{"id":3479,"date":"2008-12-27T15:41:03","date_gmt":"2008-12-27T14:41:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pages.mi.it\/?p=3479"},"modified":"2008-12-27T16:00:15","modified_gmt":"2008-12-27T15:00:15","slug":"pauchouse-pesche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/2008\/12\/27\/pauchouse-pesche\/","title":{"rendered":"Pauchouse &#8211; Pesche"},"content":{"rendered":"<p><strong>Pauchouse<\/strong>, e  anche <em>pouchouse, <\/em>ter&shy;mine regionale della  Borgogna e della Franche Comt&eacute;, per indicare una spe&shy;cie di <em>bouillabaisse<\/em> di pesce d&rsquo;acqua dolce, in umido. Ingredienti: vino bianco o ros&shy;so, pomodoro,  lardoni o burro, fiammeggiati al cognac, non&shy;ch&eacute; cipolline, che dovranno  cuocere col pesce, e al momento di servire fette di pane &nbsp;secco e soffregato con l&rsquo;aglio.&nbsp; Il termine deriva da una voce dialettale che  significa immergere.<\/p>\n<p><strong>Paupiettes<\/strong>,  voce francese per in&shy;voltini. &nbsp;Per ragioni di suono quasi analogo, molti traducono <em>paupiettes <\/em>polpette, che i Francesi chiamano <em>boulettes <\/em>oppure <em>croquettes.<\/em><\/p>\n<p><strong>Pelicari<\/strong> (o,  pallicari) era il nome dei soldati gre&shy;ci, che avevano  combattuto contro la Turchia  durante la guerra d&rsquo;indipen&shy;denza. Per commemorarli,  la cucina francese ha dedicato loro il nome di alcune pietanze.<\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<img decoding=\"async\" border=\"0\" alt=\"Il labirinto\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/P\/P08.jpg\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Pellicano<\/strong>,  uccello degli <em>Steganopodi<\/em>, con becco largo e lunghissimo e la pelle  della gola dilatabile, a guisa di borsa. Bench&eacute; l&rsquo;animale sia il simbolo dell&rsquo;abnegazione  (si dice che occorren&shy;do nutra i figli con le proprie viscere), la sua carne,  troppo coriacea, non si presta a preparazioni culinarie adatte alle possibilit&agrave;  digestive europee.<\/p>\n<p><strong>Pelure d&rsquo;oignon<\/strong>, vino prodotto a Marseillan, cittadina nel dipartimento dell&rsquo;H&eacute;rault.  La stessa denominazione di &laquo; pelle di cipolla &raquo; si applica in Fran&shy;cia anche ad  una qualit&agrave; di patate e di funghi, il cui colore ricorda il vio&shy;laceo della  pelle esterna della cipolla.<\/p>\n<p><strong>Pepe<\/strong> (<em>piper  nigrum, <\/em>fr. <em>poivre, <\/em>ingl. <em>pepper, <\/em>ted. <em>Pfeffer<\/em>)<em>, <\/em>pianta  tropi&shy;cale rampicante delle <em>Piperacee<\/em>. Usur&shy;pano il nome di pepe molte  altre bac&shy;che, il cui sapore tuttavia si avvicina a quello del <em>pepe nigrum, <\/em>cos&igrave;  il <em>cubeba <\/em>(arabo Kebeba) ed il <em>pepe di Cajenna, <\/em>ottenuto quest&rsquo;ultimo  con la dissecca&shy;zione d&rsquo;una variet&agrave; piccante di pepe&shy;rone.  Il pepe comune &egrave; una bacca sfe&shy;rica, nera, frutto d&rsquo;una pianta origi&shy;naria dall&rsquo;Oriente.  Sotto la corteccia, che nel seccarsi si raggrinza, trovasi un grano duro,  compatto, rotondo, gri&shy;gio, bianco e farinoso al centro, che costituisce il  pepe bianco. Come si vede <em>pepe nero <\/em>e <em>pepe bianco,<\/em> provenienti dalla stessa pianta, sono solamente ter&shy;mini  commerciali.&nbsp; Noto ai romani, che lo  definivano: <em>rugosum, longum, asperum, candidum, album, mordax, acre, odorum,  odoriferum, nigrum.