{"id":3941,"date":"2009-09-27T20:59:17","date_gmt":"2009-09-27T19:59:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pages.mi.it\/?p=3941"},"modified":"2009-09-29T23:27:39","modified_gmt":"2009-09-29T22:27:39","slug":"spinacio-szegediner-gulasch","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/2009\/09\/27\/spinacio-szegediner-gulasch\/","title":{"rendered":"Spinacio &#8211; Szegediner Gulasch"},"content":{"rendered":"<p><strong>Spinacio<\/strong> <em>(Spinacia oleracea, <\/em>fr. <em>&eacute;pinar<\/em><em>,<\/em> ingl. <em>spinaci, <\/em>ted. <em>Spinat<\/em><em>, <\/em>dan. <em>Spinat<\/em><em>, <\/em>spagn. <em>espinaca<\/em><em>, <\/em>port. <em>espinasse<\/em>)<em>, <\/em>pianta erbacea della famiglia  delle <em>Chenopodacee<\/em>;  fiori dioici, raggruppati in glomeruli quasi globulosi. Il frutto, monosperma, &egrave;  circondato dal perianto persistente.&nbsp; La pianta &egrave; probabil&shy;mente d&rsquo;origine persiana  e fu introdot&shy;ta in Europa intorno al XV secolo, ipo&shy;tesi avvalorata dal nome  arabo, <em>aspanakh<\/em><em>,<\/em> per conquistarsi una me&shy;ritata popolarit&agrave; perch&eacute; &egrave; un cibo sano  e leggero. Variet&agrave; degne di nota sono lo spinacio a foglie ricce, detto  astigiano, il comune, quello d&rsquo;Olanda a foglie grandi e spesse, che &egrave; forse  oggi il pi&ugrave; diffuso. Varie altre piante sono chiamate impropriamente spinaci,  quello cinese, della Guiana, il selvatico, ed in&shy;fine  lo spinacio delle mura, che non &egrave; altro che la <em>parietaria<\/em>, chiamata anche foramuro.&nbsp; Di qualsiasi natura sia la ricetta, gli  spinaci vanno preparati od in foglia oppure triti.&nbsp; Lo spinacio richiede un&rsquo;accuratissima  pulitura prelimi&shy;nare, deve essere risciacquato a varie acque, per rimuovere le  particene di sabbia e terra. &nbsp;&Egrave; una  pianta a lenta crescita e le piogge spruzzano terra e sabbia sulle foglie, che  il sole poi prosciuga, facendo aderire le particelle alle foglie stesse. &nbsp;Preparare gli spi&shy;naci all&rsquo;ultimo momento.  Vanno sempre imbianchiti in acqua bollente. &nbsp;Poi secondo i casi, se sono destinati ad  essere tritati, rinfrescateli, strizzateli per toglierne l&rsquo;acqua, se li preparate  come foglie, sco&shy;lateli sullo staccio senza rinfrescarli n&eacute; comprimerli.&nbsp; <em>A<\/em> <em>la  m&egrave;re Luisette <\/em>(cu&shy;cina francese), col prosciutto.&nbsp; Fate cuocere gli spinaci, ritagliati un po&rsquo;  grossolana&shy;mente, al burro, rimestando. Terminata la cottura, aggiungeteci dei  crostini di pane e del prosciutto a dadini, di&shy;sponeteli nella legumiera e  servite subito.&nbsp; <em>&agrave; la Sagane, <\/em>con le cervella, (Sagan &egrave; una localit&agrave; della  Prussia, feudo altre volte dei duchi Talleyrand-P&eacute;rigord.  &nbsp;Nel ca&shy;stello, Wallenstein,  si racconta, ricevette Keplero).