{"id":3866,"date":"2009-08-10T19:41:38","date_gmt":"2009-08-10T18:41:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pages.mi.it\/?p=3866"},"modified":"2009-08-10T19:41:38","modified_gmt":"2009-08-10T18:41:38","slug":"pomodoro-poulette","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/2009\/08\/10\/pomodoro-poulette\/","title":{"rendered":"Pomodoro &#8211; Poulette"},"content":{"rendered":"<p><strong>Pomodoro<\/strong> (<em>Solarium Lycopersicum <\/em>&mdash;fr. <em>tomate<\/em><em>, <\/em>ingl. <em>tomato<\/em><em>, <\/em>ted. <em>Tomate<\/em>o <em>Paradeisapfel<\/em><em>, <\/em>fiamm.  o ol. <em>Tomaa<\/em><em>,; <\/em>spagn. e port., <em>tomate<\/em>)<em>, <\/em>pianta erbacea delle Solanacee, con  fusto e soprattutto foglie carnose, vellutate, glandulose,  alternate, profondamente incise, con fiori, disposti in cime unipari, sono  gamopetali a cinque divisioni e cinque stami riuniti, aprendosi le antere in  senso longitudinale. L&rsquo;ovario, divenendo frutto, &egrave; una bacca a due alveoli ed una placenta, straordinariamente sviluppata.&nbsp; Si suppone che il pomodoro (si scrive anche  pomidoro) sia stato importato in Europa dall&rsquo;America latina. La pianta, che  prospera in terreni soleggiati e riparati, &egrave; stata oggetto di studi accurati.  Coltivata, produce frutti enormi, risultato dello  sviluppo degli organi dei fiori. Esiste un gran numero di variet&agrave;, a colori  differenti, soprattutto gialli e rossi, e di diverse forme, che ricordano o le  pere, o le olive o le zucche, e che si coltivano in tutta l&rsquo;Europa meridionale  in Algeria, Tunisia ed anche nelle isole Canarie.<br \/>\n    <em>+<\/em><em>&Agrave;  la Bressanne, <\/em>con  fegato di pollo (in omaggio alla regione di Bresse,  celebre per la pollicoltura).&nbsp;&nbsp; <em>&Agrave;<\/em> <em>la Carm&eacute;lite, <\/em>con un ripieno di uova sode tritate.&nbsp; <em>&Agrave;<\/em> <em>la <\/em><em>hussarde<\/em><em>, <\/em>ripieno coperto di mollica di pane  fritta, (il riferimento agli Ussari &egrave; oscuro, forse &egrave; un piatto d&rsquo;origine  ungherese).&nbsp; <em>&Agrave;<\/em> <em>la Rivoli, <\/em>ripieno con rognone  di gallo (per commemorare la vittoria di Napoleone).&nbsp; Scegliete i pomodori maturi per le salse,  meno maturi per i ripieni, i quali richiedono qualche  avvertenza. Se il pomodoro &egrave; grande, tagliatelo a met&agrave; nel senso della  grossezza, se medio o piccolo, tagliatene un coperchio, dalla parte del  peduncolo, che rimetterete poi. Scavando la polpa, fate uso  d&rsquo;un cucchiaio da caff&egrave;, avendo cura di non lacerare la pelle.&nbsp; <em>Ripieni. <\/em>Tenendo conto delle  raccomandazioni gi&agrave; fornite, comprimeteli leggermente per farne uscire l&rsquo;acqua  di vegetazione (il pomodoro contiene 94,5 <em>% <\/em>d&rsquo;acqua), poi passateli al  forno su una placca e scottateli.&nbsp; Poi  procederete al ripieno.&nbsp; La serie dei  ripieni &egrave; infinita e, nella pratica dell&rsquo;economia domestica, si limita ai cibi  disponibili, quindi riso, uova, carne tritata, eccetera.&nbsp; In ogni modo conviene sostenere il sapore del  ripieno, aggiungendo alla <em>pur&eacute;e <\/em>di <em>pomodoro, <\/em>proveniente dallo svuotamento, una panata, sale, pepe, cipolla, prezzemolo  trito, una punta d&rsquo;aglio. &Egrave; utile pure l&rsquo;aggiunta d&rsquo;un  filetto d&rsquo;acciuga sminuzzato. Completate la cottura al forno, in recipiente  coperto.