{"id":3351,"date":"2008-10-02T14:28:56","date_gmt":"2008-10-02T13:28:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pages.mi.it\/?p=3351"},"modified":"2009-05-26T23:01:39","modified_gmt":"2009-05-26T22:01:39","slug":"nanofood","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/2008\/10\/02\/nanofood\/","title":{"rendered":"nanofood"},"content":{"rendered":"<p><em><span style=\"color: #c0c0c0;\">ricerca di Jenny Luise Vogler<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"color: #c0c0c0;\">traduzione e adattamento di Veronica Leali<\/span><\/em><\/p>\n<p>Con questa ricerca si intende fornire uno sguardo critico riguardo l\u2019influenza della nano-tecnologia sul settore agro-alimentare; quali domande, questioni, essa faccia scaturire e come potr\u00e0 essere applicata in un futuro non troppo lontano. Innanzitutto si dar\u00e0 una definizione generale di nanotecnologia e poi, specificatamente nel settore alimentare. Successivamente si condurr\u00e0 un\u2019analisi sul nanofood per come esso \u00e8 stato discusso alla Nano4Food Conference svoltasi nell\u2019ottobre del 2006 ad Atlanta negli USA.<\/p>\n<p>DEFINIZIONE DI NANO<strong>TECNOLOGIA<\/strong><br \/>\nIl termine nanotecnologia deriva dal prefisso di origine greca nano, piccolo.<br \/>\nIn termini tecnici, un nanometro (10-9 metri) (nm) \u00e8 la millesima parte di un di un micrometro (?m), la milionesima parte di un millimetro (mm) e la bilionesima parte di un metro. Il termine nanotecnologia \u00e8 generalmente usato riferendosi a materiali di scala dimensionale tra 1 e 100 nanometri. La nanotecnologia \u00e8 la manipolazione della materia a livello atomico o molecolare, al fine di creare materiali con nuove o differenti propriet\u00e0. Queste nuove propriet\u00e0 possono riguardare la forza, la reattivit\u00e0 chimica, la conduttanza elettrica, il magnetismo o gli effetti ottici. La nanotecnologia lavora usando due differenti approcci: uno \u00e8 detto bottom-up e l\u2019altro top-down.<br \/>\nIl processo <em>top-down<\/em> inizia con una parte di materia pi\u00f9 grande incidendo, frantumando  o lavorando una nano-struttura rimuovendo materia. Questo pu\u00f2 essere ottenuto mediante tecniche ingegneristiche di precisione e litografie. Il principio top-down \u00e8 spesso impiegato nell\u2019ambito di applicazioni fotoniche in nano-elettronica e nano-ingegneria. I metodi top-down offrono affidabilit\u00e0 e complessit\u00e0 di dispositivi, tuttavia impiegano una maggiore quantit\u00e0 di energia e producono maggiori perdite rispetto ai metodi bottom-up.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.hoteldelocean.org\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/nanometro.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-76\" title=\"nanometro\" src=\"https:\/\/www.hoteldelocean.org\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/nanometro.gif\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"181\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il processo <em>bottom-up<\/em> consiste nel costruire strutture atomo ad atomo. Il metodo bottom-up pu\u00f2 essere suddiviso in tre categorie: sintesi chimica, auto-assemblamento, e assemblamento posizionale. L\u2019auto-assemblamento si basa sulla capacit\u00e0 di atomi e molecole di organizzarsi in nano-strutture ordinate, mediante interazione fisica o chimica. I cristalli di sale o quelli dei fiochi di neve rappresentano esempi rintracciabili in natura di processi di auto-assemblamento. Esiste un interesse economico ed ambientale nei confronti di quei processi attraverso i quali la materia o i componenti di essa si formano in modo essenzialmente autonomo, producendo un minor livello di perdite, di sprechi e sfruttando una minor quantit\u00e0 di energia. La sintesi chimica \u00e8 un processo impiegato per la produzione di materia grezza, come molecole o particelle, che possono essere impiegate sia direttamente in prodotti la cui massa si presenta in forma non ordinata, o come blocchi costitutivi di materiali pi\u00f9 avanzati. L\u2019assemblamento posizionale \u00e8 l\u2019unica tecnica nella quale singoli atomi o molecole possono essere posizionate liberamente una ad una.<\/p>\n<p>DEFINIZIONE DI NANTECNOLOGIA NEL SETTORE ALIMENTARE<\/p>\n<p>Il nanofood \u00e8 rappresentato da prodotti alimentari in cui le tecniche della nanotecnologia vengono impiegate durante la coltivazione, la produzione, il processo di produzione o di packaging.<\/p>\n<p>Comprende anche prodotti a cui siano stati aggiunti nano-materiali. Non significa tuttavia cibo modificato o cibo prodotto da nano-macchine.<br \/>\nLe nano-macchine si trovano ancora nella fase di sviluppo e ricerca. Alcune primitive macchine molecolari sono state testate, come per esempio un sensore che ha un interruttore di circa 1,5 nanometri, capace di contare specifiche molecole in un campione chimico.<\/p>\n<p>NANO4FOOD CONFERENCE<\/p>\n<p>La Nano4Food Conference \u00e8 stata un meeting tra Cientifica, azienda leader nel fornire informazioni concernenti la nanotecnologia, Wageningen Bionanotechnology Centre for Food and Health Innovations, BioNT leader nella scienza fondamentale e tecnologie di micro- e nano sistemi e le loro applicazioni in ambito medico ed agroalimentare, Georgia Tech Research Institute (GTRI) e l\u2019Economic Departement Consulate Generasl of the Netherlands. La conferenza \u00e8 stata occasione di incontro di importanti enti e centri di ricerca del settore agroalimentare, che hanno affrontato la questione da un punto di vista multidisciplinare coinvolgendo relatori provenienti dal settore scientifico, economico, governativo e industriale.<\/p>\n<p>La Nano4Food Conference ha avuto luogo ad Atlanta, negli USA, nell\u2019ottobre del 2006. ha offerto un\u2019ampia analisi sui requisiti dell\u2019industria alimentare, includendo la manifattura, la distribuzione e il consumo. Secondo quello che troviamo sulla pagina web della conferenza, la nanotecnologia sar\u00e0 in grado di risolvere molti problemi del\u2019industria alimentare. Aumenter\u00e0 la produttivit\u00e0, fornir\u00e0 un migliore processo attraverso il quale il cibo passer\u00e0, packaging e logistica, aiuter\u00e0 a sviluppare nuovi prodotti pi\u00f9 sani e saporiti, assicurer\u00e0 una maggiore sicurezza e qualit\u00e0. Si prevede, che le nanotecnologie possano fornire biosensori a scala dimensionale nano per l\u2019individuazione di elementi patogeni e la loro diagnosi, la nano-consegna di elementi bioattivi e nutritivi nei prodotti alimentari grazie ai miglioramenti in termini di conoscenze per ci\u00f2 che riguarda i materiali impiegati per il cibo a livello di nano-scala  e sistemi di filtraggio nano per la modifica della texture.<\/p>\n<p>LE QUESTIONI DELL\u2019<strong>INDUSTRIA ALIMENTARE<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019obiettivo principale della Nano4Food Conference era trattare il maggior numero possibile di argomenti rilevanti per l\u2019industria alimentare e legati all\u2019applicazione della nanotecnologia:<br \/>\n&#8211;\tproduttivita&#8217;<br \/>\n&#8211;\teffettivita&#8217; dei costi<br \/>\n&#8211;\tsoluzioni veloci ed efficaci<br \/>\n&#8211;\tsicurezza<br \/>\n&#8211;\tqualita&#8217;<br \/>\n&#8211;\tsviluppo delle tecnologie<br \/>\n&#8211;\tinnovazione del prodotto<br \/>\n&#8211;\tbenefici in termini di salute<br \/>\n&#8211;\tprevenzione di malattie<br \/>\n&#8211;\tpercezione del consumatore<br \/>\nDi seguito averr\u00e0 analizzato come questi obiettivi sono stati affrontati, quali sono le possibilit\u00e0 che riserva il futuro e quali sono i rischi.