&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/S\/S16.jpg\" alt=\"Spinacio - Szegediner Gulasch\"\/>\n<\/p>\n<p><em>Alla  Viroflay <\/em>(Viroflay,  cittadina vi&shy;cino a Versailles) (cucina francese). &nbsp;Fate sbianchire le foglie di spinaci intatte,  asciugatele, utilizzatele come un in&shy;volucro di <em>subric<\/em> (frittelle di patete  della valle Infernotto)cui avrete  aggiunto minuscoli crostini di pane fritti al burro. &nbsp;Avrete cos&igrave; dei fagottini che collocherete in  una pirofila, e che coprirete di una salsa Mornay.  Cospargeteli di formag&shy;gio grattugiato e fiocchi di burro.&nbsp; <em>All&rsquo;inglese. <\/em>Le foglie vanno cot&shy;te  semplicemente nell&rsquo;acqua bollente sa&shy;lata e disposte in timballo. &nbsp;Burro fre&shy;sco a parte.&nbsp; <em>Alla panna liquida, <\/em>sostituibile <em>col  latte. <\/em>Tritate le foglie pi&ugrave; o meno fini, fatele saltare nel burro e poi ag&shy;giungeteci  un quarto del loro volume di panna liquida fresca, o, latte, o meglio ancora  una salsa crema. &nbsp;Fate sobbollire per una  decina di minuti, a piccolo fuoco. &nbsp;Serviteli,  disposte a timballo.&nbsp; Bagnateli con la  panna, o latte o salsa.&nbsp; <em>Al gratin. &nbsp;<\/em>Come da ricetta precedente, sostituendo la  panna con il burro e il formaggio grattugiato. Ultima&shy;ta la cottura, senza  stracuocere gli. spi&shy;naci, collocateli in un tegame pirofilo, cospargeteli  abbondantemente di altro formaggio grattugiato, bagnateli di burro fuso e  mettete al forno, a fuo&shy;co vivo, per gratinarli. &nbsp;<em>Souffl&eacute;. <\/em>Se&shy;condo il sistema dei <em>souffl&eacute;<\/em>,  disponendo eventualmente due o tre strati e sistemando tra l&rsquo;uno e l&rsquo;altro dei  filetti d&rsquo;acciughe, perfetta&shy;mente allestiti, o fettine di tartufi. <em>Purea con  le uova. &nbsp;<\/em>Servite la purea di spinaci  con uova affogate, collocate ar&shy;monicamente sulla superficie della pu&shy;rea  stessa.<\/p>\n<p><strong>Sprat<\/strong> &egrave; il nome comune della <em>Meleta<\/em><em> vulgaris, <\/em>un  pesce dell&rsquo;Atlantico, di dieci centimetri di lunghezza circa, dal dorso  bluastro, tendente al verde e dai fianchi argentati, la cui conformazio&shy;ne  ricorda l&rsquo;aringa. &nbsp;In commercio si trova con&shy;servato,  salato, marinato od affumica&shy;to.&nbsp; Si  prepara in cucina come la sardina, la cui carne &egrave; superiore di qua&shy;lit&agrave; a  quello dello <em>sprat<\/em>.  Occorre sempre sincerarsi della freschezza dello <em>sprat<\/em>: il colore argenteo deve es&shy;sere  brillante e gli occhi chiari.<br \/>\n    <em>Alla gratella <\/em>(cucina  in&shy;glese). Prendetene un numero sufficiente, infilateli su uno spiedo sottile,  attraversando i loro occhi, infa&shy;rinateli e cuoceteli sulla graticola. &nbsp;Van&shy;no serviti molto caldi, con fette di li&shy;mone,  pane nero e burro. &nbsp;<em>Spratsdried<\/em><em>. <\/em>Anzich&eacute; bollirli, adagia&shy;teli in una bacinella e versateci sopra dell&rsquo;acqua  bollente, che vi permetter&agrave; di levare facilmente la pelle. Eventual&shy;mente poi  potete prepararli alla grati&shy;cola.<\/p>\n<p><strong>Stampoot<\/strong> &egrave; il piatto nazionale olan&shy;dese; sono  salsicce affumicate, adagia&shy;te su d&rsquo;un letto di cavoli e patate schiacciate, si  possono usare anche crauti ed invidia, co&shy;sparso di grasso di vitello.