{"id":3907,"date":"2009-09-07T21:09:20","date_gmt":"2009-09-07T20:09:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pages.mi.it\/?p=3907"},"modified":"2009-09-07T21:09:20","modified_gmt":"2009-09-07T20:09:20","slug":"riccio-ristorante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/2009\/09\/07\/riccio-ristorante\/","title":{"rendered":"Riccio &#8211; Ristorante"},"content":{"rendered":"<p><strong>Riccio <\/strong>(fr. <em>porc-epic<\/em><em>, <\/em>ingl. <em>porcupine<\/em><em>, <\/em>ted. <em>Igel<\/em>), mammifero  insettivoro, soli&shy;tario notturno, con i peli dorsali tra&shy;sformati in aculei,  chiamato comune&shy;mente porcospino, come l&rsquo;istrice, col quale taluni lo  confondono.&nbsp; &Egrave; usato spesso come emblema  nell&rsquo;aral&shy;dica, per la sua capacit&agrave; di ap&shy;pallottolarsi.&nbsp; Le monete di Luigi XII di Francia portavano l&rsquo;effigie  del riccio. E per&ograve; una leggenda la ca&shy;pacit&agrave;, attribuita al riccio, di lanciare  gli aculei verso un presunto nemico, come se fossero frecce.&nbsp; La carne, gras&shy;sa, &egrave; per molti imbecilli una  leccornia.&nbsp; <em>Riccio di mare<\/em> (fr. <em>oursin<\/em><em>,  seaurchin, <\/em>ted. <em>Seeigel<\/em>), appartiene al genere <em>Echinoderma<\/em>, ha forma sferoidale, con guscio calcareo, sui  tubercoli del quale stanno impiantati lunghi aculei mobili. Vive di preferenza  nelle anfrattuosit&agrave; delle rocce. Esistono diverse variet&agrave; commestibili, tra le  quali le pi&ugrave; comu&shy;ni sono il riccio verde e quello nero.<br \/>\n  In Italia il consumo del riccio di mare &egrave; un vezzo di marinai e  pescatori.&nbsp; I francesi invece ne sono  ghiotti. Si sopprimono gli aculei, si apre il guscio dalla parte piatta con le  forbici, si eli&shy;minano l&rsquo;acqua ed il tubo digestivo. La parte commestibile &egrave;  costituita dalle uova, che hanno generalmente un colo&shy;re porporino.&nbsp; Si consumano crude o dopo aver cotto l&rsquo;animale  nell&rsquo;acqua salata, esattamente come si mangia un uovo alla coque, con l&rsquo;aiuto  di strisce di pane.&nbsp; <em>Come integrazione  di salse. &nbsp;<\/em>Per pesci: levate le uova  crude, passatele al se&shy;taccio ed aggiungetele ad una <em>bechamel <\/em>densa. &nbsp;Per crostacei: fate cuocere i ricci nell&rsquo;acqua  salata con un mazzetto aromatico.&nbsp; Scolateli  e lasciateli raffreddare. Toglietene le uova, setacciatele ed ag&shy;giungetele ad  una maionese.&nbsp; <em>Per tartine: <\/em>con la <em>bechamel<\/em> sopra descritta spalmate dei crostini, che cospargerete di  formaggio raspato e di un po&rsquo; di bur&shy;ro, facendoli tostare al forno a fuoco vivo.<\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/R\/R7.jpg\" alt=\"Riccio - Ristorante\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Rillettes<\/strong><strong>, <\/strong>sono costituite da carne di maiale, condita e cotta lentamente nel&shy;lo  strutto, per essere poi tritata, im&shy;messa in vasetti di terracotta, coperta d&rsquo;uno  strato dello strutto di cottura. Conigli ed oche servono pure per la pre&shy;parazione  di <em>rillettes<\/em><em>, <\/em>che ha il carattere di  un&rsquo; industria a Tours, Mans e ad Angers.  &nbsp;Le <em>rillons<\/em><em>, <\/em>chiamate anche <em>rillauds<\/em>e <em>rillots<\/em><em>, <\/em>subiscono la stessa prepara&shy;zione,  con la sola differenza che alla fine non vengono tritate.&nbsp; Le <em>rillettes<\/em> classiche, come certe terrine del sud-ovest della  Francia, esigono il Bordeaux.