{"id":3909,"date":"2009-09-09T23:10:47","date_gmt":"2009-09-09T22:10:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pages.mi.it\/?p=3909"},"modified":"2009-09-09T23:10:47","modified_gmt":"2009-09-09T22:10:47","slug":"ristretto-ruta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/2009\/09\/09\/ristretto-ruta\/","title":{"rendered":"Ristretto &#8211; Ruta"},"content":{"rendered":"<p><strong>Ristretto,<\/strong> cos&igrave; chiamato il brodo ristretto, deve essere per eccel&shy;lenza un concentrato  chiarificato. &nbsp;Il <em>concentramento<\/em> si ottiene con due me&shy;todi, con lo spostamento del  rapporto usuale tra sostanza nutritiva ed acqua, vale a dire abbondando nella  prima a detrimento della seconda, oppure pro&shy;lungando la bollitura al di l&agrave; del  nor&shy;male, a fuoco moderato, con i rapporti normali tra sostanza nutritiva ed  acqua. &nbsp;Un terzo metodo, quello di far  evaporare il liquido, continuando la cottura, dopo aver tolto dalla pentola le  sostanze nutritive, appare piuttosto un ripiego. &nbsp;Schiumate, siate moderati nell&rsquo;uso del sale,  tenendo con&shy;to che il volume dell&rsquo;acqua si ridurr&agrave; sensibilmente, ricordate che  dopo le prime bollicine, l&rsquo;acqua non deve bol&shy;lire e dovete quindi moderare il  calore, insomma, deve solo fremere.&nbsp; Evitate  di aggiungere del pomodoro agli ortaggi iniziali, che conferirebbe una tinta di  colore equivoco.&nbsp; Il ristretto deve  essere limpido e apparire am&shy;brato.&nbsp; A questo  scopo fate pure uso di qualche goccia di caramello, sostan&shy;za innocua, se non  se ne abusa.&nbsp; Le sostanze nutritive sono  varie, manzo, gallina, cappone, piccio&shy;ne, e via di seguito, nonch&eacute; cipolle,  por&shy;ri, sedano, vanno tolte a misura della loro cottura, che varia.&nbsp; Il manzo &egrave; il pi&ugrave; lento ed &egrave; l&rsquo;ul&shy;timo che  sparisce dalla pentola.&nbsp; Terminata la  preparazione del ristretto, passatelo con una garza.&nbsp; Nei cattivi ristoranti si usa aggiungere al  brodo comune della gela&shy;tina, per trasformarlo in ristretto, si&shy;stema abusivo,  per quanto la gelatina rappresenti una sostanza innocua, pur&shy;ch&eacute; sia  convenientemente preparata. Esaminiamo alla voce chiarificazione un metodo  sbrigativo per preparare il ristretto con sostanze inizialmente tagliuzzate,  anzich&eacute; intere, metodo che presenta, per&ograve;, l&rsquo;inconveniente di ren&shy;derle  inutilizzabili dopo cottura. &nbsp;Un  suggerimento, evitate di dire &laquo; brodo consumato &raquo;, termine deprecato anche dai  pi&ugrave; tiepidi puristi.&nbsp; I tedeschi chiamano  il nostro ristretto <em>Kraftbr&uuml;he<\/em><em>.<\/em><\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/R\/R11.jpg\" alt=\"Ristretto - Ruta\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Robbia<\/strong> (etim. dal latino <em>rubus<\/em><em>, <\/em>fr. <em>garance<\/em><em>, <\/em>ingl. <em>madder<\/em><em>, <\/em>ted. <em>Krapp<\/em>)in  botanica <em>Rubus<\/em><em> tinctorum, <\/em>appartiene alla famiglia delle <em>Rubiacee<\/em>, comuni in tutte le zone temperate, dai rizomi rampanti,  muniti di radici prolungate, dai piccoli fiori verdastri e dai frutti  contenenti due semi.