{"id":3919,"date":"2009-09-20T22:03:24","date_gmt":"2009-09-20T21:03:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pages.mi.it\/?p=3919"},"modified":"2009-09-20T22:03:24","modified_gmt":"2009-09-20T21:03:24","slug":"scaveccio-sicomoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/2009\/09\/20\/scaveccio-sicomoro\/","title":{"rendered":"Scaveccio &#8211; Sicomoro"},"content":{"rendered":"<p><strong>Scaveccio<\/strong> &egrave;  una pietanza, originaria di Grosseto, che consiste in tronconi di anguilla,  fritti, bagnati con l&rsquo;aceto ed accompagnati da peperoni e rosmarino.<\/p>\n<p><strong>Schnitzel<\/strong>, questa espressione indica, in genere, un taglio di vi&shy;tello. &nbsp;Sono famosi i <em>Wiener Schnitzel, <\/em>impanati,  presi dalla fesa o dalla coscia del vitello (mentre la co&shy;stoletta di vitello  alla milanese &egrave; presa dalla costola), i <em>Paprikaschnitzel<\/em>,che devono essere fatti  rosolare prima nel burro per essere poi completati nella cottura in un soffritto  di lardo e ci&shy;polle per poi essere cosparsi di fa&shy;rina e paprica, con l&rsquo;aggiunta  di con&shy;serva di pomodoro, affinch&eacute; il piatto ab&shy;bia una bella apparenza rosa, i <em>gef&uuml;llte Schnitzel, <\/em>ripieni, a fette d&rsquo;un buono spessore, nei quali si  pratica un taglio nel senso orizzontale, introducendovi prosciutto e formaggio  e consoli&shy;dando l&rsquo;apertura con uno stecchino di legno odoroso, si fanno saltare  nel burro e si utilizza il grasso di cot&shy;tura, con l&rsquo;aggiunta di acqua calda  per farne un intingolo, ed infine lo <em>Holbein Schnitzel, <\/em>che &egrave; uno <em>Schnitzel <\/em>al natu&shy;rale, sul quale si colloca, al momento del servizio, un uovo fritto.&nbsp; In questo caso il grasso di cottura va  allungato con estratto di carne, acqua e vino.<\/p>\n<p><strong>Sch&ouml;ps<\/strong> &egrave; la  parola tedesca per ca&shy;strato. &nbsp;Lo <em>Sch&ouml;psenbraten, <\/em>l&rsquo;arrosto di castrato, &egrave; un piatto molto popolare anche in Alto Adige.<\/p>\n<p><strong>Sciolet<\/strong> (ted. <em>Scholet<\/em>)&egrave; un tipico piatto della cucina ebraica. &nbsp;Poich&eacute; la legge di Mos&egrave; proibisce di lavorare  il sabato &ndash; anzi il sabato inizia gi&agrave; col crepuscolo del venerd&igrave; &ndash; gli  ortodossi pre&shy;parano lo <em>sciolet, <\/em>che consiste princi&shy;palmente di fagioli,  pezzetti di carne e cipolle, unitamente al grasso d&rsquo;oca.&nbsp; Questo piatto, una volta, prima che cadesse  la sera veniva consegnato al forno di una panetteria dove rimaneva tutta la notte  (in un angolo del forno abbastan&shy;za caldo) affinch&eacute; si cuocesse  lentamente.&nbsp; L&rsquo;indomani, di sa&shy;bato, dopo  la cerimonia religiosa alla sinagoga, si ritirava dal panettiere la pentola  caldissima che serviva per la colazione.<\/p>\n<p><strong>Sclopitt<\/strong> &egrave;  il nome friulano dei ger&shy;mogli di silene, che si consumano nella provincia di  Udine in insalata.<\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/S\/S7.jpg\" alt=\"Scaveccio - Sicomoro\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Sgombro <\/strong>(fr. <em>maquereau, &nbsp;<\/em>ingl. <em>mackere, <\/em>ted. <em>Makrele<\/em>), pesce marino degli <em>Acantotteri<\/em>,  dalla forma allungata e fusifor&shy;me, bruno ondato d&rsquo;azzurro di sopra, bianco  argenteo di sotto, con cinque false natatoie sul dorso e la coda che porta da  ciascun lato una resta sporgen&shy;te. &nbsp;Vive  a branchi e compie migrazioni re&shy;golari. &nbsp;Il nome scientifico della variet&agrave; comune nel  Mediterraneo e nell&rsquo;Adria&shy;tico &egrave; <em>Scomber scomber.<\/em> <em>&nbsp;<\/em>In Toscana si  chiama ciortone.&nbsp; Ha una carne prelibata,  ma di digestione non facile, specie in tempo di fregola.