con Rose S\u00e9lavy."},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><strong>A &#8211; IED, Milano.&nbsp; Anno accademico 2009-2010<\/strong><br \/>\n    <strong>Cattedra di sociologia.<\/strong><br \/>\n    <strong><em>(Esercitazioni)<\/em><\/strong><br \/>\n    <strong><em>*****<\/em><\/strong><br \/>\n    <em>Esercitazione numero quindici.<\/em><br \/>\n    <strong><em>Un brindisi al genere con Rose S&eacute;lavy.<\/em><\/strong><br \/>\n    <em>***<\/em><br \/>\n    <em>Ottica di  precisione Rose S&eacute;lavy<\/em><em><br \/>\n      New York &ndash; Parigi<br \/>\n      Assortimento completo di baffi e trucchetti.&nbsp; <\/em><\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es15\/01.jpg\" alt=\"IED \u2013 Esercitazione 15 \u2013 Un brindisi al genere con Rose S\u00e9lavy.\"\/>\n<\/p>\n<p align=\"center\">Praticamente tutte le culture, del passato come  del presente, hanno stabilito delle regole precise circa cosa ai due sessi  riconosciuti fosse permesso o non d&rsquo;indossare. Il termine <em>crossdressing<\/em> denota  l&#8217;atto o l&#8217;abitudine di mettersi vestiti comunemente associati al sesso opposto  al proprio.<br \/>\n  Il termine <em>crossdresser<\/em> non riguarda n&eacute;  l&rsquo;identit&agrave; di genere e n&eacute; l&rsquo;orientamento sessuale, quindi non &egrave; sinonimo di  transessuale o di <em>transgender<\/em> e  tantomeno denota una qualche preferenza sessuale.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Rappresenta, nella sostanza un giuoco di  ruolo oggi molto frequente nella cultura anglosassone.<\/p>\n<p align=\"center\">Nel 1920 Marcel Duchamp si duplic&ograve; scegliendo  sembianze femminili: quelle di <em>Rose  S&eacute;lavy<\/em>.<br \/>\n  Con questo nome &egrave; &ldquo;firmato&rdquo; un <em>ready made<\/em>, <em>Fresh Widow<\/em>, derivante dal montaggio artigianale  di una finestra verde in stile francese con pannelli di cuoio nero.&nbsp; Questa vedova impudica era nata come una <em>French  Window<\/em>, ma cos&igrave; non incantava  nessuno.&nbsp; Da questo momento le  opere di <em>Rose<\/em> si moltiplicano. Al suo  nome &egrave; legato, sempre nel 1920, l&rsquo;apparecchio ottico a motore detto <em>Rotative  plaques verre (optique de pr&eacute;cision)<\/em> e nel 1921 il <em>ready made<\/em> costituito da una gabbietta con cubetti di marmo e osso  di seppia &egrave; battezzato <em>Why not sneeze Rose S&eacute;lavy?<\/em>&nbsp; Nel  frattempo il nome di <em>Rose<\/em> si era  trasformato in <em>Rrose<\/em>, di fatto fu  sufficiente la semplice aggiunta di una consonante per delineare ancor meglio  il mistero del doppio.&nbsp; Di ci&ograve; esiste  anche documentazione fotografica.&nbsp; Nel  1921 Man Ray collabor&ograve; al numero unico della rivista <em>New York Dada<\/em> dove pubblic&ograve; una fotografia di Duchamp nelle vesti  femminili di <em>Rrose S&eacute;lavy<\/em>, con un  cappellino a fascia a motivi geometrici e un elegante collare di volpe sorretto  dalle mani che lo accarezzano.&nbsp; La  fotografia ci mostra un viso dall&rsquo;espressione inafferrabile: labbra appena  schiuse da un sorriso misterioso, occhi languidi.&nbsp; Quanto al cappellino gli era stato prestato  da Germaine Everling, la compagna di Picabia.<br \/>\n  Cosa rappresenti <em>Rrose<\/em> lo rivela la dedica che compare sulla fotografia: <em>Lovingly, Rrose S&eacute;lavy alias Marcel Duchamp<\/em>.<br \/>\n  Rrose S&eacute;lavy suona come <em>Eros c&rsquo;est la vie<\/em>.&nbsp; Ma non  solo di questo si trattava. In un colloquio con Pierre Cabanne un attento  storico delle avanguardie, Duchamp fece alcune sorprendenti considerazioni: <em>Volevo cambiare la mia identit&agrave; e dapprima  ebbi l&#8217;idea di prendere un nome ebraico. Io ero cattolico e questo passaggio di  religione significava gi&agrave; un cambiamento. Ma non trovai nessun nome ebraico che  mi piacesse, o che colpisse la mia immaginazione, e improvvisamente ebbi l&#8217;idea:  perch&eacute; non cambiare di sesso?