{"id":3886,"date":"2009-08-30T19:44:35","date_gmt":"2009-08-30T18:44:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pages.mi.it\/?p=3886"},"modified":"2009-09-05T22:20:26","modified_gmt":"2009-09-05T21:20:26","slug":"rabarbaro-raperonzolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/2009\/08\/30\/rabarbaro-raperonzolo\/","title":{"rendered":"Rabarbaro &#8211; Raperonzolo"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\">\n\t<img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/R\/copertina-R.jpg\" alt=\"Lexicon - R\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Rabarbaro<\/strong> (<em>Rheum  palmatum, <\/em>fr. <em>rhubarbe, <\/em>ingl. <em>rhubarb, <\/em>ted. <em>Rhubarber, <\/em>fiamm.  e ol. <em>Rabarber, <\/em>dan. <em>Rhabarber, <\/em>spagn. e port. <em>Ruibarbo, <\/em>lat. <em>Reubarbarum <\/em>oppure <em>rhabarbarum: <\/em>radice barbara)<em>, <\/em>appartiene  alla famiglia delle <em>Poligonee<\/em>, grandi  piante vivaci e rizomatose, dal&shy;le grandi foglie e dai fiori ermafroditi, raggruppati  in panicule.&nbsp; Ne esistono circa venti  specie nell&rsquo;Asia temperata, notevoli per la bellezza del loro fogliame. &nbsp;In cucina si adopera anche la variet&agrave; ondu&shy;lata  (<em>Rheum ondulatum<\/em>)<em>. &nbsp;<\/em>Mentre  gli inglesi e gli americani ne fanno largo uso per le loro torte, i loro budini  ed i loro <em>pies, <\/em>da noi ed in genere nell&rsquo;Europa continentale ha  incontrato sinora poche simpatie, all&rsquo;infuori della Russia, dove sono apprezzati  i <em>Crachinoschi <\/em>al rabarbaro.&nbsp; A piccole  dosi &egrave; tonico, stomatico e corroborante.&nbsp;  A dosi ele&shy;vate purgativo. &nbsp;Gli americani  ricorro&shy;no all&rsquo;<em>acqua di rabarbaro, <\/em>come regi&shy;me medico per i sofferenti,  ottenuta come segue: uno stelo di rabarbaro, una scorza di limone, una  cucchiaia&shy;ta di zucchero, una tazza di acqua bol&shy;lente.&nbsp; Lavate il rabarbaro, tagliatelo in pezzi di  un centimetro abbondante di lunghezza, sistematelo in una sco&shy;della assieme  alla scorza e allo zuc&shy;chero, versateci sopra dell&rsquo;acqua bollen&shy;te, coprite e  lasciate raffreddare. Stacciate e servite freddo, con o sen&shy;za un&rsquo;altra scorza  di limone. &nbsp;Il liquido cos&igrave; ottenuto si  chiama in inglese <em>rhubarb water. <\/em>&nbsp;Allo stesso modo si fa anche il <em>rhubarb  wine <\/em>(vino di rabarbaro). Lavatelo, tagliatelo a pez&shy;zi, cuocetelo al  vapore, spremetelo, calcolatene il volume, aggiungete la stessa quantit&agrave; d&rsquo;acqua,  zuccheratelo secondo il vostro gusto, aggiungete an&shy;cora una tazza di acquavite  per ogni cinque litri del liquido che metterete in bottiglia ermeticamente  chiusa.<em> Marmellata di rabarbaro. <\/em>Dosi: mezzo chilo di rabarbaro,&nbsp; mezzo chilo di zucchero, mezza cucchiaino da  t&egrave; di zenzero in polvere, la scorza di mezzo limone ra&shy;spata. Dopo aver tolto  le parti esterne legnose pesate il rimanente e sminuz&shy;zatelo. Mettetelo in un  recipiente con un po&rsquo; d&rsquo;acqua, lo zenzero, il limone e lo zucchero ed iniziate  la bollitura a fuoco lento, sino all&rsquo;ebollizione, mescolando di tanto in  tanto.&nbsp; Quando tutto si sar&agrave; condensato  versatelo su un piatto, la&shy;sciate raffreddare e riempitene dei vasetti che chiuderete  ermeticamente.&nbsp; <em>Rhubarb and banana  fool <\/em>(Gelatina di rabarbaro e banane). Dosi: mezza doz&shy;zina di banane, 250 grammi di marmellata  di rabarbaro, 100 grammi  di panna liquida fresca, zuc&shy;chero a discrezione. Alle banane pelate,  sminuzzate e setacciate, aggiungeteci il rabarbaro, la panna e lo zucchero. &nbsp;Riempi&shy;teci dei bicchieri, sistemate sulla  superficie della panna montata che decore&shy;rete con piccole fette di banane.