{"id":3870,"date":"2009-08-23T02:06:35","date_gmt":"2009-08-23T01:06:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pages.mi.it\/?p=3870"},"modified":"2009-08-23T02:06:35","modified_gmt":"2009-08-23T01:06:35","slug":"pousse-cafe-pumpernickel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/2009\/08\/23\/pousse-cafe-pumpernickel\/","title":{"rendered":"Pousse caf\u00e9 &#8211; Pumpernickel"},"content":{"rendered":"<p><strong>Pousse<\/strong><strong> caf&eacute;<\/strong>, miscela di liquori, di preparazione americana, da  centellinare, come indica il nome, dopo il caff&egrave;.&nbsp;&nbsp; <em>Santina&#8217;s<\/em><em> pousse caf&eacute; <\/em>(creato da  Santina, il proprietario spagnolo d&rsquo;un caff&egrave; a Nuova Orleans): un terzo di  Cognac invecchiato, un terzo di maraschino, un terzo di cura&ccedil;ao.&nbsp; <em>Parisian<\/em><em> pousse caf&eacute;:<\/em> due quinti di cura&ccedil;ao, due quinti di kirsch ed un quinto di chartreuse.&nbsp; <em>Faivre&#8217;s<\/em><em> pousse caf&eacute; <\/em>(Monsieur Faivre dirigeva un noto caff&egrave; francese di Nuova York): un  terzo di <em>pousse<\/em><em> caf&eacute;<\/em> come dalla precedente ricetta, un terzo di kirsch, un terzo di cura&ccedil;ao.&nbsp; Bisogna  aver cura, travasando, di tenere separati i singoli elementi, componenti tutti  questi <em>pousse<\/em><em> caf&eacute;.<\/em><\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/P\/P24.jpg\" alt=\"Lexicon: Pousse Caf\u00e9 - Pumpernickel\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Pousse<\/strong><strong> l&rsquo;amour<\/strong>, miscela di liquori di preparazione  americana. &nbsp;In un mezzo bicchiere da <em>sherry<\/em> di maraschino, aggiungeteci,  aiutandovi con un cucchiaio, un tuorlo d&rsquo;uovo che deve rimanere a galla nel  maraschino.&nbsp; Circondate l&rsquo;uovo con un  cordiale di vaniglia, tanto quanto basta per creargli un contorno. Sul tutto versate  un cucchiaio di vecchia finissima acquavite. Gli elementi che compongono il <em>pousse<\/em><em> l&rsquo;amour <\/em>devono  rimanere rigorosamente separati nel bicchiere.<\/p>\n<p><strong>Preboggion<\/strong>, termine genovese che indica un mazzetto di erbe, aggiunto alle  pietanze a scopo aromatico e composto di: bietole (<em>g&ouml;e<\/em>), cavoli cappucci primaticci  (<em>gagge<\/em>) e  prezzemolo (<em>persemmo<\/em>).&nbsp; <em>Preboggion<\/em><em> alla crema <\/em>(cucina genovese, in genovese <em>cremma<\/em>)<em>. <\/em>Ingredienti, due cavoli-rapa, tre preboggion,  qualche broccolo. Levate le costole grosse e le foglie guaste, trinciate i  cavoli rapa, fate delle strisce del rimanente, lavate, mettete in una pentola  con abbondante acqua salata, fate bollire per un&rsquo;ora, eliminate l&rsquo;eccesso d&rsquo;acqua  (dovr&agrave; rimanere appena tanto da coprire gli ortaggi), sostituite l&rsquo;acqua  eliminata con un quarto di litro di panna liquida fresca, continuate la  bollitura per un altro quarto d&rsquo;ora. &nbsp;Intanto, avrete preparato un pesto di cui  verserete la met&agrave; dopo il primo quarto d&rsquo;ora.&nbsp;  Continuate la cottura per altri cinque minuti, aggiungete la seconda  met&agrave; del pesto e servite.&nbsp; <\/p>\n<p><strong>Pr&eacute;-Sal&eacute;<\/strong> (prato salato) &egrave; un termine della cucina francese, che si applica  alla carne dei giovani montoni, che abbiano pascolato nei prati in riva al  mare. La vegetazione salina conferisce una grande finezza alla carne.&nbsp; I <em>pr&eacute;-sal&eacute;<\/em>pi&ugrave;  famosi sono quelli di Bretagna.&nbsp; La razza  pi&ugrave; famosa &egrave; quella detta Roussin o Suffolk che centinaia di sprovveduti si ostinano a cercare  nei ristoranti economici di Mont Saint-Michel.&nbsp; <\/p>\n<p><strong>Presame<\/strong>, sostanza chiamata anche <em>caglio<\/em>, che si mette nel latte, per far  coagulare la caseina. &nbsp;Si utilizza  soprattutto nell&rsquo;industria del formaggio. &nbsp;Il presame &egrave; di due origini, dall&rsquo;ultima parte  dello stomaco degli agnelli, dei vitelli, delle capre e dei maiali, quindi di  provenienza animale, oppure di provenienza vegetale, come ad esempio dall&rsquo;erba  zolfina delle <em>Eubiacee<\/em>,  chiamata per questo anche Caglio, e da varie altre piante.