<\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Obiettivo dell&rsquo;esercitazione &egrave;  realizzare un <em>crossdressing<\/em> con il  quale assumere l&rsquo;identit&agrave; di un Altro-da-se e registrarne le impressioni.<\/strong><br \/>\n    <strong>Ogni gruppo pu&ograve; elaborare le immagini di questa  esercitazione con il mezzo espressivo che ritiene pi&ugrave; opportuno, disegno, foto,  fumetto, collage, rappresentazione elaborata per via elettronica.<\/strong><br \/>\n  L&rsquo;elaborato  dovr&agrave; essere presentato su <strong>dischetto<\/strong>,  accompagnato da una breve <strong>relazione<\/strong> esplicativa.<br \/>\n  <strong>Non sono accettati altri supporti.&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong> <\/strong><\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es15\/02.jpg\" alt=\"IED \u2013 Esercitazione 15 \u2013 Un brindisi al genere con Rose S\u00e9lavy.\"\/>\n<\/p>\n<p align=\"center\">\n  Gli <strong>studi di genere<\/strong> o <strong>gender  studies <\/strong>rappresentano un inedito approccio allo studio dei significati  socio-culturali della sessualit&agrave; e dell&rsquo;identit&agrave; in genere.&nbsp; Nati in Nord America a cavallo tra gli anni  settanta e ottanta nell&#8217;ambito degli studi culturali, si diffondono in Europa  Occidentale negli anni ottanta , sviluppandosi a partire dal femminismo ma  trovando una sponda teorica nel decostruzionismo francese, in particolare di  Jacques Derrida e negli studi che uniscono psicologia e linguaggio.<br \/>\n  Tradizionalmente gli individui  vengono divisi in uomini e donne sulla base delle loro differenze biologiche.  Nel sentire comune, infatti, il sesso e il genere costituiscono un tutt&#8217;uno.  Gli studi di genere propongono invece una suddivisione, sul piano  teorico-concettuale, tra questi due aspetti dell&#8217;identit&agrave;.<br \/>\n  Di fatto il sesso costituisce un  corredo genetico o, se si preferisce, un insieme di caratteri biologici, fisici  e anatomici che producono la dicotomia maschio\/femmina.<br \/>\n  Il genere rappresenta una  costruzione culturale, la rappresentazione di comportamenti che rivestono il  corredo biologico e danno vita allo <em>status<\/em> di uomo e di donna.<br \/>\n  Oggi si ritiene che sesso e  genere non costituiscono due dimensioni contrapposte ma interdipendenti perch&eacute;  sui caratteri biologici si innesca il processo di produzione delle identit&agrave; di  genere.<br \/>\nIl genere &egrave; un prodotto della  cultura umana e il frutto di un persistente rinforzo sociale e culturale delle  identit&agrave;: viene creato quotidianamente attraverso una serie di interazioni che  tendono a definire le differenze tra uomini e donne. A livello sociale &egrave;  necessario testimoniare continuamente la propria appartenenza di genere  attraverso il comportamento, il linguaggio, il ruolo sociale. Si parla a questo  proposito di ruoli di genere. In  sostanza, il genere &egrave; un carattere appreso e non innato. Maschi e femmine si  nasce, uomini e donne si diventa.<\/p>\n<p align=\"center\">Una curiosit&agrave;.&nbsp; Nel 1894 un contabile dell&rsquo;ambasciata di  Francia in Cina (tal Ren&eacute;e Gallimard) s&rsquo;innamora di una attrice (Song Liling)  che, qualche anno dopo si riveler&agrave; essere un uomo.&nbsp; La storia di Madame Butterfly &egrave; questa.&nbsp; Anche se Giacomo Puccini ambienta la storia  di Pinkerton (il tenore), ufficiale della marina americana a Nakasaki e per  gioco lo fa sposare, secondo le usanze locali, con una geisha quindicenne di  nome Cio-cio-san (<em>Ch&#333;ch&#333;-san<\/em>), termine che significa Madama  Farfalla, in <br \/>\n  inglese <em>Butterfly<\/em> (il soprano), acquisendo cos&igrave; il diritto di poterla  ripudiare, cosa che di l&igrave; ad un mese fece. &nbsp;&nbsp;Ma questa, forte di un amore tenace, pur  struggendosi nella lunga attesa accanto al bimbo nato da quelle nozze, continua  a ripetere a tutti la sua incrollabile fiducia nel ritorno dell&#8217;amato.<br \/>\n  ****<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A &#8211; IED, Milano.&nbsp; Anno accademico 2009-2010 Cattedra di sociologia. 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