{"id":3854,"date":"2009-06-30T18:39:47","date_gmt":"2009-06-30T17:39:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pages.mi.it\/?p=3854"},"modified":"2009-09-05T22:25:38","modified_gmt":"2009-09-05T21:25:38","slug":"attenti-ai-c-a-n-i","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/2009\/06\/30\/attenti-ai-c-a-n-i\/","title":{"rendered":"Attenti ai c.a.n.i.!"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><strong>Variante della conferenza presso l&rsquo; &ldquo;A.N.P.I. di  Ispra del giugno 2008.&nbsp; <\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Attenti ai c.a.n.i.! <\/strong><br \/>\n  Laveno,  Biblioteca Comunale, giugno 2009.&nbsp; <\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<a href=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/2009\/06\/cbwlaveno01g.jpg\" rel=\"lightbox\" title=\"Attenti ai c.a.n.i.! \"><br \/>\n\t\t<img decoding=\"async\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/2009\/06\/cbwlaveno01.jpg\" alt=\"Attenti ai c.a.n.i.! \" \/><br \/>\n\t<\/a>\n<\/p>\n<p>Il nostro punto di partenza &egrave; presto detto.&nbsp; <br \/>\n    <strong>La modernit&agrave; &egrave; folle  nel senso che ha perduto tutto salvo le ragioni della sua follia.&nbsp; <\/strong><br \/>\n  Lo ricordiamo agli affamati.&nbsp; <br \/>\n  <strong>Sous<\/strong><strong> les pav&eacute;s, la table! <\/strong><\/p>\n<p>Certo non &egrave; il pranzo di gala di cui parlava Lenin, ma  un&rsquo;ulteriore occasione per diffidare di una societ&agrave; che ha fatto del vero un  momento della menzogna totalizzante.&nbsp; <br \/>\n  O se preferite, ha seppellito nelle sabbie dello spettacolo  le spoglie della nuda vita.&nbsp; <br \/>\n  Da tempo, del resto, prevale il  principio che sia meglio una vita devastata che una vita perduta.&nbsp; <\/p>\n<p><strong>Ludwig Feuerbach<\/strong>, con una buona dose di ironia, osserv&ograve; come  il <strong>segreto dell&rsquo;alienazione religiosa  affonda nel realismo dell&rsquo;antropologia.&nbsp; <\/strong><br \/>\n  Cosa voleva dire?&nbsp; <br \/>\n  Da un punto di vista <strong>fenomenologico<\/strong> che esiste una dimensione materiale del sentire che rischia continuamente di  essere sopraffatta dalla psicosi o, come direbbe <strong>G&eacute;za<\/strong><strong> R&oacute;heim<\/strong>, dall&rsquo;isteria dei moderni sciamani.&nbsp; <\/p>\n<p><strong>Feuerbach<\/strong> per&ograve; pensava anche ad altro.&nbsp;&nbsp; <br \/>\n  Ad un tempo epico, in cui il pensiero, scendendo nelle  strade, diviene <em>praxis<\/em><em>.<\/em><br \/>\n  Un&rsquo;azione capace di disvelare il senso di un mondo che i  filosofi avevano fino a quel momento interpretato.&nbsp; &nbsp;&nbsp;<br \/>\n  Nel suo ottimismo quel mondo doveva necessariamente <strong>mutare<\/strong>.&nbsp;  Come?&nbsp; <br \/>\n  Assumendo il punto di vista di un radicale materialismo, vale  a dire, di una societ&agrave; <strong>umana<\/strong>. <\/p>\n<p>Questo significa riconoscere e assumere su di s&eacute; le  conseguenze che comporta una elementare constatazione: <br \/>\n    <strong>Che gli uomini sono  prodotti delle circostanze e dell&rsquo;educazione.&nbsp; <\/strong><\/p>\n<p>Non &egrave; difficile riconoscere qui alcuni frammenti di quelle  che, nei testi di filosofia della politica, vanno sotto il nome di <strong>&ldquo;tesi su Feuerbach&rdquo;<\/strong>.  &nbsp;<\/p>\n<p>Sono un paio di paginette smarrite e ritrovate che <strong>Karl Marx<\/strong> scrisse nel 1845, dentro una  polemica di cui i nostri tempi hanno perso la sottigliezza, pubblicate dopo la  sua morte, da <strong>Friedrich Engels<\/strong> nel  1886.&nbsp; <br \/>\n  Si trattava di definire un materialismo che aveva rotto  tutti i suoi legami con l&rsquo;idealismo o, se preferite, con l&rsquo;astrazione, grazie  alle sue pratiche sociali e alle armi della critica.&nbsp; <\/p>\n<p>Tra queste due date si collocano alcuni fatti singolari che  vanno raccontati.&nbsp; &nbsp;&nbsp;<br \/>\n  Tutto inizia nel 1850, con la pubblicazione di un libro da  parte di un fisiologo olandese, <strong>Jacob Moleschott<\/strong>, oggi dimenticato, ieri famoso se non altro  per le polemiche che lo circondavano, intitolato, <em>Dottrina dell&rsquo;alimentazione per il popolo<\/em>.&nbsp; &nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p>Un libro che sarebbe passato sotto silenzio se non fosse che  questo medico era uno dei protagonisti di quello che allora si chiamava il <strong>materialismo<\/strong> <strong>scientistico<\/strong>, il cui obiettivo, anche se guardato con sospetto da  Engels, era di dissolvere le tesi della <em>Naturphilosophie<\/em> hegeliana.&nbsp; <\/p>\n<p>Prima di procedere, per capire meglio le tesi di <strong>Moleschott<\/strong> e  quello che gli succeder&agrave;, diciamo che nel 1852 pubblica un altro libro,  intitolato, <em>La circolazione della vita<\/em>,  &egrave; una risposta alle <em>Lettere chimiche<\/em> del barone tedesco <strong>Justus<\/strong><strong> Liebig<\/strong>, un nome da tutti conosciuto  ancora oggi come la &ldquo;marca&rdquo; di un estratto di carne tra le pi&ugrave; popolari, la <em>Liebigs<\/em><em> Fleischextrakt<\/em>.&nbsp; <br \/>\n  &nbsp; <br \/>\n  Qui a noi interessa la circostanza che Liebig era un <strong>creazionista<\/strong>, vale a dire, era un  seguace di quella teologia naturale che verr&agrave; in seguito chiamata del disegno  intelligente.&nbsp; <\/p>\n<p>Un sillogismo categorico dagli effetti devastanti per i  poveri di spirito.&nbsp; <br \/>\n  In altri termini Liebig, difendeva una concezione  spiritualistica della scienza.&nbsp; <\/p>\n<p>Come and&ograve; a finire questa polemica?&nbsp; <br \/>\n  Che a <strong>Moleschott<\/strong> gli fu dapprima sequestrato il libro, poi fu  costretto a dimettersi dall&rsquo;incarico di professore universitario, insegnava ad Heidelberg, perch&eacute; &ldquo;guastava la  giovent&ugrave; con gli scritti e la parola&rdquo;.