{"id":3265,"date":"2008-08-22T18:12:49","date_gmt":"2008-08-22T17:12:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pages.mi.it\/?p=3265"},"modified":"2008-08-22T18:12:49","modified_gmt":"2008-08-22T17:12:49","slug":"melanzana-merga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/2008\/08\/22\/melanzana-merga\/","title":{"rendered":"Melanzana-Merga"},"content":{"rendered":"<p><strong>Melanzana<\/strong> <em>(Solanum esculentum<\/em> o <em>melongena<\/em><em> S<\/em>.,fr. <em>aubergine<\/em><em>, <\/em>ingl. <em>eggplant<\/em><em>, <\/em>ted. <em>Eierpflanze<\/em><em>, <\/em>fiamm. <em>eier<\/em><em> plant, <\/em>spagn. <em>Berengena<\/em><em>, <\/em>port. <em>bringela<\/em><em>), <\/em>pianta originaria dalle Indie  della famiglia delle <em>Solanacee<\/em>, con un frutto commestibile, dalla forma  ovoidale allungata, di colore violetto pi&ugrave; o meno scuro, talvolta marmoreggiato  di giallo.&nbsp; I ceramisti cinesi si sono  ispirati alla melanina, per dare alla porcellana la tinta che si chiama <em>aubergine<\/em><em>.<\/em> <em>&nbsp;<\/em>I Giapponesi affermano che un sogno, a  base di tre melanzane, &egrave; presagio di fortuna.&nbsp;  La melanzana solo da pochi anni &egrave; diventata popolare in cucina, le  variet&agrave; migliori sono i tipi precoci, particolarmente quella chiamata  napoletana.&nbsp; Scegliete sempre i frutti  non troppo maturi, che facilmente tendono ad un amaro pronunciato.&nbsp; Controllate la buccia che deve essere  intatta.&nbsp; Sulla preparazione gli avvisi  sono discordi. I francesi la cospargono di sale, dopo averla affettata o  spezzettata, lasciandola riposare su d&rsquo;un piatto per un&rsquo;ora circa e poi, con  una salvietta, la comprimono e l&rsquo;asciugano, per toglierle il sapore acre.&nbsp; Gli inglesi e gli americani, invece,  raccomandano un bagno d&rsquo;acqua fredda salata di mezz&rsquo;ora dopo averla  affettata.&nbsp; I contadini del sud d&rsquo;Italia,  invece, considerano queste misure complicate ed inutili. Anche qui interviene  una sentenza salomonica. I sistemi francesi ed americani, uguali nei loro  effetti, sono utili nelle ricette delicate come quella con salsa di crema,  superflui negli altri modi di preparazione.&nbsp; <\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/M\/M12.jpg\" border=\"0\" alt=\"\"\/>\n<\/p>\n<p><em>Eierfr&uuml;chte<\/em><em> und gr&uuml;ne  K&uuml;rbisse ouf G&ouml;rzer Art. <\/em>(cucina tedesca).&nbsp; Fate appassire della cipolla tritata  nell&rsquo;olio d&rsquo;oliva, aggiungeteci uno spicchio di aglio schiacciato, due zucchini  e tre melanzane, tagliate ambedue a dadi o ad asticciole, un pugnetto di prezzemolo e due bicchiere  di salsa di pomodoro.&nbsp; Sale pepe quanto  basta.&nbsp;&nbsp; Fate andare per due ore in forno  a calore moderato e a recipiente coperto.&nbsp; <em>Eggplant<\/em><em> &agrave; l&rsquo;orientale <\/em>(melanzane  all&rsquo;orientale, cucina americana).&nbsp; Per  una melanzana affettata ci vogliono tre pomodori pelati, tritati e senza acqua  di vegetazione, due scalogni tritati, un pugnetto di  prezzemolo tritato, una presa di sale, un po&rsquo; di pepe, tre noci di burro, due  tuorli d&rsquo;uovo, un cucchiaio di panna montata, due bicchieri di salsa  bianca.&nbsp; Affettate le melanzane nello spessore  di circa un centimetro, immergetele in una terrina con del latte, infarinatele  e fatele saltare nel burro.&nbsp;&nbsp; Sale e pepe  quanto basta.&nbsp; Scottate lo scalogno in un  tegame con una noce di burro, aggiungeteci i pomodori. Continuate la cottura  fino a quando non si &egrave; ridotto di un terzo, aggiungeteci la salsa bianca ed il  prezzemolo.&nbsp; Regolate il sale e il  pepe.&nbsp; Lontano dal fuoco addensate il  tutto con i due tuorli d&rsquo;uovo e una noce di burro.