<\/p>\n<p>IL FOOD <strong>PACKAGING<\/strong><\/p>\n<p>Il packaging alimentare \u00e8 una delle pi\u00f9 recenti applicazioni della nanotecnologia all\u2019interno del settore agroalimentare. Si stima che un numero tra i 400 e i 500 nanopackaging siano in circolazione in questo momento, mentre si prevede che la nanotecnologia sar\u00e0  impiegata nel 25% del totale dei packaging alimentari entro la prossima decade. Oggi, il food-packaging e il monitoraggio dello stesso attraverso la nanotecnologia sono uno dei settori su cui l\u2019industria agroalimentare si sta maggiormente concentrando. L\u2019obiettivo di molte compagnie \u00e8 quello di sviluppare packaging intelligenti in grado di prolungare e ottimizzare la vita di un prodotto una volta confezionato. Questi sistemi di packaging sarebbero in grado di riparare piccoli fori o danneggiamenti, rispondere alle condizioni ambientali, e informare il consumatore nel caso in cui il cibo fosse stato contaminato. La nanotecnologia pu\u00f2 per esempio modificare il grado di permeabilit\u00e0 di un foglio di alluminio, aumentare le propriet\u00e0 di protezione di alcuni materiali, migliorare le propriet\u00e0 meccaniche e di resistenza al calore, sviluppare superfici antimicrobo e antifungo, e percepire, come anche segnalare, cambiamenti microbiologici e biochimici.<br \/>\nL\u2019industria alimentare deve fare i conti con la domanda in costante crescita dei consumatori, che vogliono cibi in grado di restare freschi pi\u00f9 a lungo, prodotti facili da maneggiare, sicuri, sani e confezionati con materiali ecocompatibili, e il pi\u00f9 naturale possibile, sia a livello di processo di produzione, che di confezionamento e di conservazione. Ci\u00f2 non fa altro che porre maggiore attenzione sul packaging del cibo, che deve diventare in un certo qual modo attivo ed intelligente.<\/p>\n<p>APPLICAZIONI DELLA NANOTECNOLOGIA NEL SETTORE PACKAGING<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.hoteldelocean.org\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/nanopackaging.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-70 aligncenter\" title=\"nanopackaging\" src=\"https:\/\/www.hoteldelocean.org\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/nanopackaging.gif\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"143\" \/><\/a><\/p>\n<p>Uno degli obiettivi del nano-packaging \u00e8 quello di procurare una vita pi\u00f9 duratura ai prodotti gi\u00e0 confezionati migliorando la funzione di barriera della confezione riducendo lo scambio di gas e acqua e creando un filtro contro l\u2019esposizione ai raggi UV. Dal 2003 oltre al 90% dei nano-packaging sono basati su nano-composti in cui i nano-materiali sono impiegati per migliorare la funzione di barriera dell\u2019imballaggio plastico dei cibi, e delle bottiglie in plastica per birre, bibite e succhi.<br \/>\nUn ulteriore esempio \u00e8 il rilascio chimico dei nano-packaging. Esso impedisce alla confezione di interagire con il cibo che contiene. Allo stesso modo il packaging \u00e8 in grado di rilasciare antimicrobici, antiossidanti, aromi, nutraceuticals nei cibi e nelle bevande al fine di prolungarne la vita o per migliorarne sapore e odore. Nano-tubi vengono impiegati al fine di espellere ossigeno o diossina di carbonio e prevenire in questo modo il deterioramento del cibo.<br \/>\nAltri packaging e materiali che vanno a contatto diretto con il cibo incorporano materiali antimicrobici, che vengono progettati per non essere rilasciati. Il packaging stesso agisce come antimicrobico. Questi prodotti normalmente usano le nanoparticelle dell\u2019argento, tuttavia alcuni usano il nano-ossido di zinco o nano-diossido di cloro.<br \/>\nNano-sensori e \u201ctrack and trace packaging\u201d vengono progettati per mostrare le condizioni interne o esterne del prodotto alimentare lungo tutta la catena di produzione. Per esempio questo tipo di packaging possono monitorare la temperatura o l\u2019umidit\u00e0 nel tempo e fornire importanti informazioni sulle condizioni del cibo, per esempio cambiando colore. I nano-packaging biodegradabili usano nano-materiali per rafforzare le bioplastiche. Questo potrebbe permettere alle bioplastiche di essere utilizzate per la creazione di packaging e borse al posto delle plastiche tradizionali.<\/p>\n<p>ESEMPI DI NANO-TECNOLOGIA PER IL PACKAGING DEL CIBO NEL MERCATO CONTEMPORANEO<\/p>\n<p>All\u2019interno del mercato contemporaneo \u00e8 possibile trovare diverse compagnie che fanno uso di sistemi di packaging intelligenti. La <em>Kraft<\/em> insieme ai ricercatori della Rutgers University (USA) sta sviluppando una \u201celectronic tongue technology\u201d da includere nei packaging. Questo sistema consiste in un apparato di nano-sensori che possono individuare sostanze dell\u2019ordine di una parte su un trilione e possono provocare nel packaging stesso un cambiamento di colore al fine di allertare il consumatore nel caso in cui il cibo avesse subito una contaminazione o un\u2019alterazione. In questo modo il consumatore si trovea in possesso di un valido strumento per comprendere se il cibo sia effettivamente fresco o no.<br \/>\nLa <em>Bayer Polymers<\/em> ha sviluppato la pellicola per packaging nominata Durethan KU2-2601. Si tratta di una pellicola molto pi\u00f9 leggera, forte e resistente al calore rispetto a quelle attualmente presenti sul mercato. L\u2019obiettivo principale dell\u2019impiego di pellicole plastiche protettive \u00e8 quello di prevenire la disidratazione del cibo e proteggerlo dall\u2019azione dell\u2019umidit\u00e0 e dell\u2019ossigeno. La nuova pellicola \u00e8 conosciuta come \u201csistema ibrido\u201d arricchito con un grande numero di nano-particelle di silicato. Queste riducono il rischio che alcuni gas dannosi possano penetrare all\u2019interno del packaging, mentre impediscono all\u2019acqua contenuta nel cibo di uscire, in questo modo essa \u00e8 in grado di prevenire l\u2019alterazione del cibo.<br \/>\nLa nano-tecnologia potrebbe rivelarsi molto utile anche per l\u2019industria della birra, la quale si avvarrebbe di bottiglie in plastica per i trasporti della stessa poich\u00e9 pi\u00f9 leggere ed economiche rispetto a quelle in vetro o alle lattine in metallo, attraverso l\u2019impiego di materiali plastici modificati tramite la nanotecnologia si eviterebbe che l\u2019alcol contenuto nella birra reagisca a contatto con la plastica della bottiglia che la contiene, accorciando notevolmente la vita del prodotto.