&nbsp; <em>Steamed rhubarb <\/em>(rabarbaro al vapore,  cuci&shy;na americana). Adagiate dei piccoli pezzi di rabarbaro nella parte  superiore del recipien&shy;te a vapore, cospargendoli di zucchero e fate bollire l&rsquo;acqua  della parte inferiore per mezz&rsquo;ora, senza mescolare, giacch&eacute; il rabarbaro si  spappolerebbe.<\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/R\/R1.jpg\" alt=\"Rabarbaro - Raperonzolo\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>R&acirc;ble<\/strong>, voce  francese (etimologia sconosciu&shy;ta), per indicare il dorso della lepre e del  coniglio, dall&rsquo;inizio del collo sino alla coda.<\/p>\n<p><strong>Rachel<\/strong> &egrave;  stata una grande attrice francese (1820-1858). Portano il suo nome una tomba al  P&egrave;re Lachaise a Parigi ed un&rsquo;insalata composta di sedano, patate sminuzzate a  dadi e fondi di carciofo, il tutto lessato e raffreddato, disposto in una  insalatiera a cupola, coperto d&rsquo;uno strato di maionese che decorerete di punte d&rsquo;asparagi  verdi.<\/p>\n<p><strong>Radjurstek<\/strong>,  nome svedese dell&rsquo;arro&shy;sto di renna, che si prepara come il daino, ma con una cottura  pi&ugrave; prolun&shy;gata e minuziosa. &nbsp;&Egrave; servito  nei paesi scandinavi con una salsa alla panna, aromatizzata con formaggio di pecora. <\/p>\n<p><strong>Rafano<\/strong> (<em>Coclearia  armoracia, <\/em>fr. <em>raifort, <\/em>anche <em>cran <\/em>o <em>cranson, <\/em>ingl. <em>horse-radish, <\/em>ted. <em>Meerrettich, <\/em>anche <em>Kren, <\/em>dan. <em>Haversed-dike, <\/em>port. <em>rabao<\/em>)<em>, <\/em>pianta erbacea, delle <em>Crucifere<\/em>,  dalle foglie grandi, lunghe, larghe, ellittiche, oblunghe, a punta. &nbsp;Il suo fusto rag&shy;giunge quasi il metro. &nbsp;I fiori sono bianchi. &nbsp;La radice &egrave; lunga, grossa, ser&shy;peggiante,  cilindrica, bianca interna&shy;mente. &nbsp;Si  chiama comunemente anche <em>ramolaccio. <\/em>La radice ha un sapo&shy;re acre,  bruciante, amarognolo, &nbsp;pesta&shy;ta o  grattugiata, sprigiona un princi&shy;pio volatile penetrante che eccita la  lacrimazione, principio che si disperde quasi totalmente con la disseccazione. &nbsp;La radice del rafano &egrave; stimolante,  antiscorbutica, antiscrofo&shy;losa ed applicata esternamente, previo raschiamento,  anche rubefacente. Si dice che, posta in infusione nel latte, faccia sparire le  macchie del viso. &nbsp;In cucina se ne fa  uso, soprattutto nei paesi di lingua tedesca, sia grattugiata, sia in forma di  salsa, calda o fredda. &nbsp;I contadini  sostengono che, per conservare il latte d&rsquo;estate, basti mettere un po&rsquo; di  rafano nel recipiente.&nbsp; <em>Sahnenmeerrettich <\/em>(pan&shy;na montata al rafano, cucina tedesca). Ingredienti: tre cucchiaiate di  rafano ra&shy;spato, una da t&egrave; d&rsquo;aceto, una presa di sale e zucchero, mezza tazza  di pan&shy;na montata. &nbsp;Mescolate aceto, sale  e zucchero col rafano ed aggiungeteci la panna montata.&nbsp; <em>Meerrettichlocken <\/em>(riccioli di rafano,  cucina tedesca). &nbsp;Servono come aggiunta  alla carne gros&shy;sa. Piallate il rafano con un coltello affilato, in modo da  ridurlo a strisce sottili con le quali copri&shy;rete l&rsquo;arrosto di manzo, dopo  cottura, al momento di servire.&nbsp; <em>Meerrettichsauce <\/em>(cucina tedesca). Dosi: tre cucchiai da tavola di farina, una di mandorle, tre  di rafano raspato, due di bur&shy;ro, una tazza di latte, una piccola cipolla, una  cucchiaiata da t&egrave; di sale e zucchero.