&nbsp; Poi, in un piatto di servizio, resistente al  caldo, collocate dei strati alternati di melanzane e  di salsa.&nbsp; In alto sistemate la salsa e  la panna montata, cospargete di parmigiano grattugiato ed infornate, a fuoco  moderato, sino a quando non si forma una crosta bruna.&nbsp; <em>Purea di melanzane <\/em>(cucina francese).  Pelatele, affettatele, cospargetele di sale, per farle traspirare, poi  asciugatele e cocetele in un tegame coperto, con un po&rsquo; di burro.&nbsp; Adesso, passatele al setaccio.&nbsp; Aggiungeteci una noce di burro e due  cucchiaiate di besciamella.&nbsp; Regolate il  sale e il pepe.&nbsp; <em>Souffl&eacute; di melanzane <\/em>(cucina  francese).&nbsp; Usate la solita ricetta per i <em>souffl&eacute;<\/em> con queste modifiche: alla fine della cottura e prima  dell&rsquo;aggiunta dei tuorli d&rsquo;uovo, aggiungete una uguale  quantit&agrave; di besciamella.&nbsp; Potete anche  procedere cos&igrave;, anzich&eacute; affettarle, tagliatele a met&agrave; nel senso della lunghezza  e fatele friggere. Poi, togliete la polpa, senza intaccare la buccia, tritata  la polpa e aggiungeteci la besciamella.&nbsp;  Completate con l&rsquo;aggiunta dei tuorli d&rsquo;uovo e dell&rsquo;albume montato a neve  ferma.&nbsp; Adesso, anzich&eacute; collocare il  composto nel tegame, sistematelo nelle bucce e passatelo al forno.&nbsp; <em>Souffl&eacute; al parmigiano <\/em>(cucina  francese). Con la aggiunta di parmigiano  grattugiato.&nbsp; <em>Souffl&eacute; all&rsquo;ungherese. <\/em>Aggiungeteci  della paprica ed una cipolla rosolata e tritata molto fine.&nbsp; <em>Insalata di melanzane. <\/em>Aggiungere alle  melanzane cotte cerfoglio e dragoncello tritati e servitele con una <em>vinaigrette<\/em> (olio, aceto, sale, pepe, con facoltativamente una punta di senape) oppure con la <em>Worchester<\/em><em> sauce. Melanzane Imam Baaldi<\/em> (cucina turca).&nbsp; In turco significa, l&rsquo;Imam &egrave; svenuto. Dice la leggenda che un Imam  svenne dalla gioia, talmente fu impressionato dall&rsquo;odore dionisiaco che si  sprigionava dal piatto.&nbsp; Senza pelarle,  tagliate le melanzane a met&agrave;, nel senso della lunghezza, togliendo loro buona  parte della polpa. Con quest&rsquo;ultima e con una passata di pomodoro, cipolle e  uva passa, preparate un ripieno che rosolerete all&rsquo;olio.&nbsp; Con questo riempite le bucce, che bagnerete  d&rsquo;olio fino a semi-sommergere le melanzane.&nbsp;  Sistematele in un tegame.&nbsp;  Aggiungete timo e alloro.&nbsp; Fate  andare a fuoco moderato per tre ore, sino al completo rammollimento del  composto.&nbsp; Questo piatto va consumato  freddo, quindi preparatelo la vigilia.&nbsp; <em>All&rsquo;uso  di Foggia.&nbsp; <\/em>Ritagliate una calotta  nel senso della lunghezza. Senza toccare la buccia togliete la polpa aiutandovi  con un coltello e un cucchiaio, comprimetela e mettetela nell&rsquo;acqua  fredda.&nbsp; Adesso preparate il ripieno con  un pomodoro pelato, privo di semi, uno spicchio d&rsquo;aglio grattugiato, olio, sale,  pepe, una presa di zucchero in polvere, basilico e la polpa di melanzana  asciugata.&nbsp; Cocete il tutto a fuoco  dolce, una volta ultimata la cottura aggiungete un po&rsquo; di pane grattugiato.  Riempite del ripieno la buccia, copritela con la calotta, bagnatela d&rsquo;olio  aggiungeteci qualche pezzo di pomodoro e infornate.&nbsp; <em>All&rsquo;uso di Palermo. <\/em>&nbsp;Sbucciate le melanzane, ritagliatele a fette  sottili nel senso della lunghezza, friggetele nell&rsquo;olio, senza  infarinarle.