<\/p>\n<p>La <em>Voridan<\/em>, in collaborazione con la <em>Nanocor<\/em>, ha sviluppato un nano-composto contenente delle nano-particelle di argilla, chiamate Imperm. La bottiglia che ne \u00e8 risultata \u00e8 pi\u00f9 leggera e pi\u00f9 forte del vetro e possiede una maggiore resistenza agli urti. La struttura del nano-composto minimizza l\u2019emissione di diossido di carbonio dalla birra e l\u2019immissione di ossigeno nella bottiglia. La birra, in questo modo, pu\u00f2 essere mantenuta sugli scaffali per un periodo di sei mesi. La <em>Miller Breweing Co<\/em>. ha gi\u00e0 adottato questa tecnologia.<br \/>\nLa <em>Agro Micron<\/em> ha sviluppato il NanoBioluminescence Detection Spray. Esso contiene una proteina luminescente che si lega alla superficie di alcuni microbi come la Salmonella e l\u2019Ecoli. Una volta che la proteina si \u00e8 legata ad essi inizia ad emettere un visibile scintillio, permettendo in questo modo la facile individuazione di cibo o bevande contaminate. Pi\u00f9 l\u2019area luminescente \u00e8 estesa ed intensamente illuminata, pi\u00f9 il livello di contaminazione del prodotto \u00e8 alto. La compagnia sta attualmente progettando nuove tipologie di spray da utilizzare nell\u2019ambito di trasporti via mare all\u2019interno dei container, senza trascurare l\u2019ipotesi di un\u2019applicazione utile nella lotta al bioterrorismo.<br \/>\nPer assicurare la sicurezza del cibo, i ricercatori dell\u2019Unione Europea del Good Food Project hanno sviluppato un nano-sensore portatile per individuare elementi chimici, patogeni e tossine nel cibo. Esso pu\u00f2 essere analizzato in termini di sicurezza e qualit\u00e0 direttamente nel luogo di produzione, durante il trasporto, durante la lavorazione e il confezionamento. Il progetto sta anche sviluppando uno strumento che utilizza dei DNA biochip per individuare elementi patogeni.<br \/>\nSi tratta di una tecnica che potrebbe essere applicata per determinare la presenza di differenti tipi di batteri dannosi all\u2019interno di carne o pesce, o funghi in grado di attaccare la frutta. Altre applicazioni del progetto sono rappresentate dallo sviluppo di microsensori in grado di individuare pesticidi sulla frutta e la verdura, ma in grado anche di monitorare le condizioni ambientali del luogo di produzione. Questi ultimi vengono chiamati \u201cGood Food Sensors\u201d.<br \/>\nIl <em>Bio Finger Project<\/em>, un progetto europeo, ha l\u2019obiettivo di sviluppare \u201cstrumenti diagnostici, versatili, economici e facili da utilizzare per la salute, per l\u2019ambiente e per altre applicazioni\u201d. Lo strumento utilizza la tecnologia della trave a sbalzo, nella quale la punta della trave \u00e8 coperta con elementi chimici che gli permettono di piegarsi e risuonare quando si lega a specifiche molecole (come per esempio quelle che si trovano sulla superficie di alcuni batteri). Il BioFinger incorpora la trave a sbalzo su un microchip monouso rendendolo piccolo e portatile.<br \/>\nUn gruppo di ricerca all\u2019Universit\u00e0 di Leeds Negli UK ha determinato che le nano-particelle di ossido di magnesio e ossido di zinco sono molto efficaci nella distruzione di microorganismi. Inoltre essi potrebbero essere molto economici rispetto a quelli derivati dall\u2019argento. Questo tipo di applicazione potrebbe avere molti riscontri nel food packaging.<br \/>\nUn gruppo di scienziati delle industrie alimentari del Nord Europa ha creato un\u2019associazione per il NanoFood con l\u2019obiettivo di incoraggiare l\u2019applicazione della Nanotecnologia nell\u2019ambito alimentare in maniera responsabile. Le compagnie fondatrici includono Arla Foods, Danisco, Aarhus United, Danish Crown Amba, Systematic Software Engineering, e la Interdisciplinary Nanoscience Centre (iNANO). Con la missione di fornire ai consumatori cibo sicuro, le priorit\u00e0 dell\u2019associazione sono: sviluppare sensori che siano in grado di rivelare quasi istantaneamente se un campione di cibo contenga composti tossici o batteri; sviluppare superfici antibatteriche per macchine coinvolte nel ciclo di produzione del cibo; sviluppare confezioni pi\u00f9 leggere, forti ed economiche; e lo sviluppo di cibi con una composizione nutrizionale pi\u00f9 salutare.<br \/>\nUna parte della produzione ha quotidianamente a che fare con le nano-particelle d\u2019argento, che per il momento non possono ancora essere aggiunte direttamente al cibo. Si conosce ancora molto poco circa i loro effetti sulla salute dell\u2019uomo e sul loro impatto sul sistema ecologico.<\/p>\n<p>Recenti ricerche stanno studiando l\u2019applicazione di antimicrobici nel cibo, per sviluppare applicazioni legate al cibo come tessuti resistenti ai microbi. Le particelle d\u2019argento sono le nano-particelle che si stanno sviluppando pi\u00f9 velocemente e che hanno le pi\u00f9 ampie applicazioni. Si pensa che l\u2019argento possieda propriet\u00e0 antimicrobiche, e che rivestire o impregnare altri materiali con nano particelle d\u2019argento sia un modo per sfruttare le sue propriet\u00e0 antisettiche. Applicazioni recenti nell\u2019industria alimentare includono l\u2019individuazione dei batteri nei packaging. Le nano particelle d\u2019argento vengono gi\u00e0 impiegate nel packaging del cibo al fine di prolungare la vita della frutta assorbendo etilene, l\u2019ormone di maturazione. Gli scienziati sperano di imparare di pi\u00f9 su come le nano particelle d\u2019argento esercitino la loro azione di antimicrobici testando QSI-Nano Silver per la loro abilit\u00e0 di interagire con cellule microbiotiche. Questo potrebbe condurre a nuove scoperte concernenti l\u2019eliminazione degli elementi patogeni che il cibo porta con s\u00e9 e in questo modo aumentare la sicurezza del cibo.<\/p>\n<p>IL PROCESSO DEL <strong>CIBO<\/strong><\/p>\n<p>In aggiunta al packaging, la nanotecnologia sta gi\u00e0 avendo un impatto sullo sviluppo di cibi interattivi o funzionali. Alcuni prodotti alimentari contengono invisibili additivi e sono gi\u00e0 disponibili in commercio. Molte compagnie stanno conducendo ricerche sullo sviluppo e l\u2019uso di nanotecnologie per progettare, processare, confezionare e consegnare cibo. Tra queste ci sono le grandi aziende di cibo e bevande, insieme a piccole imprese che studiano le nanotecnologie.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.hoteldelocean.org\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/nanomolecole.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-77\" title=\"nanomolecole\" src=\"https:\/\/www.hoteldelocean.org\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/nanomolecole.gif\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"267\" \/><\/a><\/p>\n<p>Le nano-particelle e le particelle fino ad una dimensione di 300 nm vengono aggiunte a molti cibi come ingredienti attivi nano-incapsulati ed includono grassi e vitamine. Si suppone che essi migliorino le propriet\u00e0 di flusso, colore e stabilit\u00e0 durante tutto il processo di produzione, o per incrementare la durata di un prodotto. I silicati di alluminio sono comunemente usati come agenti anticoagulo in prodotti granulari o in polvere, mentre il diossido di titanio anatasio \u00e8 un additivo sbiancante, usato nei prodotti di pasticceria, per alcuni formaggi e salse. Particelle di misura maggiore sono solitamente biologicamente inerti e vengono considerati non dannose per l\u2019uomo.