{"id":3981,"date":"2009-11-09T23:29:26","date_gmt":"2009-11-09T22:29:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pages.mi.it\/?p=3981"},"modified":"2010-01-17T10:57:39","modified_gmt":"2010-01-17T09:57:39","slug":"ied-es-4-2009","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/2009\/11\/09\/ied-es-4-2009\/","title":{"rendered":"IED \u2013 Esercitazione 4 \u2013 2009-10 &#8211; Un brand per una cimice"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><strong>IED, Milano.&nbsp; Anno accademico 2009-2010<\/strong><br \/>\n    <strong>Cattedra di sociologia.<\/strong><br \/>\n    <strong><em>(Esercitazioni)<\/em><\/strong><br \/>\n    <strong><em>*************************<\/em><\/strong><br \/>\n    <em>Esercitazione numero quattro.<\/em><br \/>\n    <strong>Un brand per  una cimice.<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es4\/01.jpg\" alt=\"IED \u2013 Esercitazione 4 \u2013 Un brand per  una cimice.\"\/>\n<\/p>\n<p align=\"center\"><em>In Messico si chiama il <strong>Dia<\/strong> <strong>de<\/strong> <strong>jumil<\/strong> il primo luned&igrave; dopo il  &ldquo;Giorno dei Morti&rdquo;.<\/em><br \/>\n    <em>Le famiglie vanno nei boschi a raccogliere le jumiles  (&deg;) e fanno pic-nic durante i quali le piluccano anche vive, come noi facciamo  con le more o i mirtilli.<\/em><\/p>\n<p align=\"center\">Nel febbraio del 2008  la <strong>FAO<\/strong><strong> <\/strong>&nbsp;(<em>Food<\/em><em> and Agricolture Organization<\/em>), vale a dire, l&rsquo;Organizzazione delle  Nazioni Unite per l&rsquo;alimentazione e l&rsquo;agricoltura, ha organizzato a Ciang Mai, in Tailandia, &nbsp;un seminario, durato una settimana <strong>&ldquo;sul potenziale per l&rsquo;alimentazione umana  degli insetti in Asia e nella regione del Pacifico&rdquo;<\/strong>.&nbsp; Leggiamo dal rapporto della FAO: &ldquo;Delle  centinaia di specie di insetti che sono state usate o sono usate per il consumo  umano i pi&ugrave; comuni provengono da cinque gruppi principali:&nbsp; coleotteri, formiche, api e vespe, cavallette  e grilli, falene e farfalle&rdquo;.&nbsp; &ldquo;Gli  insetti&rdquo;, prosegue il rapporto, &ldquo;possono essere molto nutrienti, ed alcuni  hanno un apporto proteico pari a quello della carne o del pesce.&nbsp; In forma essiccata contengono spesso una  quantit&agrave; doppia di proteine rispetto alla carne o al pesce crudo anche se,  generalmente, non superano la quantit&agrave; di proteine presenti nella carne e nel  pesce essiccato o cotto alla griglia.&nbsp;  Alcuni insetti, specialmente allo stato larvale, sono ricchi anche di  lipidi e contengono importanti vitamine e sali minerali.&rdquo;<br \/>\n  In alcune aree gli  insetti rappresentano un cibo di emergenza, ma nella maggioranza dei paesi <em>insettivori<\/em> sono un ingrediente fisso  della dieta quotidiana e in paesi come la Tailandia sono considerati prelibatezze e se ne  consumano circa duecento specie diverse.&nbsp;  A scopo alimentare vengono soprattutto raccolte le larve e le pupe degli  insetti, con un intervento sull&rsquo;ambiente a basso impatto o, a volte, a impatto  benefico.&nbsp; Tuttavia fino ad oggi non si  sono ancora sviluppate vere e proprie fattorie di insetti come nel nord della  Tailandia dove vengono allevati i vermi del bamb&ugrave; o i grilli.&nbsp; La <strong>FAO<\/strong>,  poi, ha sottolineato come la coltivazioni d&rsquo;insetti pu&ograve; essere vitale per i  paesi in via di sviluppo e con deficit proteici, cos&igrave; come pu&ograve; essere  vantaggiosa per le opportunit&agrave; di reddito che offre.&nbsp; A questo proposito, &egrave; stato detto, deve  essere incoraggiata e promossa l&rsquo;adozione di moderne tecnologie alimentari per  gli insetti che vengono venduti vivi, essiccati, affumicati, arrostiti o  trattati.<\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es4\/02.jpg\" alt=\"IED \u2013 Esercitazione 4 \u2013 Un brand per  una cimice.\"\/>\n<\/p>\n<p align=\"center\">Scrive Quieta Ramos Elorduy, dell&rsquo;<em>Istituto di Biologia<\/em> dell&rsquo;Universit&agrave; di  Citt&agrave; del Messico, che esistono al mondo pi&ugrave; di tremilaseicento specie  d&rsquo;insetti commestibili di cui <em>quattrocento<\/em> solo in America Centrale, non per caso numerosi ristoranti messicani, tra cui  molti turistici, si sono specializzati nell&rsquo;offerta di una cucina d&rsquo;insetti.&nbsp; Cos&igrave;, non &egrave; difficile trovare nei menu di  questi le uova di formica, cio&egrave;, le larve di <em>escamoles<\/em> un insetto che cresce  nelle radici dell&rsquo;agave, saltate nel burro e servite su delle <em>tortillas<\/em> calde  accompagnate da <em>guacamola<\/em>,  la purea di avocado.&nbsp; Sono chiamate il caviale  messicano.