&nbsp; Nel frattempo avrete  preparato una salsa densa d&rsquo;olio, di cipolle, sale, pepe e pomodoro, e della  carne cotta, tritata al tagliere. Disponetele in un tegame, a strati, la salsa,  poi una fetta di melanzana, eccetera, sino all&rsquo;esaurimento. Sopra la carne  spolverateci del parmigiano grattugiato. Terminata l&rsquo;operazione sbattete delle  uova intere (un uovo per tre melanzane) e versatele sull&rsquo;ultimo strato. Poi in  forno a fuoco moderato, fino a formare una bella crosta dorata.&nbsp; Servitele calde e nello stesso tegame.&nbsp; <em>Polpette di melanzane. <\/em>(cucina italiana). Schiacciatele e tagliatele a dadini,  gettatele nell&rsquo;acqua bollente. Terminata la cottura, che non deve essere  completa, scolatele, asciugatele con un panno, tritatele, aggiungeteci, per  met&agrave; del volume, del pane grattugiato, prezzemolo e basilico, tritati, sale,  pepe, noce moscata, parmigiano grattugiato, e legate il tutto, ben mescolato,  con uova sbattute intere.&nbsp; Infarinate e passate in padella con  l&rsquo;olio.&nbsp; Servitele caldissime, con una  salsa di pomodoro.&nbsp; <em>Alla siciliana. <\/em>Con  l&rsquo;aggiunta di mozzarella.&nbsp; La melanzana  in Italia fu diffusa dagli arabi, ma in principio non godette di buona  fama.&nbsp; Era chiamata &ldquo;mela insana&rdquo; e buona  solo per l&rsquo;alimentazione dei poveri.<\/p>\n<p><strong>Melba<\/strong>, al secolo Helen Portel  Mitchell, detta l&rsquo;usignolo d&rsquo;Australia, celebre  cantante allieva dell&rsquo;altrettanto celebre signora Marchesi, insegnante di canto  a Parigi, e partner di Enrico Caruso in molte opere famose. Alla signora Melba,  che furoreggi&ograve; sulle scene europee ed americane nella seconda met&agrave; del secolo  scorso, August Escoffier, re dei cuochi e servo dei  re, dedic&ograve; la famosa <em>p&ecirc;che<\/em><em> Melba<\/em>, mezza pesca sciroppata affogata in uno  sciroppo di vaniglia e velata con un <em>coulis<\/em> di  lamponi, il tutto servito tra le ali di un cigno d&rsquo;albume di uova montato a  neve ferma.&nbsp; Oggi il cigno &egrave; sparito,  troppo difficile da realizzare per i ritmi della moderna ristorazione, e  poi&hellip;chi crederebbe pi&ugrave; al candore di una cantante?&nbsp;&nbsp; <\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/M\/M13.jpg\" border=\"0\" alt=\"\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Mele cotogne<\/strong> (fr. <em>coing<\/em><em>, <\/em>ingl. <em>quince<\/em><em>, <\/em>ted. <em>Quitte<\/em>) sono i frutti del melo cotogno <em>(Cydonia vulgaris), <\/em>un albero  delle <em>Rosacee<\/em>, che ha i fiori bianchi  tendenti al roseo, e pu&ograve; raggiungere i cinque metri d&rsquo;altezza. &Egrave; un frutto  conosciuto dai tempi pi&ugrave; remoti, originario da Cidone,  nell&rsquo;isola di Creta, perci&ograve; il suo nome scientifico.&nbsp; Era noto ai Romani col nome di <em>cotonium<\/em><em>. <\/em>La qualit&agrave; pi&ugrave; apprezzata oggi si  produce in Portogallo.&nbsp; La polpa ed i  semi posseggono notevoli qualit&agrave; terapeutiche: sostanze mucillagginose, acido  tannico, amido, amigdalina, olio fisso e qualche analogia con le mandorle  amare.&nbsp; Lo sciroppo che se ne ricava era  gi&agrave; noto ad Ippocrate.&nbsp; Il profumo delle  mele cotogne &egrave; gradevole, sin troppo intenso, mentre la polpa, astringente, non  si presta al consumo allo stato crudo.&nbsp;  Invece, se ne fanno confetture, marmellate, gelatine, nonch&eacute; la celebre  cotognata.&nbsp; Ecco la ricetta: fate bollire  le mele cotogne intere, senza sbucciarle, lavate nell&rsquo;acqua fredda per togliere  loro eventuali impurit&agrave;.&nbsp; La marmellata  che se ne ottiene dovr&agrave; essere consistente. Setacciatele, pesate la purea,  aggiungeteci all&rsquo;incirca il medesimo peso di zucchero fine, rimettete sul  fuoco, rimescolando fino a raggiungere il grado di consistenza voluto. Adagiate  l&rsquo;impasto su una placca zuccherata, fatene uno strato dell&rsquo;altezza desiderata,  ritagliatela in pezzi quadrati o rettangolari, polverizzatela di zucchero e  conservatela lontano dall&rsquo;umidit&agrave;.