<\/em>&nbsp; &ldquo;<em>O quam saepe  petet vina piperque coquus<\/em>&rdquo;, scrive Marziale. &nbsp;Nel Medio&shy;evo, in talune regioni europee, il  pepe era accettato come moneta di scambio, in mancanza di metalli preziosi. &nbsp;Usato con moderazione, il pepe &egrave; un condimento  gradevole, penetrante ed aromatico, tuttavia, non &egrave; raccomandabile ai  temperamenti bi&shy;liosi ed agli stomachi delicati. &nbsp;&Egrave; uno stimolante, afrodisiaco, digestivo,  eccitante le atonie intestinali. &nbsp;Trova  lar&shy;go impiego nella preparazione di carni di maiale. &nbsp;L&rsquo;uso in medicina &egrave; quasi abbandonato. &nbsp;In cucina, secondo i casi, lo si impiega sia  in grani, sia maci&shy;nato. &nbsp;Non abusarne,  giacch&eacute; potrebbe produrre la vescicazione. &nbsp;Per rialzare il tono delle vivande, usa&shy;te il macinato in piccole proporzioni, macinandolo all&rsquo;ultimo  momento, giac&shy;ch&eacute; tende a perdere le sue qualit&agrave;. &nbsp;Per questa ragione non comperate che pepe in  grani, tanto pi&ugrave; che spesso viene adulterato con l&rsquo;aggiunta di altre ma&shy;terie  di minor prezzo e qualit&agrave;.&nbsp; <em>Krona,  pepper <\/em>&egrave; il termine inglese per paprica.&nbsp; <em>Mignonette. <\/em>E il pepe bianco, sbucciato,  pestato, ma non macinato. &nbsp;<em>Pepe della Giamaica,  Pepe della Guinea, Pepe lungo, <\/em>anche chiamato <em>Pepe della Caienna. <\/em>&Egrave;  prodotto da una variet&agrave; di peperone, fruticosa, originaria d&rsquo;Ameri&shy;ca, il cui  frutto serve come surrogato del pepe.<\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<img decoding=\"async\" border=\"0\" alt=\"Il labirinto\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/P\/P09.jpg\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Peperone<\/strong> (<em>Gapsicum  annuum, <\/em>fr. <em>piment commun, <\/em>una variet&agrave; <em>poivron, <\/em>ingl. <em>capsicum, <\/em>una variet&agrave; <em>Cayenne pepper, <\/em>che &egrave; il pepe di Cajenna, ted. <em>Pfefferschote, <\/em>fiamm. e ol. <em>Spaansche peper, <\/em>spagn. <em>Pimiento, <\/em>port. <em>pimento, <\/em>vedi paprica)<em>, <\/em>erbacea annua, dallo stelo cilindrico, dalle foglie  lunghe e peziolate, acuminate ed alterne e dai fiori biancastri e solitari. Il  frutto, che pure si chiama peperone, &egrave; una bacca conica, dalla superficie li&shy;scia  e brillante.&nbsp; Si possono dividere i  peperoni in due grandi categorie, al&shy;meno dal punto di vista gastronomico, il  peperone del Cile e quello di Caien&shy;na, d&rsquo;un sapore forte, che non s&rsquo;impie&shy;gano  in genere che come condimento, e l&rsquo;altra, il peperone dolce, verde, ros&shy;so o  giallo, ad uso di legume o di con&shy;torno. &nbsp;Da noi &egrave; particolarmente apprez&shy;zato il giallo  di Napoli, oltre al verde romanesco, mentre in Francia richie&shy;dono volentieri  il grosso <em>piment <\/em>rosso, di Spagna. &nbsp;Col colore varia anche la qualit&agrave;, ma la  differenza non &egrave; sensi&shy;bile. &nbsp;Si possono quindi  accomodare nel&shy;lo stesso modo. &nbsp;Nei paesi di lingua in&shy;glese il frutto  preservato o usato come condimento si chiama <em>chilli <\/em>o <em>chilly <\/em>e  quindi <em>chilli sauce<\/em> &egrave;la salsa fatta coi peperoni.&nbsp; In qualsiasi modo si preparino i peperoni  dolci occorre eliminare la pellicola esterna ed i semi. &nbsp;Basta passarli alla griglia o immergerli per  un istante in una frittura calda. &nbsp;Si  leva facilmente la pellicola e si apre il peperone dalla parte del peduncolo  per estrarne i semi. &nbsp;Una curiosit&agrave;, in  Francia, nel gergo, <em>poivrot <\/em>significa ubriacone.