&nbsp; <em>Gratinati. <\/em>Prima di  iniziare la seconda ed ultima fase di cottura, come da  ricetta precedente, una volta riempiti, copriteli di pane grattugiato,  cospargeteli di parmigiano, bagnateli con dell&rsquo;olio e gratinateli al forno, a  fuoco sostenuto.&nbsp; <em>Stuffed<\/em><em> tomatoes <\/em>(pomodori ripieni, cucina americana). Come da ricetta precedente, con l&rsquo;aggiunta di funghi.&nbsp; <em>Devilled<\/em><em> tomatoes <\/em>(alla diavola, cucina inglese).&nbsp; Per sei pomodori non troppo maturi, 60 gr. di burro, il tuorlo di due uova sode, due  cucchiaiate da tavola di aceto, mezza cucchiaiata da t&egrave; di senape, una presa di  sale ed una di zucchero, una presina di pepe, due uova crude e burro fuso.  Affettate i pomodori e fateli saltare nel burro fuso a fuoco lento per qualche  minuto. Poi fate una miscela del tuorlo con il burro, aggiungeteci l&rsquo;aceto, la  senape, il sale, lo zucchero , il pepe e travasate il  tutto in un tegamino da salsa. Mettetelo al fuoco, mescolando. All&rsquo;ultimo  momento sbattete le uova crude ed aggiungetele alla  salsa, che riuscir&agrave; cos&igrave; addensata.&nbsp;  Sistemate le fette di pomodoro su un piatto caldo, travasatevi la salsa  e servite.&nbsp; <em>Insalata di pomodori. <\/em>Affettate  dei pomodori non troppo maturi, dopo averli lavati nell&rsquo;acqua  tiepida ed asciugati.&nbsp; Toglieteci  il gambo e i semi. Cospargeteli di sale grosso ed  adagiateli sopra un panno ripiegato per una mezz&rsquo;ora affinch&eacute; perdano parte dell&rsquo;acqua  di vegetazione. Anzich&eacute; in fette si possono ritagliare in quarti. Bagnateli con  una <em>vinaigrette, <\/em>cui aggiungerete prezzemolo trito ed  una punta di senape.&nbsp; <em>Souffl&eacute; di  pomodoro.&nbsp; <\/em>Secondo la ricetta  classica con l&rsquo;aggiunta d&rsquo;una buona dose di <em>bechamel<\/em><em>.<\/em>&nbsp; <em>Fritti. <\/em>Scaldate rapidamente nell&rsquo;acqua bollente dei pomodori non troppo  maturi, pelateli, divideteli in fette di un certo spessore, conditeli  con sale e pepe, immergeteli in una pastella leggera e fateli friggere  nell&rsquo;olio fumante. Asciugateli, cospargeteli di sale fino e servite.&nbsp; <em>Mousse di pomodoro <\/em>(cucina francese).  Fate rosolare al burro una cucchiaiata di cipolle tritate.&nbsp; Aggiungeteci un bicchiere di vino bianco e  continuate la cottura sino a riduzione.&nbsp;  A questo punto aggiungete un po&rsquo; di prezzemolo, sale, pepe, una presina  di paprica, 300 grammi  di pomodori pelati, privi di semi ed acqua di  vegetazione ed affettati. Continuate la cottura a fuoco lento per circa  mezz&rsquo;ora. Poi aggiungeteci tre cucchiaiate di vellutato e tre fogli di  gelatina, stemperata all&rsquo;acqua fredda. Fate bollire altri due minuti. Lasciate  raffreddare. Appena tiepida, aggiungeteci sei cucchiai di panna leggermente  montata. Mettete in frigorifero nel piatto stesso in cui la <em>mousse <\/em>dovr&agrave;  essere servita. <em>Salsa di pomodoro<\/em>.&nbsp; Appartiene alla categoria delle grandi salse.  Ritagliate una mezza dozzina di pomodori con una foglia di lauro, un ramoscello  di timo, rotelle di cipolla ed uno spicchio d&rsquo;aglio  schiacciato.&nbsp; Fate scaldare il tutto a  fiamma bassa, senza acqua, facendo attenzione che i pomodori non si attacchino  al fondo della casseruola. Quando cominciano a perdere acqua, lavorateli al  colino con un pestello di legno. Rimettete poi questa <em>pur&eacute;e<\/em>in una casseruola, con due noci di burro, una piccola cucchiaiata di  fecola, sale e pepe, e fate scaldare per un quarto d&rsquo;ora a fuoco dolce.