&nbsp; Rizoma e radici  contengono una materia colorante, nota e sfruttata sin dai tempi pi&ugrave; remoti per  ottenere varie tonalit&agrave; del rosso. &nbsp;Oggi l&rsquo;importanza  industriale della robbia &egrave; nulla, in seguito alla scoperta fatta nel 1869, dal  te&shy;desco Graebe e dall&rsquo;inglese Perkin,  d&rsquo;un prodotto, l&rsquo;alizarina, estratto dal catrame d&rsquo;antracite, che &egrave; ormai il  colorante universalmente usato.&nbsp; Delle  radici si pu&ograve; far uso per estrarre una specie di birra. Trin&shy;ciatele alla  buona, collocatele in un re&shy;cipiente contenente molta acqua fredda, aggiungete  zucchero e lievito di birra. La fermentazione durer&agrave;, a seconda della quantit&agrave;,  da cinque a sette giorni. Imbottigliate e tappate.<\/p>\n<p><strong>Rombo <\/strong>(fr. <em>turbot<\/em><em>, <\/em>ingl. <em>turbot<\/em><em>, <\/em>ted. <em>Butte<\/em>)<strong>.<\/strong> E un pesce marino degli <em>Acantotteri<\/em>,  diffuso nell&rsquo;Atlantico e nel Mediterraneo. &nbsp;Se ne contano sette va&shy;riet&agrave;, quella che  frequenta i nostri ma&shy;ri &egrave; il rombo comune, <em>Rhombus<\/em><em> maximus, <\/em>dalla forma piatta, ovale e rom&shy;boidale,  asimmetrica, con gli occhi sul lato sinistro. &nbsp;Ha la bocca obliqua e la mascella inferiore  sporgente.&nbsp; Si sono scoperti resti  fossili del rombo nei giacimenti dell&rsquo;epoca terziaria. &nbsp;La carne &egrave; bianca e delicata. &nbsp;Per cuocere questo pesce, chiamato anche  fagiano d&rsquo;ac&shy;qua, occorrono recipienti speciali, dalla forma romboidale, adatti  alle propor&shy;zioni del pesce, che pu&ograve; arrivare sino a sessanta centimetri di  lunghezza. &nbsp;Per la cucina domestica,  scegliete piccoli esemplari, i cosiddetti rombetti. &nbsp;<em>In<\/em> <em>umido. <\/em>Spalmate ab&shy;bondantemente  di burro un tegame dai bordi alti, fatevi un letto di cipolle, scalogno,  carote, prezzemolo e lauro, tutto ben ritagliato. &nbsp;Collocatevi il pe&shy;sce.&nbsp; Bagnate con met&agrave; vino rosso e met&agrave; acqua. &nbsp;Cospargetelo con qualche fiocco di burro.&nbsp; Fate cuocere a fuoco lento, preferibilmente in  forno. Servitelo nel re&shy;cipiente di cottura.&nbsp; <em>Gratinato. <\/em>Squa&shy;matelo, vuotatelo e lavatelo.&nbsp; Prende&shy;te un recipiente abbastanza largo,  affinch&eacute; il pesce non si sformi (possibil&shy;mente il recipiente indicato prima), sistemate  sul fondo dei fiocchetti di burro, aggiungeteci poi sale, pepe, prezzemolo e  cipolle, entrambi sminuzzati.&nbsp; Collocateci  il pesce, di sopra il lato bianco, ricoprite con altri pezzetti di burro e poi,  sale, pepe, prez&shy;zemolo e cipolle, bagnate con un vino bianco secco. &nbsp;Iniziate la cottura a fuo&shy;co moderato. &nbsp;A met&agrave; cottura cospargetelo di pangrattato. &nbsp;A questo punto mettete il recipiente a forno  caldissimo, per ultimare la cottura. &nbsp;<em>Turbot<\/em><em> &agrave; la cr&egrave;me <\/em>(cucina americana). Innanzi  tut&shy;to fate bollire una cipolla intera, senza pelle esterna ed una dose  proporzionata di prezzemolo, eliminate l&rsquo;una e l&rsquo;altro e conservate il liquido.  &nbsp;Fate bollire il rombo nell&rsquo;acqua salata,  liberatelo di pelle e spine e ritagliatelo a pezzi ugua&shy;li. &nbsp;Ora riprendete il liquido di cottura della  cipolla e del prezzemolo, che con&shy;denserete con della farina bianca setacciata.  &nbsp;Ag&shy;giungeteci della panna liquida fresca  (od in mancanza del latte intero) e burro. &nbsp;In un piatto pirofilo di&shy;sporrete  alternativamente strati di rombo e strati di quel liquido, ultimo strato quest&rsquo;ultimo,  cospargete di pan&shy;grattato e fiocchetti di burro, poi, in forno per ultimare la  cottura.&nbsp; <em>Turbot<\/em><em> timbale, cold <\/em>(timballo  freddo). &nbsp;Questa ri&shy;cetta appartiene alla  cucina inglese e fa parte dell&rsquo;arte chiamata dagli In&shy;glesi <em>the art of using up, <\/em>cio&egrave; l&rsquo;arte di  utilizzare i resti, vale a dire non solo prepararli bene, ma anche in forma  decorativa. &nbsp;Per un chilo di rombo  bollito, un quarto di litro di salsa bian&shy;ca, altrettanto di gelatina, tartufi  e ce&shy;trioli sotto aceto. &nbsp;Ritagliate un  terzo del rombo in parti uguali, mentre sminuzzerete gli altri due terzi, sale  e pepe secondo il vostro gusto. &nbsp;Al pesce  cos&igrave; sminuzzato aggiungerete la salsa bianca e lo conso&shy;liderete con la  gelatina. &nbsp;Rivestite di gelatina uno  stampo a pareti lisce (per aspic), velate con la preparazione del pesce (due  terzi) sopra indicato, e nel&shy;la cavit&agrave; adagerete i ritagli di pesce (un terzo),  inumiditi con la salsa bian&shy;ca ed un cucchiaio di panna liquida. Sulla par&shy;te  superiore ancora della gelatina. &nbsp;Sfor&shy;mate  e decorate le pareti con fettine di cetrioli e tartufi. La decorazione in&shy;torno  alla base &egrave; facoltativa.<\/p>\n<p><strong>Roosevelt salad<\/strong> (dedicata alla fa&shy;miglia Roosevelt,  cucina americana). &nbsp;Ritagliate in strisce  (<em>julienne<\/em>)un cuo&shy;re di lattuga con  fondi di carciofo, sedano e peperoni, ben affettati e acidulati.&nbsp; Mescolate e servite con una <em>vinaigrette.<\/em><\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/R\/R12.jpg\" alt=\"Ristretto - Ruta\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Roquefort<\/strong><strong>,<\/strong> importante formaggio fran&shy;cese, prodotto nel piccolo comune dello  stesso nome, Roquefort-sur-Soulzon, nel dipartimento d&rsquo;Aveyron, nel centro della Francia, esclusivamente col latte  di pecora. &nbsp;Per prepararlo, un tempo, si  mescolava alla pasta del pane grat&shy;tato e polverizzato, che, fermentando  conferiva al formaggio le caratteri&shy;stiche chiazze verdi, oggi ottenute con  altri sistemi. Per essere perfet&shy;to il <em>Roquefort<\/em> deve stagionare almeno un anno, ma non &egrave; pi&ugrave; cos&igrave;..  Con metodi analoghi si fabbrica in molti altri luoghi un genere <em>Ro&shy;quefort<\/em>, per&ograve;  col latte di vacca.&nbsp; La maturazione  avviene in grotte.&nbsp; Assaggiatelo con le  pere o il miele di castagno.&nbsp; Ottimo per  le frittate.&nbsp; <\/p>\n<p><strong>Rosmarino<\/strong> (<em>Rosmarinus<\/em><em> officinalis, <\/em>fr. <em>romarin<\/em><em>, <\/em>ingl. <em>Rosemary, <\/em>ted. <em>Rosmarin<\/em><em>, <\/em>fiamm<em>. <\/em>e ol. <em>Rozemariyn<\/em><em>, <\/em>dan. <em>Rosmarin<\/em><em>, <\/em>spagn.<em>romero<\/em><em>, <\/em>port. <em>alecrim<\/em>)<em>, <\/em>arbusto delle <em>Labiate<\/em> con fiori piccoli,  azzurro-violacei e foglie dure, piccole, lineari, che cresce in abbondanza nel  litorale mediterraneo, tanto allo stato libero, quanto coltivato.