&nbsp; <em>Per antipasto <\/em>(crudi). Sbucciati e  levati i semi, divideteli in strisce, condendo con l&rsquo;olio oppure con la <em>vinaigrette <\/em>e circondandoli di sottilissimi dischetti di cipolla.&nbsp; <em>Insalata. <\/em>Secondo la precedente  ricetta, con la <em>vinaigrette <\/em>soltanto, cospargendo con prezzemolo e cerfoglio  tritato.&nbsp; <em>Pe&shy;peronata. <\/em>Fate  rosolare un quarto di chilo di cipolle affettate con un  quattro cucchiai d&rsquo;olio, aggiungendo un mezzo chilo di pomodori pelati,  cuocendo per un quarto d&rsquo;ora e rimestando. Poi ag&shy;giungete una decina di  peperoni puliti e tagliati a strisce, riducendo il fuoco. Continuate a  rimestare, evi&shy;tando che friggano.&nbsp; Conditeli  con sa&shy;le e pepe. Verso la fine della cottura versate  due cucchiai di ace&shy;to bianco.&nbsp; <em>Rago&ucirc;t  alla spagnola. <\/em>Secondo la precedente ricetta, variando sola&shy;mente il  condimento. Mantenete pomodoro, sale e pepe e togliendo l&rsquo;aceto. &nbsp;Durante la cottura dei peperoni, ag&shy;giungeteci  mezzo litro di brodo vegetale, uno spicchio d&rsquo;aglio tritato, cospargete con un  po&rsquo; di farina e, alla fine, con prez&shy;zemolo pure tritato.&nbsp; <em>Pur&eacute;e. <\/em>Cotti al burro, pestateli in un  mortaio, aggiun&shy;gendovi un po&rsquo; di besciamella.&nbsp;  Passateli al setaccio, rimetteteli sul fuoco, allungandoli se troppo  densi col li&shy;quido di cottura, poi lontano dal fuoco aggiungeteci un po&rsquo; di  burro.&nbsp; <em>Insalata alla  provenzale. <\/em>Preparateli secondo la precedente ricetta d&rsquo;insalata, dispone&shy;teli  in un&rsquo;insalatiera e contornateli, al&shy;ternando, con olive nere snocciolate,  fette di pomodoro, dischetti di uova sode e filetti d&rsquo;acciughe. &nbsp;<em>Alla griglia.<\/em> <em>&nbsp;<\/em>Pre&shy;parati secondo le precedenti indicazio&shy;ni,  divideteli in strisce abbastanza grosse e fateli marinare nell&rsquo;olio per un&rsquo;ora.&nbsp; Scolateli e passateli alla griglia. Al  momento di servire co&shy;priteli della seguente salsa: un cuc&shy;chiaio di capperi,  sei filetti di acciughe, pestate in un mortaio, con l&rsquo;aggiunta di olio d&rsquo;oliva  e di succo di limone. Se possibile ricorrete alla brace ardente.&nbsp; <em>Gratinati. <\/em>&nbsp;Mettete su una pirofila uno strato di salsa  Mornay, condita con cipolle rosolate e tritate, nonch&eacute; con della paprica, ada&shy;giatevi  i peperoni cotti al burro ed all&rsquo;olio secondo le precedenti ricette, ri&shy;coprite  con dell&rsquo;altra Mornay, cospargete di pane grattugiato frammisto a parmi&shy;giano,  con qualche pezzetto di burro e gratinate a fuoco moderato.&nbsp; <em>Frit&shy;telle. <\/em>Abbrustolite quanto  occorre ed eliminate i semi, riempiteli con un ripie&shy;no composto di cipolle e  funghi, entram&shy;bi sminuzzati, gi&agrave; cotti al burro, di  un po&rsquo; d&rsquo;aglio e prezzemolo, il tutto amalgamato con una salsa di pomodoro. &nbsp;Fate marinare i peperoni, che devono essere di  piccolo volume, nell&rsquo;olio, aceto (oppure succo di limone), sale e pepe. &nbsp;Scolateli, immergeteli in una pastella e  fateli friggere nell&rsquo;olio caldissimo. &nbsp;Asciugate, servite su salvietta, cosparsi di  sale fine. &nbsp;A parte servite una salsa di  pomodoro.&nbsp; <em>Imbottiti alla napoletana.&nbsp; <\/em>Ab&shy;brustolite ed allestite come dalla pre&shy;cedente  ricetta, avendo sempre cura, togliendo i semi, di creare il vuoto, senza  lacerare la parete, ove occorra facendo un&rsquo;incisione orizzontale. &nbsp;Prepa&shy;rate il seguente ripieno, calcolato per  ogni peperone: due cucchiai di pane grattugiato, tostato leggermente nell&rsquo;o&shy;lio.  