{"id":3268,"date":"2008-08-29T00:22:47","date_gmt":"2008-08-28T23:22:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pages.mi.it\/?p=3268"},"modified":"2008-08-29T00:22:47","modified_gmt":"2008-08-28T23:22:47","slug":"meringa-minestra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/2008\/08\/29\/meringa-minestra\/","title":{"rendered":"Meringa &#8211; Minestra"},"content":{"rendered":"<p><strong>Meringa <\/strong>(fr. <em>m&eacute;ringu<\/em><em>, <\/em>ingl. <em>meringue<\/em><em>, <\/em>ted. <em>Meringe<\/em>). La meringa  appartiene alla piccola pasticceria e si pu&ograve; fare anche con una piccola  cucina.&nbsp; Fu inventata, sembra, da un  pasticcere, di nome Gasparini, che gli uni affermano italiano, altri svizzero.&nbsp; Questo oscuro e  benemerito inventore esercitava la sua arte a Meiringen,  nell&rsquo;Oberland bernese, e il dolce fu cos&igrave; battezzato,  una denominazione che conserva in molte lingue.&nbsp;  La meringa &egrave; tanto un dolce a s&eacute; stante, quanto un complemento di altri  dolci, che sono indicati nelle singole ricette. Come esempio tipico si veda  l&rsquo;omelette alla norvegese ed altre preparazioni  consimili, definite a sorpresa, nelle quali la meringa, per le sue qualit&agrave;  fisiche di cattiva conduttrice di calore, protegge e conserva il gelato,  nonostante il calore del forno. Montate quattro albumi a neve  ferma, aggiungendoci un nonnulla di sale e 250 grammi di zucchero  in polvere setacciato. Non mescolate, per non rompere la consistenza  della neve, ma con l&rsquo;aiuto di un cucchiaio o d&rsquo;una paletta  incorporate questi due ingredienti a strati. Date alla neve la forma voluta,  ricorrendo eventualmente a una siringa da pasticciere, e disponete le parti su  una placca leggermente burrata ed infarinata.&nbsp; Cospargete le meringhe di zucchero finissimo  e lasciate che riposino per un otto o dieci minuti per  far si che assimilino lo zucchero.&nbsp; Se  non disponete di una tasca da pasticcere, potete dare  la forma voluta con un cucchiaio ed un coltello.&nbsp; Mettete la placca nel forno appena  riscaldato. La cottura richieder&agrave; due ore circa. Saranno cotte, quando avranno  preso un colore leggermente biondo. Staccatele dalla placca con un coltello  flessibile e paratele, come si vede, non si tratta d&rsquo;una  cottura propriamente detta, ma piuttosto d&rsquo;un prosciugamento. Lasciatele  raffreddare. Se non vanno consumate subito, sono perfettamente conservabili in  recipienti di latta, a chiusura ermetica, lontane dall&rsquo;umidit&agrave;. La storia  ricorda varie teste coronate, amanti di meringa. Cos&igrave; Maria Antonietta che,  ottima cuoca da buona viennese, si recava in cucina e si preparava  le meringhe da sola.&nbsp; Esiste anche una  meringa giapponese, nella quale di aggiungono le  mandorle.<\/p>\n<p><strong>Merluzzo <\/strong>(Merluzzo allo stato fresco: fr. <em>morue<\/em><em> fraiche <\/em>e  anche <em>cabillaud<\/em><em>, <\/em>ingl. <em>codfish<\/em><em>, <\/em>ted. <em>Kabeljau<\/em><em>.<\/em>&nbsp; <em>S<\/em>alato (baccal&agrave;):  fr. <em>morue<\/em><em>, verte, sal&eacute;e, <\/em>ingl. <em>salt<\/em><em> cod, <\/em>ted. <em>Stockfisch<\/em><em>,  aufgeweick<\/em>.&nbsp;  Disseccato: in tutte le lingue: <em>Stockfisch<\/em>.&nbsp; Olio di fegato di  merluzzo: fr. <em>huile<\/em><em> de foie de morue, <\/em>ingl. <em>cod<\/em><em> liver oil, <\/em>ted. <em>Lebertran<\/em>), pesce  marino del genere <em>Gadus<\/em><em>, <\/em>vorace, comune  nei mari artici, pu&ograve; raggiungere una lunghezza fino a un metro e mezzo ed un  peso di quaranta chili.