&nbsp;  Preparate un <em>roux <\/em>biondo con la farina ed il burro, aggiungeteci  il latte. Comple&shy;tate con la cipolla affettata, il sale e lo zucchero nonch&eacute;  con le mandorle sbucciate e pestate. &nbsp;Completate la cottura, aggiungendoci un po&rsquo; d&rsquo;acqua  se la salsa, &egrave; troppo consistente. &nbsp;Mescolateci  il rafano raspato, prima di servire. &nbsp;L&rsquo;aggiunta  di panna addensata e di burro &egrave; facoltativa.&nbsp; <em>Albert sauce <\/em>(cucina inglese). <em>Rafa&shy;no raspato. <\/em>Da  servirsi tale quale, a parte, come &nbsp;accompagnamento  di car&shy;ne grossa calda o fredda, nonch&eacute; di salsicce. Avvertenza. Usando il  rafano crudo, conviene non solo lavarlo, ma, se avete tempo, tenetelo per circa  un&rsquo;ora nell&rsquo;acqua fredda prima di usarlo.&nbsp; <em>Canap&egrave; di ra&shy;fano all<\/em>&rsquo;<em>inglese. <\/em>Spalmate delle fette  sottili di pane nero con il burro maneggiato con senape inglese ed erba  cipollina trita. &nbsp;Coprite il tutto con fette  sottilissime di rafa&shy;no. &nbsp;Sistemate sui  bordi del pane delle fette di tuorlo d&rsquo;uovo sodo. <\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/R\/R2.jpg\" alt=\"Rabarbaro - Raperonzolo\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>R&agrave;gana<\/strong> (<em>Trachinus, <\/em>fr. <em>vive, <\/em>ingl. <em>viver, <\/em>ted. <em>Meerdrache, <\/em>prov. <em>aragna<\/em>),  appartiene alla trib&ugrave; delle <em>Trachinidi<\/em>,  pesce diffuso nell&rsquo;Atlantico, meno nel Mediterraneo. Le principali variet&agrave; sono:  la piccola, di circa quattordici centimetri di lunghezza (<em>Trachinus vipera<\/em>),  la grande o comune (<em>Trachinus draco<\/em>)<em>,<\/em> che arriva sino a quaranta centimetri di lunghezza.&nbsp; Quella dalla testa a raggi (<em>Trachinus  radiatus<\/em>)ed infine una variet&agrave; rara, a testa larga, la ragana-ragno  (<em>Trachinus aracneus<\/em>)<em>. <\/em>Il pesce &egrave; caratterizzato dalla presen&shy;za  della prima pinna dorsale, composta di aghi pungenti, velenosi anche dopo la  morte dell&rsquo;animale, che vive nelle acque sabbiose e costituisce un&rsquo;insidia ai  pescatori e ai bagnanti a piedi scalzi.&nbsp; La  carne &egrave; delicata. Con molta cura sopprimete le pinne e le reste, di cui il  pesce &egrave; fornito sulle orecchie. &nbsp;Praticateci  delle incisioni alle due parti, fatelo marinare per una mezz&rsquo;ora nell&rsquo;olio con il  prezzemolo e seguite le ricette per il nasello.<\/p>\n<p><strong>Rambassicci<\/strong>,  voce d&rsquo;origine croata, costituisce una specialit&agrave; della cucina zaratina,  consistente di foglie di cavolo, nelle quali si avvolge carne, prosciutto, uova  sode, aglio, prezzemolo, il tutto cotto in umido.&nbsp; Si mangia soprattutto a Carnevale.<\/p>\n<p><strong>Rane<\/strong> (lat. <em>Rana, <\/em>fr. <em>grenouille, <\/em>ingl. <em>frog, <\/em>ted. <em>Frosch<\/em>)<em>. &nbsp;<\/em>Delle centodiciassette variet&agrave; di rane  viventi interessa la cucina la rana commestibile (<em>Rana esculenta<\/em>)<em>, <\/em>col  corpo tozzo, liscio, zampe palmate, le posteriori pi&ugrave; lunghe delle anteriori,  atte quindi a saltellare con facilit&agrave;. &nbsp;Possiede  due ampie vesciche nella boc&shy;ca, che rigonfiate permettono all&rsquo;anima&shy;le di  gracidare. &nbsp;&Egrave; nella parte superiore del  corpo di color verde, punteggiato di bruno, con strisce gialle, ed &egrave; bian&shy;ca al  disotto. &nbsp;&Egrave; nota la metamorfosi delle  rane. &nbsp;Le femmine depongono le uova in  forma di rosario che, esterna&shy;te, vengono fecondate dal maschio. &nbsp;Si sviluppano i girini (chiamati anche <em>cazzole<\/em> o <em>padellacci<\/em>), che hanno forma di pesce, respirano per mezzo di bran&shy;chie  e vivono nell&rsquo;acqua. &nbsp;La rana, una volta  sviluppata, manca di coda.