&nbsp; Servite questa salsa con una salsiera.  Evitate l&rsquo;aggiunta di farina, che toglierebbe alla salsa il suo sapore  gradevolmente acidulo. Potete procedere in modo analogo con la conserva di  pomodoro.&nbsp; <em>Di grasso. <\/em>Si pu&ograve;  aumentarne il sapore con del lardo ed uno stinco di  prosciutto.&nbsp; Come la maggior parte delle  salse, anche la salsa al pomodoro va setacciata.&nbsp; Se non &egrave; utilizzata subito, imburratene la  superficie, per evitare la formazione della pelle. Va da s&eacute; che la salsa di  pomodoro, oltre a costituire la base di altre salse, nella sua funzione di  Grande salsa, pu&ograve; trovare un impiego a s&eacute; stante.&nbsp; Nonostante le <em>cultivar<\/em> rosse siano le uniche presenti in commercio, le bacche del  pomodoro possono assumere colorazioni differenti.&nbsp; Per le qualit&agrave; si va dalle cultivar di colore  bianco (<em>white<\/em><em> queen, white tomesol<\/em>) a quelle di gialle (<em>douce<\/em><em> de Picardie, wendy,  lemon<\/em>), rosa (<em>thai<\/em><em> pink<\/em>), arancioni (<em>moonglow<\/em>), verdi anche a  maturazione (<em>green zebra<\/em>), e persino  violacee (nero di Crimea, <em>purple<\/em><em> perfect<\/em>).&nbsp; In  alcune cultivar la buccia &egrave; leggermente pelosa, simile alla pelle di una pesca.<br \/>\n  Esistono pomodori lunghi (San Marzano), rotondi e molto grossi (<em>beefteak<\/em>), a  forma di ciliegia, riuniti in grappoli (<em>reisetomaten<\/em>), e persino cavi all&#8217;interno (<em>tomate<\/em><em> &agrave; farcir<\/em>).\n  <\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/P\/P21.jpg\" alt=\"Lexicon: Pomodoro - Poulette\"\/>\n<\/p>\n<p>\n  <strong>Pont-L&#8217;Ev&egrave;que,<\/strong> cittadina nel Calvados in Normandia (Francia), che produce un celebre formaggio  con latte intero, cagliato a caldo, che esige circa tre mesi di stagionatura.&nbsp; Il formaggio <em>Pont-L<\/em><em>&rsquo;Eveque <\/em>risale al dodicesimo secolo e, si  dice, fu per secoli una delle produzioni dei monaci circestensi.&nbsp; <\/p>\n<p><strong>Popanum<\/strong> era una focaccia rotonda, usata dai Romani durante i sacrifici. <\/p>\n<p><strong>Popone <\/strong>(fr. <em>m&eacute;lon<\/em><em>, <\/em>ingl. <em>melon<\/em><em>, <\/em>ted. <em>Melone<\/em>), chiamato anche melone o mellone, &egrave; il nome del frutto e della pianta che lo  produce, appartenente alla specie delle Cucurbitacee. Il nome scientifico &egrave; <em>Cucumis<\/em><em> Melo. <\/em>Vi &egrave; una grande variet&agrave; di  poponi, che tuttavia si possono suddividere in tre grandi gruppi. Il tipo  comune ha la buccia rugosa, senza sporgenze, ed &egrave; meno saporito del genere  Cantalupo, pure rugoso, ma con costole sporgenti, separate nettamente le une  dalle altre. La polpa di questo &egrave; d&rsquo;un colore rosso  arancio e d&rsquo;un sapore zuccherino. Il terzo tipo ha la pelle liscia, o verde o  biancastra e la polpa molto zuccherata. &Egrave; il popone d&rsquo;inverno, un tempo  proveniva da Malta ed &egrave; chiamato in talune regioni &laquo;zatta  &raquo;.&nbsp; Il popone &egrave; originario dalle Indie ed  era gi&agrave; noto ai Romani. Fu trapiantato in Francia relativamente tardi, da Carlo  VIII, all&rsquo;epoca della sua incursione in Italia, quando i francesi vollero  prendere possesso di Napoli. &nbsp;Le  abitudini culinarie variano da paese a paese. &nbsp;Da noi il popone, come antipasto e frutta, &egrave;  consumato sia a mezzogiorno che di sera, nei paesi di  lingua inglese anche come complemento della prima colazione, la mattina.