&nbsp; <\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<a href=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/2009\/06\/cbwlaveno02g.jpg\" rel=\"lightbox\" title=\"Attenti ai c.a.n.i.! \"><br \/>\n\t\t<img decoding=\"async\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/2009\/06\/cbwlaveno02.jpg\" alt=\"Attenti ai c.a.n.i.! \" \/><br \/>\n\t<\/a>\n<\/p>\n<p>Quanto a Liebig vediamo a cosa lo portavano le sue tesi  spiritualiste.&nbsp; <br \/>\n  Per esempio, convertendo la propria dottrina sul fosforo in dottrina sulla storia delle societ&agrave; umane, ne dedusse che  tutte le societ&agrave; sono state destinate al tramonto appena esaurite le riserve di  fosforo dei terreni.&nbsp; <br \/>\n  Con questo spiegava il collasso della Grecia antica, di Roma  e dell&rsquo;Impero spagnolo.&nbsp; <br \/>\n  Poi, da buon profeta dello spirito, proclam&ograve; per conseguenza  il tracollo dell&rsquo;Impero britannico per colpa dei <em>water<\/em> <em>closets<\/em>,  perch&eacute; il fosforo degli alimenti tramite le fogne aveva cominciato a finire in  mare invece di ritornare sulla terra.&nbsp; <br \/>\n  In breve, secondo la sua dottrina del tramonto sarebbero sopravvissute solo la Cina e il Giappone, almeno fino a quando  vuoteranno i loro vasi da notte nelle concimaie per il riso.&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p>Costretto ad andarsene diremo di <strong>Moleschott<\/strong><strong> <\/strong>solo<strong> <\/strong>questo,<strong> <\/strong>che emigr&ograve; prima a Zurigo e poi, nel  1860, gli fu offerta la cattedra di fisiologia all&rsquo;Universit&agrave; di Torino.&nbsp; <br \/>\n  Fu un atto d&rsquo;imperio di Francesco De Sanctis,  ministro della pubblica istruzione.&nbsp; <br \/>\n  In ogni modo, dieci anni dopo pass&ograve; all&rsquo;Universit&agrave; di Roma e  nel 1876 divenne anche senatore del regno d&rsquo;Italia.&nbsp; <br \/>\n  In questi anni pubblic&ograve;, tra le altre cose, <em>Patologia e fisiologia<\/em>, un&rsquo;opera in cui  sosteneva la continuit&agrave; tra fisiologia e patologia aprendo una prospettiva  teorica che pi&ugrave; tardi segner&agrave; l&rsquo;opera di un altro grande medico, <strong>Claude Bernard<\/strong>. <\/p>\n<p>Ma torniamo a <strong>Feuerbach<\/strong><strong> <\/strong>e alla  sua recensione.&nbsp; <br \/>\n  Essa ruota, sostanzialmente, attorno ad un antico proverbio  contadino tedesco: <br \/>\n  <strong><em>Man ist  was Mann isst<\/em><\/strong><strong>.&nbsp; Si &egrave; ci&ograve; che l&rsquo;uomo mangia.&nbsp; &nbsp;&nbsp;<\/strong><br \/>\n  &Egrave; un gioco di parole.&nbsp; <br \/>\n  Perch&eacute; <strong><em>ist<\/em><\/strong> (&egrave;) si pronuncia come <strong><em>isst<\/em><\/strong>(mangia) e <strong><em>Mann<\/em><\/strong> (l&rsquo;uomo) si pronuncia come <strong><em>man<\/em><\/strong>(si).&nbsp; <br \/>\n  In questo modo: <strong>L&rsquo;uomo &egrave; ci&ograve; che si mangia.&nbsp; <\/strong>Se preferite, l&rsquo;uomo diviene ci&ograve;  che mangia.&nbsp; <\/p>\n<p>In questa formula si cela ci&ograve; che i <strong>c.a.n.i.<\/strong> non ci dicono.<br \/>\n    <strong>Che la  rappresentazione ha preso il posto della sostanza.&nbsp; <\/strong><br \/>\n  Nello specifico,<strong> non  potendo sopprimere l&rsquo;inquinamento si domestica la sua rappresentazione.&nbsp; <\/strong><br \/>\n  Per il sistema economico il problema non &egrave; la lotta  all&rsquo;inquinamento ma di mantenerlo al di sotto di una certa notoriet&agrave; per  continuare a fingere di combatterlo al dettaglio invece che di affrontarlo in  blocco.&nbsp; <\/p>\n<p>Ma possiamo ancora essere materialisti, prendere i problemi  alle radici? <br \/>\n  Noi esistiamo, in principio, nella forma di qualche  aminoacido manipolato, tutto il resto &egrave; una conquista della capacit&agrave; endogena di  reazione dell&rsquo;organismo che si fa pensiero, memoria, conoscenza, diviene <strong>zoe<\/strong><strong>, vita materiale.&nbsp; &nbsp;<\/strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p>Torniamo a Feurbach.&nbsp; Nel 1862 amplier&agrave; questo tema dell&rsquo;alimentazione  con uno scritto intitolato, <em>Il mistero  del sacrificio o, l&rsquo;uomo &egrave; ci&ograve; che mangia<\/em>.&nbsp; <br \/>\n  La sua tesi possiamo riassumerla cos&igrave;.&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br \/>\n  <strong>Esiste un&rsquo;unit&agrave;  imprescindibile tra psiche e corpo tale per cui il pensiero e l&rsquo;azione  dell&rsquo;uomo miglioreranno quando sar&agrave; riuscito a migliorare  la sua alimentazione.&nbsp; <\/strong><\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<a href=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/2009\/06\/cbwlaveno03g.jpg\" rel=\"lightbox\" title=\"Attenti ai c.a.n.i.! \"><br \/>\n\t\t<img decoding=\"async\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/2009\/06\/cbwlaveno03.jpg\" alt=\"Attenti ai c.a.n.i.! \" \/><br \/>\n\t<\/a>\n<\/p>\n<p>Se mettiamo l&rsquo;espressione di &ldquo;condizionare&rdquo; al posto di  &ldquo;migliorare&rdquo; si scopre la strategia alimentare degli eserciti moderni in zona  di operazioni armate: <strong>razioni K pi&ugrave;  antidepressivi<\/strong>.&nbsp; <\/p>\n<p>Lo ha scoperto la stampa americana.&nbsp; Lo ha scoperto per stupirsi della scoperta,  antica quanto il mondo, perch&eacute; la <strong>razione  K<\/strong> &egrave; l&rsquo;altra faccia del saccheggio dal punto di vista del suo fine.&nbsp; Quale?&nbsp;  Il <strong>parossismo<\/strong>.&nbsp; Alla lettera, un&rsquo;<strong>esacerbazione<\/strong> (<em>paroxyn&ograve;<\/em>) del processo di reificazione attraverso il  dosaggio dell&rsquo;eccitazione.