{"id":3737,"date":"2009-05-19T23:26:01","date_gmt":"2009-05-19T22:26:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pages.mi.it\/?p=3737"},"modified":"2009-05-30T17:56:42","modified_gmt":"2009-05-30T16:56:42","slug":"food-design-nona-esercitazione-2008-2009","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/2009\/05\/19\/food-design-nona-esercitazione-2008-2009\/","title":{"rendered":"Food Design &#8211; Nona esercitazione 2008-2009"},"content":{"rendered":"<div class=\"class-bg01\">\n<div>\n<p align=\"center\"><strong>(Politecnico di Milano, Anno accademico 2008-2009)<\/strong><br \/>\n<strong>Cattedra di FOOD-DESIGN.<\/strong><br \/>\n<strong>(Nona esercitazione, marted\u00ec 19 maggio 2009)<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>***<\/strong><br \/>\n<strong>IL MONDO IN CIMA AD UNA FORCHETTA.<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><em>Voici<\/em><em> un fait: je con\u00e7ois  autre et sit\u00f4t, le  spectacle est savoureux.<\/em><br \/>\n<em>Tout l\u2019exotisme est  l\u00e0.<\/em><br \/>\nVictor Segalen.<\/p>\n<p><strong>Premessa<\/strong>.\u00a0 Anche l\u2019esotismo cucinario non sfugge alla dialettica con l\u2019Altro da noi.<br \/>\nScoprendo gli Occidentali gli Amerindi si domandarono se erano uomini o  dei.\u00a0 Scoprendo gli Amerindi  gli Occidentali si domandarono quale specie di scimmia fossero.<br \/>\nQuesta  amara constatazione descrive in modo efficace la singolarit\u00e0 dello sguardo  europeo al tempo di Cristoforo Colombo, ma anche la persistenza di una valenza  negativa dell\u2019alterit\u00e0.\u00a0 L\u2019Altro, oggi, \u00e8  l\u2019emigrato, il povero, il diverso, e l\u2019esotismo, spesso e in modo acritico, lo si contrabbanda come un versante positivo dell\u2019alterit\u00e0.<br \/>\nNoi sappiamo che i  gusti sono da mettere in relazione con i fenomeni politici, economici, sociali  e culturali e che \u00e8 impossibile isolare gli atti alimentari dal loro contesto sociale.\u00a0 In  questo quadro l\u2019esotismo appare ambivalente di fronte all\u2019alterit\u00e0, perch\u00e9 di  regola non offre che una visione degradata della cultura originale, riducendosi  al consumo dell\u2019alterit\u00e0 pi\u00f9 che alla sua comprensione.<\/p>\n<p align=\"center\">***<\/p>\n<p style=\"text-align:center;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2009\/05\/fooddesign-esercitazione9-01.jpg\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Alla base della parola <strong>esotico<\/strong> (dal greco <em>ex\u00f4tikos<\/em>)  c\u2019\u00e8 la radice greca <strong>exo<\/strong>,  che significa \u201cal di fuori\u201d e che nella lingua greca serviva a forgiare  l\u2019espressione che indica ci\u00f2 che \u00e8 <em>straniero<\/em>.\u00a0 Dal greco, poi, questa parola pass\u00f2 al latino  (<em>exoticus<\/em>)  e, successivamente, nelle lingue moderne, modificando  in parte il suo significato che divent\u00f2 quello di una <strong>distanza<\/strong> <strong>geografica<\/strong>, di  una <strong>seduzione<\/strong> che deriva  dall\u2019alterit\u00e0 culturale.<br \/>\nNella seconda met\u00e0  dell\u2019800 l\u2019esotismo si trasform\u00f2 in un carattere che evocava costumi e paesaggi  lontani e si coniug\u00f2 con la filosofia delle imprese coloniali agendo in un contesto dove l\u2019etnocentrismo era pensato e vissuto come<strong> un\u2019evidenza morale, religiosa, politica e  culturale dell\u2019Europa.\u00a0 L\u2019Occidente ha  sempre definito l\u2019esotismo come un richiamo ai sapori, ai sensi, alle  atmosfere, mai ai saperi.\u00a0 <\/strong>Fu vissuto  all\u2019inizio della modernit\u00e0 come qualcosa di secondario, di periferico, di  superfluo e in qualche modo d\u2019inessenziale.\u00a0  Come da pi\u00f9 parti si \u00e8 sottolineato,  nell\u2019Ottocento europeo e in buona parte nel Novecento, \u00e8 nella sostanza, \u201cun  elogio nel disprezzo\u201d, o meglio, un elogio nell\u2019ignoranza dell\u2019altro che ci  resta sconosciuto o tutt\u2019al pi\u00f9 ridotto a stereotipo.