<\/p>\n<p><strong>Melissa<\/strong> <em>(Melissa officinalis, <\/em>fr. <em>melisse <\/em>oppure comunemente <em>citronelle, <\/em>ingl. <em>balmmint<\/em><em>, <\/em>ted. <em>Melisse), <\/em>erbacea della famiglia  delle <em>Labiate<\/em>, dalle foglie opposte e  dentate e dai fiori bianchi o giallastri, talvolta macchiati di rosa.&nbsp; Stropicciata una parte qualsiasi della  pianta, emana un odore di limone, per cui &egrave; chiamata anche erba limoncina.&nbsp; I fiori sono molto amati dalle api, <em>melissa<\/em> significa ape in greco.&nbsp; In farmacia la si usa per produrre acqua  distillata con una infusione di melissa ed una  preparazione composta, nota col nome di acqua dei Carmelitani, di cui ecco la  ricetta: melissa in fioritura un chilo, corteccia di limone centoquaranta  grammi, coriandolo quaranta grammi, cannella di Ceylon  ottanta grammi, chiodi di garofano trenta grammi, noce moscata cinquanta  grammi, radice d&rsquo;angelica quaranta grammi, alcool a 80&deg; cinque litri.&nbsp; Tritate od incidete gl&rsquo;ingredienti.  Fate macerare per cinque giorni in un posto fresco e poi distillate. Serve  esternamente per lozioni e frizioni.&nbsp;  Come antispasmodico, digestivo, fortificante basta una semplice  infusione di melissa (due grammi di punte fiorite in una tazzina di caff&egrave;  d&rsquo;acqua bollente dopo ogni pasto).<\/p>\n<p><strong>Mendula<\/strong> (mandorle, specialit&agrave; leccese).&nbsp; <em>Latte  di mendula. <\/em>Piatto tradizionale della vigilia di  Natale, pastina cotta nel latte spremuto dalle mandorle torchiate.&nbsp; <em>Mendule<\/em><em> turrate. <\/em>Impasto di mandorle nello zucchero  caramellato.<\/p>\n<p><strong>Mensa<\/strong> aveva nell&rsquo;antica Roma vari  significati.&nbsp; <em>Mensa escarria <\/em>era una tavola da pranzo, ad uso particolare  dei soldati.&nbsp; <em>Mensa lunata, <\/em>a  mezza luna, e vi corrisponde il <em>lectus<\/em><em> triclinaris <\/em>a forma di &ldquo;C&rdquo; detto <em>sigma <\/em>o <em>stibudium<\/em><em>.&nbsp;  Mensa vinaria, <\/em>chiamata anche <em>cilibantum<\/em><em>, <\/em>generalmente a tre gambe, per vino o liquidi da bere.&nbsp; <em>Mensa vasaria, <\/em>tavola  da reggere brocche, boccali, orci, coppe. Vi erano il <em>cartibulum<\/em>nell&rsquo;atrio e l&rsquo;<em>urnarium<\/em>in cucina,  destinati allo stesso uso.&nbsp; <em>Mensa delphica <\/em>era un tripode elegante, di bronzo o marmo,  usato specialmente per ornamento, o per bervi. Fu cos&igrave; chiamato perch&eacute; simile  al tripode di Delfo.&nbsp; <em>Mensa sacra, <\/em>di  metallo o marmo, ad uso del <em>lectisternium<\/em><em>, <\/em>che  era una cerimonia religiosa romana, un sontuoso banchetto offerto agli d&egrave;i, le  cui statue si ponevano dinanzi ai templi ed alle case. Erano preparati dagli <em>Epulones<\/em> per  decreto del Senato, in caso di calamit&agrave; pubblica.&nbsp; <em>Mensa lanionia, <\/em>il  tagliere o ceppo del macellaio.&nbsp; <em>Mensa  armentaria <\/em>il banco del cambista.&nbsp; <em>Mensa, <\/em>senza epiteto: il banco dei  mercanti nelle vie e nei mercati; la pietra orizzontale d&rsquo;una tomba con un buco  in mezzo, per libagioni e profumi, un palco girevole (chiamato anche <em>catasta), <\/em>sul quale si ponevano gli schiavi in vendita.