<br \/>\nL\u2019industria del cibo sente la necessit\u00e0 di diventare maggiormente \u201cfunzionale\u201d, pi\u00f9 nutriente ma anche meno legata all\u2019idea di cibo come carburane per il corpo umano. Le compagnie credono che le nanotecnologie possano dare una risposta e concentrarsi sulla \u201cdistribuzione\u201d. Il cibo interattivo e funzionale risponde alle esigenze del corpo umano e pu\u00f2 distribuire elementi nutritivi in maniera pi\u00f9 efficiente. Possono inoltre apportare benefici psicologici o ridurre il rischio di malattie croniche. Differenti scienziati stanno lavorando al fine di sviluppare nuovi prodotti alimentari su misura, in grado di rimanere assopiti all\u2019interno del corpo umano e di fornire a seconda della necessit\u00e0 elementi nutritivi alle cellule. Per esempio nano-capsule che possono essere incorporate all\u2019interno del cibo per poi rilasciare elementi nutritivi. Gli additivi nutritivi rappresentano un\u2019altra fonte di nano-particelle il cui sviluppo \u00e8 in continua crescita nell\u2019ambito dei prodotti alimentari. Queste ultime vengono chiamate Nutraceuticals.<\/p>\n<p>CIBO INTERATTIVO<\/p>\n<p>Nei paesi sviluppati l\u2019industria del cibo \u00e8 guidata dalla domanda dei consumatori, che al momento si concentra su cibi freschi e sani. Il cibo interattivo \u00e8 costruito sul concetto di cibo \u201csu misura\u201d. L\u2019idea del cibo interattivo \u00e8 nata per permettere al consumatore di modificare i propri alimenti a seconda dei propri bisogni sia in termini nutrizionali sia in termini di gusto. Migliaia di nano-capsule contenenti aromi o elementi nutritivi aggiunti rimarrebbero inattivi all\u2019interno dell\u2019alimento e verrebbero rilasciati solo una volta attivati dal consumatore.<br \/>\nLa <em>Kraft<\/em> e la <em>Nestl\u00e9<\/em> stano progettando alimenti intelligenti in grado di interagire con il consumatore al fine di \u201cpersonalizzare\u201d il cibo, cambiargli il colore, aroma o elementi nutritivi a seconda della richiesta.<\/p>\n<p>La Kraft sta sviluppando una bevanda incolore e insapore contenente centinaia di aromi microincapsulati. Con un forno a microonde si potr\u00e0 attivare il processo in grado di far rilasciare colore, sapore, concentrazione e texture coerentemente con la scelta individuale del consumatore. I cibi intelligenti sono anche in grado di captare l\u2019eventuale allergia di un individuo agli ingredienti di un determinato cibo e in questo modo bloccarne l\u2019azione. O in alternativa, i packaging intelligenti possono rilasciare una dose di elementi nutritivi addizionali nel caso in cui l\u2019individuo effettivamente dovesse presentare una mancanza o una specifica necessit\u00e0 in termini di dieta, per esempio possono essere aggiunte molecole di calcio per le persone che soffrono di osteoporosi.<\/p>\n<p>NANOVETTORI<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.hoteldelocean.org\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/nanovettore1.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-72\" title=\"nanovettore\" src=\"https:\/\/www.hoteldelocean.org\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/nanovettore1.gif\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"167\" \/><\/a><\/p>\n<p>I nanovettori sono micro cellule di dimensione dell\u2019ordine dei 30 nm di diametro. La compagnia tedesca <em>Aquanova<\/em> ha sviluppato una nuova tecnologia la quale combina due sostanze attive in un singolo nanovettore, una per la riduzione dei grassi e una per il senso di saziet\u00e0. Essi la descrivono come un approccio innovativo alle gestione del peso corporeo.<br \/>\nLa <em>Unilever<\/em> sta invece sviluppando un gelato a basso contenuto di grassi diminuendo la dimensione delle particelle di emulsionante che d\u00e0 al gelato la sua caratteristica texture. Essi vogliono diminuire il contenuto di grassi dal 16% all\u20191%.<\/p>\n<p>NANOCAPSULE<\/p>\n<p>Le nanocapsule sono strutture liquide nano-autoassemblate. Vengono usate per rilasciare elementi nutritivi alle cellule sottoforma di particelle di dimensioni dell\u2019ordine del nanometro. Uno dei modi per preservare un componente attivo \u00e8 quello di racchiuderlo all\u2019interno di un involucro protettivo. L\u2019involucro pu\u00f2 essere creato per dissolversi o possono venire aggiunti degli ingredienti attivi che si diffondono attraverso l\u2019involucro innescati dal corretto stimolo.<br \/>\nLa <em>George Weston Foods of Australia<\/em>, per esempio, vende il suo Tip Top Bread, conosciuto come \u201cTip Top-up\u201d, che contiene nano capsule di olio di tonno, il quale rappresenta una buona fonte di acidi grassi omega tre. Poich\u00e9 l\u2019olio di tonno \u00e8 micro incapsulato, il consumatore non ne sente il sapore, ma esso agisce una volta raggiunto lo stomaco, dove gli acidi coinvolti nel processo digestivo attaccano le microcapsule permettendo al corpo di assimilarlo.<br \/>\nUn altro esempio \u00e8 rappresentato dalla <em>Israeli Company Nutralease<\/em>. La compagnia si avvale della tecnologia Nano-sized Self-assembled Liquid Structures (NSSL). Gli elementi nutritivi sono contenuti all\u2019interno di un involucro acquoso. I Nutraceuticals che sono stati incorporati nei carriers includono licopene, betacarotene, luteina, fitosterolo, CoQ10 e DHA\/EPA. Le particelle della Nutralease permettono a questi composti di entrare pi\u00f9 facilmente nel flusso sanguigno attraverso l\u2019intestino e di aumentarne la biodisponibilit\u00e0. Questa tecnologia \u00e8 gi\u00e0 stata adottata dalle Shemen Industries per rilasciare gli elementi nutritivi del Canola Active Oil.<br \/>\nLa <em>Kraft Food<\/em> pianifica di sviluppare cibi intelligenti che rilasciano elementi nutritivi in base alle deficienze identificate da nano-sensori e da nano-capsule, aggiunte precedentemente ai cibi, che restano inerti fino al momento in cui vengono attivati. Essi vedono negli Smart Food un altissimo potenziale in termini di benefici, come l\u2019aumento energetico, il miglioramento delle funzioni cognitive, il progresso delle funzioni immunologiche e antiaging.<\/p>\n<p>LE NANOCOCHLEATES<\/p>\n<p>Le nanocochleates sono nano-particelle spirali di dimensioni di 50 nm. Questi additivi possono essere impiegati al fine di consegnare alle cellule elementi nutritivi come vitamine, licopene, e acidi grassi omega in modo molto efficiente, senza andare ad agire sul colore o il sapore di un alimento; inoltre vengono facilmente assorbiti dal corpo umano.<br \/>\nLa compagnia farmaceutica <em>Bio<\/em><em>Delivery Sciences<\/em> ha sviluppato il Bioral Nanocochleate Delivery System che protegge micronutrienti e antiossidanti dalla degradazione durante i processi di lavorazione e stoccaggio. I micronutrienti Bioral sono in grado di aumentare la stabilit\u00e0 dell\u2019alimento e di accrescere la sua vita media sullo scaffale. Gli antiossidanti naturalmente presenti nella frutta fresca forniscono tutta una serie di benefici legati alla salute, per esempio riducono il rischio di attacco cardiaco, malattie neurodegenerative e cancro.