<\/p>\n<p><strong>Ripieni <\/strong>(fr. <em>farce, <\/em>ingl. <em>forcemeat<\/em>oppure <em>stuffing<\/em><em>, <\/em>ted. <em>F&uuml;llsel<\/em>op&shy;pure <em>Farse<\/em>)<strong>.<\/strong> Sotto questa voce raggrupperemo qualche indicazione di  carattere generale, mentre le singole ricette preci&shy;seranno le composizioni  particolari. &nbsp;La consistenza d&rsquo;un ripieno  varia secondo la destinazione ed il modo di cottura. &nbsp;In genere tuttavia richiedono una mi&shy;nore  fermezza che non le <em>chenelle<\/em>,  che, subendo una cottura autonoma, devono poter mantenere la propria forma. &nbsp;Quindi il latte pu&ograve; essere spesso sostituito  dal tuorlo d&rsquo;uovo, almeno parzialmente, co&shy;me elemento di base. &nbsp;Particolare cura deve essere dedicata al  dosaggio di sale e pepe, piut&shy;tosto abbondanti che mancanti, e so&shy;prattutto degli  aromi, ricorrendo a va&shy;rie piccole quantit&agrave;, anzich&eacute; ad una so&shy;lo.&nbsp; Nessuno dovrebbe domina&shy;re ed uno non deve  mai mancare, la noce moscata.&nbsp; Mentre il  verbo <em>farcir <\/em>&egrave; d&rsquo;uso corretto, il termine <em>farsa<\/em>, al posto del bel&shy; termine italiano &laquo;ripieno&raquo;, &egrave; da evitarsi.&nbsp; Le <em>panate<\/em> costituiscono il legame d&rsquo;un ripieno. &nbsp;Con  l&rsquo;eccezione della panata a base di patate, le panate devono essere aggiunte a  freddo. &nbsp;Stendetele sul marmo imburrato,  in attesa che raffreddino, imburratele leggermente sulla superfi&shy;cie oppure  copritele di carta imburrata, per evitare che, a contatto dell&rsquo;aria, formino  una crosta e si ossidino. &nbsp;In generale il  vo&shy;lume della panata non dovrebbe mai es&shy;sere superiore alla met&agrave; del volume  della sostanza principale a cui vanno aggiunte. &nbsp;Enumeriamo ora le panate, con numeri  progressivi: 1) <em>Farina. <\/em>Do&shy;si: un decilitro e mezzo d&rsquo;acqua, un grammo  di sale, 25 grammi  di burro, 75 grammi  di fa&shy;rina setacciata. &nbsp;Riunite tutto in  una bacinella a freddo, mescolate, e poi scaldate a fuoco <em>vivo, <\/em>sino a  quasi il to&shy;tale prosciugamento. &nbsp;Fate  raffreddare, osservando le precauzioni sopra indi&shy;cate. &nbsp;La panata alla farina &egrave; a tutto fare. &nbsp;Serve per pietanze magre e gras&shy;se.&nbsp; 2) <em>Frangipane<\/em><em>, <\/em>per ripieni desti&shy;nati a polli e pesce. Dosi: 60 grammi di fa&shy;rina, 2  tuorli d&rsquo;uovo, 45 grammi  di burro fuso, un grammo di sale, una presina di pe&shy;pe ed una di noce moscata,  un decili&shy;tro e mezzo di latte. &nbsp;In una  bacinella riunite farina e tuorli, poi aggiungete sale, pepe, burro fuso e la  noce mosca&shy;ta e stemperate a poco a poco col latte bollente. &nbsp;Mettetela sul fuoco, lavora&shy;tela per renderla  consistente. &nbsp;Durata della bollitura sei  minuti. Fate raffred&shy;dare come sopra indicato.&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/R\/R8.jpg\" alt=\"Riccio - Ristorante\"\/>\n<\/p>\n<p>  3) <em>Pane. <\/em>Dosi: un decilitro e mezzo di latte bollente, 125 grammi di pane bian&shy;co  raffermo, tre grammi di sale. &nbsp;Mette&shy;te  il pane nel latte bollente e continua&shy;te la cottura a gran fuoco, sino al pun&shy;to  da trasformare il pane in poltiglia uniforme che si stacchi dal cucchiaio.  