&nbsp; Conviene scegliere esemplari giovani, e,  comunque consu&shy;mare il pesce di primavera, mai dopo il mese di maggio. &nbsp;&Egrave; comunemente usato per essere messo in  scatola, sott&rsquo;olio o confezionato con altre salse. &nbsp;I francesi chiamano i ribes (uva spina) <em>groseille  &agrave; maquereaux, <\/em>perch&eacute; con questo frutto si pre&shy;para una salsa agro dolce,  che, in Fran&shy;cia, accompagna tradizionalmente lo scombro.&nbsp; Se il pesce arriva in ta&shy;vola intero,  tagliatelo anzitutto lungo la spina, sul dorso, poi introduce&shy;te una lama nella  fessura in modo da dividere il pesce in due parti, sezionando la parte  superiore in due o pi&ugrave; parti, secondo la grandezza, con tagli trasversali, poi  eliminate la spina, la testa e la coda e dividete nel&shy;la stessa maniera anche  la parte infe&shy;riore.&nbsp; <em>Bollito. <\/em>Eliminate  le uova, la&shy;vate il pesce, collocatelo in un recipien&shy;te con acqua calda, tanto  basta a coprirlo. &nbsp;Salate. &nbsp;Fatelo bollire per un istante quindi continuate  la cottura a fuoco dolcissimo.&nbsp; Occorrono  circa die&shy;ci minuti. &nbsp;Un fuoco eccessivo  farebbe screpolare la pelle, rovinandolo.&nbsp;  Potete valutare se la cottura &egrave; terminata, se al contatto del dito o di  un cucchiaio di legno la pelle si stacca facilmente. &nbsp;Servitelo su piatto caldo, leggermente  mascherato con una salsa di acciughe, di prezzemolo o di finocchio. &nbsp;Il resto della salsa pu&ograve; essere servita a  parte. &nbsp;Alcuni chef, &nbsp;in Inghilterra specialmente, aggiungono del  finocchio all&rsquo;acqua di bollitura, per insaporire il pesce. &nbsp;Fate sempre uso della griglia di sollevamento.&nbsp; <em>Con ribes. <\/em>&nbsp;Cucinatelo come visto, servendo  a parte una purea di ribes. &nbsp;<em>Fritti. <\/em>Scegliete  i piccoli pesci, passateli nel latte, infa&shy;rinateli leggermente e poi  friggeteli a frittura caldissima. Serviteli su una salvietta, con prezzemolo  fritto e fettine di limone.&nbsp; <em>Alla  graticola. &nbsp;<\/em>Prendete uno scombro di  media grandezza.&nbsp; Asciugatelo in modo che  sia perfettamente asciutto. &nbsp;Apritelo  lungo la spina, che taglierete a met&agrave;, senza se&shy;pararla. &nbsp;Spalmate il pesce d&rsquo;olio o di bur&shy;ro,  girandolo spesso. &nbsp;Il fuoco deve essere dolce.&nbsp; Al momento di servi&shy;re, bagnatelo con del burro  fuso alla <em>maitre d&rsquo;hotel<\/em>.&nbsp; <em>Impanato all&rsquo;inglese, <\/em>seguite la  stessa ricetta degli scombri fritti. &nbsp;To&shy;gliete  la spina. &nbsp;Uovo sbattuto e pan&shy;grattato. &nbsp;Cospargetelo al momento del servizio con sale  finissimo.&nbsp; <em>Al court bouillon. <\/em>Come  dalla ricetta del pesce bollito, aggiungendo all&rsquo;acqua di cottu&shy;ra aceto (o  succo di limone), timo e lauro.&nbsp; <em>Marinati.&nbsp; <\/em>Pulitelo  e fatelo marinare una notte nell&rsquo;olio, con cipolle affettate, sale e  piante odoro&shy;se.&nbsp; Al momento della  cottura fatelo bollire per tre o quattro minuti, poi, coprite il pesce di panna  (od in mancanza di questa di latte), aggiungeteci qualche fiocco di burro, sale  e pepe, e terminate la cottura al forno.&nbsp; <em>Filetti di scombri. <\/em>Si preparano co&shy;me i pesci interi. &nbsp;<em>In cartoccio. <\/em>Dopo averli cotti  alla gratella, sistemate ciascun filetto singolarmente nel cartoc&shy;cio, con una  salsa ai funghi e passateli al forno.<\/p>\n<p><strong>Scorzobianca<\/strong> (<em>Tragopogon praten&shy;se, <\/em>fr. <em>salsifis <\/em>(<em>blanc<\/em>),ingl, <em>salsify, <\/em>ted. <em>Harferwurzel, <\/em>fiamm. <em>Haverwotel, <\/em>dan. <em>Havrerad, <\/em>spagn. <em>escorzoblanca <\/em>o <em>salsifi, <\/em>port. <em>cercifi<\/em>)<em>, <\/em>chiamata  anche <em>Barba di becco, <\/em>pianta erbacea della famiglia delle <em>Composite<\/em>, dalle foglie alterne, intere,  lanceolate oppure lineari; i frutti sono acheni ed i fiori raggruppati in  fioritu&shy;re terminali.