&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p>A Feuerbach non interessava il  tema della nutrizione preso di per s&eacute;, ma la presunzione dell&rsquo;idealismo di <strong>dividere l&rsquo;unit&agrave; del vivente<\/strong> tra corpo  e spirito con l&rsquo;ingannevole obiettivo di salvare quest&rsquo;ultimo.&nbsp; <br \/>\n  &nbsp; <br \/>\n  I marinai di Kronstadt, affamati  da Mosca, avrebbero detto che questa &egrave; una questione di <strong>potrebnosti<\/strong>, di bisogni.&nbsp; <br \/>\n  L&rsquo;economia borghese, infatti, trasforma i bisogni umani in  prodotti e tende ad eliminare i bisogni degli animali se non sono sorgenti di  profitto.&nbsp; <br \/>\n  L&rsquo;importante &egrave; che questi bisogni sensibili non si rivelino  bisogni dell&rsquo;uomo in quanto uomo.&nbsp; <\/p>\n<p>Osserva <strong>Marx<\/strong>, se  ci&ograve; avviene si spezza quel sistema di legami che lega i bisogni alla produzione  o, quel che &egrave; peggio, che sviluppa la produzione di bisogni.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/p>\n<p>Per <strong>Feuerbach<\/strong>,  dunque, la qualit&agrave; dell&rsquo;alimentazione era una scorciatoia per ripensare il  ruolo della politica.&nbsp; <br \/>\n  Una tesi che appare ingenua fino a quando non si pone  l&rsquo;attenzione sul fatto che l&rsquo;efficacia della politica, come strumento, era  condizionata dalle forme del politico che l&rsquo;idealismo pretendeva avessero una natura  astratta.&nbsp; <br \/>\n  A cui <strong>Marx<\/strong><strong> <\/strong>aggiunge, di sfera separata della societ&agrave; civile, di  sovrastruttura.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;<strong><\/strong><\/p>\n<p>Il <em>Manifesto<\/em> aveva  affermato, tutta la lotta di classe &egrave; una lotta politica.&nbsp; Ma aveva lasciato alla piazza l&rsquo;intelligenza  di rispondere alla domanda che cosa significa fare politica e come si fa.&nbsp; <\/p>\n<p>Quando arrivarono i suoi professionisti tutto fin&igrave;, i  dualismi e l&rsquo;astrazione ripresero il sopravvento.&nbsp; Il mandante della strage di marinai e di  operai dei cantieri navali di Kronstadt dichiar&ograve;, &ldquo;la  politica si fa <strong>contro<\/strong> gli economisti  e i marxisti della <em>&ldquo;Seconda  Internazionale&rdquo;<\/em>.&nbsp; <\/p>\n<p>Siccome la nostra tesi pu&ograve; apparire paradossale come succede  tutte le volte che cadiamo dalla padella alla brace, vediamo il problema  alimentare al tempo di <strong>Feuerbach<\/strong>.&nbsp; &nbsp;<br \/>\n  In altri termini, quali erano le condizioni della classe  operaia in Europa a met&agrave; dell&rsquo;Ottocento?&nbsp; <\/p>\n<p>Il riferimento storiografico classico &egrave; il libro di <strong>Engels<\/strong>, <em>Die<\/em><em> Lage del arbeitenden Klasse in England<\/em> del 1845<br \/>\n  Vediamole invece a partire dell&rsquo;estrema miseria economica  che coinvolgeva <strong>Karl Marx<\/strong> e la sua  famiglia.&nbsp; <br \/>\n  Lo coinvolgeva come uomo, come marito, come intellettuale  nel momento pi&ugrave; maturo del suo percorso di studioso, nel momento in cui egli rivelava  il costrutto sociopolitico ed economico che fondava il sistema di vita borghese.&nbsp; &nbsp;&nbsp;<br \/>\n  Nel 1859 &egrave; pronto il manoscritto di <em>Per la Critica  dell&rsquo;Economia Politica<\/em>.&nbsp; <br \/>\n  <strong>Marx<\/strong> scrive ad <strong>Engels<\/strong>: &ldquo;Quel  povero manoscritto &egrave; finito ma non posso spedirlo perch&eacute; non ho un quarto di <em>penny<\/em> per affrancarlo&rdquo;.&nbsp; &ldquo;Non credo che qualcuno abbia mai scritto sul  denaro con una simile mancanza di denaro&rdquo;.&nbsp; <\/p>\n<p>Gennaio 1858, <strong>Karl  Marx<\/strong> scrive a <strong>Friedrich Engels<\/strong> che non ha di che riscaldare la casa e che la moglie &egrave; stata costretta a  impegnare persino lo scialle.&nbsp; <br \/>\n  Leggiamo.&nbsp; <br \/>\n  &ldquo;La pessima alimentazione, spesso a base di solo pane e  patate, il freddo, la nostra insalubre abitazione nel povero quartiere di Soho,  endemico focolaio di contagio, minano la mia salute e quella dei miei familiari&rdquo;.&nbsp; <br \/>\n  In certi momenti, raccontano dei <em>chroniqueur<\/em><strong><\/strong>senza pudore, la pena &egrave;  troppa anche per lui e si abbandona al pianto tra le braccia della moglie come  quando, &ldquo;nel momento della pi&ugrave; nera miseria&rdquo; gli muore la piccola <strong>Franziska<\/strong> ed  egli non ha neppure i soldi per comprarle una bara.&nbsp; <br \/>\n  Siamo nel 1852.&nbsp; <br \/>\n  Nel novembre del 1849 gli era nato il quarto figlio, <strong>Guido<\/strong>.&nbsp;  Il povero piccolo gli mor&igrave; un anno dopo la nascita.&nbsp; <br \/>\n  Nel 1855 la prova pi&ugrave; atroce.&nbsp; Gli muore il figlioletto prediletto, il  piccolo <strong>Musch<\/strong>.&nbsp; <br \/>\n  Muore per una tubercolosi intestinale, ma in realt&agrave;, come  scriver&agrave; pi&ugrave; avanti &ldquo;vittima della miseria borghese&rdquo;.&nbsp; <br \/>\n  Durante la malattia <strong>Marx<\/strong> aveva scritto ad <strong>Engels<\/strong>:&nbsp; <br \/>\n  &ldquo;Mia moglie da una settimana in qua &egrave; ammalata come non mai  per un&rsquo;angoscia morale ed anche a me sanguina il cuore e brucia il capo,  sebbene io debba naturalmente darmi un contegno.&nbsp; Durante la malattia il bambino non smentisce  un solo istante il suo carattere particolare, cordiale e al tempo stesso indipendente&rdquo;.&nbsp; <br \/>\n  &Egrave; il sei aprile, il giorno della morte del bambino.&nbsp; <br \/>\n  &ldquo;Il mio dolore tu lo capisci&rdquo;.&nbsp;&nbsp; <br \/>\n  Noi lo capiamo?&nbsp; <br \/>\n  Cosa significa aver fame.&nbsp;  Sentirsi ed essere deboli in ogni momento del giorno e della notte.