&nbsp; Se ci sono le cipolle diventa uno <em>hutspot<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Stemperare<\/strong>,  significa sciogliere una sostanza, gene&shy;ralmente in forma di polvere, farine,  creme, fecole eccetera, con l&rsquo;assistenza d&rsquo;un liquido, acqua, brodo o latte, ma  sem&shy;pre a freddo. L&rsquo;operazione va eseguita con cura e pazienza, per evitare la  for&shy;mazione di grumi.<\/p>\n<p><strong>Stilton<\/strong> <em>cheese<\/em><em>, <\/em>formaggio ingle&shy;se, cos&igrave; chiamato,  perch&eacute; originaria&shy;mente prodotto a Stilton, cittadina nell&rsquo;Huntingtonshire,  ora in vari altri luo&shy;ghi. Si aggiunge la panna al latte in&shy;tero. La pasta deve  essere marmorizzata di grigio e verde e richiede un periodo abbastanza lungo di  matura&shy;zione. Vi &egrave; chi un tempo si faceva preparare lo <em>Stilton<\/em> con iniezioni giornaliere di Porto, di <em>sher&shy;ry<\/em>, <em>ale<\/em> o <em>atout<\/em>, per aumentarne l&rsquo;aro&shy;ma. I veri buongustai, oggi, non rinun&shy;ciano all&rsquo;aroma  naturale proveniente dalla maturazione naturale.<\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/S\/S17.jpg\" alt=\"Spinacio - Szegediner Gulasch\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Stockfisch<\/strong> &egrave; il merluzzo di Norve&shy;gia, disseccato, (<em>fisch<\/em>significando pesce e <em>stock, <\/em>bastone),  italianizzato stocca&shy;fisso, a Genova stocchefiscio. <\/p>\n<p><strong>Storione <\/strong>(fr. <em>esturgeon<\/em><em>, <\/em>ingl. <em>sturgeon<\/em><em>, <\/em>ted. <em>St&ouml;r<\/em>), pesce marino  dei <em>Ganoidi<\/em> della famiglia degli <em>Acipenseridi<\/em>, con  branchie laterali solitarie, munite di copertoio, la  bocca sdentata, situata sotto la testa, il corpo fusiforme, coper&shy;to di piastre  ossee lungo le linee longi&shy;tudinali sul dorso. &nbsp;La variet&agrave;, una volta diffusa nell&rsquo;Europa  occidentale, l&rsquo;<em>Acipenser<\/em><em> sturio, <\/em>si fa sempre pi&ugrave; ra&shy;ra, mentre &egrave; ancora  abbastanza fre&shy;quente quella tedesca, l&rsquo;<em>Acipenser<\/em><em> ruthenus, <\/em>e soprattutto quella russa, l&rsquo;<em>Acipenser<\/em><em> ichthiocolla <\/em>che vive nel Mar Nero, nel mar  Caspio, nel mar d&rsquo;Azov e nel Danubio. &Egrave; un pesce migratore, che penetra  profondamente nei fiumi per deporvi le uova.&nbsp;  Ha la carne bianca, consistente, ma priva di sapore, almeno per un  palato raffinato. &nbsp;Malgrado ci&ograve;, un re d&rsquo;Inghilterra,  Edoardo II (1284-1327), viet&ograve; ai propri sudditi il consumo di questo pesce, che  doveva essere riservato alla cucina reale, Edoardo fu uno strano re, litig&ograve; con  il padre, gli scozzesi e i francesi, non parlava il latino, amava nuotare e  fare scherzi, si circond&ograve; di buffoni, quelli veri e quelli politici.&nbsp; I primi storioni pescati nella Senna, furono  presentati in pompa magna a Luigi XV ed a Luigi XVI. &nbsp;Una volta si facevano bollire le par&shy;ti non  commestibili del pesce per ottenere la colla di pesce, mentre il midollo della  spina dorsale, trasformato in nastro sul tipo della colla di pesce, &egrave; venduto  in Russia col nome di <em>Vesiga<\/em>ed &egrave; un elemento  importante nella cucina sovietica. &nbsp;Con  le uova di storione si prepara la qualit&agrave; pi&ugrave; pre&shy;giata di caviale.