&nbsp; Pesce migratore,  d&rsquo;inverno vive a grandissime profondit&agrave;, per risalire alla superficie nel mese  di maggio e&nbsp; iniziare  i suoi viaggi verso Sud, senza mai sorpassare certe latitudini, sempre in  grandi assembramenti.&nbsp; In genere i maschi  si tengono nella parte inferiore dei banchi, per fecondare le uova deposte  dalle femmine.&nbsp; L&rsquo;etimologia del termine  merluzzo ha dato luogo a varie ipotesi in genere poco attendibili. La pi&ugrave;  probabile &egrave; che derivi dal basso latino <em>morula.<\/em>&nbsp; <em>Merluzzo fresco in salsa  olandese. <\/em>Vuotate il pesce, lavatelo, fatelo cuocere all&rsquo;acqua  salata, meglio se di mare, aggiungendoci alcune patate sbucciate. Non esagerate  la cottura, il pesce perderebbe il suo sapore. Scolatelo e servitelo con una  salsa olandese a parte.&nbsp; <em>Merluzzo  fresco arrosto. <\/em>Se il pesce &egrave; troppo grande, conviene ridurlo  opportunamente in pezzi. Fateli marinare nell&rsquo;olio per un&rsquo;ora, con l&rsquo;aggiunta d&rsquo;un po&rsquo; di aceto e di succo di un limone. Scolateli ed infilateli su uno spiedo, fissandoli con dello spago o  del refe. Spalmateli di burro fuso che sar&agrave; necessario rinnovare spesso durante  la cottura ed arrostiteli a  fuoco abbastanza sostenuto.&nbsp; Vanno  serviti con una salsa il sugo della leccarda, che finirete con un po&rsquo; di vino  bianco secco. Potete sostituire lo spiedo col forno, ma il pesce dovr&agrave; essere  collocato su una griglia, senza contatti con il liquido della leccarda.<\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<a href=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/M\/M15g.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/M\/M15.jpg\" border=\"0\" alt=\"\"\/><br \/>\n\t<\/a>\n<\/p>\n<p><em>Baccal&agrave;<\/em>.&nbsp; Al momento  dell&rsquo;acquisto sinceratevi che la carne sia bianca e la pelle nera, dando la  preferenza a pezzi voluminosi.&nbsp; Lasciate  il baccal&agrave; almeno un giorno nell&rsquo;acqua fredda, cambiando questa almeno due  volte, per ben desalificare il pesce.&nbsp; Queste istruzioni valgono per tutte le  ricette che seguono.&nbsp; <em>Bouillabaisse di  baccal&agrave; <\/em>(cucina francese). Dopo averlo scolato, riducete il baccal&agrave; in  pezzi da cinquanta grammi circa, cadauno. Fateli  rosolare nell&rsquo;olio con cipolle e porri affettati, poi aggiungeteci una buona  dose d&rsquo;acqua, (per 6 cucchiai d&rsquo;olio tre quarti di  litro d&rsquo;acqua) ben calda, una presa di zafferano ed una presina di pepe, due  cucchiai scarsi di polpa di pomodoro, un mazzolino aromatico, una piccola  buccia d&rsquo;arancio, secca, non pi&ugrave; grande d&rsquo;un centimetro quadrato, e, se lo  volete, uno spicchio di aglio schiacciato con una lama.&nbsp; Fate bollire il tutto, poi aggiungeteci  quattro patate sbucciate ed affettate.&nbsp; Continuate la cottura per altri dieci  minuti.&nbsp; Aggiungeteci i pezzi di baccal&agrave;,  con un altro quarto d&rsquo;ora di bollitura. Negli ultimi minuti versate nella  casseruola un cucchiaio di farina stemperata col burro per legare il  fondo.&nbsp; Regolate il sale e il pepe.&nbsp; Disponete il tutto in una zuppiera con dei  crostini imburrati e versateci sopra la <em>bo&uuml;illabaisse, <\/em>che sar&agrave;  maggiormente saporita, se sostituirete all&rsquo;acqua una zuppa di legumi.