<br \/>\n    <em>Antipasto. <\/em>Affettatelo, meriterebbe un coltello d&rsquo;argento,  in ogni modo che sia d&rsquo;acciaio inossidabile. Fateci un&rsquo;incisione tra buccia e  polpa, ma non completamente, in modo che la polpa rimanga attaccata con l&rsquo;estremit&agrave;  non recisa, dopo aver eliminato i semi. Disponete su un piatto delle foglie di  vigna od altre foglie verdi, raffreddare le fette nel  frigorifero ed accomodatele sulle foglie un letto di ghiaccio tritato.&nbsp; Si pu&ograve; mangiare anche con il cucchiaino.&nbsp; Accompagnatelo con del prosciutto crudo  tagliato al coltello, zucchero, sale e pepe, di cui gl&rsquo;invitati  possono servirsi, secondo i loro gusti individuali.&nbsp; <em>A fine pasto. <\/em>&nbsp;Occorre un piccolo popone  per ogni invitato, della variet&agrave; del nostro moscatello, prodotto a Viareggio, a  Nardo ed in Romagna. Dividetelo a met&agrave;, togliendo semi  e filamenti. Riempite il vuoto di una crema dolce o con un gelato al limone,  ricomponetelo e servite, dopo averlo tenuto in frigorifero.&nbsp;&nbsp; <em>Alla parigina. &nbsp;<\/em>Dividete un piccolo popone, eliminate  completamente semi e filamenti, inutilizzabili. &nbsp;Ritagliate la polpa, conservando un piccolo  strato a titolo decorativo, dividete la polpa asportata in piccoli dadi,  unendovi, mescolati, tutti i frutti freschi di stagione, se grandi (come pere e  mele) ritagliati a dadi, intatti se fragole, lamponi ed  uva.&nbsp; Zuccherate, bagnate con un liquore  dolce, e servite dopo averlo tenuto in frigorifero.&nbsp; <em>Al marsala <\/em>(<em>od<\/em>altro vino equivalente). Dalla parte del peduncolo recidete una calotta che  conserverete. Eliminate semi e filamenti. Versate nel vuoto il vino di vostra  scelta, che deve essere dolce ed alcolico. Rimettete  la calotta e lasciate nel frigorifero per almeno due ore.&nbsp; Servite in una coppa su un letto di ghiaccio tritato.&nbsp; <\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/P\/P22.jpg\" alt=\"Lexicon: Pomodoro - Poulette\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Porcellana<\/strong> (<em>Portulaca oleracea, <\/em>fr.<em> pourpier, <\/em>ingl. <em>porsulan<\/em><em>, <\/em>ted. <em>Postulak<\/em><em>, <\/em>fiamm. e ol. <em>Posterei, <\/em>dan. <em>Portulak<\/em><em>, <\/em>spagn. <em>Verdolaga<\/em><em>, <\/em>port. <em>belaroega<\/em>)<em>, <\/em>chiamata  anche <em>portulaca, <\/em>del genere delle <strong>portulacee<\/strong>, piccola erbacea,  carnosa, con foglie o alterne od opposte, a fiori terminali circondati da un  calice persistente, e tipici per la corolla a cinque petali, uniti ed ottusi,  nonch&eacute; dodici a quindici stami ed un ovaio arrotondato.&nbsp; Ne esistono una  quindicina di variet&agrave; che prosperano nei climi caldi. Il tipo comune cresce nei  giardini, ha fiori gialli e si coltiva per le sue foglie, che si consumano come  insalata. Queste foglie vanno colte allo stato tenero e sono raccomandabili,  con l&rsquo;aggiunta di erba cipollina od aglio. In genere  possono subire lo stesso trattamento cucinario dei  fagiolini verdi.<\/p>\n<p><strong>Porro<\/strong> (<em>Allium<\/em><em> porrum, <\/em>fr. <em>poireau<\/em>e anche <em>porreau<\/em><em>, <\/em>ingl. <em>leek<\/em><em>, <\/em>ted. <em>Lauch<\/em><em>, <\/em>fiamm. e ol. <em>Prei<\/em><em>, <\/em>dan. <em>Porre,<\/em>spagn. <em>Puerro<\/em><em>, <\/em>port. <em>alho<\/em><em> porro<\/em>)<em>, <\/em>pianta erbacea, della  famiglia delle <em>Liliacee<\/em>, biannuale, il cui bulbo &egrave; oblungo e tunicato. Le foglie  sono radicali ed inguainanti. Lo stelo, unico, alto  sino a 60 centimetri.