&nbsp; <em>Alla graticola. <\/em>Fate ma&shy;rinare per un&rsquo;ora  una fetta di storione in un bagno di vino bianco secco, sale, pepe, succo di  limone e un mazzolino aromatico (se il pezzo &egrave; relativamente grande la marinata  dovr&agrave; essere di due ore). &nbsp;Ritirate il  pezzo dal bagno e lardellatelo con aglio e rosmarino. Cospargetelo di sale e  pepe.&nbsp; Spalmatelo spesso con il liquido  della marinata mentre lo fate arrostire sulla gratella. Verso la fine impolveratelo  di pangrattato. &nbsp;Servitelo caldo insieme ad  una salsa, meglio se piccante.&nbsp;  Decoratelo con una corona di olive nere.&nbsp;  In questa come nelle seguenti ricette eliminate la pelle prima della  cottura.&nbsp; <em>Con le carote. &nbsp;<\/em>Fate ro&shy;solare lo storione nel burro,  aggiungeteci delle cipolle, un mazzolino aromatico, e delle carote affettate.&nbsp; Bagnate il tutto con del vino bianco secco,  continuando la cot&shy;tura a fuoco moderato per un&rsquo;ora circa. (L&rsquo;ora si riferisce  ad un chilo di sto&shy;rione. Per quantit&agrave; superiori, durata superiore). &nbsp;Adagiate il pesce su un piatto caldo,  circondatelo con le carote. Passa&shy;te il liquido di cottura per il colino, legatelo  con del burro impastato con un po&rsquo; di fari&shy;na, versate questa salsa sul pesce. &nbsp;<em>Fricandeau<\/em><em> di storione. &nbsp;<\/em>Seguite la ricetta  indicata precedentemente per le carote, togliendo quest&rsquo;ultime. &nbsp;Lardellate il pesce prima di rosolarlo con le fette  di lardo, o i filetti di acciughe, e seguite il metodo indicato. &nbsp;<em>Sturgeons<\/em><em> cutlets <\/em>(fette di storione, cucina inglese). &nbsp;Ri&shy;tagliate il pesce a fette regolari,  schiacciate le fette con un batticarne, impanatele all&rsquo;inglese e fatele  friggere. Al pangrat&shy;tato aggiungete della scorza di limone grattata e del prezzemolo  sminuzzato.&nbsp; Il pesce dovr&agrave; essere dorato  da ambedue le parti.<\/p>\n<p><strong>Storti<\/strong> sono  chiamati nel Veneto le cialde a cono (cialdoni), nelle quali si serve la panna  montata con la cannella in polvere. <\/p>\n<p><strong>Strangolapreti<\/strong> e il nome che danno, a Padova, a certi  bocconcini, fatti di pane, uova, latte, pasta di mandorle ed uva passa,  chiamati anche m&agrave;neghi, e, nel Molise, ad una pasta  all&rsquo;uovo fatta a spirale. Nel Molise questa pa&shy;sta &egrave; chiamata anche perstace.&nbsp; (Non vanno  confusi con gli strozzapetri.)<\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/S\/S18.jpg\" alt=\"Spinacio - Szegediner Gulasch\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Stufare<\/strong><strong> <\/strong>(fr. <em>po&ecirc;lage<\/em>(<em>po&ecirc;le<\/em><em>, <\/em>stufa), ingl. <em>stewing, <\/em>ted. <em>D&uuml;nsten<\/em>), o cuocere in stufato, &egrave; una operazione di  cucina che consiste in una cottura lenta, a fuoco moderato, in un recipiente  chiuso, che disponga di bur&shy;ro o grasso come agenti di cottura e di legumi  cotti al burro come elementi aromatici.