Aggiungete al pane qualche sultanina, che avrete fatto rinvenire per un quarto d&rsquo;ora  nel vino bianco, togliendone se&shy;mi e peduncoli. Mezza  dozzina di ulive nere, snocciolate, mezza dozzina di cap&shy;peri, prezzemolo e  basilico tritato, non&shy;ch&eacute; un&rsquo;acciuga sminuzzata, senza spine. Mescolate,  aggiungeteci eventualmente un po&rsquo; di salsa di pomodoro, se il ripie&shy;no vi  sembra troppo denso. &nbsp;Con questo impasto  imbottite i peperoni. &nbsp;In un tegame con  abbondante olio d&rsquo;oliva sistemate i pe&shy;peroni uno  accanto all&rsquo;altro, in modo che si sostengano a vicenda. &nbsp;Bagnateli con dell&rsquo;altra salsa di pomodoro e  met&shy;teteli in forno, a fuoco moderato. Ser&shy;viteli caldi o freddi, a piacere.&nbsp; <em>Imbot&shy;titi alla turca. <\/em>Secondo la  ricetta degli imbottiti alla napoletana, variando so&shy;lamente il ripieno: due terzi di carne di montone cotta e tritata, con un terzo  di riso, pure cotto, sale, pepe, una pun&shy;ta d&rsquo;aglio ed una purea di pomodoro.  Al forno col medesimo metodo. &nbsp;Bagnateli  con il liquido di cottura.<\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<img decoding=\"async\" border=\"0\" alt=\"Il labirinto\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/P\/P10.jpg\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Pere <\/strong>(fr. <em>poire, <\/em>ingl. <em>pear, <\/em>ted. <em>Birne<\/em>), sono il frutto del pero (<em>pirus<\/em>)<em>,<\/em> uno degli alberi fruttiferi pi&ugrave; diffusi in Europa. Esistono nel mondo circa duemila  variet&agrave;, la cui enumerazione ri&shy;chiederebbe un volume intero. &Egrave; quindi  preferibile prendere l&rsquo;epoca di matura&shy;zione come base di classifica, dividendo  le pere in primaverili, estive ed autun&shy;nali, od anche secondo le loro  possibili&shy;t&agrave; di utilizzo, in commestibili crude,  commestibili cotte, od utilizzabili a sco&shy;pi industriali.&nbsp; Appartiene al&shy;le  Rosacee.&nbsp; Plinio ne menziona una trentina  di variet&agrave;, la cui de&shy;nominazione, ad esempio Pompeiane, Neroniane o Coroliane,  non ci rive&shy;lano a quale variet&agrave; appartenessero. Canta  Orazio: <em>Non quo more piris vesci Calaber jubet hospes, <\/em>mentre Virgilio  scrive: <em>Insere Daphni piros: carpent tua poma nepotes; <\/em>il primo si  riferisce al frutto, il secondo all&rsquo;albero.&nbsp; <em>Avvampate al Porto <\/em>(cu&shy;cina americana).  Fate stufare qualche pera in uno sciroppo, aromatizzato al  Porto (un quarto di litro di sciroppo con un decilitro abbondante di Porto).&nbsp; Addensatelo con un cucchiaio da tavola di <em>arrowroot<\/em>.&nbsp; Bagnate con dell&rsquo;acquavite e date fuoco, al  momento di servire. Naturalmente le pere saranno state convenientemente  allestite.&nbsp; <em>Stuffed pears <\/em>(pere  ripiene, cucina americana). Sbucciate una pera non troppo matura.&nbsp; Vuotatela. Nel&shy;la  cavit&agrave; collocateci il seguente ri&shy;pieno: un pezzo di formaggio Roquefort (o  Gorgonzola), schiacciato, fram&shy;misto ad una panna densa e cerfoglio tritato.  Servite con una salsa composta di maionese e panna montata nella stessa  proporzione, con qualche goccia di sugo di limone e una presina di sale.&nbsp; Spolverate il tutto di paprica.&nbsp; Servite le pere molto fredde.