{"id":3930,"date":"2009-09-25T00:01:08","date_gmt":"2009-09-24T23:01:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pages.mi.it\/?p=3930"},"modified":"2009-09-25T00:01:08","modified_gmt":"2009-09-24T23:01:08","slug":"sidro-spezie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/2009\/09\/25\/sidro-spezie\/","title":{"rendered":"Sidro &#8211; Spezie"},"content":{"rendered":"<p><strong>Sidro<\/strong> (dal  lat. <em>cisera<\/em><em>, <\/em>o <em>sicera<\/em><em>, <\/em>di&shy;scendono dal greco <em>sikera<\/em><em>, <\/em>espressione  di origine semitica, fr. <em>cidre<\/em><em>, <\/em>ingl. <em>cider<\/em><em>, <\/em>ted. <em>Apfelwein<\/em>) bevanda  leggermente alcolica, che si ottiene facendo fermentare il succo di mele,  frantu&shy;mate e sottoposte a pressione. &nbsp;La  fab&shy;bricazione, che oggi si effettua industrialmente, avviene generalmente con  una miscela d&rsquo;un terzo di mele dolci e di due terzi di acide. &nbsp;In commercio si distinguono due qualit&agrave;, il sidro  dolce e quello <em>brut<\/em>.&nbsp; Il sidro,  gi&agrave; menzionato nel <em>Capitolari<\/em> (atti legislativi, da <em>capitala, <\/em>capitolo)  di Carlo Magno, &egrave; una bevanda antichissima, rinfre&shy;scante, indicata per i  gottosi, nefritici e diabetici, che tuttavia non &egrave; tol&shy;lerata da tutti gli  stomachi. Per esten&shy;sione, il termine di sidro si applica an&shy;che all&rsquo;estratto  di tutte le <em>Rosaceae<\/em>.&nbsp; Il sidro dei veri intenditori, rarissimo, &egrave;  quello che si ottiene dalle mele cotogne.&nbsp;  I sidri migliori sono quelli di Normandia e di Bretagna, &egrave; diffuso in  Germania, Svizzera e su tutta la costa atlantica dell&rsquo;Europa.&nbsp; Il sidro prodotto con le pere, molto raro, si  chiama poir&eacute;.&nbsp;  Vedi, sull&rsquo;argomento, Katharina di Nieuwerve, <em>Viaggio cucinario  nell&rsquo;immaginario dei sapori<\/em>, Roma, 2009.&nbsp; <\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/S\/S12.jpg\" alt=\"Sidro - Spezie\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Sigalini<\/strong> &egrave; il nome dei piccoli fichi, dolcissimi,  di cui sono ricchi i colli Euganei.<\/p>\n<p><strong>Smeiazza<\/strong> a Vicenza e <strong>smegiazza<\/strong> a Padova, sono i nomi d&rsquo;una torta di po&shy;lenta, con latte, cedrini, uva secca, pan  biscotti e strutto.&nbsp; Oggi si prepara con  le farine e il burro.&nbsp; Si ritiene sia un  dolce di origine romana, allora preparato con il miglio.&nbsp; <\/p>\n<p><strong>Sobbollire<\/strong> (fr. <em>fr&eacute;mir<\/em><em>, <\/em>ted. <em>Aufwallen<\/em><em>, <\/em>ingl. <em>simmering<\/em>)denota  un grado di bollitura, che precede l&rsquo;ebollizione, quando spuntano le prime  bollicine e la superficie del liquido <em>freme<\/em>. <\/p>\n<p><strong>Soffritto<\/strong> &egrave;  un termine che denota una preparazione di diversi legumi, carote, sedano,  cipolle, e simili, affet&shy;tati, con l&rsquo;aggiunta di timo e lauro, con o senza  lardo a piccoli pezzi, cotti col burro o l&rsquo;olio, ma non necessaria&shy;mente come  frittura. Ha una certa analogia con il <em>Mirepoix<\/em>della cucina francese.<\/p>\n<p><strong>Sogliola <\/strong>(fr. <em>sole,<\/em> ingl.