Raffreddate come sopra. La <em>panata <\/em>di pane serve per ripieni di pesci. &nbsp;4) <em>Patate. <\/em>Per <em>chenelle<\/em> e carne bianca. Dosi: una  patata, cotta all&rsquo;acqua e sbucciata, un decilitro e mezzo di latte, un grammo  di sale, 10 grammi  di burro, una pre&shy;sina di pepe ed una di noce moscata grattata. &nbsp;Fate bollire il latte, aggiun&shy;gete burro, le  patate affettate fini ed il resto. &nbsp;Fate  cuocere a fuoco non eccessivo per un quarto d&rsquo;ora. &nbsp;Questa pa&shy;nata va usata ancora tiepida. Fredda  perde la sua morbidezza.&nbsp; 5) <em>Riso. <\/em>A  parecchi usi. Dosi: 100   grammi di riso, un terzo di litro d&rsquo;un <em>consomm&eacute; <\/em>bianco.  &nbsp;Dieci grammi di burro. &nbsp;Travasate il <em>consomm&eacute; <\/em>sul riso,  aggiungeteci il bur&shy;ro, spingete all&rsquo;ebollizione e continuate la cottura a  fuoco ragionevole per tre quarti d&rsquo;ora, senza mescolare. &nbsp;Uscito dal forno, lavorate il riso con  cucchiai di legno per schiacciarlo e fate raf&shy;freddare secondo il metodo  indicato. &nbsp;La serie dei ripieni &egrave; infi&shy;nita  e la loro preparazione e scelta non dipendono solamente da gusti e prefe&shy;renze,  ma altres&igrave; da ci&ograve; che si ha a disposizione.&nbsp;  Quanto alle panate co&shy;me elemento d&rsquo;integrazione, ci riferia&shy;mo a  semplici generiche direttive. &nbsp;Nelle  singole ricet&shy;te verranno date indicazioni speciali. A base di <em>marroni <\/em>o <em>ca&shy;stagne,<\/em>particolarmente indicate per tacchino arrosto od analoghe  prepara&shy;zioni. &nbsp;Fate una purea come  indicato nella voce marroni, sostituendo latte e panna, con un buon brodo. Alla  fine aggiungete una presa di zucchero, sa&shy;le, pepe e burro.&nbsp; A base di carne di <em>luccio, <\/em>indicata  per <em>chenelle<\/em><em>. <\/em>A 250 grammi di carne di  luccio, senza pelle n&eacute; lische, tritata, aggiungeteci lo stesso quantita&shy;tivo di  grasso di rognone di manzo, gi&agrave; tritato a parte, ed infine la panata freddissima,  mescolando e condendo con sette grammi di sale, due di pepe ed uno di noce  moscata. &nbsp;Lavorate questo com&shy;posto col  mestolo, aggiungendovi gradatamente il tuorlo di due uova.&nbsp; Setacciate. &nbsp;Se non ve ne servite subito, mantenete il  ripieno sul ghiaccio. &nbsp;A Pa&shy;rigi questo  genere di ripieno si chiama <em>godiveau<\/em><em> lyonnais. <\/em>A base di v<em>itello <\/em>per <em>chenelle<\/em> ed usi  diversi. &nbsp;Tritate in un mortaio mezzo chi&shy;lo  di noce di vitello ben bianca, sminuzzata, con 150 grammi di bur&shy;ro, due  uova intere e quattro tuorli, una cuc&shy;chiaiata di <em>bechamel<\/em> densa, 10 grammi di sale, una  pre&shy;sina di noce moscata. Togliete il tutto dal mor&shy;taio e lavorate nel  medesimo una panata per un quarto di chilo, preferi&shy;bilmente la numero 4  (patate), immessa tiepida. &nbsp;Riducetela a  pasta, aggiungetevi il vitello, mescolando, aggiunta che conviene eseguire in  una bacinella a parte, col mestolo. &nbsp;Molti  prefe&shy;riscono aggiungere le uova, i tuorli, uno ad uno, il burro solamente a  que&shy;sto punto della preparazione.&nbsp; Comunque  setaccia&shy;te.&nbsp; A base di s<em>alvia e cipolla, <\/em>indi&shy;cato per il maiale, l&rsquo;anitra e l&rsquo;oca. Dosi: quattro cipolle, dieci foglie  di salvia, un etto di pane grattato, mez&shy;zo etto di burro, sale e pepe, un  uovo. &nbsp;Due etti di panata, del tipo 1  (farina).&nbsp; L&rsquo;aggiunta di funghi e tartufi  &egrave; facoltativa.&nbsp; Occorre tuttavia, man&shy;cando  funghi e tartufi, abbondare con il pepe.&nbsp; <em>Metodo.&nbsp; <\/em>Affettate le  cipolle e fa&shy;tele cuocere per cinque minuti.&nbsp;  A met&agrave; cottura aggiungeteci le foglie di sal&shy;via, per toglier loro l&rsquo;acidit&agrave;.