<br \/>\nLe manifatture di cibo e bevande comprendono la necessit\u00e0 di inserire questi micronutrienti nei propri prodotti, anche perch\u00e9 la maggior parte degli utenti non consuma abbastanza frutta e verdura fresca per poter essere in grado di ottenere i massimi benefici possibili da essa. La compagnia afferma che le nanocochleates sono un sistema di consegna molto valido e sicuro per un\u2019ampia gamma di composti, poich\u00e9 la sua composizione \u00e8 al 100% fosfatidilserina di soia.<\/p>\n<p>LA NANOTECNOLOGIA NEL MERCATO INTERNAZIONALE<\/p>\n<p>Non soltanto i paesi industrializzati, ma anche quelli in via di sviluppo stanno investendo nel campo delle nanotecnologie. Gli Stati Uniti, con la National Nanotechnology Initiative (NNI), sono in cima alla lista con un investimento di 3,7 bilioni di dollari, seguiti da Giappone e Europa con un investimento di 1,2 bilioni all\u2019anno.<br \/>\nLa quota di pubblicazioni accademiche cinesi riguardo la nano-scala \u00e8 passata dal 7,5% del 1995 al 18,3% del 2004, portando il paese dalla quinta alla seconda posizione della classifica mondiale. Altri paesi come l\u2019India, La Corea del Sud, l\u2019Iran e la Tailandia stanno raggiungendo i paesi leader, e si concentrano soprattutto su specifiche applicazioni che riguardano la crescita economica e i bisogni del paese. L\u2019Iran sta portando avanti un programma concernente la nanotecnologia nel campo agricolo e agroalimentare. Si prevede che il mercato internazionale del nanofood subir\u00e0 un incremento fino a 20,4 bilioni di dollari entro il 2010. Per quella data, l\u2019Asia con pi\u00f9 del 50% della popolazione mondiale sar\u00e0 il pi\u00f9 grande mercato di nanofood, e vedr\u00e0 la Cina comandare la classifica dei paesi investitori. Ovviamente questi numeri rappresentano solo ipotesi, basate su diverse condizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.hoteldelocean.org\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/nanofood.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-78\" title=\"nanofood\" src=\"https:\/\/www.hoteldelocean.org\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/nanofood.gif\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"401\" \/><\/a><\/p>\n<p>LO <strong>SVILUPPO ECONOMICO<\/strong> DELLA NANOTECNOLOGIA<\/p>\n<p>La maggior parte della nanotecnologia impiegata nell\u2019industria del cibo, sui mercati attuali, \u00e8 a quota zero per quel che riguarda l\u2019attivit\u00e0 commerciale, e nei prossimi anni sar\u00e0 limitata a prodotti di alto valore. L\u2019introduzione della nanotecnologia cambier\u00e0 completamente l\u2019industria del cibo, nonostante sia i produttori che i fornitori non abbiano un\u2019idea esatta riguardo a quando queste applicazioni saranno effettivamente disponibili per il commercio e se avranno un costo effettivo per i propri prodotti.<br \/>\nL\u2019uso delle nanotecnologie nel processo del cibo al momento \u00e8 limitato all\u2019impiego dei nanoclay nei packaging alimentari e nello sviluppo di nutraceutical migliorate. L\u2019applicazione pi\u00f9 promettente della nanotecnologia \u00e8 quella che riguarda i  packaging intelligenti, ovvero materiali in grado di interagire con il prodotto che contengono al fine di preservarne o accrescerne la qualit\u00e0.<br \/>\nIl maggiore fornitore di informazioni sulla nanotecnologia al mondo, la Cientifica, ha stimato che entro il 2012 il mercato dei packaging intelligenti muover\u00e0 un capitale di 2,7 bilioni di dollari all\u2019interno del mercato internazionale dei packaging. La Cientifica crede che questi packaging avanzati, nel futuro pi\u00f9 immediato, saranno impiegati soprattutto per i cosiddetti prodotti di lusso, come per esempio il caviale. I produttori di packaging per prodotti comuni, come il latte o la carne, non trarrebbero gli stessi benefici che trarrebbe per esempio un produttore di caviale.<br \/>\nLe quattro aree commerciali che subiranno i maggiori cambiamenti nei prossimi anni saranno: i packaging intelligenti in grado di reagire all\u2019ambiente, nano-strumenti in grado di analizzare il cibo e determinare se contaminato, metodi in grado di modificare gli ingredienti di un alimento crudo al fin di renderlo commestibile e additivi che potrebbero essere aggiunti ad un prodotto per incrementarne la qualit\u00e0.<br \/>\nLe maggiori aziende nel mondo dell\u2019industria alimentare vengono considerate come quelle in grado dare una maggiore spinta allo sviluppo delle nanotecnologie. Esse cercano di impiegare le nanotecnologie al fine di ingegnerizzare, processare e confezionare i prodotti alimentari, si tratta di aziende come la Nestle, la Kraft, la Altria, la Heinz e la Uniliver, ma anche le piccole imprese stanno cominciando ad interessarsi alla questione.<br \/>\nQueste compagnie si configureranno come le principali guide per l\u2019eventuale integrazione della nanotecnologia nel mercato, dal momento che la tecnologia oggi \u00e8 disponibile a prezzi sempre pi\u00f9 contenuti, dice Tim Harer, direttore generale della Cientifica.<\/p>\n<p>SOLUZIONI EFFICACI IN TERMINI DI <strong>COSTO<\/strong><\/p>\n<p>La nanotecnologia ha trovato applicazioni nel monitoraggio e nell\u2019etichettatura dei prodotti alimentari. La Radio Frequency Identification (RFID) ha trovato la propria via nell\u2019ambito di numerosi applicazioni, dal monitoraggio all\u2019interno dei negozi fino al miglioramento dell\u2019efficienza della catena produttiva. Tale tecnologia, che si compone di alcuni microprocessori e di un\u2019antenna in grado di trasmettere dati ad un ricevitore wireless, pu\u00f2 essere impiegata al fine di monitorare un prodotto dal deposito fino al consumatore. \u00c8 una tecnologia molto pi\u00f9 semplice rispetto ai comuni codici a barre, che necessitano di una scansione manuale e di una lettura individuale. Con le etichette RFID \u00e8 possibile leggere centinaia di etichette al secondo.<\/p>\n<p>Alcune catene commerciali, come la <em>Wal-Mart<\/em>, la <em>Home Depot<\/em>, la <em>Metro Group<\/em>, e la <em>Tesco<\/em> hanno gi\u00e0 sperimentato questo sistema. Il maggiore inconveniente \u00e8 rappresentato dagli alti costi di produzione dovuti alla lavorazione del silicone. Attraverso la fusione della nanotecnologia e dell\u2019elettronica (nanotronics), si suppone che queste etichette diventeranno pi\u00f9 economiche, facili da installare e pi\u00f9 efficienti.<br \/>\nI ricercatori della European Good Food Project hanno sviluppato un nano-sensore portatile in grado di identificare elementi chimici, patogeni e tossine all\u2019interno dei prodotti alimentari. Attraverso l\u2019uso del sensore, il campione non necessita di essere spedito ad un laboratorio, il che rappresenta un processo lungo e dispendioso, ma pu\u00f2 essere al contrario analizzato durante tutta la durata del processo produttivo.<br \/>\nIl progetto europeo SustainPack, mira a creare nuovi packaging ecocompatibili a base di fibre per sostituire quelli in plastica. Le fibre vengono ottenute da sostanze naturali, come per esempio dal legno o da materiali semilavorati. Essi possono essere modificati attraverso le nanotecnologie al fine di conferirgli le qualit\u00e0 necessarie. Uno degli obiettivi del progetto \u00e8 quello di aumentare la resistenza di questi packaging a base di fibre sia da asciutti che da bagnati. Questo consentirebbe un design pi\u00f9 efficace dal punto di vista dei costi poich\u00e9 la quantit\u00e0 di materiale impiegato diminuirebbe. I ricercatori vorrebbero diminuire la quantit\u00e0 di materiale impiegato del 30%.