&nbsp; <em>Birnen mit Maraschino <\/em>(pere col  maraschino). &nbsp;Fate macerare per tre ore le  pe&shy;re ritagliate a dadi nel maraschino. Po&shy;tete usare anche a pere sciroppate.&nbsp; Adagiatele in una coppa di cristal&shy;lo,  contornate di biscotti dolci; aggiun&shy;gete una crema di vaniglia molto densa, poi  uno strato di panna montata, cospargete il tutto di mandorle dolci  abbrustolite.&nbsp; <em>Gebratene Bir&shy;nen mit  Schokoladensauce <\/em>(saltate al burro con crema di cioccolato). &nbsp;Pelatele, dividetele a met&agrave;, to&shy;gliete i semi,  fatele rosolare da tutti i lati e servitele con della crema di cioc&shy;colata.&nbsp; <em>Birnenpastete mit Aprikotensauce <\/em>(frittelle  di pere con marmel&shy;lata d&rsquo;albicocche). Sten&shy;dete una pastella sul marmo  infarina&shy;to preparata solo con i tuorli di uovo.&nbsp; Divide&shy;tela in due met&agrave;. &nbsp;Con l&rsquo;aiuto d&rsquo;uno stampo o d&rsquo;una rotella  ritagliate la pasta in tanti lembi uguali. &nbsp;Ungete con una composta di albicocche i lembi  ap&shy;partenenti ad una delle due met&agrave;, ada&shy;giatevi sopra le pere sbucciate e  divise in quarti, copritele di altra composta di albicocche, e chiudete la  frittella con i lembi dell&rsquo;altra met&agrave; della pasta, pie&shy;ghettando, se &egrave; necessario,  aiutatevi con dell&rsquo;albume.&nbsp; Praticate due  forellini per l&rsquo;uscita del vapore. &nbsp;Ungete le frit&shy;telle con un uovo sbattuto.  Mettete in forno cal&shy;do. Servitele con una salsa d&rsquo;albicocca.&nbsp; <em>Poires &agrave; la cr&egrave;me <\/em>(cucina francese). Sbucciate delle belle pere di grandezza media, recidendo  il gambo con le for&shy;bici, ma lasciandole intere. Disponetele in una casseruola  con l&rsquo;acqua, sufficiente per coprirle, fate andare a fuoco dolce, profumatele  con un cuc&shy;chiaio di zucchero vanigliato ed una di rum. Quando le pere cedono  sotto la pressione del dito, ritiratele e la&shy;sciate che il liquido continui la  cottura fino a quando non condensi.&nbsp; Nel  frat&shy;tempo preparate una salsa alla vani&shy;glia, usando  un litro di latte in cui incorporerete tre uova, una seconda cucchiaiata di  zucchero vanigliato ed infine, dopo il raffreddamento completo del liquido di  cottura, anche quest&rsquo;ul&shy;timo. Disponete le pere in coppe di cristallo e  travasatevi la salsa.&nbsp; <em>Poi&shy;res Cond&eacute;. <\/em>Procedete  come per le albicocche Cond&eacute;.&nbsp; <em>Poi&shy;res  &agrave; l&rsquo;imperatrice. <\/em>Dopo aver fatto bollire dei quarti di pere in uno sciroppo  vanigliato, collocateli, in un tegame re&shy;frattario, tra due strati di riso da  dol&shy;ce, profumato al <em>Kirsch<\/em> o Maraschino. Sopra  il tutto disdponete uno strato di salsa di al&shy;bicocche.  &nbsp;Spolverizzate di zucchero, o con degli amaretti  sminuzzati, mettete al forno, per una decina di minuti, a piccolo fuoco, senza  gratinare.<\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<img decoding=\"async\" border=\"0\" alt=\"Il labirinto\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/P\/P11.jpg\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Pernice <\/strong>(fr. <em>perdrix, <\/em>i giovani <em>perdraux, <\/em>ingl. <em>partridge, <\/em>tedesco <em>Rebhuhn<\/em>),  gallinaceo monogamo dei <em>Fagianidi<\/em>, di cui esiste un gran nume&shy;ro di  variet&agrave;, raggruppabili in due grandi classi, la pernice grigia (<em>Per&shy;drix  perdrix<\/em>)e quella rossa (<em>Caccabis rufa<\/em>)<em>. <\/em>Testa  piccola, coda corta, corpo tozzo, tarsi lunghi, piccolo becco, la di&shy;mensione d&rsquo;un  piccione. &nbsp;Annida al suo&shy;lo ed &egrave; quindi  facile preda di altri ani&shy;mali.