{"id":3228,"date":"2008-04-14T21:20:09","date_gmt":"2008-04-14T20:20:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pages.mi.it\/index.php\/corrente\/esercitazioni-0708\/quinta-esercitazione-2007-08\/"},"modified":"2008-04-25T14:06:24","modified_gmt":"2008-04-25T13:06:24","slug":"quinta-esercitazione-2007-08","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/2008\/04\/14\/quinta-esercitazione-2007-08\/","title":{"rendered":"Quinta Esercitazione 2007-08"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><strong>FOOD DESIGN.<\/strong><br \/>\n <strong>Quinta esercitazione, 2007-08.<\/strong><br \/>\n <em>Marted&igrave; 15 aprile 2007<\/em><br \/>\n <strong>***<\/strong><br \/>\n <strong>Un cappellificio a forma di&hellip;cappello, ed una torre che &egrave;&hellip; quel che sembra!<\/strong><br \/>\n La <strong>Hut<\/strong><strong> Fabrik<\/strong> (il <em>Cappellificio Steinberg<\/em>) a Luckenwalde e<br \/>\n la <strong>Einsteinturm<\/strong><strong> <\/strong>a Potsdam <br \/>\n di <strong>Erich<\/strong><strong> Mendelsohn<\/strong>.<\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/einsteinturm1.jpg\" border=\"0\" alt=\"Schizzo della Einsteinturm\"\/>\n<\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/einsteinturm2.jpg\" border=\"0\" alt=\"Foto della Einsteinturm\"\/>\n<\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/einsteinturm3.png\" border=\"0\" alt=\"Disegni della Einsteinturm\"\/>\n<\/p>\n<p align=\"center\"><em>&ldquo;Dobbiamo essere con consapevolezza architetti immaginari&rdquo;<\/em>, scrive <strong>Bruno Taut<\/strong> nel 1919. L&rsquo;anno appresso fonda una rivista di architettura che chiamer&agrave; <em>Fr&uuml;hlicht<\/em>, l&rsquo;alba, &egrave; una delle palestre dell&rsquo;espressionismo. Nell&rsquo;aprile del 1919 <strong>Walter Gropius<\/strong> &egrave; nominato direttore del <em>Bauhaus<\/em>.<br \/>\n In questa manciata di anni che seguono la fine della prima guerra mondiale a Mosca trionfa la rivoluzione leninista, in America si processano Sacco e Vanzetti, Mussolini marcia su Roma. In pittura l&rsquo;asciutto realismo dei pittori della <em>Neue<\/em> <em>Sachlichkeit<\/em> si stempera nelle passioni e nelle ombre dell&rsquo;espressionismo che sogna cattedrali di cristallo. La <em>biografia<\/em> di Henry Ford celebra la produzione industriale, &egrave; tradotta in tedesco e solleva un certo entusiasmo: la &ldquo;catena di montaggio&rdquo; diventa un paradigma della &ldquo;volont&agrave; di potenza&rdquo;. <strong>Vladimir Tatlin<\/strong> progetta il <em>&ldquo;Monumento alla Terza Internazionale&rdquo;<\/em>, <strong>Naum<\/strong><strong> Gabo<\/strong>, che soffre di miopia, l&rsquo;accusa di essere una copia della Torre di Eiffel. La poetica formalista proposta da <strong>Vasilij<\/strong> <strong>Kandinskij<\/strong> &egrave; bocciata dall&rsquo;<em>Inkhuk<\/em> di Mosca. Si gettano le fondamenta della grande <em>Exposition<\/em> di Parigi. A Los Angeles nel 1922 si costruisce una nuova casa ogni ventisei minuti. <strong>Kurt<\/strong><strong> Schwitters<\/strong> prosegue la costruzione della <em>Merzbau<\/em>, &egrave; un <em>work<\/em> <em>in<\/em> <em>progress<\/em>, <strong>Hans<\/strong><strong> Richter<\/strong> che la visita &egrave; allibito, ci sono anfratti, pieghe, ricettacoli di immondizia, buchi, ciascuno dei quali con il nome di un amico, frammenti di pubblicit&agrave;, ciocche di capelli, una dentiera, un recipiente ricolmo di orina. Lui, che diverr&agrave; famoso per i suoi film astratti, non capisce che questo &egrave; il primo monumento all&rsquo;inconscio. Intanto a Parigi dominano le idee enigmatiche di Dada e si prepara il secondo avvento, si chiamer&agrave; <strong>surrealismo<\/strong>. Chi va a Tokyo dorme all&rsquo;<em>Imperial<\/em><em> Hotel <\/em>di <strong>Frank<\/strong><strong> Lloyd Wright<\/strong>. Mezzo secolo dopo diranno che &egrave; la sua opera pi&ugrave; bella. <strong>Mies<\/strong><strong> van der Rohe<\/strong>, sogna ancora la poesia congelata e veste gli edifici di cristalli, un omaggio al narcisismo che passa per <strong>Paul<\/strong> <strong>Scheerbart<\/strong> e gli amici della <em>Gl&auml;serne<\/em> <em>Kette<\/em>. Siamo lontani dalla stazione tra la neve di Helsinki disegnata da <strong>Eliel<\/strong><strong> Sarinen<\/strong>, cos&igrave; come dal cupo e pretenzioso neo-goticismo del <em>Chicago<\/em><em> Tribune<\/em> di <strong>Jood<\/strong><strong> e Howells<\/strong>, diranno, sono stati i committenti a volerlo cos&igrave;. <em>Ulisse<\/em> di <strong>James<\/strong><strong> Joyce<\/strong> &egrave; del 1922. <em>Psicologia delle masse ed analisi dell&rsquo;Io<\/em>, di <strong>Sigmund<\/strong><strong> Freud<\/strong> del 1921. Nel 1921 &egrave; completato il &ldquo;quarto&rdquo; volume della <em>Recherche<\/em> di <strong>Marcel<\/strong><strong> Proust<\/strong>, s&rsquo;intitola <strong>Sodoma<\/strong><strong> e Gomorra<\/strong>. Nel 1919 erano usciti <em>Mont<\/em><em> de pi&eacute;t&eacute;<\/em> di <strong>Andr&eacute;<\/strong><strong> Breton<\/strong> e <em>Allegria di naufraghi<\/em> di <strong>Giuseppe Ungaretti<\/strong>. L&rsquo;anno dopo <strong>Filippo Tommaso Marinetti<\/strong> pubblica due lavori, <em>Elettricit&agrave; sessuale<\/em> e <em>Al di l&agrave; del comunismo<\/em>. Con questo due titoli d&agrave; l&rsquo;avvio ad una lunga stagione di &ldquo;marchette&rdquo;. Peccato per l&rsquo;architettura, <strong>Antonio Sant&rsquo;Elia<\/strong> era morto a <em>Quota 77<\/em>, vicino Monfalcone nel 1916, in quella che lo stesso pontefice defin&igrave; &ldquo;un&rsquo;inutile strage&rdquo;. <\/p>\n<p align=\"center\">\n &deg;&deg;&deg;&deg;&deg;<\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<a href=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/hutfabrik1.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/hutfabrik1p.jpg\" border=\"0\" alt=\"hutfabrik\"\/><br \/>\n\t<\/a>\n<\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<a href=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/hutfabrik2.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/hutfabrik2p.jpg\" border=\"0\" alt=\"hutfabrik\"\/><br \/>\n\t<\/a>\n<\/p>\n<p><strong>Eric<\/strong> <strong>Mendelsohn<\/strong>, nato il primo giorno di primavera del 1887, nella Prussia Orientale, e morto a San Francisco nel 1953, &egrave; uno dei pi&ugrave; importanti esponenti dell&rsquo;architettura espressionista tedesca, amico e sodale degli artisti del <em>&ldquo;Blaue Reiter&rdquo;<\/em> e di <em>&ldquo;Die Br&uuml;cke&rdquo;<\/em>, fondatore con Mies van der Rohe e Gropius del gruppo noto come <strong>Der<\/strong><strong> Ring<\/strong>. Tra le sue opere pi&ugrave; importanti ricordiamo la fabbrica <em>&ldquo;Bandiera Rossa&rdquo;<\/em> a San Pietroburgo e il <em>De Warr Pavilion<\/em> a Bexhill on Sea nell&rsquo;East Sussex. <br \/>\n La sua popolarit&agrave;, per&ograve;, &egrave; legata ad altri due edifici in cui ironia e funzionalismo, plasticit&agrave; e dinamismo sono l&rsquo;impronta delle sue idee sul &ldquo;costruire&rdquo;.&nbsp; Entrambi sono stati realizzati nello stesso periodo, sono la <strong><em>&ldquo;Torre Einstein&rdquo;<\/em><\/strong>a Potsdam e una <strong><em>&ldquo;Fabbrica di cappelli&rdquo;<\/em><\/strong> a Luckenwalde. Il primo edificio, voluto su iniziativa di Herbert Freundlich per verificare la teoria della relativit&agrave;, celebra piuttosto <em>&ldquo;la materia sessuale di massa&rdquo;<\/em> di Wilhelm Reich. Il secondo &egrave; un omaggio all&rsquo;arguzia. Mette insieme &ldquo;quel essere matti come un cappellaio&rdquo;, come recita un proverbio inglese, che Lewis Carroll trasformer&agrave; in uno dei protagonisti delle avventure di Alice, con la nascita della <em>reclame<\/em>, come allora si chiamava la pubblicit&agrave; ingenua.        <\/p>\n<p align=\"center\"><em>(Per<\/em><em> la memoria. A Luckenwalde, durante la seconda guerra mondiale i nazisti vi installarono un campo di concentramento. Oggi &egrave; quasi dimenticato, ma non &egrave; stato meno efferato di altri.)<\/em><\/p>\n<p align=\"center\">***** <\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/hutfabrik3.jpg\" border=\"0\" alt=\"hutfabrik\"\/>\n<\/p>\n<p align=\"center\">\n\t<a href=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/hutfabrik4.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/hutfabrik4p.jpg\" border=\"0\" alt=\"hutfabrik\"\/><br \/>\n\t<\/a>\n<\/p>\n<p align=\"center\">\n <strong>Obiettivo dell&rsquo;esercitazione: <\/strong><br \/>\n <strong>Interpretare la &ldquo;morfologia&rdquo; di uno dei due edifici utilizzando un chilogrammo di pasta sfogliata industriale. <\/strong><br \/>\n <em>(La<\/em><em> pasta sfogliata, o sfoglia, &egrave; in vendita nei supermercati. Per stabilizzare la &ldquo;costruzione&rdquo; usare la catena del freddo o la cottura al forno. Se la costruzione &egrave; cotta nel forno usare lo zucchero che caramella per ombreggiarla. Si pu&ograve; armare il modellino con stecche di legno. In questa esercitazione la commestibilit&agrave; non &egrave; richiesta. <\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>L&rsquo;esercitazione vale due punti. <\/strong><br \/>\n <strong>Se &egrave; realizzata in squadra un punto a testa.