&nbsp; Termina con fiori rossastri, disposti ad ombrello.&nbsp; Il porro  pu&ograve; vantarsi d&rsquo;una antica discendenza. Figura infatti nella lista cibaria che gli Ebrei nel deserto,  insoddisfatti della manna, presentarono a Mos&egrave;.&nbsp;  Per i Romani, come scrive Orazio, era <em>sedile, sectivum,  olidum, olens, grave, Tarentinum, capitatum <\/em>ed  anche <em>salax<\/em><em>, <\/em>afrodisiaco. <em>Verum<\/em><em> seu pisces, seu  porrum et cepe trucidas<\/em>.&nbsp; I  Romani ritenevano che il porro rischiarasse la voce e Nerone si faceva servire  giornalmente una zuppa di porri per poter meglio declamare. Shakespeare, ne l&rsquo;<em>Enrico V<\/em>, fa  tenere un lungo colloquio a due personaggi, che ha per argomento i porri ed &egrave;  rimasta proverbiale la frase: <em>you<\/em><em> can mock a leek, you  can eat a leek, <\/em>che  significa: &laquo; chi disprezza, compera &raquo;. Una particolarit&agrave; dei porri &egrave; questa:  non si trovano allo stato selvatico.&nbsp; La  variet&agrave; pi&ugrave; diffusa &egrave; l&rsquo;oblunga d&rsquo;inverno, la pi&ugrave; apprezzata come bont&agrave;, il  porro mostruoso di Carentan (un  comune della Bassa Normandia.&nbsp; In  medicina: la tisana di porro passa come un eccellente diuretico. Tanto crudo,  quanto cotto se ne fa uso come alimento. &Egrave; &nbsp;molto apprezzato nei paesi di lingua  inglese.&nbsp; &Egrave; raccomandabile come  condimento, dato il suo sapore meno pronunciato della cipolla. Rappresenta uno  dei condimenti classici del <em>pot-au-feu<\/em><em>.<\/em>&nbsp; <em>All&rsquo;inglese. <\/em>&nbsp;Cocetelo in acqua bollente  salata, riunito in mazzetti. Serviteli su una salvietta o una graticola, con  burro fuso a parte. Cospargete i porri di prezzemolo fresco.&nbsp; <em>Con salse diverse o con sugo. <\/em>Come dalla precedente ricetta, sostituendo il burro con una salsa  del tipo olandese o mussolina, con una <em>vinaigrette<\/em>,  oppure con un sugo di carne.&nbsp; <em>Frittelle  di porri. <\/em>Lavateli, tagliateli a pezzi regolari, sbianchi teli, scolateli,  asciugateli, fateli marinare nell&rsquo;olio, sale, pepe, prezzemolo e succo di  limone per almeno mezz&rsquo;ora, passateli in una pastella per frittura e fateli  friggere in olio bollente in modo da renderli dorati e croccanti. &nbsp;Asciugateli, cospargeteli di sale e prezzemolo  fritto.&nbsp; <em>Al gratin <\/em>(col burro, la <em>bechamel<\/em>oppure la salsa <em>Mornay<\/em>). Dopo averli stufati,  come dalla precedente ricetta, adagiateli in un piatto a <em>gratin, <\/em>sia con  il burro, con la <em>bechamel<\/em>oppure con la  salsa <em>Mornay<\/em>,  cospargeteli con parmigiano grattugiato (con o senza pane grattato a volont&agrave;),  disponete qualche pezzo di burro, qua e l&agrave;, e gratinate al forno.&nbsp; <em>Zuppa di porri <\/em>(con o senza patate). &nbsp;<em>Lauchsuppe<\/em>(zuppa di porri, cucina tedesca). &nbsp;Per due o tre grossi porri&nbsp; un paio di noci&nbsp; di burro, quattro cucchiai di farina, un  litro abbondante di acqua, un tuorlo d&rsquo;uovo oppure della panna liquida fresca,  sale e pepe. Tagliate i porri a rondelle, fatele rosolare nel burro,  cospargeteli di farina che farete dorare leggermente, aggiungendo poi l&rsquo;acqua ed i condimenti. Lessate per mezz&rsquo;ora, alla fine amalgamate  con il tuorlo d&rsquo;uovo oppure con la panna.<\/p>\n<p><strong>Potacchio<\/strong><strong> alla marchigiana.