<\/p>\n<p>LA <strong>PERCEZIONE<\/strong> DEL CONSUMATORE<\/p>\n<p>Come visto nelle precedenti sezioni la nanotecnologia \u00e8 sempre maggiormente impiegata nell\u2019ambito della produzione e del confezionamento di prodotti alimentari. Essa \u00e8 infatti considerata una delle tecnologie chiave del secolo presente proprio per le grandi potenzialit\u00e0 che essa possiede nello sviluppo di nuovi prodotti. La percezione del pubblico \u00e8 un fattore in grado di influenzare la realizzazione e la ricerca di nuove tecnologie. \u00c8 dunque importante comprendere come i consumatori percepiscano le nanotecnologie legate al cibo ed al suo confezionamento, e analizzare i fattori che influenzano la volont\u00e0 di comprare questo tipo di prodotti.<br \/>\nUna ricerca condotta da <em>ETH Zurich<\/em>, Institute for Environmental Decision (IED) ha evidenziato come oggi la conoscenza del pubblico rispetto alle nanotecnologie sia molto limitata. Per esempio i cibi funzionali promettono al consumatore miglioramenti per alcune specifiche funzioni biologiche. Comunque, i consumatori non hanno la possibilit\u00e0 di fare esperienza diretta degli effettivi benefici degli \u201calimenti funzionali\u201d. I benefici devono essere comunicati dai produttori; la fiducia diventa quindi un importante criterio nel processo di accettazione di questi. I consumatori devono fare affidamento sulle affermazioni di miglioramento della salute fornite dai produttori. Alimenti migliorati attraverso l\u2019impiego di nanotecnologie in grado di apportare benefici concreti ai consumatori sarebbero pi\u00f9 facilmente commerciabili rispetto a quelli senza questa concretezza.<br \/>\nI ricercatori della ETH Zurich hanno inoltre evidenziato che l\u2019affezione, la percezione mentale, potrebbe esercitare una forte influenza su come il pubblico valuta benefici e rischi associati alla nanotecnologia. Potrebbe svolgere un importante ruolo per ci\u00f2 che riguarda la percezione del rischio. Questo approccio differisce nelle due diverse scuole di pensiero, quella che si serve di un metodo esperienziale e quella che si serve di un metodo analitico. Il sistema analitico si basa sul calcolo delle probabilit\u00e0, ragionamenti logici e prove. Il metodo esperienziale si basa su immagini, metafore e narrazioni. Il metodo esperienziale rappresenta un valido aiuto nei casi in cui sia richiesta una valutazione immediata sulla positivit\u00e0 o negativit\u00e0 di un prodotto. Conseguentemente i rischi e i benefici percepiti sono condizionati dal livello di affezione associato ad una tecnologia. Secondo i ricercatori dello IED la conoscenza derivata dall\u2019esperienza forma la percezione del pubblico rispetto alla nanotecnologia.<br \/>\nUno dei metodi per ottenere sicurezza fa affidamento sulla fiducia sociale nel momento della valutazione dei rischi di una nuova tecnologia. Lo IED ha evidenziato che le nanotecnologie applicate al cibo e i prodotti alimentari cos\u00ec ottenuti, potrebbero essere pi\u00f9 facilmente accettati dai consumatori quando questi ultimi percepiscono dei benefici effettivi, per esempio prodotti ecocompatibili o pi\u00f9 salutari.<br \/>\nUno dei fattori che ha influenza sull\u2019accettazione delle nanotecnologie applicate a prodotti alimentari \u00e8 che i benefici e i rischi percepiti giocano un importante ruolo sulla volont\u00e0 di acquisto di questi prodotti. I benefici percepiti influenzano negativamente la percezione dei rischi.<br \/>\nPoich\u00e9 le nanotecnologia \u00e8 una tecnologia molto recente e che il pubblico non conosce in modo approfondito, i partecipanti (a test?) devono essere maggiormente informati con dati specifici sugli alimenti modificati tramite nanotecnologie. Se questo non avvenisse la parola nanotecnologia evocherebbe soltanto associazioni prive di significato. Quindi, lo IED ha concluso che la fiducia nell\u2019industria del cibo ha un impatto sulla percezione mentale evocata dal materiale informativo sul nanofood.<br \/>\nPer comprendere l\u2019atteggiamento dei consumatori nei confronti delle nanotecnologie applicate al cibo, e al fine di testare un modello eterogeneo che indagasse la disponibilit\u00e0 a comprare nanofood, lo IED ha effettuato uno studio con 153 persone in Svizzera. I partecipanti hanno ricevuto informazioni generali riguardo la nanotecnologia, sui vantaggi e sugli svantaggi che l\u2019utilizzo di questa tecnologia porta con s\u00e9. Ogni applicazione della nanotecnologia \u00e8 stata spiegata nel dettaglio.<br \/>\nI risultati del test hanno messo in evidenza come i packaging modificati attraverso l\u2019impiego di nanotecnologie siano percepiti pi\u00f9 positivamente rispetto ai prodotti alimentari modificati dalle stesse. Lo stesso atteggiamento \u00e8 stato registrato per quello che riguarda l\u2019acquisto di prodotti nano-tecnologici. La nanotecnologia che agisce direttamente all\u2019interno del prodotto alimentare \u00e8 percepita in maniera negativa rispetto a quella che agisce all\u2019esterno di esso, come avviene per i packaging intelligenti. Tuttavia i partecipanti si sono dimostrati esitanti nel comprare nanofood o cibo con un packaging modificato.<br \/>\nI benefici associati a molte imminenti applicazioni delle nanotecnologie a prodotti alimentari potrebbero non far percepire ai consumatori un incremento di valore tale da fargli comprare quel prodotto rispetto ad un altro. Per i packaging nano-tecnologici, i benefici percepiti erano sostanzialmente maggiori rispetto a quelli che riguardavano la disponibilit\u00e0 a comprare. I benefici da soli non sono in grado di garantire l\u2019accettazione. \u00c8 importante sottolineare anche come i consumatori non siano un gruppo omogeneo di persone, ma possono differire in quello che essi percepiscono come beneficio.<br \/>\nIn conclusione, i benefici percepiti hanno un impatto sulla modalit\u00e0 con cui i prodotti alimentari nano-tecnologici vengono valutati, ma l\u2019accettazione della nanotecnologia non pu\u00f2 essere ridotta alla sola percezione dei benefici. La fiducia collettiva nelle istituzioni che producono nanofood \u00e8 un fattore molto importante in grado di intervenire direttamente sulle percezioni legate a questi nuovi prodotti e alla disponibilit\u00e0 ad acquistarli. L\u2019importanza della fiducia collettiva suggerisce che un evento con significative conseguenze negative pu\u00f2 avere un impatto disastroso sulla fiducia accordata all\u2019industria del cibo da parte dei consumatori. L\u2019accettazione della nanotecnologia in ambito agroalimentare potrebbe venire sostanzialmente ridotta.<br \/>\nUn altro risultato ha sottolineato come l\u2019affezione abbia un impatto sulla percezione dei rischi e dei benefici. La percezione del benefici sembra tuttavia essere il fattore predeterminante rispetto alla disponibilit\u00e0 all\u2019acquisto. Meno importante sembra essere il legame tra l\u2019affezione e la percezione dei rischi. I risultati non implicano tuttavia che i rischi percepiti non siano importanti, ma un basso livello di rischi percepiti sembra non essere una ragione sufficiente per la spinta all\u2019acquisto.