&nbsp;  Usate per stufare un reci&shy;piente con pareti abbastanza spesse e  profondo, le cui proporzioni non ecce&shy;dano il pezzo da cuocere.&nbsp; Adagiate sul fondo del recipiente una scelta  di legumi, carote, sedano, cipolle affet&shy;tate, ed anche una foglia di lauro e  di ti&shy;mo.&nbsp;  Sistemate il pezzo, carne o polla&shy;me, sui legumi, bagnatelo di burro  fuso ed iniziare la cottura moderata, a recipiente coperto.&nbsp; Aggiungete di tanto in tanto altro burro  fuso. Un&rsquo;eccezione &egrave; ammessa solo per le pernici, i fagiani e le quaglie, che  potete bagnare anche con un po&rsquo; d&rsquo;acqua bollente e vino bianco, se necessario, ed  anche verso la fine della cottura con qualche piccola quantit&agrave; di Cognac. &nbsp;Terminata la cottura, ritirare il pezzo, aggiungete  ai legumi un brodo od un fondo di cucina. &nbsp;Fare bollire per una decina di minuti, passate  al setaccio e riempiteci la salsiera. &nbsp;Il  pezzo va servito, circondato da una guarnizio&shy;ne.&nbsp; Fate attenzione ai legumi, affinch&eacute; non  brucino durante la cottura.&nbsp; Un metodo  raccomandabile &egrave; la cottura in recipienti di terra o porcel&shy;lana refrattaria,  tondi od ovali, col loro rispettivo coperchio, che si ser&shy;vono tali quali, <em>in  casseruola <\/em>(<em>en cocotte<\/em>)<em>. <\/em><\/p>\n<p><strong>Stufato<\/strong>.&nbsp; Un tempo  era una delle colonne della  cucina <em>milanese. <\/em>Consiste d&rsquo;un pezzo di manzo magro, abbondantemente lar&shy;dellato  con lardo bianco.&nbsp; Si mette a brasare in  casseruola, con sedano, carote, prosciutto, pancetta, cipolla, gi&shy;nepro, lauro,  chiodi di garofano, maz&shy;zolino aromatico e grasso. &nbsp;In seguito si aggiunge vino rosso, un po&rsquo; di farina  bianca, pomodoro e brodo. &nbsp;Vengono poi i parenti,  degni di tanto casato: lo <em>stracotto alla fioren&shy;tina, <\/em>noce di bue, con  grasso di maiale, aglio e profumi.&nbsp; Lo <em>stufatino, <\/em>in <em>To&shy;scana, <\/em>con la coscia di vitello, con odo&shy;ri, vino e pomodoro,  cui si aggiungono olive a <em>Livorno.<\/em>&nbsp; A <em>Roma, <\/em>con lo stinco di manzo,  sedani e cardi, cotti simultaneamente, vino e pomodoro.&nbsp; A <em>Ravenna, <\/em>lo stufato di pollo, con un  sof&shy;fritto di ortaglie a base di olio. Eccel&shy;lono infine <em>Padova <\/em>e <em>Firenze <\/em>con lo stufato di maiale.<\/p>\n<p><strong>Subrics<\/strong> &egrave; una voce gergale francese, si fa derivare  dal fatto che un tempo si confezionavano le <em>subrics<\/em> sui mattoni caldi del  foco&shy;lare, <em>briques<\/em><em>, <\/em>quindi <em>sur briques<\/em>, e per contrazione <em>subrics<\/em><em>. <\/em>Sono una va&shy;riante delle crocchette, un po&rsquo; pi&ugrave; pic&shy;cole di queste, non devono  essere impanate all&rsquo;inglese, n&eacute; essere cotte in gran frittura, ma soltanto al  burro.