&nbsp; <br \/>\n  Soffrire di anemia, ulcerazioni, diarrea, ipotrofia  temporale, calo ponderale, a cui si devono aggiungere  capelli fragili, facilit&agrave; di ecchimosi, cecit&agrave; notturna, riduzione del gusto,  sanguinamento gengivale, flogosi, disorientamento, apatia, neuropatie,  atassia.&nbsp; Morte.&nbsp; <br \/>\n  Un problema che oggi riguarda quasi un miliardo di  persone.&nbsp; <\/p>\n<p>Nel tempo di lettura di questo testo moriranno seicento  bambini d&rsquo;inedia.&nbsp; <\/p>\n<p>Ma in che modo, qui, sono coinvolti i <strong>c.a.n.i.<\/strong>?&nbsp; <\/p>\n<p>Se l&rsquo;intendiamo come un <strong>acronimo<\/strong> di <strong>composti alimentari non  identificabili<\/strong>, essi sono allo stesso tempo l&rsquo;estremo inganno della  naturalezza irriconoscibile della forma di merce e la saldatura  dell&rsquo;alienazione alla sostanza di cui sono fatti gli uomini.&nbsp; <br \/>\n    <strong>La marca dei cani &egrave;  lo spirito divenuto sensibile.&nbsp; <\/strong><br \/>\n    <strong>La forma di merce che  si fa carne del vivente.&nbsp; <\/strong><\/p>\n<p><strong>Pi&ugrave; prosaicamente,  questo acronimo significa che circa l&rsquo;ottanta per cento di ci&ograve; che <\/strong><br \/>\n    <strong>mangiamo<\/strong><strong> non &egrave; quello che crediamo di  mangiare.&nbsp; <\/strong><\/p>\n<p>Agli allevatori di <strong>c.a.n.i.<\/strong> non interessa tanto abolire la storia naturale  dell&rsquo;alimentazione, quanto abolire la sua memoria in modo che sia la nuova  povert&agrave; a stabilizzare i bisogni.&nbsp; <br \/>\n  Del resto, da tempo la promessa di  democratizzare il lusso nasconde la necessit&agrave; di smaltire l&rsquo;eccedenze  merceologiche.&nbsp; <\/p>\n<p>Un tempo le menzogne si organizzavano come ragione di Stato,  oggi come esigenze di mercato.&nbsp; <br \/>\n    <strong>Noi siamo troppi per  morire di una sola forma di morte.&nbsp; <\/strong><br \/>\n    <strong>Ci consentono un&rsquo;ampia scelta mercantile.&nbsp; <\/strong><\/p>\n<p>Facciamo il caso degli <strong>Organismi  geneticamente modificati<\/strong>, con questa necessaria premessa.&nbsp; <br \/>\n  La forma dello sviluppo tecnico, nella modernit&agrave;, non pu&ograve;  essere in alcun modo identificata come una forma di progresso necessaria,  piuttosto, come una conveniente illusione progressista.&nbsp;&nbsp; <br \/>\n  &nbsp; <br \/>\n  Partiamo dagli enzimi.&nbsp;  Sono proteine in grado di catalizzare una reazione chimica.&nbsp; <br \/>\n  Ci sono degli enzimi che derivano dagli OGM e sono sotto  forma di batteri o di funghi.&nbsp; <br \/>\n  Servono principalmente per la trasformazione degli amidi in  zuccheri, per modificare oli e grassi, ridurre il deterioramento degli alimenti  a base di uova, migliorare la lievitazione dal punto di vista dell&rsquo;appetibilit&agrave;  dei prodotti.&nbsp; <\/p>\n<p>Ma vediamo nello specifico.&nbsp;  Soia, mais, patate, papaia, zucchine, sono in  genere alimenti geneticamente modificati, soprattutto sul mercato  americano.&nbsp; <br \/>\n  Quanto ai pomodori, quelli OGM sono violacei, non marciscono  e dovrebbero aiutarci a combattere il cancro.&nbsp; <br \/>\n  Risultano geneticamente modificati  i prodotti lattiero-caseari, burro compreso, di  bovini trattati con l&rsquo;ormone della crescita.<br \/>\n  Enzimi, additivi alimentari, aromi, dolcificanti, caglio per  produrre formaggi a pasta dura sono geneticamente modificati.&nbsp; <br \/>\n  Carne, uova, miele possono derivare  da animali e piante geneticamente modificati.&nbsp; <br \/>\n  Olio di soia, di mais, di colza, margarine, farine,  destrosio, fruttosio sono geneticamente modificati.&nbsp; <br \/>\n  Altri alimenti che possono contenere organismi geneticamente  modificati sono:&nbsp; <br \/>\n  omogeneizzati per l&rsquo;infanzia, pane, <em>hamburger<\/em> e <em>hot-dog<\/em>, maionese, fiocchi di  cereali, <em>crackers<\/em>,  biscotti, cioccolata, caramelle, fritti, gelato, <em>yogurt<\/em>, salse di pomodoro, alcool, lieviti, burro di arachidi.&nbsp; <br \/>\n  E ancora, cosmetici, sapone,  detergenti, <em>shampoo<\/em>, bagni  schiuma.&nbsp; <\/p>\n<p>Qui, la risposta chimica ha sempre il ghigno brutale  dell&rsquo;industria capitalista.&nbsp; <br \/>\n  Si tratta, di fatto, di trasfigurare un progresso parziale  per rappezzare una situazione degradata anteriormente dallo stesso modo di  operare.&nbsp; <br \/>\n  L&rsquo;enumerazione delle conseguenze di questa perdita di realt&agrave;  sono infinite, ma proviamo a citarne una.&nbsp; <br \/>\n  Le carenze in oligo-minerali  nell&rsquo;alimentazione &ndash; alle quale si associano le mancanze di resistenza  dell&rsquo;organismo umano alle malattie &ndash; sono determinate dalla presenza nel suolo  dai nitrati solubili utilizzati come concime.&nbsp; <br \/>\n  <strong>Nitrati<\/strong> che poi  si trasformano in <strong>nitriti<\/strong> tossici  secondo una ferrea proporzione che aumenta rapidamente rispetto al tenore  iniziale dei nitrati.&nbsp; <\/p>\n<p>Quanto al rapido diffondersi degli OGM esso dipende dal  fatto che la nuova agricoltura deve ignorare la complessit&agrave; microbica  simbiotica del suolo e delle piante e rifiutare di vedere nel loro rapporto un rapporto tra esseri viventi.&nbsp;  La sterilizzazione del suolo e la sua ricomposizione,  invece, tende a farlo corrispondere alle condizioni di laboratorio in modo di  poter agire su di esso di conseguenza.&nbsp; <br \/>\n  Questo comporta la sparizione di decine e decine di migliaia  di specie.&nbsp; Secondo i biologi la met&agrave;  delle forme di vita sulla terra sono minacciate d&rsquo;estinzione pura e  semplice.&nbsp; <\/p>\n<p>C&rsquo;&egrave; un&rsquo;espressione che caratterizza questo nuovo scorcio di  secolo.&nbsp; &Egrave; la qualifica di <strong>abiotico<\/strong>.