<strong>&nbsp; <\/strong>Un&rsquo;altra specialit&agrave; servita nei migliori  ristoranti &egrave; la versione messicana delle patatine fritte francesi, i <em>gusanos<\/em>di<em> maguey<\/em>, cio&egrave;, i vermi o le larve di agave che,  fritti, ricordano la pancetta.&nbsp; Va  osservato che gli insetti in Messico non sono apprezzati solo per il loro  gusto, ma anche per l&rsquo;alto tenore in proteine e per il loro sapore unico.<br \/>\n  Negli stati di Oaxaca, Guerriero, Morelos e Veracruz &egrave; molto diffusa una salsa il cui ingrediente principale  &egrave; una <strong>cimice<\/strong>.&nbsp; Di questi insetti ce ne sono due variet&agrave;, le <strong><em>jumiles<\/em><\/strong> e le <strong><em>chumiles<\/em><\/strong>, che si  distinguono perch&eacute; sono pi&ugrave; piccole.&nbsp;  Oltre alle cimici in questa salsa si possono mescolare altri insetti che  vengono tostati e poi sminuzzati con il mortaio. &nbsp;Gli esperti dicono che il loro gusto &egrave; tra la  cannella e la menta.&nbsp; Tradizionalmente  questi insetti sono anche mangiati vivi accompagnati dai <em>tacos<\/em>, le popolari <em>tortillas<\/em> confezionate con farina di mais.<\/p>\n<p align=\"center\">(&deg;) &#8211; Le <em>jumiles<\/em> sono i <strong>Pentatomidi<\/strong><strong> <\/strong>una famiglia di insetti dell&rsquo;ordine dei <em>Rhynchota<\/em> comprendente oltre 4100  specie.&nbsp; I <em>Pentatomidi<\/em> costituiscono una  delle famiglie pi&ugrave; importanti fra gli <em>Eterotteri<\/em>, per il numero di specie, per la larga  distribuzione e per l&#8217;importanza economica di diverse di queste specie.&nbsp; Per le dimensioni e per l&#8217;aspetto  inconfondibile, anche se si tratta di caratteri estesi a tutta la famiglia dei <em>Pentatomoidea<\/em>, e  per il fatto di essere piuttosto comuni, sono di facile riconoscimento anche  per i profani. Il nome comune di <em>cimice<\/em>, infatti, anche se a rigore fa  riferimento all&#8217;intero sottordine degli Eterotteri, &egrave;  utilizzato per antonomasia per indicare insetti appartenenti ai <em>Pentatomoidea<\/em>.&nbsp; Il loro dorso &egrave; pi&ugrave; o meno appiattito, mentre  il ventre &egrave; convesso. La livrea &egrave; spesso uniforme, con colori che variano dal  verde al giallastro al brunastro, ma sono frequenti le specie con livree a  colori vivaci, talvolta con riflessi metallici o con disegni in contrasto.&nbsp; Il loro regime dietetico &egrave; variabile. La  maggior parte delle specie &egrave; fitofaga e si nutre a spese di un numero elevato  di specie botaniche, fra cui molte piante di interesse agrario.&nbsp; Come la maggior parte degli <em>Eterotteri<\/em> anche  i <em>Pentatomidi<\/em> si difendono rilasciando una sostanza fortemente revulsiva, secreta dalle  ghiandole odorifere.&nbsp; Il secreto ha un  odore caratteristico, associabile vagamente alle mandorle amare, ed ha effetto  repellente nei confronti dei grossi predatori.&nbsp;  In passato la sostanza repellente, seccata e polverizzata, era impiegata  per rinforzare la componente odorosa dell&rsquo;acido prussico.<br \/>\n  L&#8217;uso di <em>Pentatomidi<\/em> nell&#8217;alimentazione umana &egrave; noto.&nbsp; Il solo problema relativo all&#8217;uso alimentare  dei <em>Pentatomidi<\/em> &egrave; la necessit&agrave; di eliminare il sapore sgradevole dovuto al secreto delle  ghiandole metatoraciche.&nbsp; Non sono rare tuttavia le culture cui tali  insetti sono consumati anche crudi, a dispetto dell&#8217;effetto collaterale.&nbsp; In Messico sono usate diverse specie che  fanno capo ai generi <em>Edessa<\/em>, <em>Euschistus<\/em> e <em>Pharylpia<\/em>,  comunemente chiamate <em>jumiles<\/em>. I <em>jumiles<\/em> vengono mantenuti in vita e venduti in  &quot;confezioni&quot; di pochi esemplari. Sono consumati in vari modi, sia  crudi sia dopo una qualche cottura. La letteratura cita che la credenza  popolare attribuisce a questi insetti propriet&agrave; curative oltre a quelle  nutritive.&nbsp; In Africa i <em>Pentatomidi<\/em> sono  usati a scopo alimentare in Sudafrica e nello Zimbabwe, del loro uso alimentare  parla il progetto di ricerca intitolato, <em>Nutritional<\/em><em> and medicinal value of the edible stinkbug,  Eucosternum delegorguei, consumed in the Limpopo, Province of  South Africa (2003-2005)<\/em>.&nbsp; In Asia &egrave; citato il consumo dei <em>Pentatomidi<\/em> in  India, in particolare i generi <em>Bagrada<\/em> e <em>Erthesina<\/em>.&nbsp; Si  consumano anche in Cina e in Tailandia.<br \/>\n  *******<br \/>\n  <strong>L&rsquo;obiettivo dell&rsquo;esercitazione &egrave; di immaginare un prodotto, un brand e un&rsquo;immagine pubblicitaria a base di <\/strong><strong>Pentatomidi<\/strong><strong> (jumeles).