<\/strong> &Egrave; un umido molto liquido preparato con l&rsquo;olio, il rosmarino, il pomodoro,  sale e pepe, oltre che con il vino bianco secco, avendo come elemento  principale o lo stoccafisso o il pollo oppure l&rsquo;agnello. &Egrave; probabile che il potacchio abbia la stessa derivazione del bottaggio milanese. <\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/P\/P23.jpg\" alt=\"Lexicon: Pomodoro - Poulette\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Pot&eacute;e<\/strong>,  tipico termine francese per denominare una pietanza, cotta in un vaso di terra  (fr. <em>poi<\/em>)<em>. <\/em>Pi&ugrave; particolarmente si chiamano <em>pot&eacute;es<\/em>delle zuppe, in cui dominano pezzi di  maiale e verdure diverse, soprattutto i cavoli.&nbsp;  Queste <em>pot&eacute;es<\/em>si preparano in  molte regioni di Francia. Cos&igrave; la <em>pot&eacute;e<\/em><em> auvergnate, <\/em>che consiste di maiale salato, di patate,  cipolle, porri, cavoli, carote ed aglio.&nbsp; La <em>pot&eacute;e<\/em><em> lorraine, <\/em>pi&ugrave; complessa, con una guarnitura di  cotenne di lardo e poi con lardo non salato, prosciutto crudo desalato, carote,  porri, un cavolo verde sbianchito, il tutto in acqua fredda.&nbsp; Ci vogliono tre ore di cottura.&nbsp; Mezz&rsquo;ora prima della fine  aggiungerci una salsiccia punzecchiata con una forchetta.&nbsp; <\/p>\n<p><strong>Potiron<\/strong> &egrave; il nome francese d&rsquo;una variet&agrave; di zucca gialla, in  opposizione alla <em>citrouille<\/em>biancastra.  &mdash; <em>Potage<\/em><em> potiron <\/em>&egrave;  il nome generico d&rsquo;una zuppa di zucca, anche se non &egrave; <em>potiron<\/em><em>.<\/em><\/p>\n<p><strong>Potizza<\/strong> (o, potica) &egrave; un dolce della cucina goriziana, fatto  di pasta lievitata, burro, latte, buccia di limone, uova, zucchero, con ripieno  di cioccolata, noci, limone e spezie. La voce &egrave; d&rsquo;origine slovena.<\/p>\n<p><strong>Poulette<\/strong>, alla <em>poulette<\/em>,  &egrave; un modo di preparazione e di presentazione, particolarmente delle frattaglie,  che dopo cottura si bagnano con una salsa a base di burro, tuorlo d&rsquo;uovo ed aceto, chiamata <em>sauce<\/em><em> poulette. <\/em>Il contorno alla <em>poulette<\/em>&egrave;  generalmente costituito da cipolline e funghi. Taluni traducon <em>poulette<\/em>congiovane pollo o con  gallinella.&nbsp; &Egrave; un errore, tanto  pi&ugrave; che, nel linguaggio familiare, <em>poulette<\/em> significa giovinetta con un intendimento vezzeggiativo, e gallinella, in  italiano, si riferisce ad un determinato uccello  acquatico, alla costellazione delle Pleiadi ed al nome popolare della Valeriana  dolcetta. &nbsp;&Egrave; quindi preferibile  conservare, anche in italiano, il <em>poulette<\/em><em>, <\/em>ed alla <em>poulette<\/em><em>, <\/em>che sono stati adottati pure nei paesi di lingua tedesca ed inglese. La <em>poulette<\/em> salsa &egrave;  una vellutata che, verso la fine della preparazione, va amalgamata  con un tuorlo d&rsquo;uovo e, volendo, anche con la panna liquida fresca.&nbsp; <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pomodoro (Solarium Lycopersicum &mdash;fr. tomate, ingl. tomato, ted. Tomateo Paradeisapfel, fiamm. o ol. Tomaa,; spagn. e port., tomate), pianta erbacea delle Solanacee, con fusto e soprattutto foglie carnose, vellutate, glandulose, alternate, profondamente incise, con fiori, disposti in cime unipari, sono gamopetali a cinque divisioni e cinque stami riuniti, aprendosi le antere in senso longitudinale. 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