&nbsp; Si consumano  solamente le cosce, che generalmente sono ven&shy;dute gi&agrave; separate dal corpo e  scorticate, un&rsquo;operazione che eventualmente potete fare voi stessi. &nbsp;I piedini vanno pure eliminati. &nbsp;Infilatele su uno stecco, immergetele nell&rsquo;acqua  fredda, che rin&shy;noverete ogni due ore, anche per farle gonfiare.&nbsp; Asciugatele. &nbsp;<em>Cosce fritte. <\/em>Immergetele nell&rsquo;albume  sbattuto, infari&shy;natele e fatele friggere. &nbsp;Servitele cal&shy;dissime, bagnatele con il succo  di limo&shy;ne.&nbsp; <em>Alla poulette <\/em>(cucina  francese). &nbsp;Mettetele in una casseruola,  con qual&shy;che noce di burro, una volta sciolto aggiungeteci della farina, vino  bianco, sale, pe&shy;pe, noce moscata e scalogno sminuzza&shy;to. &nbsp;Fate bollire. &nbsp;Setacciate la salsa, legandola con del tuorlo d&rsquo;uovo  e cospar&shy;getene le cosce.&nbsp; <em>Impanate. &nbsp;<\/em>Passatele alla farina, poi nell&rsquo;uovo sbattuto,  condito con sale e pepe, copritele con del pane grat&shy;tato e fatele saltare nel  burro.&nbsp; <em>All&rsquo;indiana. &nbsp;<\/em>Fatele saltare nel burro, cir&shy;condatele con  un turbante di riso al <em>cur&shy;ry <\/em>ed innaffiatele d&rsquo;una salsa all&rsquo;india&shy;na. &nbsp;La rana, pur costituendo un piatto prelibato,  &egrave; ripudiato dagli Inglesi, tollerato in America, trascurato in Germania, tro&shy;va  amatori da noi ed in misura mag&shy;giore in Francia. &nbsp;<em>Alla fiorentina. <\/em>Infarinate e cotte nell&rsquo;olio.&nbsp; <em>Alla piemontese. &nbsp;<\/em>In umido, con funghi ed acciughe.&nbsp; <em>Lombardia, <\/em>specialmen&shy;te nel <em>Pavese, <\/em>ove sono preparate in va&shy;rio modo, fritte nell&rsquo;olio, in umido con burro,  pomodoro e prezzemolo, anche come complemento per le frittate.&nbsp; <\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/R\/R3.jpg\" alt=\"Rabarbaro - Raperonzolo\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Rapa<\/strong> (<em>Brassica  rapa, <\/em>fr. <em>navet, <\/em>ingl. <em>turnip, <\/em>ted. <em>Herbstr&uuml;be, <\/em>fiamm.  e ol. <em>Raap, <\/em>dan. <em>Rol, <\/em>spagn. e port. <em>nabo<\/em>)<em>, <\/em>pianta  erbacea bienne, delle <em>Crucifere<\/em>, con  radice depressa, rotondeggiante, carnosa. &nbsp;La rapa propriamente detta ha foglie pe&shy;lose,  mentre una variet&agrave;, il <em>navone <\/em>(<em>Brassica napus<\/em>)ha foglie  glabre. &nbsp;In qualche regione il navone,  che possiede un sapore pi&ugrave; delicato della rapa, si chiama anche <em>ravizzone<\/em>.&nbsp; Esiste una grande variet&agrave; di rape, la Milano,  rossa, sferi&shy;ca schiacciata. La Malta, gialla, della stessa forma. La Norfolk,  a sfera com&shy;pleta, col colletto violetto, ed infine quella bianca d&rsquo;inverno,  oblunga. La pi&ugrave; apprezzata &egrave; una variet&agrave; chiamata <em>martot.<\/em>&nbsp; Il  navone &egrave; usato in me&shy;dicina, come polpa contro i geloni, co&shy;me decozione contro  i raffreddori. &nbsp;La rapa in genere  conviene molto al be&shy;stiame, in specie ai ruminanti. &nbsp;Le ri&shy;cette sono quelle delle carote. &nbsp;Un tempo erano molto apprezzate le rape  ripiene. &nbsp;In In&shy;ghilterra, per il <em>lunch<\/em>, sono molto amate le <em>turnip  tops, <\/em>che sono i gio&shy;vani germogli, o foglie di rapa, che si preparano come  i cavoli verdi all&rsquo;ingle&shy;se, e anche come gli spinaci.&nbsp; Scegliete sempre le rape di media grandezza,  giacch&eacute; quel&shy;le grandi sanno spesso di spugna o di legno. &nbsp;La cottura delle piccole novel&shy;le esige da quindici  a venti minuti. Quelle pi&ugrave; grandi anche un&rsquo;ora.<em> &nbsp;Rape ripiene <\/em>(cu&shy;cina francese). Scegliete  rape della stessa grandezza, imbianchitele, con l&rsquo;apposito utensile levate loro  la polpa.