&nbsp; <em>Mensa prima <\/em>e <em>mensa secunda, <\/em>erano  la prima e l&rsquo;ultima portata d&rsquo;una <em>coena<\/em><em>, <\/em>spesso  servita su un <em>ferculum<\/em><em>, <\/em>un vassoio, che  riuniva l&rsquo;assieme delle vivande. La prima veniva dopo il <em>propulsis<\/em><em>,<\/em> l&rsquo;antipasto, e consisteva di cibi  sostanziosi, come carni, pesci, con i rispettivi intingoli; la seconda di dolci  e frutta, <em>bellaria<\/em><em>, dolciaria <\/em>e <em>poma<\/em><em>. <\/em><\/p>\n<p><strong>Menta piperita<\/strong> (<em>Mentha<\/em><em> piperita, <\/em>fr. <em>menthe<\/em><em> ( poivr&eacute;e), <\/em>ingl. <em>peppermint<\/em><em>, <\/em>ted. <em>Minze<\/em>)<em>, <\/em>erba perenne delle <em>Labiate<\/em>, &egrave; una variet&agrave; coltivata, pi&ugrave;  stimata che la silvestre, la rotundifolia e  l&rsquo;acquatica.&nbsp; Ha foglie distintamente  peduncolate, lanceolate, dentate, fiori rossastri in spiga cilindrica ed  oblunga. L&rsquo;odore &egrave; penetrante.&nbsp; Contiene  una canfora, il mentolo.&nbsp; Plinio ne fa  l&rsquo;elogio, Carlo Magno emette ordinanze per proteggerla, Marziale la definisce <em>ructatrix<\/em><em>. <\/em>Effettivamente la menta possiede  molte propriet&agrave;, riconosciute anche dalla medicina moderna.&nbsp; In farmacia, nella produzione di liquori, in  pasticceria, in cucina, specialmente in Inghilterra.&nbsp; Ricetta, quattro cucchiaini di menta tritata,  due di zucchero, un quarto di litro d&rsquo;aceto.&nbsp;  La menta deve essere fresca ed appena colta.&nbsp; Lavate le foglie, tritatele fini, sistematele  in una bacinella, aggiungeteci zucchero ed aceto, mescolando. Quando lo  zucchero sar&agrave; sciolto, questa salsa, che si chiama <em>mini sauce<\/em>, appartiene alla cucina inglese,  dovr&agrave; riposare per almeno un&rsquo;ora, affinch&eacute; l&rsquo;aceto, preferibilmente bianco,  s&rsquo;impregni della menta.&nbsp; In Inghilterra  questa <em>mint<\/em><em> sauce <\/em>&egrave; d&rsquo;obbligo per servire l&rsquo;agnello arrosto.&nbsp;  L&rsquo;<em>infusione<\/em>, invece, &egrave;  nella proporzione del dieci per mille.&nbsp;  La pianta fa parte delle piante italiane, succedanee del t&egrave;.&nbsp; Gerolamo Mercuriale, nato e morto a Forl&igrave;  (1530-1606), celebre medico, autore di varie opere, col nome di <em>Mercurialis<\/em><em>, <\/em>tra le quali <em>De arte gymnastica libri sex <\/em>(1569), uno studio interessante  degli esercizi fisici presso gli antichi, strenuo difensore dell&rsquo;efficacia  terapeutica dei ribes e dei melograni, avrebbe con questi guarito, tra gli  altri, Massimiliano, imperatore di Austria, che, riconoscente, lo nomin&ograve;  conte.&nbsp;&nbsp; <\/p>\n<p><strong>Merga<\/strong> &egrave; la denominazione araba della salsa che accompagna il <em>cus-cus. <\/em>&Egrave; costituita  dal succo di cottura della carne, destinata al <em>cus-cus <\/em>stesso. Pu&ograve;  essere pi&ugrave; o meno piccante. Quella piccante &egrave; rafforzato col peperoncino.&nbsp; <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Melanzana (Solanum esculentum o melongena S.,fr. aubergine, ingl. eggplant, ted. Eierpflanze, fiamm. eier plant, spagn. Berengena, port. bringela), pianta originaria dalle Indie della famiglia delle Solanacee, con un frutto commestibile, dalla forma ovoidale allungata, di colore violetto pi&ugrave; o meno scuro, talvolta marmoreggiato di giallo.&nbsp; I ceramisti cinesi si sono ispirati alla melanina, per dare [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[446],"tags":[],"class_list":["post-3265","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-lexicon-m"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3265","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3265"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3265\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3267,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3265\/revisions\/3267"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3265"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3265"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3265"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}