&nbsp; La pianta era gi&agrave; nota ai romani, col nome di <em>Ros marinus, <\/em>che molti autori traducono in  rosa marina. &nbsp;<em>Ros, roris, <\/em>significando rugiada, goccia in genere, la traduzione esatta dovrebbe  essere <em>rugiada<\/em> <em>marina<\/em>. &nbsp;Virgilio scrive, <em>Decutiat<\/em><em> rorem, et surgentes atterat  herbas. &nbsp;<\/em>In  talune regioni d&rsquo;Ita&shy;lia il rosmarino si chiama anche ramerino.&nbsp; Si utilizzano i germogli come condimento,  soprattutto negli ar&shy;rosti, tanto di carni, quanto di polli, anitre e capponi e  serve per prepara&shy;re, distillato, un&rsquo;essenza molto apprezzata. &nbsp;In medicina si fa uso dei fiori, come un&rsquo;infusione  stimolante ed anche dell&rsquo;essenza in forma di sci&shy;roppi e d&rsquo;alcolati.&nbsp; Ne esistono numerose variet&agrave;.&nbsp; <\/p>\n<p><strong>Rosolare,<\/strong> nel linguaggio cucinario, significa un principio di  cottura, di car&shy;ne, pesce od altre vivande, nel burro, nell&rsquo;olio od in altri  grassi, in modo che si formi una crosta di protezione tale da precludere la  dispersione di sapore o succhi nutritivi. &nbsp;Serve altres&igrave; per impregnare la vivanda del  condimento previsto dalla rispettiva ricetta. &nbsp;L&rsquo;azio&shy;ne deve essere seguita poi dalla cot&shy;tura  definitiva, che varier&agrave; secondo i casi. &nbsp;Il  termine francese equivalente &egrave; <em>rissoler<\/em><em>, <\/em>magli<em> snob <\/em>e icuochiusano di preferenza la frase &laquo; <em>faire<\/em><em> revenir <\/em>&raquo;.<\/p>\n<p><strong>Rosolio,<\/strong> parola italiana, che denota una bevanda poco alcolica e molto zuccherata, &egrave; una  voce caduta in disu&shy;so almeno nella terminologia gastrono&shy;mica. &nbsp;I turchi preparano un rosolio facendo macerare  100 grammi  di petali di rose rosse, con 50   grammi di fiori d&rsquo;arancio, 4 grammi di cannella e 15 grammi di chiodi di  garofano in cinque litri d&rsquo;alcool a 20 gradi circa per quattro giorni. &nbsp;Si procede poi alla distillazione ed al  distillato si aggiungono due litri di sci&shy;roppo di zucchero e quindici grammi d&rsquo;alcolato  di gelsomino. &nbsp;Al liquore cos&igrave; pro&shy;dotto  si aggiunge un po&rsquo; di carminio per ottenere la tinta rosa. &nbsp;La deriva&shy;zione di rosolio da <em>Ros solis, <\/em>sembra azzardata. Appare pi&ugrave; proba&shy;bile l&rsquo;origine  da <em>roseus<\/em><em>, <\/em>rosato, che si ritrova in <em>rosolia<\/em> (malattia) e in <em>rosolare<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Rossini,<\/strong> il  grande Gioacchino, &egrave; stato anche compositore d&rsquo;una ri&shy;cetta d&rsquo;insalata.&nbsp; Per ri&shy;spetto del maestro riproduciamo le  parole testuali, ricava&shy;te da una sua lettera: &laquo; Ci&ograve; che v&#8217;in&shy;teresser&agrave; ben  altrimenti che la mia ope&shy;ra, &egrave; la scoperta che ho fatto test&eacute; d&rsquo;una nuova  insalata, di cui mi affretto inviarvi la ricetta. Prendete dell&rsquo;olio di  Provenza, della senape inglese, dell&rsquo;aceto di Francia, un po&rsquo; di limone, del  sale e del pepe, battete e mischiate il tutto. Poi gettatevi qualche tartufo  che avrete avuto cura di sminuzzare.&nbsp; I tartufi  conferiranno a questo condimen&shy;to una specie di nimbo che immerge&shy;ranno in  &laquo;stasi il buongustaio &raquo;.