&nbsp; Vanno legate con l&rsquo;uovo sbattuto,  o con una besciamella, con o senza formaggio grattugiato, e guarnite di  prezzemolo fritto. Come caratteristica particolare devono essere di piccole di&shy;mensioni,  non superiore a quella d&rsquo;un cucchiaio da tavola, col quale si conferisce loro  una forma sfe&shy;rica. &nbsp;Possono essere cotte  nel burro, nell&rsquo;olio o nel grasso, separando le une dalle al&shy;tre, dorate da  tutte le parti ed asciugate con la carte assorbente. &nbsp;Ecco un elenco delle principali subrics: <em>Patate in purea,<\/em> uovo sbattuto con l&rsquo;aggiunta  di un po&rsquo; di besciamella al parmigiano grattu&shy;giato, a parte una salsa di  pomodoro od una salsa piccante.&nbsp; <em>Spinaci, <\/em>sia in forma di purea, sia lessati. &nbsp;Uovo sbat&shy;tuto, panna, sale, pepe e noce  moscata grattugiata. &nbsp;A parte una salsa  piccan&shy;te.&nbsp; <em>Carne<\/em>,di qualsiasi specie, rima&shy;sta  dalla vigilia.&nbsp; Tagliatela a pezzettini,  legatela con dell&rsquo;uovo sbattuto e rac&shy;coglietela con un cucchiaio. &nbsp;Condite l&rsquo;impasto con sale e pepe. &nbsp;A parte una salsa piccante od una di pomodoro.&nbsp; <em>Semolino, polenta, riso <\/em>e <em>pasta  alimentare. &nbsp;<\/em>Stesso metodo, uova  sbattute, formaggio e noce moscata grattugiata, sale. &nbsp;Potete bagnare con il burro fuso.&nbsp; <em>Semolino dolce. <\/em>Preparateli con il  semolino dolce e i tuorli d&rsquo;uovo, spalmateli in superficie di burro fuso e  lasciateli raffreddare. Fateli saltare al burro e dispone&shy;teli sul piatto in  forma di corona, de&shy;corando la superficie di ciascuna <em>subric<\/em> con una marmellata di  frutta o con un frutto candito.<\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/S\/S19.jpg\" alt=\"Spinacio - Szegediner Gulasch\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Succidia<\/strong>, porco salato e marinato dei romani, una  preparazione che corri&shy;sponde al nostro lardo e prosciutto.<\/p>\n<p><strong>Succo<\/strong>, dal  lat. <em>succus<\/em><em>.<\/em> Vale la pena di rilevare la  differenza tra succo e sugo. Il succo &egrave; prodotto della natura, quindi succo di  limone, d&rsquo;uva, d&rsquo;olive, anche succo gastrico, e come aggettivo, succulento, una  pera succu&shy;lenta. &nbsp;Invece sugo &egrave; il  risultato d&rsquo;una azione dell&rsquo;uomo, ottenuto con l&rsquo;assistenza del calore, perci&ograve;  sugo di carne o di pollo. Ecco un raffronto: un po&shy;modoro, se spremuto, &egrave; ricco  di succo, se cotto, fornisce un ottimo sugo. Si dice infatti: pasta col sugo di  pomodoro.&nbsp; In gastronomia ci sono le se&shy;guenti  differenze.&nbsp; Succhi ottenuti per  pressione: come bevande o per la preparazione di dolci. &nbsp;<em>Ananas, <\/em>lavorate la polpa al mortaio,  con uno sciroppo di zucchero e spre&shy;metela alla stoffa. &nbsp;<em>Fragole, lamponi, ri&shy;bes <\/em>o <em>ciliegie,  al setaccio <\/em>con il pestello di legno.&nbsp; <em>Arance e limoni <\/em>si spremono con l&rsquo;apparecchio. &nbsp;<em>Erbe verdi crude. <\/em>Si sminuzzano e si  lavorano al mortaio. &nbsp;Dalla polpa, con la  garza, si estrae il succo.&nbsp; Sughi. <em>Mele  e pere <\/em>vanno divise in quarti e poi cotte nell&rsquo;acqua. Se collo&shy;cata la  polpa su un setaccio e la lavorata con un pestello di legno, forniscono un su&shy;go.  