<em> sole,<\/em> ted. <em>Seezunge<\/em>),  pesce marino della famiglia dei <em>Pleuronetti<\/em>,  caratteristico per la sua forma piatta, quasi laminare, ed asimmetrica, con  occhi e narici situati su un lato, generalmente il destro, e la bocca a  sghembo. &nbsp;La variet&agrave; <em>Solea<\/em><em> vulgaris <\/em>&egrave; comune nel Mediterraneo e nel&shy;la costa  europea, bagnata dall&rsquo;Atlan&shy;tico. &nbsp;Ha il  corpo coperto di piccole squame, lubrico e glutinoso, e lunghe pinne  ininterrotte. &nbsp;Nuota in posizione  obliqua, in modo che i due occhi ri&shy;mangano rivolti in su. Il lato sinistro &egrave;  biancastro, quello destro, pi&ugrave; scuro, spesso coperto da macchie irregolari,  varia dal bruno al grigio, a seconda del colore del fondo del mare gene&shy;ralmente  sabbioso, sul quale il pesce vive.&nbsp; &Egrave; un  fenomeno tipico di mimetismo marino.&nbsp; La  carne della sogliola, delicatissima, si presta ad innume&shy;revoli preparazioni. &nbsp;La spina si pu&ograve; togliere con. grande facilit&agrave;.  &nbsp;La parola sogliola &egrave; il diminutivo del  la&shy;tino <em>solea<\/em><em>, <\/em>per suola, scarpa,  appunto per la forma caratteristica del pesce.&nbsp;  Per <em>preparare <\/em>la sogliola. &nbsp;L&rsquo;operazione di togliere la pelle ne&shy;ra &egrave;  estremamente facile. &nbsp;Fate scivo&shy;lare la  punta d&rsquo;un coltello tra la pelle e la carne vicino alla coda, &nbsp;con un panno prendete il pezzetto cos&igrave; stac&shy;cato  e con uno strappo toglierete la pelle sino alla testa. Con il coltello, poi, reci&shy;derete  la pelle stessa.&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/S\/S13.jpg\" alt=\"Sidro - Spezie\"\/>\n<\/p>\n<p> <em>Alla molinara <\/em>(<em>&agrave; la meuni&egrave;re<\/em>)<em>.  &nbsp;<\/em>Allestita e condita, infarinatela e  fatela cuocere nel burro. &nbsp;Cospargetela  di prezzemolo tritato, conditela con qualche goccia  di limone e trava&shy;sateci sopra il burro di cottura caldo.&nbsp; <em>Gra&shy;tinata.<\/em>&nbsp; Vuotatela e dopo aver elimi&shy;nata la pelle  nera, togliete anche quella bianca, grattandola. &nbsp;Sistemate la sogliola in una casseruola  oblunga, di terracotta, od equivalente, imburrata, copritela di prezze&shy;molo, di  scalogno e\/o di altre erbe, bagnatela con del vino bianco secco, aggiungeteci  dei funghi rinvenuti e pangrattato, fate andare in forno, a fuoco moderato,  forse per una mezza ora.&nbsp; <em>Boiled<\/em><em> sole <\/em>(Lessata, cucina in&shy;glese). &nbsp;Eliminate le pinne, senza to&shy;gliere le pelli. &nbsp;Lavate il pesce e ponetelo in acqua calda  salata, facen&shy;dola sobbollire per una decina di mi&shy;nuti abbondanti. &nbsp;Servite su una sal&shy;vietta bianca, piegata,  cospargendolo di prezze&shy;molo e fettine di limone.&nbsp; Serviteci a parte del burro fuso, o una salsa  bianca.&nbsp; <em>Filet of sole Lincoln <\/em>(cucina  americana). &nbsp;In una casseruola sistemate burro,  scalo&shy;gno, prezzemolo, i filetti, vino bianco e del fumetto.&nbsp; Portate all&rsquo;ebolli&shy;zione e poi riducete la  fiamma. &nbsp;Cuocete per dieci minuti.&nbsp; Aggiungeteci una dozzina di ostriche (per  quattro filetti).