&nbsp; Togliete le une e le altre dalla pentola,  asciuga&shy;tele, in modo da eliminare al massi&shy;mo grado l&rsquo;umidit&agrave;, lavoratele alla  mezzaluna, rendendole a polpa, aggiungen&shy;do e mescolandovi il pane grattato ed  il burro.&nbsp; Legate col tuorlo d&rsquo;uovo ed  unitevi la panata.&nbsp; Il fegato d&rsquo;oca pu&ograve;  costituire un complemento saporito.&nbsp; In  questo caso fate&shy;lo sobbollire per qualche minuto, asciugatelo, sminuzzatelo ed  aggiun&shy;getelo al ripieno.&nbsp; A base di <em>latte  di pesce <\/em>(per <em>gratin <\/em>di pesci o crostacei. <em>Dosi. <\/em>125 grammi di latte di  pesce, 25 grammi  di burro, una presa di sale, una presina di noce moscata grattugia&shy;ta ed una di  pepe, 25 grammi  di er&shy;be quali prezzemolo, cerfoglio ed erba cipollina.&nbsp; 60 grammi di panata, preferibilmente il tipo 3,  pa&shy;ne. Un uovo sbattuto. <em>Metodo. <\/em>Riunite il tutto in una bacinella e  lavorate con un cucchiaio di legno per ottenere una miscela perfetta.<\/p>\n<p><strong>Riso<\/strong> (<em>Oryza<\/em><em> sativa <\/em>&mdash;fr. <em>riz<\/em><em>, <\/em>ingl. <em>rice<\/em><em>, <\/em>ted. <em>Reis<\/em><em>, <\/em>spagn. <em>arroz<\/em>)<em>, <\/em>graminacea, del&shy;la trib&ugrave; delle <em>Orizee<\/em>,  caratteristica per il fiore unico di ciascuna spiga e per i sei stami.&nbsp; I due glomeruli interni, mol&shy;to sviluppati,  si uniscono al loro bordo per avviluppare completamente il frut&shy;to, che si chiama  la cariosside, (in francese <em>caryopse<\/em>ed  in inglese <em>paddy<\/em>)<em>. <\/em>Spontaneo nelle  Indie e nella zona tropicale dell&rsquo;Australia, il riso &egrave; coltivato in Italia, in  Spagna, in Egitto e in pratica in tutto l&rsquo;Oriente.&nbsp; Da due secoli anche nell&rsquo;America del  Nord.&nbsp; I suoi se&shy;mi, oblunghi, ottusi,  solcati, duri, ino&shy;dori, privati dell&rsquo;involucro corticale, sono bianchi e  contengono molto ami&shy;do.&nbsp; Servono come  alimento principale alle popolazioni dell&rsquo;Asia orientale. Tuttavia questa  monocultura del farinaceo presenta un grave inconveniente, determinando fame e  carestia, se il raccolto &egrave; scarso.&nbsp; Nel  1871, si racconta, durante la <em>Commune<\/em>, Parigi si arrese ai tedeschi per mancanza di vi&shy;veri,  pur possedendo una quantit&agrave; enorme di riso, che i francesi, maestri di  gastronomia, non sapevano conve&shy;nientemente preparare. D&rsquo;altronde, an&shy;cora  oggi, nel Nord europeo si ricorre alla cottura del riso con metodi  approssimativi.&nbsp; Le diverse variet&agrave; di  riso si pos&shy;sono dividere in due grandi categorie, il riso acquitrino, di  pianura, e quello di montagna, che pu&ograve; crescere fino a 1800 metri d&rsquo;altezza. <\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/R\/R9.jpg\" alt=\"Riccio - Ristorante\"\/>\n<\/p>\n<p>\n  In medicina, sotto forma di decotto, come rinfrescante, preso in&shy;ternamente,  oppure per clistere, come emolliente ed antidiarroico.&nbsp; La fecola di riso, ridotta a polvere  impalpabile e profumata era un tempo la base della cipria.&nbsp; Con la parte legnosa dei gambi si fabbri&shy;cano  cappelli.&nbsp; (La cosiddetta carta di riso &egrave;  preparata invece con i gambi dei giovani bamb&ugrave;).&nbsp; Nutriente e di facile digestione, trova largo  impiego in cu&shy;cina ed &egrave; consigliato ai convalescenti, ai bambini ed ai  sofferenti di affezioni gastrointestinali.