I sughi di <em>manzo, vitello, pollame <\/em>si chiamano pi&ugrave; esattamente <em>fondi<\/em>. &nbsp;In talune preparazioni si spreme la carne per  mezzo d&rsquo;un torchio speciale. &nbsp;Poich&eacute;  anche in questo caso la carne deve passare preventivamente alla gra&shy;tella, si  parla di sugo di carne.<\/p>\n<p><strong>Succu<\/strong>, chiamato anche fr&eacute;gula,  &egrave; un minestra sarda, che ha qualche affi&shy;nit&agrave; col <em>cuscus africano. <\/em>Sono  palline di semolino allo zafferano, cotte nel brodo.<\/p>\n<p><strong>Su-Fassum<\/strong> &egrave; la denominazione pro&shy;venzale d&rsquo;una  preparazione di cavolo verde ripieno.&nbsp;  Preparate e scottate il cavo&shy;lo.&nbsp; II  ripieno sar&agrave; composto da 400   grammi di carne da salsiccia, od equivalente di questa, 100 grammi di lardo ma&shy;gro,  scottato, tagliato a dadi, altrettanto di foglie di bietola condite e tri&shy;tate,  mezza cipolla rosolata al burro, pure tritata, un pomodoro pelato e tri&shy;tato, 50 grammi di riso  scottato ed altrettan&shy;to di piselli freschi o in scatola, una punta d&rsquo;aglio,  prezzemolo trinciato, sa&shy;le e pepe ed infine le foglie interne del cavolo, che  avrete inizialmente levate e tritate. Mescolate e riempitene il vuo&shy;to,  racchiudendo le foglie del cavolo, che avvolgerete in una mussolina o in una  retina.&nbsp; Fate sob&shy;bollire a fuoco  moderato, per tre ore, in un <em>pot-au-feu<\/em> di montone, od in mancanza di questo in uno  ordinario. La salsa classica &egrave; quella di pomodoro.<\/p>\n<p><strong>Suhajda<\/strong> &egrave; un genere di pasticceria ungherese a base  di cioccolata.<\/p>\n<p><strong>Sumen<\/strong>, mammella di scrofa, piatto favorito dai romani,  specialmente se non era stata ancora succhiata.<\/p>\n<p><strong>Supa<\/strong><strong> de gati<\/strong> &egrave; chiamato nel Veneto il pane raffermo,  cotto nell&rsquo;acqua ed innaffiato d&rsquo;olio (pancotto).<\/p>\n<p><strong>Suppl&igrave;<\/strong>,  specialit&agrave; della cucina roma&shy;na, sono crocchette di riso, con un ri&shy;pieno di  rigaglie di pollo, funghi, car&shy;ne tritata e dadini di provatura che, aperti al  momento di essere consumati, fanno avvolgere la forchetta d&rsquo;un lun&shy;go filo. &nbsp;Per questo sono anche chiamati suppl&igrave; al telefono.<\/p>\n<p><strong>Suprema, salsa Suprema<\/strong> (fr. <em>sauce<\/em><em> Supr&egrave;me<\/em>)<em>, <\/em>una volta considerata una grande salsa, ormai classificata  tra le salse composte. &Egrave; una vellutata a cui si &egrave; ag&shy;giunta la panna fresca,  rimestando, ed all&rsquo;ultimo momento del burro. &nbsp;Si conserva a bagnomaria, sino al momento di  servirsene.<\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/S\/S20.jpg\" alt=\"Spinacio - Szegediner Gulasch\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Sushi, <\/strong>vedi Katharina di Nieuwerve, <em>Viaggio cucinario nell&rsquo;immaginario dei sapori<\/em>, Roma 2009.&nbsp; <strong><\/strong><\/p>\n<p><strong>Susina<\/strong>,  sinonimo di prugna. La discendenza da Susa, in  Persia, come spiegazione etimologica, non &eacute; attendibile.