&nbsp; Pianta biannuale,  ha una radice lunga e fusiforme d&rsquo;un bian&shy;co giallastro. &nbsp;Le foglie sono d&rsquo;un verde glauco ed i fiori  violetti. Da molto tem&shy;po coltivata negli orti europei, &egrave; stata sostituita oggi  in gran parte dalla scor&shy;zonera.&nbsp; Le  foglie servono a preparare un&rsquo;insalata deliziosa.<\/p>\n<p><strong>Scorzonera<\/strong> (<em>Scorzonera  hyspanica, <\/em>fr. <em>scorson&egrave;re, <\/em>comunemente <em>salsifis, <\/em>ingl. <em>scorsonera, <\/em>ted. <em>Schwarzwurzel, <\/em>fiamm. e ol. <em>Schorsencel, <\/em>dan. <em>Scorsenerrod, <\/em>spagn. <em>Scorzonera, <\/em>port. <em>escorcioneira<\/em>)<em>, <\/em>pianta  erbacea delle <em>Composite<\/em> <em>cicoracee<\/em>, caratterizzata dalla  fioritura gial&shy;la o porporina, circondata da brattee, disposte su vari ordini,  inoltre da fiori voluminosi terminanti in ciuffetto.&nbsp; Delle variet&agrave; della scorzonera quella di  Spagna &egrave; la pi&ugrave; stimata.&nbsp; Si riteneva un  tempo che la scorzonera guarisse il morso delle vipere. &nbsp;Il nome non le deriva da scor&shy;za, corteccia,  ma dal catalano, <em>escorzo, <\/em>che significa appunto vipera.&nbsp; Di qualsiasi genere sia il modo di  preparazione, le radici vanno prima raschiate, lavate, ritagliate in pezzi di circa  otto centimetri di lunghez&shy;za ed a misura della loro preparazio&shy;ne, messe a  bagno in acqua fredda, contenente aceto o succo di limone, per evitare che  anneriscano. &nbsp;Poi potete cuo&shy;cerle,  immergendole nell&rsquo;acqua bollen&shy;te, od in una zuppa di legumi, a fuoco moderato  per un due ore circa. &nbsp;Se non le  utilizzate subito, potete lasciarle nel loro liquido di cottura, in un posto  fresco.&nbsp; <em>Alla panna. <\/em>Terminate la  cottura in una besciamella.&nbsp; Se questa si  esaurisce prima della fine della cottura, aggiungeteci della panna liquida  fresca. Sale e pepe quanto basta.&nbsp; <em>Fritte. <\/em>Fatele marinare nell&rsquo;olio, con sale, pepe, prezzemolo e succo di limo&shy;ne, per  una mezz&rsquo;ora. &nbsp;Avvolgetele in una  pastella, dopo averle asciugate.&nbsp; Friggetele  nell&rsquo;olio caldissimo e servite&shy;le su salvietta con del prezzemolo fritto.&nbsp; <em>Gratinate. &nbsp;<\/em>Cotte alla panna, ma tenendole un po&rsquo;  ferme, poi sistematele in un tegame refrattario, cospargetele di pane e  parmigiano grattugiato, bagnatele con un po&rsquo; di burro fuso e fatele grati&shy;nare  a fuoco vivo. &nbsp;Sale e pepe quanto  basta.&nbsp; <em>Rosolate. <\/em>Cotte ed asciu&shy;gate,  fatele saltare nel burro e servi&shy;tele calde, cosparse di sale, con una salsa  piccante a parte.<\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/S\/S8.jpg\" alt=\"Scaveccio - Sicomoro\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Scotch haggis<\/strong>,  piatto nazionale scoz&shy;zese, servito spesso negli Highlands al suono delle  cornamuse. I dizionari ne dan&shy;no le seguenti definizioni: <em>haggis, <\/em>cuo&shy;re.&nbsp; Una pietanza scozzese, fatta di cuo&shy;re,  polmoni e fegato di pecora o vitel&shy;lo, tagliati a fette e bolliti con cipolle  ed aromi.&nbsp; Per uno stomaco<br \/>\n  e le frattaglie d&rsquo;una pecora, mezzo chi&shy;lo di grasso di manzo  sminuzzato, mez&shy;za cipolla affettata, una presa di sale, una presina di pepe,  mezza noce mosca&shy;ta grattata, il succo d&rsquo;un limone, mezzo litro di sugo di  carne, un quarto di li&shy;tro di farina d&rsquo;avena. &nbsp;Lasciate lo stomaco per almeno sei ore nell&rsquo;acqua  salata. &nbsp;Capovolgetelo, in modo che la  parete interna risulti all&rsquo;esterno. &nbsp;La&shy;vatelo  ancora molte volte.