&nbsp;  Come tesi gastrono&shy;mica generale, il riso dovrebbe accom&shy;pagnare quei  piatti, specialmente di le&shy;gumi, che abbiano poco valore alimen&shy;tare. Il riso  costituisce altres&igrave; la base di vari dolci.&nbsp;  Anzitutto esamina&shy;te il riso accuratamente, se non &egrave; confezionato,  eliminando sassolini ed altre impurit&agrave;.&nbsp;  Mescolan&shy;do, usate la forchetta e non il cucchia&shy;io, per evitare di  schiacciare i grani.&nbsp; Dopo la prima forte  ebollizione proce&shy;dete a fuoco moderato, per evitare la agglutinazione, i grani  devono staccar&shy;si l&rsquo;uno dall&rsquo;altro.&nbsp; I francesi  racco&shy;mandano: per il <em>pilaf<\/em> il riso  delle In&shy;die, generalmente il tipo Patna, quello delle Caroline per l&rsquo;insalata  ed i dolci, per il risotto il riso italiano.&nbsp;  In genere iniziare la cottura con due volte il suo volume d&rsquo;acqua.&nbsp; <em>In Bianco. <\/em>Lavate il riso, poi,  iniziando la cottura con l&rsquo;ac&shy;qua fredda e salata, fatelo imbianchi&shy;re per una  quindicina di minuti.&nbsp; Sco&shy;latelo e  rimettetelo in un tegame, con qualche noce di burro. Altri quindi&shy;ci minuti di  cottura, a fuoco modera&shy;to, mescolando prudentemente con la forchetta. &nbsp;Avvertenza. Se il riso do&shy;vr&agrave; essere usato per  un&rsquo;insalata, fatelo inzuppare di aceto prima che raffreddi.&nbsp; Freddo, il riso &egrave; refrattario all&rsquo;aceto. &nbsp;<em>Al grasso. <\/em>Dopo averlo imbianchito, sco&shy;lato  e rinfrescato, fatelo bollire per una ventina di minuti in un liquido grasso (<em>pot-au-feu<\/em><em> o <\/em>simili), senza me&shy;scolare.&nbsp; <em>Pilaf. <\/em>Fate sminuzzare e poi  imbiondire qualche cipolla nel bur&shy;ro. A questo punto aggiungete il riso  rimestando, in modo da far giungere il burro a tutti i grani di riso.&nbsp; Travasate nello stesso recipiente un fondo  bianco e continuate la cottura per al&shy;tri venti minuti scarsi a fuoco mode&shy;rato.  &nbsp;Cambiate di recipiente ed aggiun&shy;gete una  tazza di burro fuso.&nbsp; <em>Al curry. <\/em>Con  il riso sulle cipolle sminuzzate ag&shy;giungerete una piccola cucchiaiata di <em>curry, <\/em>avendo cura che il <em>curry <\/em>si di&shy;stribuisca su tutto il riso. &nbsp;Terminate secondo la ricetta del burro al  grasso. &nbsp;<em>Alla portoghese. <\/em>Secondo  la ricetta del <em>pilaf<\/em>, per&ograve; prima di allungare  con il fondo bianco, aggiungeteci del pomodo&shy;ro pelato (oppure una <em>pur&eacute;e <\/em>di  pomo&shy;doro) e uno o due peperoni pas&shy;sati alla griglia, pelati e cotti, tagliati  a piccoli quadrati. &nbsp;<em>Alla turca. &nbsp;<\/em>Se&shy;condo la ricetta alla portoghese, ag&shy;giungendo  col pomodoro una presina di zafferano.&nbsp; <em>Alla  Valenciana.&nbsp; <\/em>Usate la stessaricetta del  riso <em>pilaf<\/em>, con le seguen&shy;ti aggiunte:  col fondo bianco aggiun&shy;gete del prosciutto crudo, magro e ta&shy;gliato a dadi ed  un peperone, passato alla griglia, pelato, cotto e tagliato alla <em>julienne<\/em> e alla  fine della cottura, funghi e fondi di carciofi, entrambi cotti e sminuzzati. Se  il riso &egrave; servito come pietanza a s&eacute; stante, aggiungete qualche salsiccia  spagnola cotta (<em>chipolata<\/em>o simili). &nbsp;<em>Riso col preboggion. <\/em>&nbsp;In primo luogo fate bollire qualche  mazzo di preboggion. &nbsp;Fate bollire il riso per cinque minuti con l&rsquo;ag&shy;giunta  del preboggion. Nel frattempo, pestate nel mortaio  due spicchi d&rsquo;a&shy;glio, un pugno di basilico, formaggio di grana, stemperando il  tutto con met&agrave; olio e met&agrave; acqua di cottura. &nbsp;Versate met&agrave; di questo composto sul riso, che  continuerete a far cuocere per altri dieci minuti ab&shy;bondanti.