<\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/P\/P25.jpg\" alt=\"Lexicon: Pousse Caf\u00e9 - Pumpernickel\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Presel<\/strong> sono bastoncini di pane, sottili ed attorcigliati, cosparsi di sale, specialit&agrave;  delle trattorie goriziane.<\/p>\n<p><strong>Presnitz<\/strong> &egrave; un dolce natalizio austriaco molto popolare nella Venezia  Giulia.&nbsp; Si tratta di un tortiglione,  cotto al forno, contenente pezzi di cedro, uva secca, mandorle, noci ed arancio  candito, innaffiato di rum e di vino.&nbsp; Un  tempo di confezionavano con gli avanzi del pan di Spagna.<\/p>\n<p><strong>Prezzemolo<\/strong> (<em>Apium<\/em><em> Petroselium, <\/em>fr. <em>persil<\/em><em>, <\/em>ingl. <em>parslley<\/em><em>, <\/em>ted. <em>Petersilie<\/em><em>, <\/em>fiamm. <em>Petorselie<\/em><em>, <\/em>ol. <em>Pieterselie<\/em><em>, <\/em>dan. <em>Petersilje<\/em><em>, <\/em>spagn. <em>Pereti, <\/em>port. <em>selsa<\/em>)<em>, <\/em>pianta erbacea delle <em>Ombrellifere<\/em> spontanea nell&rsquo;Europa Meridionale, coltivata negli orti quale condimento. &nbsp;&Egrave; una pianta bisannuale,  tutte le parti emanano un odore un po&rsquo; acre. &nbsp;Le foglie sono molto intagliate e i fiori,  riuniti in ombrella giallo verdastri, facilmente confondibili con la cicuta.&nbsp; Era noto agli antichi Greci come <em>petroselinon<\/em>(<em>petros<\/em><em>, <\/em>pietra e <em>selinon<\/em><em>, <\/em>sedano), ed ai romani  come <em>petroselium<\/em><em>, <\/em>il prezzemolo &egrave; il  pi&ugrave; popolare dei condimenti. &nbsp;Il popolo  ricorre al prezzemolo per definire una persona che si caccia dappertutto. &nbsp;Serve altres&igrave; come ornamento dei piatti. &nbsp;La medicina adopera la pianta tutta intera: la  radice che fa parte delle cinque radici d&rsquo;erboristeria, quale aperitivo, le  foglie come stimolanti e risolventi, i frutti quali carminativi, le semenze  come emmenagoghi, infine, estratto da quest&rsquo;ultime polverizzate, un liquido  febbrifugo, chiamato <em>api&oacute;l<\/em><em>.<\/em> <em>&nbsp;<\/em>Come  guarnizione di piatti freddi, fate uso di prezzemolo crudo, accuratamente  lavato ed accomodato. &nbsp;Troverete spesso  nei <em>menus<\/em>francesi l&rsquo;espressione &nbsp;<em>persillade<\/em><em>, <\/em>come <em>persillade<\/em><em> de veau,  de boeuf <\/em>eccetera. Significa l&rsquo;aggiunta d&rsquo;una  dose abbondante di prezzemolo (con o senza aglio tritato) all&rsquo;elemento  principale, vitello, manzo, montone.&nbsp; La  traduzione <em>al <\/em>oppure <em>col prezzemolo <\/em>non restituisce l&rsquo;immagine  vivace della <em>persillade<\/em><em>.<\/em><\/p>\n<p><strong>Promulsis<\/strong>, l&rsquo;antipasto degli antichi Romani.&nbsp;  Il <em>gustatio<\/em>,  vero e proprio antipasto, veniva offerto dagli antichi Romani all&rsquo;inizio della  cena. &nbsp;Queste vivande erano chiamate da  Cicerone <em>promulsis<\/em>,  perch&eacute; all&rsquo;inizio dei conviti c&rsquo;era l&rsquo;usanza di bere il <em>mulsum<\/em>, il vino mielato. Gli  antipasti erano rappresentati da cibi appetitosi, specialmente ortaggi,  accompagnati da salse acri e piccanti.&nbsp;  Si riteneva che se il convivio era aperto con insalate miste di vegetali  crudi, questi aiutavano il sistema digestivo a ricevere gli altri alimenti.  Secondo Cicerone, gli antipasti si potevano chiudere anche con salsiccia,  ostriche e ricci di mare, comunque piatto di rito era l&#8217;uovo servito sodo. <\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/P\/P26.jpg\" alt=\"Lexicon: Pousse Caf\u00e9 - Pumpernickel\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Prugne <\/strong>(fr. <em>prune<\/em><em>, <\/em>selvatica, <em>prunelle, <\/em>secca, <em>pruneau<\/em><em>, &nbsp;<\/em>ingl. <em>plum<\/em><em>, &nbsp;<\/em>ted. <em>Pflaume<\/em>), chiamate anche <em>susine<\/em>, sono le drupe (frutti) del prugno o susino, della famiglia  delle <em>Rosacee<\/em>, col nome scientifico  di <em>Prunus<\/em><em> sativa. &nbsp;<\/em>I fiori sono bianchi e le foglie ovali ed  alterne. &nbsp;&Egrave; chiamata prugnola una variet&agrave;  della prugna, derivante dal prugnolo, che &egrave; il prugno selvatico. &nbsp;Una particolarit&agrave; della prugna &egrave; la copertura,  sull&rsquo;epicarpo, d&rsquo;una specie di rugiada bianca, d&rsquo;una sostanza cerosa,  facilmente staccabile.