&nbsp; <br \/>\n  Questa espressione esprime compiutamente la scomparsa delle  condizioni favorevoli alla vita come il pi&ugrave; miserabile risultato del secolo che  ci siamo lasciati alle spalle.&nbsp; Ma  nessuno ne parla.&nbsp; <\/p>\n<p><strong>Il punto di partenza  dell&rsquo;inganno &egrave; questo: Le condotte alimentari dipendono sempre meno dalle norme  culturali e sempre pi&ugrave; dalla domesticazione mediatica.<\/strong><br \/>\n  Esse tendono a scollarsi dalle abitudini locali e regionali come  dai ricordi dell&rsquo;infanzia.&nbsp; <\/p>\n<p>Mettono sempre pi&ugrave; spesso gli individui di fronte ad  un&rsquo;immensa scelta di materie prime e di prodotti pronti ad essere consumati che  basta far riscaldare.&nbsp; <br \/>\n    <strong>Insomma, un immenso  catalogo di c.a.n.i. anche transgenici domina la  scena alimentare. <\/strong><\/p>\n<p>I <strong>c.a.n.i<\/strong>. sono una merce perfetta perch&eacute; la ricchezza,  che &egrave; il contenuto della merce, qui &egrave; nella forma di una mancanza, cio&egrave;, &egrave; la  negazione di quella particolarit&agrave; che un tempo era propria dell&rsquo;astrazione  mercantile.&nbsp;&nbsp; <\/p>\n<p>Queste condotte alimentari, poi, diventano sempre pi&ugrave; spesso  i teatri di tragedie planetarie.&nbsp; <br \/>\n  Dalla mucca pazza ai polli alla diossina,  alle anatre portatrici d&rsquo;infezioni polmonari, ai coloranti tossici ai  conservanti cancerogeni, alle febbri suine.&nbsp; <\/p>\n<p>I disastri convengono, giustificano la mediazione degli  specialisti e concorrono a realizzare il programma di controllo sociale che <strong>George Orwell<\/strong> vedeva ancora in termini  di una guerra contro un nemico esteriore.&nbsp; <\/p>\n<p><strong>In altri termini, colui che mangia &egrave; sospinto in un tunnel dove non c&rsquo;&egrave; che un  pret-&agrave;-manger di cui non conosce l&rsquo;origine, la  storia, <\/strong>la<strong> composizione reale.&nbsp; <\/strong><\/p>\n<p>L&rsquo;onnivoro per respingere l&rsquo;ansia e la paura, che gli sono congeniali, si lascia ingannare confidando nella fortuna e  nel caso, nessuno legge le etichette, chi le legge e le capisce trema.&nbsp; &nbsp;&nbsp;<br \/>\n    <strong>In questo modo si  finisce per nutrirsi di alimenti senza storia e senza identit&agrave;.&nbsp; <\/strong><\/p>\n<p>Cosa comporta tutto questo?&nbsp; <br \/>\n    <strong>Che l&rsquo;unit&agrave;  imprescindibile di psiche e corpo di cui parlava Feuerbach  &egrave; divenuta una mera rappresentazione all&rsquo;ombra dei poteri economici.&nbsp; <\/strong><br \/>\n    <strong>&nbsp; <\/strong><br \/>\n    <strong>Una finzione  culturale che scuote il tratto simbolico degli atti alimentari, facendoli  diventare ci&ograve; che essi non sono mai stati, strumenti per affermare, invece  dell&rsquo;identit&agrave;, la differenza.&nbsp; &nbsp;<\/strong><br \/>\n  In questo modo s&rsquo;invera il mondo alla rovescia, tanto caro  allo spettacolo.&nbsp; <\/p>\n<p>I giovani consumatori, in particolare, sono banalizzati da  queste nuove <strong>frontiere canine<\/strong> del  gusto.&nbsp; &nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p>Sono indotti a consumare prodotti il cui sapore gioca su <strong>soglie standard<\/strong> sempre pi&ugrave;  ristrette.&nbsp; <br \/>\n  Sono privati di ogni sottigliezza gustativa, di fatto,  finiscono per restare orfani di <strong>aree di  cultura materiale<\/strong> sempre pi&ugrave; vaste, dunque, <strong>di ci&ograve; che lega il sapore al sapere<\/strong>.&nbsp; &nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p>Il cibo, come le forme della politica, &egrave; indistinguibile di  per s&eacute; e non si identifica che per le sue etichette, per il suo nome e per il  suo prezzo.&nbsp; <\/p>\n<p>Un attento studioso della cultura dei sensi, <strong>Michel<\/strong> <strong>Serres<\/strong>, in un libro famoso, <em>Les<\/em><em> cinq sens<\/em> (1985) scrive che l&rsquo;America si &egrave; votata al cibo <strong>molle<\/strong>, saturo di grassi e di zuccheri,  facile da inghiottire, che costituisce un vero attentato contro la <strong>zoe<\/strong>, sia sotto  l&rsquo;aspetto nutrizionale che culturale.&nbsp; <\/p>\n<p>Per ragioni mercantili e di produzione il gusto &egrave; stato <strong>trasferito  dal cibo alle salse che lo condiscono<\/strong> e questo trasferimento agisce su due  registri rozzi, il <strong>forte<\/strong> e il <strong>piccante<\/strong>, e sulle bevande di sapore <strong>zuccherato<\/strong>.&nbsp; <\/p>\n<p><strong>Feuerbach<\/strong> avrebbe detto.&nbsp; <strong>Le ragioni della domesticazione sociale hanno indotto a mascherare con  la salsa della politica l&rsquo;asprezza della lotta di classe ed  ora, questo mascheramento agisce su due registri psicologicamente sensibili, quello  della sicurezza e quello della legittimit&agrave; di tutto ci&ograve; che in qualche modo pu&ograve;  ferire gli interessi di classe, affidando al sapore zuccherato dei media il  compito di rendere tutto questo appetibile.&nbsp; <\/strong><br \/>\n  &nbsp; <br \/>\n  Va notato un altro problema.&nbsp; <br \/>\n  I prodotti industriali, per assolvere alla  loro missione di diffusione di massa, esigono una continua ed attenta <strong>re-definizione sensoriale<\/strong>, in termini  di <strong>sapore<\/strong>, <strong>odore<\/strong>, <strong>aroma<\/strong>, <strong>testura<\/strong>, <strong>colore<\/strong> e <strong>presentazione<\/strong>.&nbsp; <br \/>\n  Provate a tradurre questa esigenza, sulla falsariga di <strong>Feuerbach<\/strong>, nello  scenario di una politica in cui <strong>gli  uomini sono prodotti delle circostanze e dell&rsquo;educazione<\/strong> e coglierete le  ragioni di certi sdoganamenti a destra e di certe liquidazioni a sinistra.