&nbsp; Riducete la polpa in <em>pur&eacute;e<\/em>,  ag&shy;giungeteci una <em>pur&eacute;e <\/em>di patate a met&agrave; del volume delle rape e farcitele.&nbsp; Adagiate le rape in un tegame unto di burro, copritele  di burro fuso e ter&shy;minate la cottura in forno.&nbsp;  Sale e pepe a volont&agrave;. Alla <em>pur&eacute;e <\/em>di patate si pu&ograve; sostituire il <em>ri&shy;sotto, <\/em>come pure una <em>duxelles.&nbsp; Al  gratin, <\/em>da utilizzarsi anche come guarnizione. &nbsp;Seguite la ri&shy;cetta precedente, anche col  risotto e la <em>duxelles, <\/em>cospargendole verso la fine del&shy;la cottura in  forno con pane grattu&shy;giato e parmigiano.&nbsp; <em>Alla Mornay. <\/em>Affetta&shy;te le rape in lame piuttosto grosse, im&shy;bianchitele,  rinfrescatele, asciugatele, stufatele lentamente nel burro, poi adagiatele in  un piatto a gratin, cosparso di salsa Mornay, con la quale coprirete le rape  interamente, cospar&shy;gendole poi con del formaggio grattugiato, burro fu&shy;so e  gratinandole.&nbsp; <em>Allo zucchero <\/em>(cucina  italiana). Co&shy;me da ricetta precedente, ma anzich&eacute; ricorrere alla salsa Mornay,  spolveratele di farina, aggiungeteci una presa di sale ed una abbondante di  zucchero, bagnatele con un fondo chiaro tanto da coprirle completamente e  continuate la cottura sino all&rsquo;eliminazione quasi to&shy;tale del liquido. &nbsp;Le rape appariranno velate di lucido (<em>glac&eacute;<\/em>)<em>.&nbsp; Rape alla panna <\/em>(cucina americana). &nbsp;Gli ameri&shy;cani aggiungono a tutte le ricette pre&shy;cedenti  una buona dose di panna. &nbsp;<em>La ra<\/em>pa,  infatti, ha la virt&ugrave; di assorbire le sostanze grasse &egrave; quindi indicata come  accompagnamento di car&shy;ni grasse, del tipo del montone o dell&rsquo;anitra. &nbsp;&Egrave; inoltre un contributo aromatico tradizionale  del <em>pot-au-feu, <\/em>co&shy;me la carota, il porro, la cipolla, la patata e la  pastinaca.<\/p>\n<p><strong>Raperonzolo<\/strong> (<em>Campanula  rapunculus, <\/em>fr.<em> raiponce,<\/em> ingl. <em>rampion, <\/em>ted. <em>Rapunzel, <\/em>fiamm.  e ol. <em>Rapunsel, <\/em>spagn. <em>Reponche, <\/em>port. <em>rapuncolo<\/em>)<em>, <\/em>pianta  erbacea biennale che prospera nei boschi, le cui foglie, leggermente vellutate,  sono radicali e dispo&shy;ste in rosette. I fiori sono blu e riuniti in grappoli.&nbsp; Si coltiva per le fo&shy;glie, che costituiscono  un&rsquo;ottima insa&shy;lata. Altre cotture come gli spinaci.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rabarbaro (Rheum palmatum, fr. rhubarbe, ingl. rhubarb, ted. Rhubarber, fiamm. e ol. Rabarber, dan. Rhabarber, spagn. e port. Ruibarbo, lat. Reubarbarum oppure rhabarbarum: radice barbara), appartiene alla famiglia delle Poligonee, grandi piante vivaci e rizomatose, dal&shy;le grandi foglie e dai fiori ermafroditi, raggruppati in panicule.&nbsp; Ne esistono circa venti specie nell&rsquo;Asia temperata, notevoli per la [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[472],"tags":[],"class_list":["post-3886","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-lexicon-r"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3886","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3886"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3886\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3900,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3886\/revisions\/3900"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3886"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3886"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3886"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}