&nbsp; La&shy;vate anche le  frattaglie, separatene il fegato, che coprirete di acqua fredda, facendolo  bollire per un&rsquo;ora e mezza. &nbsp;A met&agrave;  cottura aggiungeteci il cuore ed i polmo&shy;ni. &nbsp;Poi dividete il fegato in due met&agrave;,  affettandone una ed aggiungendo l&rsquo;al&shy;tra ai polmoni ed al cuore, tritando il  tutto molto finemente.&nbsp; A questo punto  aggiun&shy;gete avena, grasso, cipolle, sale, pe&shy;pe, noce moscata, succo di limone  e un po&rsquo; di fondo scuro.&nbsp; Mescolate e  riempiteci lo stomaco, lasciando tuttavia un po&rsquo; di vuoto per permettere alla  farina d&rsquo;a&shy;vena di gonfiarsi, altrimenti scoppie&shy;rebbe l&rsquo;involucro. &nbsp;Cucite le aperture. &nbsp;Collocate lo <em>haggis <\/em>nell&rsquo;acqua bollente  e fatelo bollire per tre ore. Durante la prima ora pungete lo <em>haggis <\/em>con  un ago per permettere all&rsquo;aria di uscire. &nbsp;Per precauzione si usa avvolgerlo in una  salvietta.&nbsp; Lo <em>haggis <\/em>va servito  tale quale, senza accompagnamento di salse od in&shy;tingoli. &nbsp;Se il numero dei convitati &egrave; ri&shy;stretto,  sostituite la pecora con un agnello.&nbsp; Un  tempo si credeva, con grande divertimento, degli scozzesi che fosse una  selvaggina, non era raro che si allestissero anche delle cacce per burla.&nbsp; <\/p>\n<p><strong>Scottare<\/strong> Il  termine <em>scottare<\/em> si usa soprattutto  per indicare il pas&shy;saggio del pollame sulla fiamma, tolte le penne, per  sopprimere la peluria, senza annerire la pelle. &nbsp;Si dice anche av&shy;vampare e fiammeggiare (da <em>flamber<\/em>)<em>, <\/em>ma il vero termine italiano, &egrave; <em>stri&shy;nare<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Scottiglia<\/strong>,  &egrave; cos&igrave; chiamato in Maremma l&rsquo;agnello ed il pollo alla caccia&shy;tora a cui &egrave;  aggiunto un uovo sbattuto.<\/p>\n<p><strong>Scua-brodo<\/strong> &egrave;  chiamato a Genova il colatoio.<\/p>\n<p><strong>S&eacute;cole<\/strong> sono  chiamate a Venezia le listarelle di carne aderenti alle ver&shy;tebre dei buoi e  dei vitelli, che servono per la preparazione d&rsquo;una specialit&agrave; ve&shy;neziana, il  risotto <em>alla bech&egrave;ra.<\/em><\/p>\n<p><strong>Sedano<\/strong> (<em>Apium  graveolens, varietas dulce, f<\/em>r. <em>c&eacute;leri, <\/em>ingl. <em>celery, <\/em>ted. <em>Sellerie, <\/em>fiamm. <em>Selderji, <\/em>dan. <em>Selleri <\/em>spagn. <em>Apio, <\/em>port. <em>aipo<\/em>)<em>, <\/em>erbacea della famiglia delle <em>Om&shy;brellifere<\/em>,  biannuale, dai fiori piccoli, d&rsquo;un bianco giallastro, raggruppati in ombrelle,  (vedi sedano-rapa).&nbsp; Tra le numerose  variet&agrave;, le pi&ugrave; diffuse sono: il tipo pieno (bianco, verde, rosa, violetto  oppure dorato, quest&rsquo;ulti&shy;mo particolarmente pregiato), tutti a coste piene. &nbsp;Esiste poi il tipo a coste cave, meno stimato,  le cui foglie ser&shy;vono per preparare le zuppe. Tutti i tipi emana&shy;no un buon odore.&nbsp; I semi, minutissimi, sono eccitanti,  carminativi, usati nella fab&shy;bricazione di molti liquori. &nbsp;Le foglie e le radici sono, per di pi&ugrave;,  diuretiche ed emmenagoghe. &nbsp;Il sedano  crudo, in ge&shy;nere, non &egrave; di facile digestione.<br \/>\n  Se volete brasarlo il sedano deve essere bianco, tenero e senza  fila&shy;menti. &nbsp;Eliminate i rami verdi,  tagliatelo in modo da lasciare una lunghezza non superiore ad una ventina di  centimetri dalla base, al&shy;lestite la radice, lavatelo, imbianchite&shy;lo e  rinfresca&shy;telo.&nbsp; Una volta cotto,  tagliate ciascun piede in due pezzi, ripiegandoli per poterli ser&shy;vire. &nbsp;Quanto ai ramoscelli di sedano, seguite le  stesse ricette indicate per i cardi. &nbsp;<em>Insalata. <\/em>Come da preli&shy;minari, scegliendo i pezzi particolar&shy;mente teneri e  bianchi.