&nbsp; Questa  preparazione si chiama ancora oggi <em>salade<\/em><em> Rossini.<\/em> <\/p>\n<p><strong>Rostisciada<\/strong> &egrave; il nome che davano a Milano, sui  Navigli, e nel varesotto ad una frittura, in cui  dominano lombo di maiale, salsiccia e ci&shy;polle.<\/p>\n<p align=\"center\">\n  <a href=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/R\/R13G.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/R\/R13.jpg\" alt=\"Ristretto - Ruta\"\/><br \/>\n  <\/a>\n<\/p>\n<p><strong>Roter&uuml;bensuppe<\/strong><strong> <\/strong>(zuppa di barbabie&shy;tola, cucina tedesca).&nbsp; Fate fondere, in una casseruola con del  burro, una bar&shy;babietola ritagliata a pezzi regolari e passatela al tritatutto,  aggiungeteci, per un terzo del suo volume, una purea di patate.&nbsp; Mescolate e allungate il tutto, se serve, con  un brodo ristretto, condite e ri&shy;scaldate.&nbsp;  Poi, addensate con della fecola stem&shy;perata con del latte freddo.  Travasate su crostini imburrati.<\/p>\n<p><strong>Roux,<\/strong> termine della cucina francese, adottato tanto in Italia quanto nei paesi  anglosassoni. I Tedeschi invece usano tanto la voce <em>roux<\/em><em>, <\/em>quanto la <em>Mehlschwitze<\/em><em>, <\/em>&laquo;  traspirazio&shy;ne di farina &raquo;. Nel linguaggio non cu&shy;linario, <em>roux<\/em>significa rossiccio: e poi&shy;ch&eacute; il <em>roux<\/em>culinario  si suddivide in <em>roux<\/em> bianco, <em>roux<\/em> biondo e <em>roux<\/em> bruno, in francese <em>roux<\/em><em> blanc,  blond <\/em>e <em>brun<\/em><em>, <\/em>si giunge ad un&rsquo;apparente contraddizione, perdonabile se i <em>roux<\/em> in questione sono bene riusciti. I <em>roux<\/em>so&shy;no la base dei legami di salse, di  zup&shy;pe e preparazioni varie e le loro appli&shy;cazioni verranno indicate nelle  diverse ricette. Esigono prontezza, abilit&agrave; ed una mano sicura. <br \/>\nPer i tre tipi, gli stessi quantitativi, cio&egrave; una unit&agrave; di burro  chiarificato ed una unit&agrave; di farina stacciata. Un grasso, al posto del burro, &egrave;  ammesso, se in&shy;tervengono considerazioni molto serie di economia. &mdash; II <em>roux<\/em><em> bruno <\/em>esige del tempo e deve essere  preparato in anti&shy;cipo. Lavorare la farina nel burro, con una paletta, a fuoco  moderato, sino al raggiungimento d&rsquo;un colore nocciola chiaro. Voler precipitare  la cottura a vivo fuoco costituisce un errore, para&shy;gonabile a quello d&rsquo;iniziare  la cottura dei legumi secchi ad acqua bollente. Si impedirebbe cio&egrave; la  formazione della destrina, che &egrave; il principale agente del legame. A cottura  ultimata il <em>roux<\/em> bru&shy;no non deve contenere  grumi. &mdash; <em>Roux Mondo. <\/em>Nelle stesse condizioni di cot&shy;tura lenta, sino a  raggiungere un color biondo chiaro. &mdash; <em>Roux bianco, <\/em>che si usa  specialmente nella <em>bechamel <\/em>e nei vellutati, pochi minuti di cottura. Il  biondo ed il bianco, che non esigono una preparazione anticipata, richiedo&shy;no  per&ograve; obbligatoriamente il burro, con l&rsquo;esclusione del grasso.