&nbsp; <\/strong><br \/>\n  Ogni gruppo pu&ograve;  sviluppare l&rsquo;idea di questo &ldquo;prodotto&rdquo; con il mezzo espressivo che meglio  ritiene opportuno, <strong>disegno<\/strong>, <strong>foto<\/strong>, <strong>fumetto<\/strong>, <strong>collage<\/strong>, <strong>immagine<\/strong> elaborata per via <strong>elettronica<\/strong>.<\/p>\n<p align=\"center\">L&rsquo;elaborato dovr&agrave; essere  consegnato in copia su <strong>dischetto<\/strong>,  accompagnato da una breve <strong>relazione<\/strong> esplicativa.<br \/>\n    <strong>Non<\/strong> sono accettati altri supporti.<\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<a href=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es4\/es04_01g.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t<img decoding=\"async\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es4\/es04_01.jpg\" title=\"Un brand per  una cimice\" \/><br \/>\n\t<\/a>\n<\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<a href=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es4\/es04_02g.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t<img decoding=\"async\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es4\/es04_02.jpg\" title=\"Un brand per  una cimice\" \/><br \/>\n\t<\/a>\n<\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<a href=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es4\/es04_03g.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t<img decoding=\"async\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es4\/es04_03.jpg\" title=\"Un brand per  una cimice\" \/><br \/>\n\t<\/a>\n<\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<a href=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es4\/es04_04g.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t<img decoding=\"async\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es4\/es04_04.jpg\" title=\"Un brand per  una cimice\" \/><br \/>\n\t<\/a>\n<\/p>\n<p align=\"center\">\n<object width=\"425\" height=\"344\"><param name=\"movie\" value=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/45NPHOn2J_Y&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0\"><\/param><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\"><\/param><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\"><\/param><embed src=\"https:\/\/www.youtube.com\/v\/45NPHOn2J_Y&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0\" type=\"application\/x-shockwave-flash\" allowscriptaccess=\"always\" allowfullscreen=\"true\" width=\"425\" height=\"344\"><\/embed><\/object>\n<\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<a href=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es4\/es04_05g.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t<img decoding=\"async\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es4\/es04_05.jpg\" title=\"Un brand per  una cimice\" \/><br \/>\n\t<\/a>\n<\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<a href=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es4\/es04_06g.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t<img decoding=\"async\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es4\/es04_06.jpg\" title=\"Un brand per  una cimice\" \/><br \/>\n\t<\/a>\n<\/p>\n<p align=\"center\">\n<object width=\"425\" height=\"304\"><param name=\"movie\" value=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/lnjiBtyewk8&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0\"><\/param><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\"><\/param><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\"><\/param><embed src=\"https:\/\/www.youtube.com\/v\/lnjiBtyewk8&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0\" type=\"application\/x-shockwave-flash\" allowscriptaccess=\"always\" allowfullscreen=\"true\" width=\"425\" height=\"304\"><\/embed><\/object>\n<\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<a href=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es4\/es04_07g.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t<img decoding=\"async\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es4\/es04_07.jpg\" title=\"Un brand per  una cimice\" \/><br \/>\n\t<\/a>\n<\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<a href=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es4\/es04_08g.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t<img decoding=\"async\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es4\/es04_08.jpg\" title=\"Un brand per  una cimice\" \/><br \/>\n\t<\/a>\n<\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<a href=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es4\/es04_09g.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t<img decoding=\"async\" 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align=\"center\">\n\t<a href=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es4\/es04_13g.