&nbsp; Apprezzata  sulle men&shy;se romane. &nbsp;Fu cos&igrave; definita da  Ovidio: <em>Perdrices flamma collo rutilante decorae <\/em>\/ <em>Propter humum  volitat, ponitque in sepibus ova. \/ Ponitur Ausoniis avis haec rarissima mensis.&nbsp; Garrula ramosa prospexit ab ilice perdrix.&nbsp; <\/em>Depone dalle nove alle diciotto uova, ci&ograve;  che permette alla specie di conservarsi, no&shy;nostante la caccia degli uomini e  le insidie degli animali.&nbsp; Alla specie  rossa &egrave; di gran lunga preferibile la carne della grigia, ed anche tra questa  solamente le pernici giovani. &nbsp;In genere  si prepa&shy;ra come il fagiano. &nbsp;<em>Alla  piemontese. &nbsp;<\/em>Arrostite e cosparse di  zabaione.&nbsp; <em>Partridge escalopes <\/em>(cu&shy;cina  inglese). Ingredienti: una pernice. Due fette di <em>bacon. <\/em>Mezzo litro di  sal&shy;sa bruna. Un quarto di litro di brodo. Una cipolla. Una carota. Mezza rapa.  Un mazzolino aromatico. Per il ripie&shy;no: cento grammi di vitello arrosto, tri&shy;tato,  cinquanta grammi di prosciutto, crudo, tagliato a listarelle. &nbsp;Una cucchiaiata di lardo tritato, altrettanto  di pangrat&shy;tato, altrettanto di prezzemolo sminuz&shy;zato, un uovo crudo, un uovo  cotto du&shy;ro. &nbsp;Una presa di noce moscata  in pol&shy;vere e di erbe aromatiche, pure in pol&shy;vere. &nbsp;Sale e pepe quanto basta. Scalcate l&rsquo;uccello  lungo il dorso ed eliminate le ossa. &nbsp;Pre&shy;parate  il ripieno con gli ingredienti indicati, amalgamandolo con l&#8217;uovo cru&shy;do. &nbsp;Spianate le due met&agrave; della pernice, collocando  in ciascuna met&agrave; del ripie&shy;no, dopo aver condito con sale e pepe. &nbsp;Sul ripieno collocate delle fettine di uovo  sodo e listarelle di <em>bacon. &nbsp;<\/em>Poi,  aggiun&shy;geteci l&rsquo;altra met&agrave; del ripieno, condendo nuovamente con sale e pepe. Riunite  le due met&agrave; dell&rsquo;uccello, legandolo solida&shy;mente con lo spago. &nbsp;Affettate le orta&shy;glie e copritele col <em>bacon.  &nbsp;<\/em>Avvolgete la pernice con della carta  da forno imburrata e collocatela sulle ortaglie. &nbsp;Con del brodo vegetale co&shy;prite il recipiente  e fate cuocere il tutto per un&rsquo;ora e mezza all&rsquo;incirca a fuoco mo&shy;derato. &nbsp;Cotta la pernice, ritagliatela a fette di un  centimetro abbondante di spessore, collocatele su un letto di purea di patate,  al centro della quale sistemateci dei funghi in umido e  versate sul tutto la salsa caldissima.&nbsp; <em>Grilled  partridge <\/em>(alla griglia). Prendete una paio di  pernici giovani. Spennatele, pulitele e dividetele a met&agrave;. Asciugate l&rsquo;interno  accuratamente con un panno umido. Passate alla griglia, a fuoco vivace. Conditele  con sale e pepe. &nbsp;Cotti, accomodate gli  uccelli su un piatto cal&shy;do, strofinandoli col burro. &nbsp;Serviteli con a parte  un sugo di carne denso oppure una salsa ai funghi.&nbsp; <em>Roast partridge <\/em>(arrosto). Preparatele  co&shy;me da ricetta precedente, senza divi&shy;derle, ma  scalcandole come si fa per il pollo.&nbsp; Coprite  il petto con una fetta di <em>bacon <\/em>grasso. Arrostite in un forno mo&shy;deratamente  caldo, bagnate spesso con un sugo di carne. &nbsp;Alcuni minuti prima di servire, togliete il <em>bacon <\/em>e cospar&shy;getele di farina, per dare alla pernice un&rsquo;apparenza leggermente  abbronzata. &nbsp;Servite con una <em>bread  sauce <\/em>a parte.