&nbsp; <em>Brandade<\/em><em> de morue. <\/em>&Egrave; il piatto identitario  della cucina provenzale.&nbsp; Fate cuocere il  quantitativo necessario di baccal&agrave; nell&rsquo;acqua fredda, portandola a  sobbollire, l&rsquo;ebollizione indurirebbe il pesce. Poi lo scolerete levando pelle  e spine e lo lavorerete in un mortaio con un po&rsquo; d&rsquo;aglio. Se il pesce sar&agrave;  ancora caldo, il lavoro sar&agrave; facilitato.&nbsp;  Travasatelo in una terrina ed aggiungete a poco  a poco dell&rsquo;olio d&rsquo;oliva freddo, come se fosse una maionese, sempre rimestando.  Avrete cos&igrave; ottenuto un amalgama spessa ed untuosa.&nbsp; Collocatela in una teglia, scaldate a fiamma  bassa ed aggiungendo all&rsquo;ultimo momento, o latte o,  meglio, della panna liquida fresca. Rimestate senza interruzione. Il piatto  dovr&agrave; avere un aspetto bianco, cremoso, come una <em>pur&eacute;e<\/em> di patate.&nbsp; L&rsquo;aggiunta di crostini e  tartufi &egrave; facoltativa.&nbsp; Il rapporto &egrave; un  bicchiere e mezzo d&rsquo;olio per mezzo chilo di baccal&agrave;.&nbsp; <em>Crocchette di baccal&agrave;. <\/em>Mettete al  fuoco il baccal&agrave; nell&rsquo;acqua fredda, portatela a sobbollire, toglietelo dal  fuoco ed eliminare pelle e spine.&nbsp;  Riducetelo a dadini che mescolerete con una <em>bechamel<\/em> molto densa.&nbsp; Legate il tutto con un uovo  sbattuto.&nbsp; Impanatelo all&rsquo;inglese e  friggete in frittura caldissima. Servite le crocchette con del prezzemolo  fritto.&nbsp; <em>Stoccafisso<\/em>.&nbsp; Battetelo  anzitutto con una mazza di legno, senza esagerare, poi tenetelo per tre o  quattro giorni in bagno nell&rsquo;acqua fredda, cambiandola spesso. Ammollato alla giusta misura, iniziate la cottura.&nbsp; <em>Con le patate. <\/em>Friggete delle cipolle  affettate nell&rsquo;olio, aggiungeteci lo stoccafisso, fatto a pezzi, versateci  sopra del vino bianco secco e delle patate lessate, ritagliate a cubetti,  prezzemolo, aglio (facoltativo), della salsa di pomodoro, e continuate la  cottura per trenta minuti.&nbsp; Verificate il  sale e il pepe, servite.&nbsp; <\/p>\n<p><strong>Mesciua<\/strong>, cucina  ligure, &egrave; una pietanza composta di ceci, fagioli e grano, condita con l&rsquo;olio,  un tempo era molto popolare in occasione della festa della Madonna dell&rsquo;Acqua Santa Selvatica.<\/p>\n<p><strong>Mexican<\/strong><strong> Chile con carne<\/strong> (Cucina e terminologia americana). Sminuzzate in piccoli dadi  dell&rsquo;agnello, del manzo o del vitello freddo, tanto da riempirne due tazze e mezza. Conditeli con una salsa di cipolla (una cucchiaiata da tavola), con  l&rsquo;aggiunta d&rsquo;un po&rsquo; di noce moscata grattugiata e di maggiorana tritata.  In un <em>roux<\/em> biondo aggiungete del sugo di  carne, con una presa di sale. Poi la carne, col suo condimento, nonch&eacute; una presina di pepe e di peperoncino.&nbsp; Mescolate, fate cuocere per cinque minuti a  fuoco moderato e servite caldissimo su <em>toasts<\/em>imburrati, altrettanto caldi.<\/p>\n<p><strong>Miele<\/strong>,  sostanza zuccherina, sciropposa, elaborata dalle api operaie dal nettare dei  fiori.&nbsp; Questa trasformazione avviene per opera della  saliva e dei succhi gastrici.&nbsp; La qualit&agrave;  ed il sapore del miele dipendono dai fiori.&nbsp; Il miele &egrave; in genere leggermente lassativo,  pu&ograve; essere tossico se proviene dalla belladonna.&nbsp; In commercio se ne distinguono tre qualit&agrave;  principali: il miele vergine o sopraffino, bianco, di prima estrazione.