&nbsp; Serviteli con una <em>vinaigrette <\/em>a parte.&nbsp; <em>Alle varie salse. <\/em>Termi&shy;natene  la cottura in un brodo o in un sugo e servi&shy;telo con una salsa a parte.&nbsp; <em>Al burro. &nbsp;<\/em>Adagiateli in un tegame abbondante&shy;mente  imburrato, copriteli d&rsquo;acqua sa&shy;lata o di un fondo chiaro e continuate la  cottura per tre quarti d&rsquo;ora. <em>Selleriecremesuppe <\/em>(zuppa di sedano, cuci&shy;na  tedesca).&nbsp; Dopo i preliminari, con&shy;tinuate  la cottura nell&rsquo;acqua salata, acidulata con il succo di limone. &nbsp;Stacciate il sedano. &nbsp;Preparate un <em>roux<\/em> bion&shy;do, aggiungeteci  un brodo vegetale, poi la vostra purea di sedani, condite a volont&agrave; e terminate  la cottura mesco&shy;lando. Da ultimo legate il tutto con un tuorlo d&rsquo;uovo o con la  panna.&nbsp; <em>Alla Greca <\/em>(per antipasto,  cucina inglese). Affet&shy;tate il sedano imbianchito, innaffiatelo con una <em>vinaigrette <\/em>e cospargetelo di fo&shy;glie di finocchio strappate.&nbsp; Lasciatelo ri&shy;posare un paio d&rsquo;ore e servite.&nbsp; <em>Frittelle di sedano <\/em>(ricetta indicata  per utilizzare gli avanzi). Sbarazzateli della salsa o del liquido in cui  furono immersi i sedani, riduceteli a dimensio&shy;ni convenienti, avvolgeteli con  una pastella e friggeteli in una frit&shy;tura caldissima, cospargete di sale fi&shy;ne  e serviteli caldi.<\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/S\/S9.jpg\" alt=\"Scaveccio - Sicomoro\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Sedano-rapa<\/strong> (fr. <em>c&eacute;l&eacute;ri-rave, <\/em>ingl. <em>celenac, <\/em>ted. <em>Knoll-Sellerie, ol<\/em>. <em>Knollselderij, <\/em>spagn. <em>apis-nabo<\/em>) &egrave; una variet&agrave; abbastan&shy;za curiosa di sedano, cos&igrave;  chiamata, a causa della radice, rotonda e rigonfia, dalla polpa bianca e  compatta, che rag&shy;giunge sino a dieci, dodici centimetri di diametro.&nbsp; Ne esistono due tipi, l&rsquo;or&shy;dinario ed il  riccio. &nbsp;Il sedano-rapa si coltiva  esclusivamente per la radice, tuttavia ha una scarsa importanza nell&rsquo;orticoltura  italiana.<\/p>\n<p><strong>Seltz<\/strong>, acqua  di Seltz, anche Selz, o Selts, o Sels, acqua carica di anidrite carbonica, prodotta  artificialmente.&nbsp; Il nome deriva, secondo  gli uni, dal <em>Selterser Wasser, <\/em>acqua minerale na&shy;turale proveniente da  Selters, cittadi&shy;na tedesca, o, secondo gli altri, da <em>Selzer Wasser, <\/em>pure  naturale, che scaturi&shy;sce a Selzerbrunnen (Grosskarben).&nbsp; In inglese si chiama <em>soda-water<\/em>, &egrave; usata soprattutto per la preparazione di cocktail.<\/p>\n<p><strong>Semenze.<\/strong> Gli  erboristi, nel passato, avevano stabilito la seguente classifica.&nbsp; Quattro semenze <em>calde maggiori, <\/em>ani&shy;ce,  cumino, finocchi, cardi. Quattro <em>cal&shy;de minori, <\/em>apio, amminea, carota,  prez&shy;zemolo.&nbsp; Quattro <em>fredde maggiori, <\/em>cocomero, melone, calabasso, pistacchio.&nbsp;  Quattro <em>fredde minori, <\/em>cicoria, indi&shy;via, lattuga, porcellana.<\/p>\n<p><strong>Semolino <\/strong>&egrave;  la farina di grossa ma&shy;cinazione, soprattutto di frumento.&nbsp; <em>Kasc di semolino <\/em>(budino, cucina  russa).&nbsp; Fate essiccare duecentocinquanta  grammi di semolino, che avrete preventivamente inzuppato a lungo con un uovo  sbattuto.&nbsp; Passatelo attraverso un colino  a larghe maglie.&nbsp; Fate bollire un litro  di latte, con un etto di burro, travasatevi il semolino, continuando la cottura  a fuoco dolce, sempre mescolando. &nbsp;Con&shy;dite  a piacere. &nbsp;Terminare la cottura al  forno, ser&shy;vite con del burro fuso a parte.