&nbsp; <em>Arrosto, alla svedese, <\/em>Come da ricetta precedente. Rinunciate alla <em>bread sauce. <\/em>Togliete  dalla lec&shy;carda l&rsquo;eccedenza di grasso, ed aggiun&shy;getevi della panna. Riducete  il tutto ad un terzo. Poi aggiungeteci un quarto di litro di vellutata e fate  bollire. Ser&shy;vite con una purea di marroni.<\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<img decoding=\"async\" border=\"0\" alt=\"Il labirinto\" src=\"\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/P\/P12.jpg\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Pesce San Pietro<\/strong>, chiamato dai Fran&shy;cesi <em>poisson Saint Pierre <\/em>e dagli  Inglesi <em>John Dori, <\/em>un pesce marino del ge&shy;nere degli <em>Acantotteri<\/em>,  non bello da vedere, dal nome scientifico di <em>Zeus faber. <\/em>Porta sul  fianco una macchia ro&shy;tonda nera, circondata da un cerchio d&rsquo;un grigio nero, che  ricorda vagamen&shy;te l&rsquo;aureola d&rsquo;un santo: da qui il nome di San Pietro. In altre  regioni &egrave; chia&shy;mato pesce San Cristoforo. &nbsp;Carne de&shy;licatissima anche se ancora poco  apprezzata.&nbsp; Gli inglesi ne so&shy;no ghiotti.&nbsp; In genere si applicano a questo pesce che nel  linguaggio culina&shy;rio francese &egrave; chiamato <em>Dor&eacute;, <\/em>le ri&shy;cette indicate per  il rombo. &nbsp;Per il San Pietro di piccole  dimensioni &egrave; indicata la cottura al forno.&nbsp;  Di fatto non esiste alcun riferimento tra questo pe&shy;sce e l&rsquo;episodio,  narrato dagli Evange&shy;listi, di Simon Pietro, che, preso il lar&shy;go su invito del  Redentore, aveva pe&shy;scato centocinquanta tra grossi pesci, senza che la rete si  rompesse. La Bib&shy;bia  menziona spesso i pesci, senza enumerarli, salvo il caso della balena che  ingoi&ograve; Giona&#8230; e fece bene!&nbsp; <\/p>\n<p><strong>Pesce spada<\/strong> (<em>Xiphias  gladius, <\/em>fr. <em>espadon, <\/em>inglese <em>swordfish, <\/em>ted. <em>Schwertfisch<\/em>)<em>, <\/em>pe&shy;sce del Mediterraneo e dell&rsquo;Atlantico, il cui osso facciale e la  mandibola su&shy;periore si allungano e costituiscono all&rsquo;incirca un terzo della  lunghezza dell&rsquo;animale, a forma di spiedo. Il corpo pu&ograve; raggiungere sino a  cinque metri di lun&shy;ghezza.&nbsp; La carne,  non troppo deli&shy;cata, si prepara come il tonno. &nbsp;<em>Alla siciliana. <\/em>Preparate una salsa,  facendo soffriggere nell&rsquo;olio una cipolla affettata, aggiungendo poi  gradatamente olive verdi snocciolate, capperi, cetrioli sotto aceto sminuzzati,  sale, una presina di zucchero e pomodoro maturo. Mezz&rsquo;ora di cottura sempre  rimestando. Vi adagerete poi il vo&shy;stro pesce spada  affettato e continuate la cottura per un&rsquo;altra decina di mi&shy;nuti. Se la salsa  risulta troppo densa allun&shy;gatela con un po&rsquo; di vino bianco.&nbsp; <\/p>\n<p><strong>Pesche <\/strong>(fr. <em>p&ecirc;che, <\/em>inglese <em>peach, <\/em>ted. <em>Pfirsich<\/em>), frutti del pesco (<em>Amygdalis  Persica<\/em>)<em>, <\/em>albero della famiglia delle Ro&shy;sacee  e della specie delle <em>Amigdalee<\/em>, di cui &egrave; noto un gran numero di variet&agrave;  che tuttavia si possono suddividere in due grandi categorie, la prima coperta  di lanugine, la pesca propriamente det&shy;ta, e la seconda a pelle liscia,  chiamata pesca noce oppure albicoccolo o nettarina.&nbsp; Nel primo gruppo si distinguo&shy;no quelle a  nocciolo facilmente stacca&shy;bile e le altre a nocciolo aderente, come le  duracine o le pavie. Tra molte altre sono rinomate le Poppe di Venere, le Maddalene e le Gialle di Verona.