&nbsp; Finite la cottura per  altri due minu&shy;ti. &nbsp;Regolate il sale e il  pepe. Togliete i filetti e le ostriche e collocatele sul piatto di ser&shy;vizio,  all&rsquo;angolo del fornello. &nbsp;Continua&shy;te la  cottura del liquido, sino alla ridu&shy;zione ad un terzo del suo volume. &nbsp;Se&shy;tacciatelo, aggiungeteci della panna fresca  leggermente addensata e travasate sul pesce e sulle ostriche. &nbsp;L&rsquo;aggiunta di funghi &egrave; facol&shy;tativa.&nbsp; <em>Sfoglie in saor <\/em>(<em>Venezia<\/em>)<em>. <\/em>Infarinate e fritte si lasciano riposare nell&rsquo;aceto, con uva sultanina, pinoli  e cipolla rosolata. <em>Al gratin <\/em>(<em>Gaeta <\/em>ed altre localit&agrave;). Se&shy;condo  il metodo classico, con l&rsquo;aggiun&shy;ta di aglio.<\/p>\n<p><strong>Soppressata<\/strong>.  Appartiene alla piccola salumeria italiana, la cui preparazione varia a seconda  delle regioni. Cos&igrave; in <em>Toscana <\/em>&egrave; una specie di galantina, fat&shy;ta con le  parti molli della testa di maiale, mescolata a lingua salmistrata, pepe, spezie  e pistacchi, insaccata in cotica di maiale.&nbsp;  Nel <em>Molise <\/em>la soppres&shy;sata &egrave; un salsicciotto di carne di maiale,  tritata grossa e mescolata a dadi di lardo, in modo che al taglio la se&shy;zione  del salume presenti dei disegni a stella, a croce ed a trifoglio. In <em>Calabria <\/em>invece la soppressata &egrave; fatta con carne magra e lardo, ed all&rsquo;impasto si  mescola sale, grani di pepe nero, e peperone in polvere. Poi si fa pressare  sotto dei pesi, da cui il suo nome. Una preparazione analoga &egrave; chiamata <em>sop&shy;pressa <\/em>in Lombardia e nel Veneto, dove &egrave; molto popolare.<\/p>\n<p><strong>Sorbe<\/strong><strong> <\/strong>(fr. <em>Sorbes<\/em><em>, <\/em>ingl. <em>sorb<\/em><em>-apple, <\/em>ted. <em>Vogelbeere<\/em>), frutti del sorbo (<em>Sorbus<\/em><em> domestica<\/em>)albero indigeno delle <em>Rosacee<\/em>, con foglie  composte, infiorescenza a corimbo. &nbsp;Il  frutto che ricorda una piccola pera &egrave; acerbo e richiede di essere maturato  sulla paglia, per diventare dolce, commestibile e di color ruggine. &nbsp;Si distinguono in sorbe selvatiche, di cui i  tordi sono molto ghiotti, e quelle domestiche, con le quali nel nord  dell&rsquo;Europa si prepara una specie di sidro.&nbsp;  Le <em>Georgiche<\/em> di Virgilio alludono alle sorbe, dicendo che vi sono  popoli, che, ignorando il vino, fan&shy;no fermentare le sorbe, certamente del tipo  selvatico, che ancora oggi, in Svezia, si fanno distillare. &nbsp;Il legno serve per i lavori di ebanisteria, la  polpa del frutto, leggermente acidula, in cucina, non &egrave; molto appezzata.&nbsp; Accompagna bene gli allessi.&nbsp; Le sorbe mature sono considerate dei  portafortuna.&nbsp; <\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/S\/S14.jpg\" alt=\"Sidro - Spezie\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Sorpresa<\/strong>, a  sorpresa, &egrave; la denomina&shy;zione di quelle pietanze, il cui aspetto costituisce un&rsquo;improvvisata,  sia come temperatura, sia come consistenza, sia come sapore. Tipica &egrave; l&rsquo;<em>omelette<\/em> norvegese, che sotto una crosta di meringhe calde contiene un gelato, che si &egrave;  mantenuto tale, perch&eacute; la crosta &egrave; un cattivo conduttore di calore.