&nbsp; <em>Dolce <\/em>(cu&shy;cina italiana). Nel latte bollente, zuc&shy;cherato e  vanigliato, fatelo cadere a pioggia.&nbsp; Per  un litro di latte, 250 grammi  di semo&shy;lino, con l&rsquo;aggiunta di una presina di sale e due noci di burro. &nbsp;Mesco&shy;late con cura e mettete al forno per  mezz&rsquo;ora. &nbsp;Terminata la cottura,  aggiungeteci quattro uova sbattute.&nbsp; <em>Pudding  all&rsquo;inglese. <\/em>Al dolce preparato, come da precedente ricetta, aggiungeteci  un decilitro di panna fresca leggermente addensata, mescolando. &nbsp;Collocate questo composto in un reci&shy;piente da  pudding (<em>pie-dish<\/em>)bene im&shy;burrato. &nbsp;Terminate la cottura al forno, a bagnomaria. &nbsp;<em>Brodo ristretto di semolino. <\/em>In un  ristretto bollente fate cadere del semolino a pioggia, conti&shy;nuando la cottura  a fuoco sostenuto per un quarto d&rsquo;ora. &nbsp;Aggiungete del parmigiano grattugiato e  servitelo con dei crostini di pane.&nbsp; <\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/S\/S10.jpg\" alt=\"Scaveccio - Sicomoro\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Senape.<\/strong> (<em>Brassica  nigra <\/em>nonch&eacute; <em>sica alba, <\/em>fr. <em>moutarde, <\/em>ingl. <em>mustard, <\/em>ted. <em>Senf, <\/em>fiamm. <em>Mostaard, <\/em>ol<em>. Mosterd, <\/em>spagn. <em>mostaza<\/em>)&egrave; il nome, dato a varie <em>Crocifere<\/em>,  tra le quali degne di nota sono la nera e la bianca.&nbsp; La prima ha un gambo, lungo spesso pi&ugrave; d&rsquo;un  metro, vellutato e ramoso, con foglie alterne e fiori gialli e regolari,  riuniti in grap&shy;poli semplici. &nbsp;I grani  sono piccoli, d&rsquo;un colore rossastro, che alla lunga diven&shy;tano neri. &nbsp;Invece la variet&agrave; detta bian&shy;ca ha un gambo  nero lungo, foglie pi&ugrave; intagliate e fiori d&rsquo;un giallo pallido. &nbsp;I grani sono d&rsquo;un bianco giallastro.&nbsp; Gli antichi gi&agrave; cono&shy;scevano la senape. &nbsp;<em>Saepius ergo decet mordax haurire senape. <\/em>&nbsp;Pi&ugrave;  saporita e pi&ugrave; tipi&shy;ca &egrave; la variet&agrave; nera.&nbsp;  La farina di senape serve per preparare i sinoplasmi e i pedilu&shy;vi.&nbsp; In ambedue i casi l&rsquo;uso di acqua molto calda  e di aceto ritarderebbe l&rsquo;a&shy;zione revulsiva. &nbsp;Le foglie si utilizzano come forag&shy;gio ed  anche come concime. &nbsp;Con i ger&shy;mogli  giovani si possono fare delle in&shy;salate. Soprattutto i semi sono utiliz&shy;zati  per la fabbricazione della senape, ottenuta con la macerazione dei mede&shy;simi,  polverizzati, nel sale, nell&rsquo;aceto, con il concorso di piante aromatiche.&nbsp; In commercio se ne trovano due qualit&agrave;, una,  di colore scuro, ten&shy;dente al bruno, l&rsquo;altra, pi&ugrave; piccante e pi&ugrave; chiara, d&rsquo;un  giallo caratteristico. &nbsp;<em>Mostarda. <\/em>&Egrave;  una specialit&agrave; cremonese, che si ottiene, facendo cuocere, separatamente, nell&rsquo;acqua  zuccherata, di&shy;verse frutta, come ciliege, pere, mele, zucche eccetera, senza  far spappolare le frutta, che devono conservare un certo grado di durezza. &nbsp;Si riuniscono gli sci&shy;roppi, si aggiunge altro  zucchero e del&shy;la senape, sciolta in un po&rsquo; d&rsquo;ac&shy;qua. &nbsp;Si rimette sul fuoco per rendere lo sciroppo  riunito pi&ugrave; denso, si riuni&shy;sce poi la frutta in un recipiente, vi si ver&shy;sa lo  sciroppo, si copre e si lascia ripo&shy;sare qualche giorno. &nbsp;La cottura sepa&shy;rata delle diverse frutta &egrave;  necessaria per il diverso comportamento nella bol&shy;litura. &nbsp;Se ne produce anche altrove, per esempio a Padova<em>, <\/em>in Sicilia col frutto  del cedro, ed anche in Toscana<em>, <\/em>con  fette di mele renette, di pere e di cedro.