&nbsp; <\/p>\n<p><strong>Joseph Gabel<\/strong>, parlando della permeabilit&agrave; del <strong>Dasein<\/strong><strong> <\/strong>( cio&egrave;, del  sentimento dell&rsquo;<strong>esserci)<\/strong> nel tempo  dello spettacolo, arriva a definire &ldquo;il mangiare in comune&rdquo;, la forma della  convivialit&agrave;, come una funzione interumana d&rsquo;importanza antropologica  primordiale.&nbsp; <\/p>\n<p>Funzione nella quale i <strong>deliri<\/strong> <strong>paranoici<\/strong> delle <strong>ideologie<\/strong> <strong>politiche<\/strong> introducono la variante dell&rsquo;avvelenamento, in senso etimologico, visto che il  veleno &egrave; capace per la sua forza di mutare la propriet&agrave; naturale di una  cosa.&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p>In sostanza, quando manca la <strong>commensalit&agrave;<\/strong><strong>, la convivialit&agrave; e l&rsquo;accoglienza <\/strong>intese come le coordinate  dell&rsquo;esistere sociale si ha l&rsquo;impressione che il mondo sia divenuto  tossico.&nbsp; <\/p>\n<p>Con quali conseguenze?&nbsp;  Provo a riassumere il pensiero di <strong>Gabel<\/strong>.&nbsp; <br \/>\n  Egli dice, l&agrave; dove non esiste pi&ugrave; una coscienza  dell&rsquo;esistenza dialettica convergono tre fatti.&nbsp; <br \/>\n  &#8211; Il sentimento di essere un estraneo in un mondo che ci  appare estraneo.&nbsp; <br \/>\n  &#8211; L&rsquo;impressione di essere indifeso in seguito alla scomparsa  di una <strong>coscienza assiologia comune<\/strong>.&nbsp; Cio&egrave;, indifeso davanti alla scomparsa di  valori condivisi.&nbsp; <br \/>\n  &#8211; L&rsquo;incapacit&agrave; di rapportarsi con le circostanze e gli individui  che, per riflesso, ci appaiono ostili.&nbsp; <\/p>\n<p>A questo punto dovrebbe essere evidente <strong>l&rsquo;analogia tra i composti alimentari non identificabili&nbsp; che stanno sulla  nostra tavola e i composti politici non identificabili che occupano le  assemblee nazionali divenute teatri borghesi. <\/strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p>Torniamo allora ai prodotti alimentari, questa&nbsp; loro re-definizione  finisce per produrre inevitabilmente un velenoso <strong>gusto di sintesi<\/strong> che appare <strong>pi&ugrave;  verosimile di quello vero<\/strong>.&nbsp; <br \/>\n  &nbsp; <br \/>\n  Un fenomeno, in molti campi irreversibile, per esempio, per  quanto riguarda i sapori fruttati.&nbsp; <br \/>\n  Il gusto di essi, per usare un  neologismo, si &egrave; <strong>artificicializzato<\/strong> grazie agli aromi di sintesi che lo esaltano oltre ogni aspettativa  naturale.&nbsp; <br \/>\n  Il mercato ne offre pi&ugrave; di quattromila, <strong>ma i pi&ugrave; venduti sono quelli che non esistono in natura.&nbsp; <\/strong><\/p>\n<p>Poco importa, visto che la natura si &egrave; urbanizzata e ci sono  certi vini che sono apprezzati anche perch&eacute; hanno un aroma di asfalto.&nbsp;&nbsp; <\/p>\n<p>Il piacere gustativo, in sostanza, si rivela attraverso delle  emozioni che sono indotte sempre pi&ugrave; in modo artificiale.&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br \/>\n  Emozioni <strong>istantanee<\/strong>, <strong>semplificate<\/strong>, <strong>esagerate<\/strong>, <strong>violente,  infantili<\/strong> ed <strong>effimere<\/strong>.&nbsp; <br \/>\n  Tutto il contrario dell&rsquo;esperienza che si aveva un tempo con  i cibi naturali.&nbsp; <\/p>\n<p>In altri termini assistiamo ad una  rincorsa per aumentare la soglia gustativa del cibo <strong>pret-&agrave;-porter<\/strong><strong>,<\/strong> a tal punto che recenti indagini su  un gruppo campione di bambini americani ha portato alla luce il fatto che essi  non sono pi&ugrave; in grado di apprezzare dal punto di vista sensoriale alcuni frutti  comuni come la mela o la fragola.&nbsp; <\/p>\n<p>Insomma, oggi, non siamo ancora in grado di valutare sul  lungo periodo l&rsquo;effetto dei <strong>c.a.n.i<\/strong>.&nbsp; <br \/>\n  Quanto ai prodotti naturali rimasti c&rsquo;&egrave; una tendenza,  soprattutto nei prodotti frutticoli, non solo a ridurne le specie per limitarle  alle pi&ugrave; <strong>convenienti<\/strong> sul piano  economico, ma ad incrementare la produzione di quelle pi&ugrave; <strong>estetiche<\/strong> sul piano della forma o, meglio, che siano suscettibili,  come dicono i <em>designer<\/em>, di <em>re-styling<\/em>.&nbsp; &nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p>Da dove nasce questa decisione?&nbsp; <br \/>\n  Dal convincimento che i processi di <strong>estetizzazione<\/strong> degli atti  alimentari e del <em>food<\/em><em> and bevarage<\/em> in particolare, creeranno un&rsquo;equazione tra bello e buono, favorita anche dalla  riduzione delle specie. <br \/>\n  &Egrave; la stessa politica delle cosiddette democrazie moderne,  tra le quali, in questo momento siamo all&rsquo;avanguardia.&nbsp; <\/p>\n<p>Conclude amaramente <strong>Michel<\/strong> <strong>Serres<\/strong> nel libro che abbiamo  prima citato:&nbsp; <br \/>\n    <em>&ldquo;L&rsquo;albicocca molto  presto non avr&agrave; altro gusto se non quello della parola che entra in bocca per  pronunciare il suo nome&rdquo;.&nbsp; <\/em>&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p>Questo tema pu&ograve; essere considerato anche sotto altri punti  di vista.&nbsp; <br \/>\n  La progressiva fusione delle etnie e d&rsquo;intere popolazioni, un  tempo separate da barriere geografiche, linguistiche e culturali, cos&igrave; come le  nuove migrazioni, tendono a segnare in modo irreversibile la modernit&agrave;.&nbsp; <\/p>\n<p>In generale possiamo dire che ovunque le culture locali  rischiano di soccombere nella loro identit&agrave;, sia davanti ai macro processi  economici in corso, sia in virt&ugrave; del potere di sincronia di massa dei sistemi mediali.