<br \/>\nL\u2019atteggiamento nei confronti di una nuova tecnologia legata al cibo \u00e8 influenzato non soltanto dall\u2019innovazione in s\u00e9, ma anche dall\u2019ambiente sociale, economico, e politico in cui quella tecnologia cerca di svilupparsi. Studi recenti hanno suggerito come il sapore sia l\u2019elemento predeterminante pi\u00f9 forte del comportamento alimentare passato, e di come esso influenzi l\u2019atteggiamento nei confronti del cibo.<br \/>\nUn altro fattore importante \u00e8 la naturalezza percepita. Pi\u00f9 un prodotto \u00e8 visto come naturale e meno accettata sar\u00e0 la sua versione modificata. I risultati di altri studi recenti hanno dimostrato come nel caso in cui la salubrit\u00e0 di un prodotto artificiale e di uno naturale si equivalgano, la maggior parte delle persone con una preferenza per i cibi naturali continuino a preferirli. La percezione di naturalezza o al contrario la mancanza di questa potrebbe essere un ulteriore fattore in grado di influenzare l\u2019atteggiamento nei confronti degli alimenti modificati attraverso nanotecnologie.<\/p>\n<p>QUANTO \u00c8 <strong>SICURA<\/strong> LA NANOTECNOLOGIA?<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.hoteldelocean.org\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/nanofragola1.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-79\" title=\"nanofragola1\" src=\"https:\/\/www.hoteldelocean.org\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/nanofragola1.gif\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"250\" \/><\/a><\/p>\n<p>La <em>BASF<\/em> produce una versione in nano-scala dei carotenoidi, una classe di additivi alimentari che conferiscono al cibo un colore aranciato, naturalmente presente nelle carote e nei pomodori. Alcuni tipi di carotenoidi sono antiossidanti e possono essere convertiti, all\u2019interno del corpo, in vitamina A. La BASF vende i suoi carotenoidi sintetici in nano-scala alle maggiori compagnie di food &amp; beverage al mondo, le quali li aggiungono a limonate, succhi di frutta e margarine. La formulazione in nano-scala gli permette di essere pi\u00f9 facilmente assorbiti dal corpo umano, ma aumenta anche la durata della conservazione del prodotto.<br \/>\nQuesto \u00e8 solo un esempio di nano-particelle aggiunte a prodotti alimentari. Il problema connesso all\u2019aggiunta di nano-particelle al cibo \u00e8 rappresentato dal fatto che non si sa ancora con certezza assoluta se siano sicuri o meno. L\u2019<em>ETC Group<\/em> ha identificato solo una piccola quantit\u00e0 di additivi alimentari in nano-scala sul mercato attuale, ma non si pu\u00f2 essere certi di quanto sia diffuso il loro utilizzo, poich\u00e9 non esistono requisiti particolari in termini di citazioni sull\u2019etichetta.<br \/>\nCome in altri sistemi regolatori, come quello cosmetico e chimico, la questione che riguarda la sicurezza non \u00e8 stata approcciata dal punto di vista della misura. Fino ad ora le manifatture sono state le uniche a preoccuparsi della misura. Hanno realizzato quali siano i vantaggi in termini di mercato che le piccole misure offrono (per esempio una diminuzione in misura aumenta la bio-disponibilit\u00e0 nel cibo, un aumento in misura aumenta la trasparenza dei cosmetici)<br \/>\nNel caso di additivi che si possono trovare naturalmente nel cibo, non \u00e8 chiaro cosa siano le questioni di sicurezza nano-specifiche.<br \/>\nPer esempio il dottor Gerhard Gans della BASF ha spiegato che, una volta che il licopene sintetico in nano-scala, raggiunge l\u2019intestino, si comporta esattamente nello stesso modo in cui il licopene derivato dal pomodoro si comporta: viene scisso dagli enzimi digestivi e assorbito dal flusso sanguigno fino ad arrivare al fegato e agli altri organi come accade per le molecole sintetiche di licopene. \u201cIn altre parole, dal momento in cui entra a far parte del flusso sanguigno, tutto il cibo \u00e8 effettivamente alle dimensioni della nano-scala, sia nel caso in cui sia stato introdotto nel corpo sottoforma di fetta di pomodoro, o di limonata contenente il licopene sintetico prodotto dalla BASF. Il dottor Gangs ha inoltre confermato che il licopene sintetico prodotto dalla BASF e fornito ai propri clienti non si trovava sotto forma di nano particella. Le particelle si sono raggruppate in aggregati della misura del micron. Infine, gli enzimi digestivi del consumatore portano le particelle fino alle dimensioni della nano-scala.<br \/>\nL\u2019assenza di una regolamentazione specifica che ponga particolare attenzione al problema della misura rende i cibi, a cui sono state aggiunte nano-particelle, potenzialmente pericolosi. FOE Europe sostiene che noi non sappiamo quali siano le sostanze a nano-scala di prossima formulazione che sono gi\u00e0 state approvate come additivi alimentari a scale maggiori, ma queste sostanza, riformulate in dimensioni dell\u2019ordine della nano-scala potrebbero avere differenti propriet\u00e0 e conseguenze sconosciute. Potrebbero destare particolare attenzione formulazioni in nano-scala di sostanze che non sono naturalmente presente negli alimenti. Per esempio il silicio diossido (SiO2) \u00e8 un additivo alimentare che non \u00e8 possibile trovare naturalmente nei cibi, nonostante sia presente in natura (la sabbia e il quarzo sono forme cristalline di silice). Il silice \u00e8 presente in natura in forma amorfa ed \u00e8 questa la forma di silice che viene prodotta sinteticamente e aggiunta agli alimenti per le sue propriet\u00e0 anticoagulanti. La norma prevede che il contenuto di silice non debba superare il 2% del peso del prodotto alimentare. Non \u00e8 chiaro quali prodotti alimentari contengano silice sintetico in nano-scala poich\u00e9 non vi sono norme specifiche per ci\u00f2 che riguarda l\u2019indicazione della sua presenza sull\u2019etichetta.<br \/>\nAl fine di garantire prodotti alimentari sicuri durante l\u2019intero processo di trasformazione del cibo, l\u2019industria alimentare sta conducendo delle ricerche sul Nano-RFid Tag. Il Nano RFid Tag \u00e8 un piccolo  chip a circuito integrato (IC) wireless, dotato di un circuito radio e di un codice di identificazione integrato in esso. Esso \u00e8 sufficientemente piccolo da poter essere immerso non soltanto nel packaging, ma anche nel prodotto alimentare stesso. Pu\u00f2 contenere una grande quantit\u00e0 di informazioni, pu\u00f2 essere scansionato a distanza, inoltre numerose tags possono essere lette in contemporanea. Coloro che si tanno occupando dello sviluppo di questa tecnologia immaginano un mondo in cui ogni oggetto potr\u00e0 essere identificato ovunque in maniera automatica.  Le RFid Tags potrebbero essere inoltre impiegate all\u2019interno dei packaging dei prodotti alimentari per permettere ai cassieri, o al personale del punto vendita di avvertire il consumatore nel caso in cui il prodotto avesse gi\u00e0 raggiunto la data di scadenza.