<\/p>\n<p><strong>Seppie <\/strong>(fr. <em>seiche, <\/em>ingl. <em>cuttle-fish, <\/em>ted. <em>Sepia<\/em>), molluschi <em>cefalopodi<\/em>, com&shy;prendono una trentina di  variet&agrave;. &nbsp;La pi&ugrave; comune &egrave; la <em>Sepia  officinalis, <\/em>dif&shy;fusa nei nostri mari. &nbsp;Ha il corpo for&shy;mato a guisa d&rsquo;un sacco  carnoso, con occhi grandi ed ovali, la bocca simile ad un rostro, e dieci  tentacoli, muniti di ventose, che tagliati si riproducono. &nbsp;Nella parte inferiore si trova una spe&shy;cie di  borsa interna, nella quale &egrave; contenuto un liquido bruno nerastro, con il quale  l&rsquo;a&shy;nimale intorbida l&rsquo;acqua.&nbsp; Con questo  liquido, un tempo, i cinesi preparano l&rsquo;inchio&shy;stro detto appunto di Cina. &nbsp;All&rsquo;inter&shy;no si trova una specie di guscio  calca&shy;re, ovale, spugnoso e leggero, chiamato <em>osso di seppia, <\/em>detto anche <em>biscotto di mare, <\/em>usato  per levigare legni e metalli, usato anche nelle voliere per permettere agli  uccelli in cattivit&agrave; di affilare i becchi. &nbsp;I depo&shy;siti di uova di quest&rsquo;animale si  chiamano <em>uve marine<\/em>.<br \/>\n  La carne della seppia, abbastanza coriacea, esige una prepara&shy;zione  preliminare di percussione, come quella del polipo.&nbsp; <em>In gratella. &nbsp;<\/em>Usate il solo sacco, dopo aver eliminato l&rsquo;osso,  occhi, bocca e vescichetta e lavate a lungo con acqua corrente. &nbsp;Tagliate il sacco in parti regolari e fateli  marinare per due ore nell&rsquo;olio, sale e pepe, unitamente a qualche aroma. &nbsp;Scaldate la gratella ed arrostite la seppia. &nbsp;Non dimenti&shy;cate di ungerla di tanto in  tanto.&nbsp; <em>In umido con funghi.<\/em>&nbsp;  Usate solo seppioline piccole, che preparerete come indicato per  la ricetta delle seppie in gratella.&nbsp;  Nell&rsquo;olio aggiungeteci delle acciughe spinate, prezzemolo ed aglio, il  tutto tritato, poi del vino bianco, e, dopo qual&shy;che minuto, una salsa di pomodoro  fresco, infine, i pezzi di seppie, con sale e pepe ed uno o due bicchieri di  acqua bollente. &nbsp;Coprite il recipiente e  continuate la cottura a fuoco dolce. Mezz&rsquo;ora prima della fine della cottura,  aggiungeteci i funghi secchi, che avrete puliti e rinvenuti nella Marsala.&nbsp; La cot&shy;tura dei funghi e delle seppie dovr&agrave;  ultimarsi congiuntamente.&nbsp; Servite il  tutto caldissimo, con un contorno di prezzemolo fritto e di crostini, facendo  uso del li&shy;quido di cottura, che addenserete, se occorre, come salsa d&rsquo;accompagna&shy;mento. <\/p>\n<p><strong>Sesamo<\/strong>, (lat. <em>Sesamum, <\/em>fr. <em>huile de sesame, <\/em>ingl. <em>sesam-oil, <\/em>ted. <em>Sesam&ouml;l. <\/em>A secon&shy;da dei paesi di  produzione cambia nome. &nbsp;Cos&igrave; gli Indiani  lo chiamano <em>gingil, <\/em>i Malesi <em>windjin, <\/em>e <em>mo-a <\/em>i Cinesi)<em>, <\/em>pianta erbacea delle <em>Pedaliacee<\/em>,  dai fiori ascellari varianti dal bianco al rosso por&shy;pora. &nbsp;Originaria dalle isole della Son&shy;da, fu poi  trapiantata nelle Indie, in Egitto ed in Mesopotamia. &nbsp;Dai semi si estrae un olio, dolce, quasi  inodore, che difficilmente s&rsquo;irrancidisce e serve per la fabbricazione di  saponi e l&rsquo;adul&shy;terazione dell&rsquo;olio d&rsquo;oliva.&nbsp;  L&rsquo;olio di sesamo era noto fin dai tempi pi&ugrave; remoti. &nbsp;Nei pae&shy;si arabi se ne fa un grande uso. &nbsp;Anche la Halva, un dolciume orientale, &egrave; fabbricato  con l&rsquo;olio di sesamo.&nbsp; Buono, ma contribuisce  all&rsquo;obesit&agrave;.<\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/S\/S11.jpg\" alt=\"Scaveccio - Sicomoro\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Sgrassare<\/strong>,  eliminare il grasso. &nbsp;Evi&shy;tate di dire digrassare,  inu&shy;tile francesismo (<em>d&eacute;graisser<\/em>)<em>. &nbsp;<\/em>Il grasso ritirato prima della cottura pu&ograve;  essere utilizzato come elemento di suc&shy;cessive fritture, purch&eacute; chiarificato.