&nbsp; Versate il tutto in una zuppiera,  aggiungendovi l&rsquo;altra met&agrave; del composto e mescolando. &nbsp;Cospargete di parmigiano al momento di  servire.&nbsp; <em>Crocchette di riso.<\/em>&nbsp; Un  tempo si confezionavano col riso rimasto. Comunque, una volta cotto legatelo  con uova sbat&shy;tute e un condimento di vostro gu&shy;sto, oltre al sale e al pepe,  eventualmente con dell&rsquo;aglio sminuzzato.&nbsp; <br \/>\n  <em>Reismehlsuppe<\/em>(zuppa di farina di riso, cucina tedesca). Iniziando con l&rsquo;acqua  fredda fate bollire la farina di riso con l&rsquo;acqua o con un brodo, sale pepe. &nbsp;Alla fine aggiungete una tazza di brodo  leggero, noce moscata grattugiata, pan&shy;na ed un tuorlo d&rsquo;uovo.&nbsp; &nbsp;<em>Reissalat<\/em>(Insalata di riso, cucina tedesca).  &nbsp;Te&shy;nete la cottura del riso al dente, la&shy;sciatelo  raffreddare. &nbsp;Conditelo  con una maionese nella quale avrete aggiunto della panna liquida addensata e  una presina di <em>curry. <\/em>Servitela, adagiando il tutto su foglie verdi d&rsquo;un&rsquo;insalata.&nbsp; Si pu&ograve; definire un risotto un riso nella cui  preparazione abbondano le materie grasse. &nbsp;Nella denominazione comune questa differenza  non &egrave; sempre rispettata, &egrave; usata soprattutto nella cu&shy;cina italiana. &nbsp;Per materie grasse s&rsquo;in&shy;tendono burro od olio,  non gi&agrave; le even&shy;tuali aggiunte, come frutti di mare ad esempio, nel qual caso  il risotto prende il nome di magro. &nbsp;In  questo caso, al po&shy;sto di aggiungere un fondo bruno, va aggiunto un liquido di  cot&shy;tura di pesce, crostacei o molluschi. &nbsp;Osserviamo che spesso si abusa del ter&shy;mine  risotto, mentre andrebbe usato in modo pi&ugrave; appropriato il termine semplice di  riso. &nbsp;Il principio &egrave; il medesimo: fare  imbiondire una cipolla sminuzzata con un po&rsquo; di brodo o olio abbondante,  aggiungere il riso, farlo impregnare, aggiungere il liquido di cottura e gli  ingredienti.&nbsp; <em>Al parmigiano. <\/em>Con l&rsquo;aggiunta  fina&shy;le di pezzi di burro e di parmigiano grattugiato.&nbsp; <em>Con i piselli <\/em>(<em>risi bisi, <\/em>cucina veneziana). Con l&rsquo;aggiunta di burro e  piselli bolliti. Al burro iniziale aggiungete un po&rsquo; d&rsquo;olio. Durante la cottura  aggiungete del prosciutto a dadini e prezzemolo, i <em>risi bisi <\/em>possono essere serviti leggermente brodosi, da consumarsi col cucchiaio, o  come pietanza consistente, alla forchetta.&nbsp; <em>Alla milanese. <\/em>Con <em>zafferano, <\/em>pomodoro, burro, parmigia&shy;no,  sale e pepe.&nbsp; <em>Con i tartufi. <\/em>Se&shy;condo  la ricetta &laquo; al parmigiano &raquo; con l&rsquo;aggiunta di tartufi. &nbsp;In questo caso abolite il pepe.&nbsp; <em>Con i frutti di mare, <\/em>peoci, scampi,  gamberetti, eccetera. &nbsp;Al burro iniziale  avrete aggiunto dell&rsquo;olio e qualche aroma, come sedano e carota, oltre alle  cipolle. &nbsp;Come ele&shy;mento di cottura date  la preferenza ad un fumetto.&nbsp; I frutti di  mare, con&shy;venientemente sgusciati e lavati, vanno cotti prima di aggiungere il  liquido di cottura, l&rsquo;aggiunta di prezzemolo &egrave; sempre opportuna.&nbsp; <em>Con i fagioli ed i carciofi. &nbsp;<\/em>Aggiungeteci una passata di pomodoro. &nbsp;<em>Con salsicce, <\/em>con o senza funghi,  pezzetti di carne stufata o di pollo. Usate un buon brodo denso di cucina,  oltre agli ingredienti gi&agrave; elencati.