&nbsp; Il tipo comune, limpido, di color giallo, di  seconda estrazione, ed infine il tipo bruno, ottenuto  con una pressione a caldo.&nbsp; Il miele si  presta facilmente a delle sofisticazioni.&nbsp;  Il miele, col nome di <em>mel<\/em><em>, <\/em>era  il principale elemento dolcificante degli antichi romani (l&rsquo;estrazione dello  zucchero dalla canna non avvenne che con la scoperta dell&rsquo;America).&nbsp; Poeti e&nbsp;&nbsp; scrittori lo decantarono.&nbsp; Scrive Virgilio, <em>Fervet<\/em><em> opus, redolentque thymo fragantia mella.<\/em>&nbsp; Gi&agrave;  i romani esaltavano il miele di timo proveniente dai <em>monti Iblei, <\/em>che &egrave; tuttora una specialit&agrave; della provincia di  Ragusa in Sicilia: <em>liquor Hyblaeus; Hyblaei mellis fragrantia dona.&nbsp; <\/em>Degne  di menzione sono le produzioni di Modica (sempre nella provincia di Ragusa) e  di Marsala (Siracusa), l&rsquo;una e l&rsquo;altra dai fiori della santoreggia; il miele  amaro della Sardegna, anch&rsquo;esso noto agli antichi, ed  infine il miele di zagara, palermitano, proveniente dai fiori degli aranci  (zagara &egrave; il nome del fiore bianco degli aranci).&nbsp; A un larghissimo uso in pasticceria e  confetteria ed &egrave; anche usato nella farmaceutica e nella terapia (clisteri,  elettuari, nielliti).&nbsp;  L&rsquo;<em>idromele <\/em>&egrave; una bevanda, nota fin dall&rsquo;antichit&agrave;, fatta con  miele, pi&ugrave; o meno fermentato, ed acqua, mentre <em>ossimele<\/em>&egrave; uno sciroppo, di quattro parti di  miele, cotto in una parte di aceto.<\/p>\n<p><strong>Miglio<\/strong> <em>(Millium effusum<\/em>, fr. <em>millet<\/em><em>, <\/em>ingl. <em>millet<\/em><em>, <\/em>ted. <em>Hirse<\/em><em>) <\/em>pianta delle <em>Graminacee<\/em>, facente parte dei cereali, con piccoli frutti  giallastri o rossastri, contenuti in pannocchie basse e pendenti.&nbsp; Il consumo di miglio risale al periodo preistorico.&nbsp; I romani ne facevano una specie di bollito  col latte, un uso che &egrave; rimasto in certe regioni africane. La cucina moderna  non ricorre al miglio, che serve appena per l&rsquo;alimentazione degli uccelli. Il  cosiddetto pane di miglio &egrave; confezionato con il mais.&nbsp; <\/p>\n<p><strong>Milza <\/strong>(fr. <em>rate, <\/em>ingl. <em>Mil<\/em><em>,; <\/em>ted. <em>Milz<\/em>), organo dal tessuto molle e spugnoso, situato  dietro lo stomaco, concorre alla formazione del sangue.&nbsp; Se ne fa uno scarso uso in cucina, qualcuno  lo mette nel <em>pot-au-feu<\/em> di manzo.&nbsp;  A Roma un tempo era molto popolare la milza di bue, che si  friggeva in padella, nello strutto, con aglio, acciughe, pepe, pomodori, vino  rosso e crostini.&nbsp; Oggi la si trova solo nei mercati rionali di Sicilia, &egrave; il  cosiddetto panino c&rsquo;a meusa.&nbsp; Pi&ugrave; popolare &egrave; la mortadella di milza.&nbsp; Da qualche tempo a questa parte stanno  ritornando di moda i crostini con la milza e la zuppa di milza.&nbsp; L&rsquo;erba cipollina e il succo di limone sono  gli aromi con la quale si sposa meglio.&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<a href=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/M\/M14g.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/M\/M14.jpg\" border=\"0\" alt=\"\"\/><br \/>\n\t<\/a>\n<\/p>\n<p><strong>Minestra<\/strong>. Parola italiana di difficile traduzione.  