&nbsp; <\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>****************************** <\/strong><\/p>\n<table width=\"100%\" border=\"0\">\n<tr>\n<td align=\"center\">\n\t\t    <a href=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/esercitazione0708_5_01.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t      <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/esercitazione0708_5_01p.jpg\" border=\"0\" \/><br \/>\n\t\t    <\/a>\n\t\t<\/td>\n<td align=\"center\">\n\t\t    <a href=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/esercitazione0708_5_02.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t      <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/esercitazione0708_5_02p.jpg\" border=\"0\" \/><br \/>\n\t\t    <\/a>\n\t\t<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td align=\"center\">\n\t\t    <a href=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/esercitazione0708_5_03.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t      <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/esercitazione0708_5_03p.jpg\" border=\"0\" \/><br \/>\n\t\t    <\/a>\n\t\t<\/td>\n<td align=\"center\">\n\t\t    <a href=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/esercitazione0708_5_04.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t      <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/esercitazione0708_5_04p.jpg\" border=\"0\" \/><br \/>\n\t\t    <\/a>\n\t\t<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td align=\"center\">\n\t\t    <a href=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/esercitazione0708_5_05.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t      <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/esercitazione0708_5_05p.jpg\" border=\"0\" \/><br \/>\n\t\t    <\/a>\n\t\t<\/td>\n<td align=\"center\">\n\t\t    <a href=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/esercitazione0708_5_06.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t      <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/esercitazione0708_5_06p.jpg\" border=\"0\" \/><br \/>\n\t\t    <\/a>\n\t\t<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td align=\"center\">\n\t\t    <a href=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/esercitazione0708_5_07.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t      <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/esercitazione0708_5_07p.jpg\" border=\"0\" \/><br \/>\n\t\t    <\/a>\n\t\t<\/td>\n<td align=\"center\">\n\t\t    <a href=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/esercitazione0708_5_08.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t      <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/esercitazione0708_5_08p.jpg\" border=\"0\" \/><br \/>\n\t\t    <\/a>\n\t\t<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td align=\"center\">\n\t\t    <a href=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/esercitazione0708_5_09.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t      <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/esercitazione0708_5_09p.jpg\" border=\"0\" \/><br \/>\n\t\t    <\/a>\n\t\t<\/td>\n<td align=\"center\">\n\t\t    <a href=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/esercitazione0708_5_10.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t      <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/esercitazione0708_5_10p.jpg\" border=\"0\" \/><br \/>\n\t\t    <\/a>\n\t\t<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td align=\"center\">\n\t\t    <a href=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/esercitazione0708_5_11.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t      <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/esercitazione0708_5_11p.jpg\" border=\"0\" \/><br \/>\n\t\t    <\/a>\n\t\t<\/td>\n<td align=\"center\">\n\t\t<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FOOD DESIGN. 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