<\/p>\n<p><strong>Soubise<\/strong>, famiglia nobile francese. &nbsp;Vi primeggia un principe Carlo (1715-1787),  maresciallo di Francia, vincitore di qualche battaglia e vinto in altre. A  tavola, per&ograve;, fu sempre vittorioso. Oggi una salsa, robusta e poco nobile,  quella a base di cipolle, la <em>sauce<\/em><em> Soubise, <\/em>porta il suo nome.<\/p>\n<p><strong>Souffl&eacute;s<\/strong><strong>.<\/strong> &Egrave; una, preparazione, in cui all&rsquo;elemento principale cotto e  ridotto a purea, si aggiungono tuorli d&rsquo;uovo, lontani dal fuoco, rimestando, e  poi gli albumi, montati a neve ferma, ancora rimestando con cura, per non  rompere la solidit&agrave; della neve. &nbsp;Versato  il compo&shy;sto in un apposito recipiente imburrato, con l&rsquo;avvertenza di non  riempirlo che a tre quarti, va cotto al forno, a fuoco dolce.&nbsp; Da venti a venticinque mi&shy;nuti di cottura. &nbsp;Anzich&eacute; in un reci&shy;piente unico, il <em>souffl&eacute;<\/em> pu&ograve; essere cotto in altrettanti tegamini, corrispondenti al numero degli  invitati e presentabili in tavola. Se da un lato questo metodo di cottura  produce una pietanza incom&shy;parabilmente morbida e soffice, con una spesa  relativamente modesta, pre&shy;senta da un altro lato l&rsquo;inconveniente della  necessaria puntualit&agrave; ed abilit&agrave; a farlo rimanere gonfio.&nbsp; <em>Souffl&eacute; di antipasto, souffl&eacute; di seconda  portata. <\/em>Il rapporto unitario &egrave; costituito da quattro tuorli e cinque  bianchi per trecento grammi dell&rsquo;ele&shy;mento principale, che pu&ograve; essere: <em>for&shy;maggio <\/em>(<em>roux<\/em> bianco, sale, pepe, noce moscata,  latte, formaggio grattugiato), <em>spinaci, cicoria, prosciutto, fegato, cro&shy;stacei,  patate, pollo, selvaggina, <\/em>e via dicendo, purch&eacute; siano rispettate le pre&shy;messe  gi&agrave; indicate. &nbsp;Lisciare la super&shy;ficie  prima di mettere al forno. Questi <em>souffl&eacute;s<\/em> vanno piuttosto salati o speziati per neutralizzare il gusto d&rsquo;uovo.&nbsp; <em>Souffl&eacute; dolci.<\/em> Si distinguono due  categorie, alla crema ed alla polpa di frutta. &nbsp;<em>Alla crema. <\/em>Appartengono a questa  categoria i <em>souffl&eacute;s<\/em> al succo di limone, di  arancio, di mandarino, alla cioccolata, al caff&egrave;, al t&egrave;, alla vaniglia, in base  a liquori vari. &nbsp;Mescolate in una  casseruola 50 grammi  di farina con lo stesso quanti&shy;tativo di zucchero in polvere, una pre&shy;sina di  sale, un uovo intero ed un tuorlo.&nbsp; Aggiungeteci  una tazza latte bollente e cuocendo, rimestate be&shy;ne, per farne una  composizione omoge&shy;nea. &nbsp;A questo punto  profumate con uno degli elementi indicati. &nbsp;Infine, lontano dal fuoco, completerete con 20 grammi di burro, un tuorlo  d&rsquo;uovo e, da ultimo, tre albumi montati a neve ferma.&nbsp; Al forno. Qual&shy;che minuto prima di toglierlo,  cospargetelo di zucchero fine.&nbsp; <em>Alla  polpa di frutta. <\/em>Preparate uno sciroppo di zucchero, 250 grammi di zucchero con  mezzo decilitro d&rsquo;acqua, che farete bollire, rimestando.