&nbsp; <br \/>\n  Il danno, da un punto di vista antropologico, &egrave; enorme  perch&eacute; la <strong>diversit&agrave;<\/strong> &egrave; fondamentale  per consentire <strong>l&rsquo;evoluzione della specie  e l&rsquo;evoluzione culturale<\/strong>.&nbsp; <\/p>\n<p>Siamo, in pratica, di fronte ad una sorta di <strong>entropia culturale<\/strong> che mescolando le  culture ne riduce l&rsquo;originalit&agrave; ed elimina i particolarismi.&nbsp; <br \/>\n  In questo modo culture in origine diverse sono costrette a  condividere consumi, prodotti culturali di massa, abitudini alimentari e  linguaggi.&nbsp; <\/p>\n<p>I beni di consumo, soprattutto quelli legati ai fenomeni di  moda nascente, non hanno pi&ugrave; un <strong>luogo<\/strong>,  sono concepiti in un paese, costruiti in altro, assemblati in un terzo.&nbsp; <br \/>\n  I gamberetti pescati nel mare del Nord sono lavorati a  Casablanca.&nbsp; <br \/>\n  Le patate tedesche sono tagliate in Grecia e fritte in  Provenza.&nbsp;&nbsp; <br \/>\n  In questo modo la convenienza mercantile  fittizia, giocata sulla dislocazione, appare come una <strong>fusione<\/strong> delle culture che maschera la <strong>confusione.&nbsp; <\/strong>&nbsp;<\/p>\n<p>L&rsquo;artificiale omogeneizzazione che ne deriva <strong>non<\/strong> &egrave; uguale per tutti, ma <strong>frattura<\/strong> la societ&agrave; in gruppi di  consumatori, impotenti dal punto di vista dell&rsquo;esperienza sensoriale e  decisionale, con il paradosso che si formano maggiori <strong>differenze<\/strong> tra le <strong>subculture<\/strong> all&rsquo;interno della stessa area metropolitana di quanto non emergono tra i  consumatori di aree poste a grandi distanze.&nbsp; <\/p>\n<p>In questo modo, nei paesi che subiscono una forte pressione  dal colonialismo culturale delle merci prodotte dai paesi egemoni, la  popolazione non &egrave; pi&ugrave; <strong>omogenea nella  diversit&agrave;<\/strong>, ma &egrave; nella forma di un <strong>melting<\/strong> <strong>pot<\/strong>, di  un crogiolo, alimentato dai <strong>sistemi<\/strong> <strong>mediali<\/strong>.&nbsp; <br \/>\n  &nbsp; <br \/>\n  Elementi di cultura materiale che un tempo appartenevano alle <em>&eacute;lite<\/em> sono spalmati sulle periferie sociali, dove vengono re-interpretati,  trasformati e ritrasmessi verso queste <em>&eacute;lite<\/em> da dove, poi, sono nuovamente dispersi.&nbsp; &nbsp;<br \/>\n  Oppure, elementi culturali delle periferie sociali sono alienati  in favore delle <em>&eacute;lite<\/em> dalle quali vengono ritrasmessi verso le periferie sociali.&nbsp; <br \/>\n  Il risultato di questo processo &egrave; la confusione sociale, ma  si definisce <strong>m&eacute;tissage<\/strong> e lo si traveste di esotismo.&nbsp;&nbsp; <\/p>\n<p>Tali elementi di <strong>cultura  materiale globalizzata<\/strong> sono molto popolari nell&rsquo;ambito alimentare, dove i  cibi propri di alcune culture si sono <strong>installati<\/strong> nella dieta quotidiana di altre culture mescolandosi in esse.&nbsp; <br \/>\n  Oggi, si pu&ograve; mangiare una <em>pizza<\/em> decente in molte capitali del sud America, un ottimo <em>couscous<\/em> a Mosca, della buona <em>paella<\/em> a New York.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br \/>\n  Cosa vuol dire?&nbsp; <br \/>\n  <strong>Che in ambito  alimentare la distinzione tra i modi di cucinare e le preferenze alimentari &egrave;  diventata sempre pi&ugrave; confusa.&nbsp; <\/strong><br \/>\n  I sociologi parlano di &ldquo;<strong>gastro-anomia<\/strong>&rdquo;.&nbsp; Cio&egrave;, di <strong>solitudine<\/strong> di colui-che-mangia.&nbsp; Una solitudine che ha il sapore  dell&rsquo;alienazione sociale.&nbsp; <br \/>\n  Un soggetto che invece di essere guidato dal desiderio &egrave;  vittima di un bisogno <strong>impulsivo-imitativo<\/strong> per cibi senza identit&agrave;.&nbsp;&nbsp; <\/p>\n<p>Tutto questo, naturalmente, va a vantaggio delle <strong>nutrici-globali<\/strong> che, con sempre  maggiore arroganza gestiscono il nostro futuro alimentare. <\/p>\n<p>Attualmente esistono almeno sei  alimenti e due bevande globalizzati sono:&nbsp; <br \/>\n  i <strong><em>noodles<\/em><\/strong> (e gli spaghetti), gli <strong><em>hamburger, <\/em><\/strong>il <strong><em>sushi, <\/em><\/strong>il <strong><em>chili<\/em><\/strong> con carne, la <strong>pizza, <\/strong>il <strong><em>cuscus.<\/em><\/strong> <br \/>\n  A questo elenco, di recente, si &egrave; aggiunta la <strong><em>paella<\/em><\/strong>. <br \/>\n  Le due bevande sono: la &ldquo;<strong>coca-cola<\/strong>&rdquo; e le sue varianti, il <strong>caff&egrave;.<\/strong>&nbsp; <br \/>\n  Il t&egrave;, per la sua storia, costituisce un caso a parte, come  il latte nelle culture lattofile.&nbsp; <\/p>\n<p>Tutto ci&ograve; che prospera sotto l&rsquo;alienazione &egrave; destinato a  riprodurla, corrompendosi.&nbsp; <br \/>\n  In questo momento nel mondo un miliardo d&rsquo;individui non ha  nulla di cui nutrirsi ed un altro miliardo non ha un  reddito sufficiente per avere un posto dove sedersi e delle posate per mangiare  quello che non merita di essere mangiato.&nbsp; <br \/>\n  Poco importa, anche la miseria si pu&ograve; scimmiottare.&nbsp; Questo stato di cose ha dato  vita alla moda dello <strong>street food<\/strong> e del <strong>finger food<\/strong>.&nbsp; <br \/>\n  <strong>Quello che alla  periferia dell&rsquo;impero &egrave; una tragedia, al centro &egrave; una farsa.&nbsp; <\/strong><br \/>\n  Il cibo di strada, tra l&rsquo;altro, concorre alla <strong>de-sincronizzazzione<\/strong> dei tempi sociali e alla diffusione dei <strong>cibi  acronici<\/strong>, senza tempo, <strong>food around the clock<\/strong>.&nbsp; Si mangia quello che si vuole in ogni momento  della giornata.&nbsp; <br \/>\n  Peccato che la scelta &egrave; di fatto limitata  ai <strong>c.a.n.i.<\/strong> e che questa libert&agrave; non si riduca all&rsquo;atto pratico a favorire un <strong>nuovo disordine alimentare<\/strong>.