<br \/>\nNaturalmente  l\u2019esotismo \u00e8 un concetto instabile nel tempo.<br \/>\nPi\u00f9 la cultura degl\u2019altri \u00e8 conosciuta, in particolare, la loro cultura  materiale e le loro abitudini alimentari, meno questa cultura resta straniera e  misteriosa.\u00a0 Pi\u00f9 ci \u00e8  vicina, meno \u00e8 esotica.<br \/>\nAl tempo dell\u2019espansione  coloniale i prodotti alimentari rappresentarono un terreno sul quale l\u2019esotismo  dilag\u00f2 dando vita ad una vera e propria corsa ai <strong>prodotti coloniali<\/strong>.<br \/>\nOggi, il significato  di <strong>esotico<\/strong> ha perso il suo contenuto  di <strong>indigeno<\/strong>,  per istallarsi saldamente all\u2019interno del <strong>villaggio<\/strong> <strong>globale<\/strong> cos\u00ec come \u00e8 stato a suo  tempo definito da <strong>Marshall McLuhan<\/strong>.<br \/>\nHa osservato Faustine R\u00e9gnier, l\u2019esotismo  seduce perch\u00e9 ci permette di viaggiare nel tempo di un pasto, perch\u00e8 si situa agli antipodi del mondo quotidiano dominato  dalla routine ed appare seducente tanto pi\u00f9 gli \u00e8  diverso.\u00a0 Tzvetan  Todorov, un filosofo bulgaro che vive in Francia ed \u00e8  un esperto di filosofia del linguaggio, ha elaborato una regola, detta di Omero,  secondo la quale <strong>il paese pi\u00f9 lontano \u00e8  sempre quello che ci appare migliore<\/strong>.<br \/>\nYvonne  Verdier, una grande antropologa francese morta  prematuramente nel 1989, parlava di un <strong>esotismo<\/strong> <strong>storico<\/strong>.\u00a0 Di un tempo delle origini, di cui tutti  portiamo dentro una rappresentazione, che evoca ed affabula  e che ideologicamente tendiamo a ritrovare soprattutto nella cucina della  tradizione popolare e contadina.<br \/>\nAncora, l\u2019esotismo  non \u00e8 solo un viaggio nello spazio e nel tempo, \u00e8 anche un viaggio nelle  parole.<br \/>\nCome diceva la Verdier,  sono i nomi che fanno la differenza e creano somiglianze e distanze che giocano  sui registri pi\u00f9 diversi.<br \/>\nAll\u2019esotico, come  ideologia della lontananza straniera, si contrappone un\u2019altra ideologia,  anch\u2019essa molto forte, quella dei localismi e della nostalgia.\u00a0 I  nostalgici considerano il tempo che fu come un modello di equilibrio, in  opposizione allo spettro dell\u2019industria agro-alimentare nociva alla salute,  alla gastronomia, ai costumi e alle tradizioni.\u00a0  Siccome i cibi sono dotati di un significato di ordine sociale, morale ed economico molti vedono nel fallimento dei  localismi il fallimento anche politico delle tradizioni regionali.\u00a0 Cos\u00ec il mito del territorio arriva molte  volte a rivendicare identit\u00e0 gastronomiche che sono vissute come se fossero di  una volta, anche se non sono altro che invenzioni di  oggi.<br \/>\n********<\/p>\n<p style=\"text-align:center;\" align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2009\/05\/fooddesign-esercitazione9-02.jpg\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Obiettivo  dell\u2019esercitazione \u00e8 capovolgere il tema dell\u2019alterit\u00e0 e mettersi nei panni di  coloro per i quali \u00e8 la cucina italiana il \u201cluogo\u201d  dell\u2019esotico.\u00a0 Come appare questa cucina  dall\u2019interno di un <strong>Centro di Permanenza Temporanea<\/strong> per immigrati clandestini?<br \/>\n<strong>Con una spesa che non deve superare i dodici euro  allestite un pranzo di cucina italiana per quattro persone visto con gli  occhi di chi \u00e8 sbarcato da uno dei barconi della speranza proveniente dalla  Libia.<\/strong><br \/>\nL\u2019esercitazione  consiste in una immagine, comunque realizzata, da  presentare su supporto cartaceo e copia in CD di un  tavolo allestito per quattro commensali.<\/p>\n<p align=\"center\">*********************<\/p>\n<p align=\"center\"><a 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