<\/p>\n<p><strong>R&uuml;desheimer<\/strong><strong>,<\/strong> popolare vino bianco del Rheingau sul  Reno. &nbsp;Le prime vigne furono piantate in  Germania durante il regno di Carlo Magno. Si narra che l&rsquo;imperatore, osservando  dal suo pa&shy;lazzo di Ingelheim come la neve si scioglieva  e spariva dai colli di R&uuml;desheim prima che dai paesi  vicini, diede l&rsquo;ordine di,scegliere quel posto come vigneto.<\/p>\n<p><strong>Rumlein<\/strong><strong>,<\/strong> sono semi di zucca, cotti al forno, costituiscono una specia&shy;lit&agrave;  modenese.<\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/R\/R14.jpg\" alt=\"Ristretto - Ruta\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Rumpsteak<\/strong><strong>,<\/strong> (ingl. <em>steak<\/em><em>, <\/em>fetta e <em>rump<\/em><em>,<\/em> culaccio) si  riferisce specialmen&shy;te al manzo e si prepara alla griglia.&nbsp; La voce &egrave; usata in tutte le na&shy;zioni e si  scrive, con una certa fantasia ortografi&shy;ca, in Italia <em>rumstech<\/em><em>, <\/em>in Francia <em>romstek<\/em><em>.&nbsp; <\/em><em>Rumpsteak<\/em><em> pudding<\/em>,  (cucina inglese).&nbsp; Per 200 grammi di <em>rumpsteak<\/em>, 100 grammi di funghi, 100 grammi di ostriche  pulite, una tazza di brodo ristretto, sale, pepe, 200 grammi di pa&shy;sta sfoglia.&nbsp; Asciugate e ritagliate in pezzi regolari  carne ed ostriche. Foderate una casseruola con la pasta. Alternate carne ed  ostriche in strati alternati, condendo ogni stra&shy;to con sale e pepe. &nbsp;Travasateci sopra il brodo.&nbsp; Chiudete il tutto con un tappo di pasta,  metteteci sopra un foglio di carta imburrata. Da due a tre ore di cot&shy;tura a  fuoco moderato.<\/p>\n<p><strong>Ruta<\/strong> (<em>Ruta  graveolens, <\/em>fr. ed ingl. <em>rue, <\/em>ted.<em> Weinraute, <\/em>ol.<em> Wijumut, <\/em>spagn. <em>Ruta, <\/em>port. <em>pinchao<\/em>)<em>, <\/em>pianta  erbacea, delle <em>Crucifere<\/em>, trib&ugrave; delle <em>Rutacee<\/em>,  dalle foglie alterne, non stipolate, e dai fiori raggruppati in corimbi, d&rsquo;un  verde glauco o glabri.&nbsp; Se ne conoscono  ben ottanta variet&agrave;. &nbsp;Le foglie tenere,  risultato di coltivazioni assidue, si cucinano in insalata, apprezzate per un  profumo, che ricorda quello dell&rsquo;arancio. &nbsp;La ruta officinale serve in medicina, come  astringente, emmenagogo e tonico dell&rsquo;utero.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ristretto, cos&igrave; chiamato il brodo ristretto, deve essere per eccel&shy;lenza un concentrato chiarificato. &nbsp;Il concentramento si ottiene con due me&shy;todi, con lo spostamento del rapporto usuale tra sostanza nutritiva ed acqua, vale a dire abbondando nella prima a detrimento della seconda, oppure pro&shy;lungando la bollitura al di l&agrave; del nor&shy;male, a fuoco moderato, con i [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[472],"tags":[],"class_list":["post-3909","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-lexicon-r"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3909","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3909"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3909\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3911,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3909\/revisions\/3911"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3909"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3909"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3909"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}