&nbsp; <em>Al  salto. <\/em>Preparazione utile per il riso rimasto dal giorno innanzi. &nbsp;Fate fondere del burro in un tegame, trava&shy;satevi  il riso, spianandolo con un cuc&shy;chiaio di legno, cuocete a fuoco mo&shy;derato,  scuotendo la padella, ed appe&shy;na formata la crosta, fate dorare dall&rsquo;altra,  parte.&nbsp; Pietanze dolci al riso.&nbsp; Per mezzo chilo di riso, 100 grammi di zucchero.  Una presa di sale. Due litri di latte. Dodici tuorli d&rsquo;uovo. Una scorza di li&shy;mone  o d&rsquo;arancio. Vaniglia. &nbsp;100 grammi di burro.&nbsp; Lavate il riso, im&shy;bianchitelo  e rilavatelo con l&rsquo;acqua tiepida. &nbsp;Scolatelo e fatelo bollire nel latte gi&agrave;  bollito, zuccherato, col sale, la buccia ed il burro. &nbsp;Rag&shy;giunta l&rsquo;ebollizione, collocatelo nel for&shy;no  per circa mezz&rsquo;ora, senza ri&shy;mestare. &nbsp;All&rsquo;uscita  aggiungete i tuorli con l&rsquo;aiuto d&rsquo;una forchetta, senza schiacciare i grani, che  devono rima&shy;nere intatti. &nbsp;<em>l<\/em>&rsquo;<em>imperatrice <\/em>(cucina francese). &nbsp;Mescolate al riso come sopra preparato una o  due abbondanti cucchiaiate di frutta candite, una crema inglese e della panna  liquida fresca montata a neve ferma, versate il tut&shy;to in uno stampo, sul cui  fondo avrete predisposto uno strato di gelatina di lampone. &nbsp;Circondate lo stampo di ghiaccio che contiene  il riso ancora tiepido. Dopo qualche tempo il riso si concentrer&agrave; e potrete  sformarlo conve&shy;nientemente su una coppa di cristallo.&nbsp; <em>Montmorency<\/em><em>. <\/em>(cucina francese). Preparato come da indicazioni ed abbondando nella  vaniglia, disponetelo in una coppa e decoratene la superficie, alternando  fettine di banane con ciliege candite.&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/R\/R10.jpg\" alt=\"Riccio - Ristorante\"\/>\n<\/p>\n<p> <em>Baked<\/em><em> rice pudding <\/em>(al  for&shy;no, cucina inglese). Cospargete il riso preparato come da preliminari, di  noce moscata grattugiata, e mettetelo al forno a fuoco moderato per due ore all&rsquo;incirca.&nbsp; <em>Rice and apple  souffl&eacute; <\/em>(souffl&eacute; di riso e mele, cucina inglese). &nbsp;Per mezzo chilo di mele, 60 grammi di farina di riso,  altrettanto di zuc&shy;chero, 3   grammi di burro, due uova, mezzo litro di latte, una  buccia di li&shy;mone, un chiodo di garofano, cannella. &nbsp;Preparazione: con una parte dello zuc&shy;chero,  il burro, la buccia di limone, il chiodo di garofano, e la cannella pre&shy;parate  una purea di mele, setacciatala.&nbsp; Nel  frattempo stemperate la farina di riso con un po&rsquo; di latte freddo e fa&shy;tela  bollire col latte per una quindi&shy;cina di minuti. &nbsp;Lasciate raffreddare, poi aggiungete i tuorli d&rsquo;uovo,  uno dopo l&rsquo;altro ed infine gli albumi montati a neve ferma. &nbsp;In un tegame da <em>souf&shy;fl&eacute; <\/em>&nbsp;purea  di me&shy;le, con uno di riso, sia l&rsquo;ultimo strato uno di riso in forma di  piramide, co&shy;spargete di zucchero velo e po&shy;nete in forno, a fuoco moderato, per  una mezz&rsquo;ora. &nbsp;Denominazioni regionali.<em> Friuli. Ris e fasui, <\/em>oppure <em>ris<\/em><em> e luianis, <\/em>in  brodo, con un soffritto di cipolla, lardo ed un salume.&nbsp; <em>Tutte le province venete. &nbsp;Risi bisi, <\/em>minestra  densa. &nbsp;A Venezia, anche con l&rsquo;oca <em>in onto.