<br \/>\nLe RFid Tags tuttavia hanno fatto nascere delle polemiche in quanto sarebbero in grado di trasmettere informazioni anche dopo che il prodotto alimentare abbia lasciato il luogo di vendita e acquisto. I commercianti in questo modo avrebbero tutta una serie di informazioni circa il comportamento dei consumatori. Si vorrebbe quindi che le tags venissero disabilitate una volta oltrepassata la cassa al fine di assicurare la privacy dei consumatori. La Wal-Mart negli Stati Uniti e la Tesco in Gran Bretagna hanno gi\u00e0 testato le RFid tags su alcuni prodotti presenti nei propri punti vendita.<br \/>\nIl Nanobarcode (codice a barre) \u00e8 un sistema alternativo di etichettatura e monitoraggio che lavora sulla nano-scala. L\u2019etichettatura del packaging permette infatti che il cibo possa essere controllato dalla fabbrica alla forchetta, durante il processo di trasformazione, durante il trasporto, nei ristoranti o nei supermarket ed infine anche quando il consumatore lo acquista. Affiancati a nano-sensori, questi stessi packaging possono monitorare la presenza di elementi patogeni, cambiamenti di temperatura o deterioramenti. Se utilizzati in maniera ragionevole essi potrebbero garantire cibo sano dalla fabbrica al piatto.<\/p>\n<p>I <strong>RISCHI<\/strong> DELLA NANOTECNOLOGIA<\/p>\n<p>Nonostante i rapidi progressi nella produzione e caratterizzazione delle nano-tecnologie, l\u2019attuale conoscenza dei potenziali rischi dell\u2019impiego di nano-particelle per la salute umana e per l\u2019ambiente \u00e8 ancora limitata.<br \/>\nLa produzione dell\u2019uomo fatta in modo tutt\u2019altro che naturale servendosi di nano-particelle risulter\u00e0 inevitabilmente nell\u2019introduzione di questi materiali nell\u2019ambiente, in maniera cosciente o attraverso  uno sconsiderato impiego dei materiali, incidenti industriali, o come risultato dell\u2019abrasione o dell\u2019invecchiamento dei materiali nei quali i nano-materiali sono integrati, per esempio nei packaging. Il primo problema legato allo stabilire il livello di rischio associato ai nano-materiali sta nell\u2019individuare la presenza di questi stessi materiali. Il problema principale della definizione della concentrazione di alcune particelle sta nel fatto che le tecnologie attualmente impiegate individuano particelle di particolari misure. Questo significa che una maggiore concentrazione di particelle piccole viene mascherata da una minore concentrazione di particelle pi\u00f9  grandi. Le nano-particelle tendono ad agglomerarsi con il tempo, il che significa che nei materiali appena prodotti si potr\u00e0 trovarne una maggiore concentrazione rispetto ai prodotti pi\u00f9 \u201cvecchi\u201d. Alcune soluzioni per fare fronte al problema dell\u2019individuazione delle nano particelle sono state sviluppate, e vanno da \u201cnano-scopi ottici\u201d a video che misurano la forza atomica. In ogni caso non tutte le tecniche sono valide per ogni caso ed \u00e8 quindi necessario prestare molta attenzione alla scelta della tecnica da adottare.<br \/>\nMolte delle propriet\u00e0 dei nano-materiali dipendono dalla misura e ci si sta preoccupando anche della possibilit\u00e0 che la misura abbia un legame con la tossicit\u00e0. Alcuni materiali biologicamente inerti in grande quantit\u00e0, tendono a diventare pericolosi sotto forma di particelle ultrafini. Un altro problema \u00e8 rappresentato dal fatto che la reazione tossica nelle colture di cellule e sugli animali pu\u00f2 dipendere anche dalla superficie disponibile. Molte delle applicazioni di nano-materiali proposte, per esempio nano-tubi in carbonio o nano-particelle di metalli ossidati si servono della propria superficie. Infine sembra che alcune particelle ultrafini possano penetrare nel corpo attraverso la pelle, o spostarsi dal sistema respiratorio ad altri organi.<br \/>\n\u00c8  necessario sapere che tipo di etichetta da porre sui packaging sia in grado di minimizzare il rischio connesso ai nano-materiali. Fino ad ora non \u00e8 stata approvata nessuna norma che regoli l\u2019etichettatura dei nano-prodotti. Si noti che nella produzione di numerosi nano-materiali lo sforzo maggiore non viene indirizzato alla produzione stessa di essi, quanto al mantenere queste sostanze disperse.<br \/>\nAttualmente l\u2019attenzione si sta concentrando sulla regolamentazione delle applicazioni della nano-tecnologia. Ci si domanda se la struttura della regolamentazione esistente tenga conto delle nuove propriet\u00e0 apportate dall\u2019uso delle nanotecnologie.<br \/>\nNessuna delle discussioni circa la sicurezza dei nano materiali ha distolto l\u2019attenzione su quelle responsabili della regolamentazione. La Commissione Europea ha condotto degli workshop dal titolo \u201cprincipi cautelativi e nanotecnologie\u201d concludendo che \u201c i Principi Cautelativi dell\u2019Unione Europea pongono in rilievo che l\u2019incertezza scientifica non \u00e8 una ragione per l\u2019inattivit\u00e0 se si dovessero verificare immensi effetti avversi. Se si prende la decisione di agire, essa rimarr\u00e0 comunque una variet\u00e0 di azioni potenziali.\u201d<br \/>\nD\u2019altra parte gli workshop della Commissione Europea \u201cla Ricerca necessita di Nanoparticelle\u201d ha concluso che \u201cnessun rischio specificatamente correlato alle nano-tecnologie \u00e8 emerso, ma ricerche pi\u00f9 approfondite dovrebbero essere condotte in tempi opportuni al fine di accompagnare lo sviluppo tecnologico e la produzione di nano-particelle con dati (eco)tossicologici appropriati al fine di poter sviluppare  una specifica nuova regolamentazione.\u201d<br \/>\nEntrambe queste conclusioni sono state annotate dai regolatori e dalle compagnie assicurative, ma la mancanza di una definizione comunemente accettata di nano-particella sta frenando il progresso. Come risultato, le aziende sono al momento esposte al rischio di una sfavorevole legislazione in grado di provocare importanti modifiche ai loro modelli economici, e il rischio che i materiali attualmente impiegati vengano pi\u00f9 tardi mostrati per essere pi\u00f9 azzardati di quello che si pensava in precedenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ricerca di Jenny Luise Vogler traduzione e adattamento di Veronica Leali Con questa ricerca si intende fornire uno sguardo critico riguardo l\u2019influenza della nano-tecnologia sul settore agro-alimentare; quali domande, questioni, essa faccia scaturire e come potr\u00e0 essere applicata in un futuro non troppo lontano. Innanzitutto si dar\u00e0 una definizione generale di nanotecnologia e poi, specificatamente [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[449],"tags":[],"class_list":["post-3351","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-hotel-ocean"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3351","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3351"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3351\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3780,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3351\/revisions\/3780"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3351"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3351"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3351"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}