C&rsquo;&egrave; chi afferma che derivi dal celtogaelico, <em>mynestr<\/em>, porgitore  di vivande, mentre la probabile origine &egrave; la voce latina <em>ministrare, <\/em>porgere,  che si ritrova pure in altre voci, come amministrare, somministrare, ministero  e ministro.&nbsp; In genere &egrave; un principio di  pasto, senza essere un antipasto, se &egrave; asciutta deve  avere per base un farinaceo, se &egrave; in brodo si possono chiamare minestre anche  le zuppe con i legumi.&nbsp; Le minestre in  brodo hanno varie preparazioni: <em>Piemonte.&nbsp; <\/em>Nel latte, o riso, oppure riso e castagne secche,  oppure con i ceci.&nbsp; Nel <em>bresciano<\/em> si preparano con il brodo e la  mollica di pane, bagnata nel latte, legata con burro ed  uova. A <em>Sondrio. <\/em>Minestra di Giuseppe Ignazi. Brodo di farina di frumento arsa, con le ortaglie disponibili.&nbsp; A <em>Belluno.&nbsp; <\/em>Con il latte  e poi con il riso o la farina di mais.&nbsp;  A <em>Bologna. <\/em>Con i <em>strichett<\/em>oppure con i <em>parpadlein<\/em><em>, <\/em>un genere di pasta.&nbsp; A <em>Siena. <\/em>Con i <em>pici<\/em><em>, <\/em>che sono grossi spaghetti.&nbsp; A <em>Ravenna. <\/em>Di riso legato. Brodo, riso, uova e parmigiano.&nbsp; A <em>Chieti. <\/em>Minestra di Natale. Brodo di cappone (o tacchino) con cardoni.&nbsp; A <em>Roma. <\/em>Tutte le  variazioni di fagioli, col riso, con foglie di bietola, lenti, piselli.  Celebre la &laquo; stracciatella &raquo;, con semolino, formaggio  grattugiato, legato con l&rsquo;uovo sbattuto.&nbsp;  Un&rsquo;altra specialit&agrave; romana &egrave; la minestra di farricello  (farro). E via di seguito.<br \/>\n  Minestra  asciutta: la serie &egrave; infinita. Tutte le paste, con i vari condimenti, gnocchi,  polenta, gi&agrave; illustrate, nelle varie voci.&nbsp; Si pu&ograve; definire il minestrone  una minestra composta, d&rsquo;una consistenza pi&ugrave; liquida di quella asciutta,  pi&ugrave; densa di quella in brodo, spesso fredda ed estiva, meno frequente quella  calda ed invernale.&nbsp; <em>Alla milanese. <\/em>A base di riso e di ortaggi, lardo e pomodoro. Gli ortaggi,  zucchine, carote, sedano, fagioli, col loro immancabile accompagnamento di  prezzemolo, vanno cotti all&rsquo;acqua prima, a seconda delle  loro propriet&agrave; di cottura, poi il riso, la cui cottura &egrave; pi&ugrave; rapida.  L&rsquo;indicazione delle ortaglie &egrave; enunciativa e non restrittiva. L&rsquo;aglio &egrave;  facoltativo, la salvia raccomandabile, l&rsquo;uso finale di parmigiano grattugiato  obbligatorio.&nbsp; <em>Alla genovese. <\/em>Metodo  analogo. Pu&ograve; essere costituito dal riso, e anche da pasta. Prima della fine si  aggiunge qualche cucchiaiata di pesto.&nbsp; <em>Alla  triestina, <\/em>il cosiddetto <em>minestron<\/em><em>. <\/em>Tagliatelle scure, fagioli, lardo come ingredienti principali.&nbsp; A <em>Belluno. <\/em>Orzo  cotto nel latte, con patate e carne affumicata.&nbsp; Nelle&nbsp; <em>Puglie. <\/em>Ortaglie diverse, con  pezzi di castrato.&nbsp; A <em>Livorno.<\/em>&nbsp;  Estivo.&nbsp; Soffritto di  ortaglie e cavoli bianchi, pomodoro ed erbe aromatiche, cui si aggiunge un brodo denso, fagioli bianchi e fette di pane  raffermo. &Egrave; chiamato anche minestrone alla contadina.&nbsp; Invernale.&nbsp;  Metodo analogo, sostituendo i fagioli bianchi con  quelli rossi, il cavolo bianco con quello nero.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Meringa (fr. m&eacute;ringu, ingl. meringue, ted. Meringe). 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