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t<img decoding=\"async\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es4\/es04_13.jpg\" title=\"Un brand per  una cimice\" \/><br \/>\n\t<\/a>\n<\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<a href=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es4\/es04_14g.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t<img decoding=\"async\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es4\/es04_14.jpg\" title=\"Un brand per  una cimice\" \/><br \/>\n\t<\/a>\n<\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<a href=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es4\/es04_15g.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t<img decoding=\"async\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es4\/es04_15.jpg\" title=\"Un brand per  una cimice\" \/><br \/>\n\t<\/a>\n<\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<a href=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es4\/es04_16g.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t<img decoding=\"async\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es4\/es04_16.jpg\" title=\"Un brand per  una cimice\" \/><br \/>\n\t<\/a>\n<\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<a href=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es4\/es04_17g.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t<img decoding=\"async\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es4\/es04_17.jpg\" title=\"Un brand per  una cimice\" \/><br \/>\n\t<\/a>\n<\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<a href=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es4\/es04_18g.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t<img decoding=\"async\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es4\/es04_18.jpg\" title=\"Un brand per  una cimice\" \/><br \/>\n\t<\/a>\n<\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<a href=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es4\/es04_19g.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t<img decoding=\"async\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es4\/es04_19.jpg\" title=\"Un brand per  una cimice\" \/><br \/>\n\t<\/a>\n<\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<a href=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es4\/es04_20g.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t<img decoding=\"async\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es4\/es04_20.jpg\" title=\"Un brand per  una cimice\" \/><br \/>\n\t<\/a>\n<\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<a href=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es4\/es04_21g.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t<img decoding=\"async\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es4\/es04_21.jpg\" title=\"Un brand per  una cimice\" \/><br \/>\n\t<\/a>\n<\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<a href=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es4\/es04_22g.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t<img decoding=\"async\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es4\/es04_22.jpg\" title=\"Un brand per  una cimice\" \/><br \/>\n\t<\/a>\n<\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<a href=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es4\/es04_23g.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t<img decoding=\"async\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es4\/es04_23.jpg\" title=\"Un brand per  una cimice\" \/><br \/>\n\t<\/a>\n<\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<a href=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es4\/es04_24g.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t<img decoding=\"async\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es4\/es04_24.jpg\" title=\"Un brand per  una cimice\" \/><br \/>\n\t<\/a>\n<\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<a href=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es4\/es04_25g.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t<img decoding=\"async\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/ied\/2009-10\/es4\/es04_25.jpg\" title=\"Un brand per  una cimice\" \/><br \/>\n\t<\/a>\n<\/p>\n<p align=\"center\">\n<object width=\"425\" height=\"344\"><param name=\"movie\" value=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/jB-97D5dUbk&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0\"><\/param><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\"><\/param><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\"><\/param><embed 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(Esercitazioni) ************************* Esercitazione numero quattro. Un brand per una cimice. In Messico si chiama il Dia de jumil il primo luned&igrave; dopo il &ldquo;Giorno dei Morti&rdquo;. 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