&nbsp; <\/p>\n<p><strong>Suspirus<\/strong> &egrave; un genere di pasticceria sarda,  composta di mandorle pestate, zucchero, albume, aromi diversi, e fritta all&rsquo;olio.<\/p>\n<p><strong>Suvarov<\/strong>, conte Alessandro, generale russo  (1729-1800). Vincitore di varie battaglie contro i Polacchi, i Turchi e contro  i Francesi nella valle Padana.&nbsp; Ebbe  dallo zar Paolo I il titolo di principe Italiisky,  come premio e ricordo delle sue vittorie nella penisola.&nbsp; A Suvarov &egrave;  attribuita la famosa frase: La pal&shy;la &egrave; pazza, la baionetta sa quello che fa.  Fu finalmente battuto da Massena a Zurigo. Alla  memoria dell&rsquo;antico av&shy;versario la generosa cucina francese ha dedicato una  denominazione, la <em>Poularde<\/em><em> Souvarov.<\/em>&nbsp; In  ogni modo, fuori dall&rsquo;agiografia fu un figlio di puttana che rapinava i civili  che trovava sulla sua strada.&nbsp; <\/p>\n<p><strong>Swanenhalse<\/strong> (collo di cigno, cucina olandese).  Preparate una pasta frolla, dandole la forma di una esse.&nbsp; Riempitela di un ripieno composto di sardine  senza spine n&eacute; pelle, condite con senape, <em>pickles<\/em>, tuorlo d&rsquo;uovo sodo  tritato e una crema di formaggio.<\/p>\n<p><strong>Sweetbread<\/strong> (pane dolce) &egrave; la voce inglese per  animelle.<\/p>\n<p><strong>Syllabub<\/strong>, (anche <em>sillabub<\/em>)<em>, <\/em>&egrave; un <em>punch<\/em> all&rsquo;inglese, fatto con  il latte, aroma&shy;tizzato con liquori e spezie diverse.<\/p>\n<p><strong>Szegediner<\/strong><strong> Gulasch.&nbsp; <\/strong>&Egrave;<strong> <\/strong>il nome stor&shy;piato  dello <em>Sz&eacute;kely<\/em><em> Gulyas<\/em>. &nbsp;La deformazione &egrave; dovuta al fatto che Szegedin &egrave; una citt&agrave; un&shy;gherese, mentre pochi sanno che Sz&eacute;&shy;kely &egrave; il nome ungherese della Transilvania, oggi  rumena. La caratteristi&shy;ca dello <em>Sz&eacute;kely<\/em>, o <em>Szegedin<\/em>, &egrave; un <em>gu&shy;lasch<\/em> di carne di maiale con contorno di crauti. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Spinacio (Spinacia oleracea, fr. &eacute;pinar, ingl. spinaci, ted. Spinat, dan. Spinat, spagn. espinaca, port. espinasse), pianta erbacea della famiglia delle Chenopodacee; fiori dioici, raggruppati in glomeruli quasi globulosi. Il frutto, monosperma, &egrave; circondato dal perianto persistente.&nbsp; La pianta &egrave; probabil&shy;mente d&rsquo;origine persiana e fu introdot&shy;ta in Europa intorno al XV secolo, ipo&shy;tesi avvalorata dal nome [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[473],"tags":[],"class_list":["post-3941","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-lexicon-s"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3941","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3941"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3941\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3944,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3941\/revisions\/3944"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3941"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3941"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3941"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}