&nbsp; <br \/>\n  Disordine incoraggiato dal <strong>finger food<\/strong>, dalle mani al posto delle forchette, dall&rsquo;ebbrezza  dello <strong>zapping del gusto<\/strong>, immersi in  un caleidoscopio di colori e di gusti.&nbsp;  Gli entusiasti parlano di <strong>nuovo polisensualismo<\/strong>, di esaltazione delle capacit&agrave; tattili  dei polpastrelli come condizione per gustare a fondo le vivande.&nbsp; <br \/>\n  Insomma, saremmo di fronte ad un nuovo individualismo che  esalta l&rsquo;investimento emotivo sul gusto e lo rinnova continuamente.&nbsp; <br \/>\n  In realt&agrave; il <strong>finger food<\/strong>, come si &egrave; diffuso nelle metropoli occidentali,  sottolinea una importante regressione infantile che rompe la continuit&agrave; &ndash; messa  in luce da <strong>Claude L&eacute;vi-Strauss<\/strong> &ndash; tra il cibo buono da pensare con quello che mangiato concorre a formare  l&rsquo;identit&agrave; solidale dei commensali.&nbsp; <\/p>\n<p>La necessit&agrave; di una redditivit&agrave; ha poi fatto scivolare la funzionalit&agrave; di questo sistema alimentare verso <strong>c.a.n.i.<\/strong> messi  in contenitori esteticamente funzionali alle porzioni <em>one shot<\/em>.&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;<br \/>\n  Forse &egrave; il caso di ricordare che <strong>zapping<\/strong> significa, nello <strong>slang<\/strong> delle bande giovanili americane, far fuori, sparare, eliminare.&nbsp; <\/p>\n<p>Da tempo la forma di capitale &egrave; l&rsquo;universale che si nasconde  dietro i fenomeni.&nbsp; &Egrave; la rappresentazione  di una rappresentazione.&nbsp; <br \/>\n  Grazie ai <strong>cani<\/strong> la <strong>macchina<\/strong> e il <strong>corpo<\/strong> smettono di essere due paradigmi in conflitto.&nbsp; Ancora un piccolo sforzo ed avranno anche la  stessa fisiologia, saranno uno stesso <strong>apparato<\/strong>.&nbsp; <\/p>\n<p>Platone vedeva nell&rsquo;organico l&rsquo;anima del mondo.&nbsp; <br \/>\n  La politica vede nell&rsquo;anima la sostanza salvifica, quel effetto di parola per cui adesso le cose hanno il gusto  del nome.&nbsp; Esistono solo  nell&rsquo;immaterialit&agrave;.&nbsp; <\/p>\n<p>I <strong>c.a.n.i.<\/strong> sono l&rsquo;assoluto che si fa astrazione, un paradigma teologico.&nbsp; <\/p>\n<p>Se, infatti, l&rsquo;uomo &egrave; oggi ci&ograve; che si mangia, allora &egrave;  liquidato dalla testa al ventre.&nbsp; <br \/>\n  La natura &egrave; oramai altrove, oltre i simulacri, i giardini  zoologici e i presidi delle <strong>lumache<\/strong> <strong>radical<\/strong> <strong>chic<\/strong>.&nbsp;  &nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p>L&rsquo;uomo, che adesso <strong>inghiotte<\/strong> controvoglia ci&ograve; che si &egrave;, sopravvive globalizzato, ma <strong>caca<\/strong> locale dentro un deserto che avanza.&nbsp; <\/p>\n<p>Il passaggio dalla natura alla cultura si &egrave; consumato,  afferm&ograve; Claude L&eacute;vi-Strauss, accendendo un fuoco e  separando il giaciglio della madre da quello del figlio.&nbsp; <br \/>\n    <strong>Il passaggio a  ritroso che fa dell&rsquo;antropologia un risvolto della teologia si realizza facendo  di questa cultura della vita un&rsquo;astrazione politica svenduta come un ideale di  democrazia.&nbsp; <\/strong><br \/>\n    <strong>&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/strong><br \/>\n  Resta in sospeso il perch&eacute; dell&rsquo;insistenza  materialista di <strong>Feuerbach<\/strong> a non concedere vie di scampo all&rsquo;idealismo.&nbsp; <br \/>\n  &Egrave; un perch&eacute; profetico.&nbsp; <br \/>\n  I disastri dell&rsquo;idealismo, e delle forze economiche che in  esso si riconoscono, sono certamente messi in luce dalle forme del politico e  con una significativa abbondanza di particolari, ma  anche con il <strong>compiacimento<\/strong> che essi  sono <strong>implacabili<\/strong> e che pesano <strong>definitivamente<\/strong> sulla nostra  sopravvivenza.&nbsp; <br \/>\n  Ma gli uomini, come prodotti dalle circostanze, non possono  fidarsi di una idea del mondo che si sbraccia ad  annunciare <strong>trionfalmente<\/strong> la <strong>cattiva<\/strong> <strong>novella<\/strong>.&nbsp; <\/p>\n<p>La politica, da tempo, come espressione dei segreti della  teologia, ha condiviso tutto questo fino al punto di rendere odiosa ogni  disputa sul governo degli uomini e, per questo, &egrave; stata ripudiata.&nbsp; <\/p>\n<p>Per l&rsquo;idealismo &ndash; anche nelle sue versioni pi&ugrave; attualizzate,  come quelle che circolano intorno ai temi della biopolitica  &ndash; il catastrofismo non &egrave; che un alibi e una inclassificabile  propaganda in favore di una sopravvivenza che <strong>la politica vuole sempre di pi&ugrave; in una forma amministrativa, cio&egrave;,  autoritaria<\/strong>.&nbsp; <\/p>\n<p>In questo modo, l&rsquo;immensit&agrave; dei problemi e l&rsquo;urgenza che li  circondano fanno apparire le soluzioni politiche come possibili solo a partire  dall&rsquo;alleggerimento dello scontro di classe visto che ci&ograve; che li ha prodotti &egrave;  essenzialmente qualcosa di teologicamente naturale.&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p><em>20 giugno 2009.<\/em><\/p>\n<p>(Gianni-Emilio Simonetti)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Variante della conferenza presso l&rsquo; &ldquo;A.N.P.I. di Ispra del giugno 2008.&nbsp; Attenti ai c.a.n.i.! Laveno, Biblioteca Comunale, giugno 2009.&nbsp; Il nostro punto di partenza &egrave; presto detto.&nbsp; La modernit&agrave; &egrave; folle nel senso che ha perduto tutto salvo le ragioni della sua follia.&nbsp; Lo ricordiamo agli affamati.&nbsp; Sous les pav&eacute;s, la table! 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