&nbsp; L&rsquo;eliminazione delle sostanze grasse,  flottanti alla superficie d&rsquo;un liquido in corso di cot&shy;tura, si chiama, invece,  schiumare.<\/p>\n<p><strong>Shikaree sauce.<\/strong> Nel gergo anglo-in&shy;diano <em>shikar<\/em> significa caccia e <em>shikaree<\/em> (oppure <em>shikarry<\/em>) &egrave; il cacciatore. &nbsp;&Egrave; una salsa utile per l&rsquo;anitra e il pollame  selva&shy;tico.&nbsp; Mescolate una cucchiaino da  t&egrave; di pepe di Caienna con una da tavola di zucchero bianco in polvere,  sistemate la miscela in un tegamino e travasateci due bicchieri di <em>ketschup <\/em>di  funghi, altrettanto di vino di Bordeaux (<em>claret<\/em>)ed il succo filtrato  di un limone. &nbsp;Ponete il tegamino sul  fuoco, mescolando sino allo sciogli&shy;mento dello zucchero. &nbsp;Servite subito.&nbsp; <\/p>\n<p><strong>Shrub<\/strong>, voce  inglese, per indicare una bibita alcolica, senza distillazio&shy;ne, col concorso  di zucchero, limone od altre frutta.<\/p>\n<p><strong>Sicomoro<\/strong> (<em>Ficus  Aegyptia<\/em>)<em>, <\/em>albero che ha del fico e del moro (<em>gelso<\/em>) dicono i dizionari, ingarbugliando l&rsquo;etimologia. &nbsp;Infatti, in greco <em>mor&ograve;s <\/em>significa fico  e <em>suk&egrave; <\/em>fatuo, quindi fico fatuo.&nbsp;  &Egrave; anche chiamato albero della pazienza. &nbsp;Ha una cima molto ampia da poter ombreg&shy;giare  anche a grande distanza. &nbsp;Gli egi&shy;ziani  si servivano del legno di sicomoro, molto resistente, per rinchiudervi le  mummie. &nbsp;I frutti, di sapore dol&shy;ciastro,  che pure si chiamano sicomori, costi&shy;tuivano un tempo il cibo principale dei  pastori d&rsquo;Arabia. &nbsp;Secondo il libro di  Amos, capitolo VII, verso 12 e seguenti, al re Amasia che aveva invitato il  profeta Amos ad andarsene a profetare nella terra di Giuda, in altre parole, lo  aveva cacciato, il profeta ri&shy;spose umilmente: <em>Non sum propheta et non sum filius prophetae, sed armentarius ego sum  velicans sycomoros<\/em>. &nbsp;N&eacute; profeta, n&eacute;  figlio di profeta, ma pastore, che pizzica i sicomori. &nbsp;Cio&egrave;, Amos incideva i sicomori con le unghie,  per farne uscire l&rsquo;umore acre e mangiarli dopo due o tre giorni. &nbsp;Ma neppure que&shy;sta ricetta biblica rende i sicomori  &nbsp;accettabili al nostro palato. &nbsp;Un altro autore cos&igrave; descrive l&rsquo;albero: <em>Praecurrens igitur ramos conscendit in altae  Arboris a ficu et moro cognomen habentis<\/em>.&nbsp;  Si chiama acero sicomoro anche l&rsquo;acero montano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scaveccio &egrave; una pietanza, originaria di Grosseto, che consiste in tronconi di anguilla, fritti, bagnati con l&rsquo;aceto ed accompagnati da peperoni e rosmarino. Schnitzel, questa espressione indica, in genere, un taglio di vi&shy;tello. &nbsp;Sono famosi i Wiener Schnitzel, impanati, presi dalla fesa o dalla coscia del vitello (mentre la co&shy;stoletta di vitello alla milanese &egrave; [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[473],"tags":[],"class_list":["post-3919","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-lexicon-s"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3919","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3919"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3919\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3922,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3919\/revisions\/3922"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3919"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3919"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3919"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}