&nbsp; <\/em>A Verona, anche con la <em>panseta<\/em>(di maiale) oppure con l&rsquo;<em>ocheta<\/em>(pezzi di oca).&nbsp; <em>Altre preparazioni veneziane. <\/em>Riso con <em>peoci <\/em>(pidocchi di mare), con <em>cape<\/em>(telline),  con scampi, in <em>sbira<\/em>glia (rigaglie di pollo),  in <em>cavroman<\/em>(con pezzetti di montone),  con le qua&shy;glie, con le patate e con ogni genere di ortaglie.&nbsp; <em>Brescia. <\/em>Alla pitocca, con pezzetti di  pollo fritto e cipolla. &nbsp;<em>Reg&shy;gio  Emilia. &nbsp;<\/em>Con la tradura.  &nbsp;Cotto nel brodo di carne, legato con  uova e formaggio reggiano. &nbsp;<em>Sicilia. &nbsp;<\/em>Riso <em>chi cacu&ograve;cciuli.  &nbsp;<\/em>Olio, cipolla, fave, piselli e  carciofi a pezzetti.&nbsp; <em>Liguria. <\/em>Col  preboggion. &nbsp;Bietole,  cavoli cappucci, prezzemolo.<\/p>\n<p><strong>Ristorante,<\/strong> per trattoria, parola non amata dai puristi ma entrata or&shy;mai nell&rsquo;uso, ha una  strana etimologia. &nbsp;Nel XVIII secolo un  oste di Parigi, cer&shy;to Boulanger &mdash; gli osti allora si  chia&shy;mavano <em>marchands<\/em><em> de bouillons <\/em>&mdash; per lanciare una sua specialit&agrave;, fece iscri&shy;vere  sulla sua insegna: <em>Boulanger<\/em><em> d&eacute;&shy;bite ses restaurants divins, <\/em>e, come sot&shy;totitolo, <em>Venite ad me, vos qui stomacho laboratis, et ego restauralo vos. &nbsp;<\/em>Boulanger ebbe un largo successo, per la qualit&agrave; della sua  specialit&agrave;, piedi di castrato in salsa bianca, per l&rsquo;iscri&shy;zione in quel latino  maccheronico o per altre ragioni, tra le quali anche un pro&shy;cesso che l&rsquo;intraprendente  oste dovette subire dalla corporazione degli osti di Parigi, per illecita  concorrenza. &nbsp;Comun&shy;que sia, i piedi di  castrato giunsero sino a Luigi XV. &nbsp;Brillat Savarin tra&shy;mand&ograve; alla posterit&agrave; i nomi degli osti  pi&ugrave; celebri di allora ed il termine <em>restaurant<\/em>, per ristorativo, divenne la designazione d&rsquo;un  pubblico esercizio. .Inutilmente si oppongono all&rsquo;evoluzio&shy;ne della lingua i  puristi.&nbsp; Sostituire ristorante con  ristoratore &egrave; altrettanto sbagliato, voce quest&rsquo;ultima che sa di cucina  popolare, d&rsquo;un&rsquo;istituzione benefica che si propone di rifocillare i derelitti  della sorte.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riccio (fr. porc-epic, ingl. porcupine, ted. Igel), mammifero insettivoro, soli&shy;tario notturno, con i peli dorsali tra&shy;sformati in aculei, chiamato comune&shy;mente porcospino, come l&rsquo;istrice, col quale taluni lo confondono.&nbsp; &Egrave; usato spesso come emblema nell&rsquo;aral&shy;dica, per la sua capacit&agrave; di ap&shy;pallottolarsi.&nbsp; Le monete di Luigi XII di Francia portavano l&rsquo;effigie del riccio. E per&ograve; una leggenda [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[472],"tags":[],"class_list":["post-3907","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-lexicon-r"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3907","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3907"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3907\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3908,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3907\/revisions\/3908"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3907"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3907"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3907"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}