&nbsp; Prima che lo zucchero caramel&shy;li, aggiungeteci  la polpa (per 250 grammi  di zucchero 200 grammi  di polpa), rimestate per qualche istante e togliete dal fuoco. &nbsp;Montate a neve ferma cinque albumi ed uniteli  al composto. Cospargete la superficie di zucchero fine e passate al forno. Si  prestano bene per queste prepara&shy;zioni le albicocche, le fragole, le pe&shy;sche,  le pere, le ciliege, le mele, alle quali si pu&ograve; anche aggiungere pezzetti di  biscotti dolci.<\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/S\/S15.jpg\" alt=\"Sidro - Spezie\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Spagnola, salsa.<\/strong> Appartiene alla categoria delle grandi salse, o salse ma&shy;dri, con  le quali si concentrano il succo delle carni o l&rsquo;aroma dei legumi.&nbsp; Da queste salse madri, cui si aggiungono  opportuni ingredienti, derivano le piccole salse, semplici o composte, bianche  o scure, calde o fredde. &nbsp;Prendete una  casseruola piuttosto voluminosa, imburratela, col&shy;locandovi avanzi di vitello,  pollo, man&shy;zo, lardo, cipolle, carote, bagnate il tutto con del brodo. &nbsp;Fate andare a fuoco vivace fino alla riduzione  a gelatina. &nbsp;Aggiungeteci dell&rsquo;altro brodo,  che completerete con erbe aromatiche, timo, lauro, uni&shy;tamente con cipolline e  prezzemolo. &nbsp;A fuoco dolce per due. &nbsp;Sgrassate con molta cura.&nbsp; Verso la fine aggiungeteci un <em>roux<\/em> bruno ben stem&shy;perato, infine, sempre  rimestando, una ultima ebollizione. &nbsp;Passate  allo staccio.&nbsp; <em>Salsa spagnola di  magro. <\/em>Sostituite la carne ed il lardo con del pesce, seguendo la stessa  proce&shy;dura.<\/p>\n<p><strong>Sp&auml;tzle<\/strong> (passerotto), nome d&rsquo;un farinaceo della  cucina tedesca, di fa&shy;rina di frumento, uova, sale ed acqua, in forma di listerelle sottili.<\/p>\n<p><strong>Spezie <\/strong>(fr. <em>&eacute;pices<\/em><em> fines, <\/em>ingl. <em>aromatic<\/em><em> spices<\/em>),  sono sostanze aromatiche che s&rsquo;introducono nelle preparazioni culi&shy;narie,  appartenenti tutte al regno ve&shy;getale, ad eccezione del sale. &nbsp;Un tempo era viva la discussione tra i medici,  per i quali alcuni ne affermano l&rsquo;azione benefica sul processo digestivo ed  altri il contrario, noi pos&shy;siamo sconsigliarne l&rsquo;uso al&shy;la gente sofferente ed  ai convalescenti, a meno d&rsquo;una prescrizione medica. Ma anche sul piano gastronomico  vanno usa&shy;te con discernimento, perch&eacute; tur&shy;berebbero la fragranza dei cibi.&nbsp; In commercio si tro&shy;vano le diverse spezie  gi&agrave; pronte ed anche riunite col nome di spezie aromatiche o nomi consimili<em>, <\/em>che  per al&shy;tro potete preparare da voi stessi.&nbsp;  Come? Dis&shy;seccando e poi polverizzando al mortaio, mescolando bene, e  racchiudendo in un vasetto er&shy;metico, 25 grammi di noce moscata, altrettanti di chiodi  di garofano, cannella, lauro (alloro), salvia, maggiorana e rosmarino, 50 grammi di macis, 100 grammi di peperoncino  e 300 grammi  di pepe bianco. &nbsp;Attenzione, sale e pepe  posso&shy;no essere aggiunti al cibo in ogni momento, le spezie assolutamente durante  la cottura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sidro (dal lat. cisera, o sicera, di&shy;scendono dal greco sikera, espressione di origine semitica, fr. cidre, ingl. cider, ted. 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