&nbsp; Forse &egrave;  originaria dalla Siria, notissima ai romani, gi&agrave; menzionata da Catone, fu  cantata da Virgilio: <em>Addam<\/em><em> cerea, pruna, et honos  erit huic quoque pomo, <\/em>e descritta da Plinio, che chiam&ograve; l&rsquo;albero <em>damascenum<\/em><em>, <\/em>termine che &egrave; forse all&rsquo;origine  della cosiddetta susina <em>amoscino<\/em><em>, <\/em>con  la quale si prepara una conserva blandamente lassativa, una propriet&agrave; che tutte  le variet&agrave; delle prugne posseggono in misura maggiore o minore. &nbsp;Dalle prugne si distillano diversi liquori, lo <em>Slibovitz<\/em>nei Balcani, il <em>Quetsch<\/em>nei paesi di lingua tedesca ed il <em>prunelle <\/em>in Francia. &nbsp;Si fa largo uso, tanto  nell&rsquo;economia domestica, quanto in pasticceria, delle prugne secche, chiamate <em>Asinaie<\/em> in talune regioni.&nbsp; <em>Crude<\/em>.  Servitele su un alzata, con un letto di foglie sporgenti, in forma di piramide.  &mdash; <em>Cotte. <\/em>Sono preferibili le variet&agrave; <em>Mirabelle<\/em><em> o Reine Claude.<\/em>&nbsp; <em>Prugne avvampate <\/em>(<em>flamb&eacute;es<\/em>)<em>. <\/em>Snocciolatele, fatele cuocere leggermente  in uno sciroppo vanigliato. Collocatele in piccoli recipienti di metallo o  maiolica pirofila, bagnatele leggermente con il liquido di cottura, condensato  con l&rsquo;<em>arrowroot<\/em>,  rimettetele al forno per qualche minuto, affinch&eacute; si asciughino e si scaldino,  poi al momento di servire, irroratele di un liquore a base di prugne e fate  avvampare.&nbsp; <em>Frittelle di prugne. <\/em>Snocciolatele,  ricomponendole, e fatele macerare in un liquore, kirsch, maraschino, rum, Cognac,  preferibilmente <em>quetsch<\/em>o <em>slibovits<\/em><em>, <\/em>per una mezz&rsquo;ora, con l&rsquo;aggiunta d&rsquo;una  dose abbondante di zucchero. &nbsp;Asciugatele.  &nbsp;Avvolgetele nella pastella, dorata con l&rsquo;uovo  sbattuto, cospargetele con lo zucchero e mettetele in forno molto caldo.&nbsp; <em>Prugne secche. <\/em>Lasciatele in un bagno d&rsquo;acqua  fredda. Toglietele, quando sono gonfie, asciugatele e mettetele in un tegame a  fuoco moderato, con acqua fredda, zucchero, profumando con una buccia di  limone, o d&rsquo;arancio, o con cannella o con vaniglia fino a trasformarle in  composta.&nbsp; <\/p>\n<p><strong>Puina<\/strong><strong> <\/strong>ricotta in veneto.&nbsp; Con lo stesso nome si chiama una robiola  delle Alpi bergamasche.&nbsp; <\/p>\n<p><strong>Puls<\/strong>, chiamato anche <em>pulmentum<\/em> o <em>pulmentarium<\/em>, &egrave; l&rsquo;antesignano  della nostra polenta.&nbsp; Era una pietanza  costituita da grani di farro o frumento, torrefatti, frantumati e bolliti.&nbsp; <\/p>\n<p><strong>Pumpernickel<\/strong> &egrave; un pane nero tedesco che accompagna, in  genere, i formaggi.&nbsp; In origine era un  pane militare, meglio, prussiano.&nbsp; Fu  chiamato in questo modo dopo che Napoleone, avendolo assaggiato, dichiar&agrave; sprezzante, <em>&ldquo;Bon  pour Nickel&rdquo;<\/em>.&nbsp; Il suo cavallo.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pousse caf&eacute;, miscela di liquori, di preparazione americana, da centellinare, come indica il nome, dopo il caff&egrave;.&nbsp;&nbsp; Santina&#8217;s pousse caf&eacute; (creato da Santina, il proprietario spagnolo d&rsquo;un caff&egrave; a Nuova Orleans): un terzo di Cognac invecchiato, un terzo di maraschino, un terzo di cura&ccedil;ao.&nbsp; Parisian pousse caf&eacute;: due quinti di cura&ccedil;ao, due quinti di kirsch [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[469],"tags":[],"class_list":["post-3870","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-lexicon-p"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3870","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3870"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3870\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3873,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3870\/revisions\/3873"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3870"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3870"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3870"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}