&nbsp; Il pesco ha avuto una carriera contrastata.  Importato a Ro&shy;ma dall&rsquo;Oriente, forse dalla Persia (perci&ograve; il suo nome latino <em>Persicum<\/em>)ai tempi di Claudio, non incontr&ograve; il favore dei naturalisti di allora, di  Plinio, di Dioscoride e di Teofrasto. Galeno e poi la scuola salernitana, a  loro volta, considerarono le pesche malefiche e dannose alla salute. &nbsp;Ricomparvero in Europa e con maggior successo ad opera dei Crociati. &nbsp;L&rsquo;avversione de&shy;gli antichi alle pesche &egrave;  dovuta al con&shy;tenuto, nelle mandorle, nei fiori e nel&shy;le  foglie, di acido prussico. &nbsp;<em>Crude. <\/em>Servitele  in for&shy;ma di piramide, su un letto di grandi foglie sporgenti.&nbsp; <em>Cotte. <\/em>Per togliere la pelle conviene  immergere le pesche per qualche istante nell&rsquo;acqua bollente. &nbsp;Potrete staccare la pelle facilmente.&nbsp; <em>P&ecirc;ches Melba. <\/em>Pelate e cotte in uno  sciroppo vanigliato, disponetele in una coppa su uno strato di gelato alla vani&shy;glia e copritele di una purea di lam&shy;poni. &nbsp;<em>Frittelle di pesche. <\/em>Seguite la ricetta  per le frittelle di mele.&nbsp; <em>Pesche av&shy;vampate. <\/em>Seguite le istruzioni delle pe&shy;re avvampate, sostituendo l&rsquo;acquavite con del <em>Kirsch<\/em>. <em>Peach and honey <\/em>(pesca e miele). Mescolate be&shy;ne, in un  bicchiere, una cucchiaiata da tavola di miele con il contenuto di un bicchiere  da vino di acquavite di pesca. &nbsp;<em>Pesche  ripiene cotte col vino <\/em>(cucina genovese). Pestate in un mortaio le mandorle  di quattro noccioli di pesca, gi&agrave; pelate, cento grammi di cedro e\/o di zuc&shy;ca  canditi ed infine la polpa di una pesca.&nbsp;  Prendete otto pesche, pelatele con l&rsquo;acqua bollente, dividetele a met&agrave;,  pri&shy;vatele del loro nocciolo, nel vuoto col&shy;locate l&rsquo;impasto,  ricongiungete le due parti, sistematele in un tegame, contenente abbastanza  vino bianco da coprire le pesche sotto e sopra, aggiun&shy;geteci dello zucchero e  fate cuocere, sen&shy;za spappolarle. Terminata la cottura delle pesche, toglietele  dal tegame, con&shy;densate il liquido di cottura, col quale bagnerete le pesche,  che potranno es&shy;sere servite calde o fredde. Si pu&ograve; ag&shy;giungere qualche goccia  di Maraschino al vino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pauchouse, e anche pouchouse, ter&shy;mine regionale della Borgogna e della Franche Comt&eacute;, per indicare una spe&shy;cie di bouillabaisse di pesce d&rsquo;acqua dolce, in umido. Ingredienti: vino bianco o ros&shy;so, pomodoro, lardoni o burro, fiammeggiati al cognac, non&shy;ch&eacute; cipolline, che dovranno cuocere col pesce, e al momento di servire fette di pane &nbsp;secco e soffregato con [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[469],"tags":[],"class_list":["post-3479","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-lexicon-p"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3479","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3479"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3479\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3481,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3479\/revisions\/3481"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3479"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3479"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3479"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}