{"id":3224,"date":"2008-04-01T19:20:12","date_gmt":"2008-04-01T18:20:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pages.mi.it\/index.php\/corrente\/esercitazioni-0708\/terza-esercitazione-2007-08\/"},"modified":"2008-04-14T23:03:14","modified_gmt":"2008-04-14T22:03:14","slug":"terza-esercitazione-2007-08","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/2008\/04\/01\/terza-esercitazione-2007-08\/","title":{"rendered":"Terza Esercitazione 2007-08"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><strong>OSTRICHE PALPITANTI<\/strong><br \/>\n    <strong><em>(Analogie, metafore e  gourmandise) <\/em><\/strong><\/p>\n<p align=\"center\">\n<a href=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/Osias_Beert_Oysters.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/Osias_Beert_Oysters_p.jpg\" border=\"1\" alt=\"Natura morta con ostriche e leccornie\"\/><\/a><br \/>\n\t<small>Osias Beert<br \/><em>Natura morta con ostriche e leccornie.<\/em><\/small>\n<\/p>\n<p align=\"center\">Paul &Eacute;mile Debraux (1796-1831), conosciuto come il <em>Re della Goguette<\/em>(&deg;)<em>,<\/em> poeta di strada parigino, anarchico,  puttaniere, animatore di societ&agrave; segrete e <em>chansonnier<\/em>,  cantava:&nbsp; <br \/>\n    <strong><em>D&rsquo;une huitre qui te plaira fort,<\/em><\/strong><br \/>\n    <strong><em>Je vais te montrer les coquilles.&nbsp; <\/em><\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><em>Hu&icirc;tre: &ldquo;Le con qui sent la mar&eacute;e, s&rsquo;ouvre et se referme sur le doigt  du p&ecirc;cheur, sa morsure, quoique douce, est parfois venimeuse&hellip;&rdquo;<\/em><\/p>\n<p align=\"center\">Ostrica (<em>Ostrea<\/em>): Con questo termine &egrave; indicato  un certo numero di molluschi marini bivalve comuni a molti mari.&nbsp; Le due valve sono disuguali e quella  inferiore, al quale &egrave; ancorato l&rsquo;animale, &egrave; pi&ugrave; grande ed incavata della  superiore.&nbsp; Entrambe sono ricoperte di  lamelle squamose ondulate.&nbsp; Nei mari  orientali alcune variet&agrave; di ostriche producono perle.&nbsp; Le ostriche si nutrono di microrganismi  filtrati dai palpi labiali.&nbsp; Hanno dei  cicli vitali diversi.&nbsp; La specie europea  e quella americana sono ermafrodite.&nbsp;  L&rsquo;ostrica indigena delle coste francesi &egrave; l&rsquo;<em>Ostrea edulis<\/em>, &egrave; piatta ed &egrave; chiamata <em>gravette<\/em> nei bacini di Archachon e <em>belon<\/em> in Bretagna.&nbsp; La  variet&agrave; portoghese, messa a dimora nell&rsquo;Ottocento nell&rsquo;estuario della Gironda, &egrave;  stata decimata da una &ldquo;epizotite&rdquo; negli anni &rsquo;70 e sostituita con un&rsquo;ostrica  importata dal Giappone.<\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/Jan-Steen-Oysters.jpg\" border=\"1\" alt=\"La mangiatrice di ostriche\"\/><br \/>\n\t<small>Jan Steen<br \/><em>La mangiatrice di ostriche.<\/em><\/small>\n<\/p>\n<p align=\"center\">  Per tradizione sono  consumate nei mesi con la &ldquo;erre&rdquo;, i mesi di luglio ed agosto sono riservati  alla riproduzione.&nbsp; Sono ricche in  proteine, una dozzina di ostriche equivale ad una bistecca di manzo, in pi&ugrave; abbondano  in minerali, calcio, ferro, zinco, magnesio fosforo, e vitamine.<br \/>\n  Sono consumate fin  dall&rsquo;antichit&agrave;.&nbsp; I romani ne erano  ghiotti e l&rsquo;aneddotica racconta che i buongustai sapevano riconoscere,  all&rsquo;assaggio, la zona di provenienza.&nbsp; Anche  in Grecia erano popolari tanto che i loro gusci venivano usati per le votazioni  pubbliche per decretare l&rsquo;<em>ostracismo<\/em>,  l&rsquo;esilio.&nbsp; Scrive Plinio (23-79 dell&rsquo;era  comune): &ldquo;Le ostriche del mar della Marmara sono pi&ugrave; grosse di quelle di  Lucrino, pi&ugrave; dolci di quelle della Bretagna, pi&ugrave; gustose di quelle del Medoc,  pi&ugrave; piccanti di quelle di Efeso, pi&ugrave; piene di quelle spagnole, pi&ugrave; bianche di  quelle del Circeo&hellip;&rdquo;.<\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/PieterClaeszOysters.jpg\" border=\"1\" alt=\"Natura morta con ostriche, calice e pipa\"\/><br \/>\n\t<small>Pieter Claesz<br \/><em>Natura morta con ostriche, calice e pipa.<\/em><\/small>\n<\/p>\n<p align=\"center\"> Le ostriche erano  apprezzate anche dagli assiri e dagli egiziani, ma curiosamente, non c&rsquo;&egrave;  traccia di esse nella Bibbia.<br \/>\n  Fino al XV secolo le  virt&ugrave; afrodisiache delle ostriche non erano particolarmente apprezzate.&nbsp; Solo dopo questa data l&rsquo;oscurantismo  religioso, che vedeva in questo mollusco una scabrosa riproduzione del sesso  femminile e tuonava contro gli istinti lussuriosi che scatenava, gli riconobbe  paradossalmente queste virt&ugrave;, le ostriche divennero il simbolo dell&rsquo;infedelt&agrave;  femminile.&nbsp; Le celebra una famosa tela di  Jean-Fran&ccedil;ois de Troy, <em>Le d&eacute;jeuner d&rsquo;hu&icirc;tres<\/em>,  ora al Mus&eacute;e Cond&eacute;, commissionata nel 1735 da Luigi XV per la sala da pranzo di  Versailles.<br \/>\n  All&rsquo;inizio del secolo  dei lumi, dunque, le ostriche (e i tartufi) prendono il potere, esiliando le  spezie e le carni di selvaggina delle antiche tavole nobiliari.&nbsp; I mirabolanti e sanguinolenti piatti di carni  rosse s&rsquo;inchinano davanti alla polpa molle, gelatinosa ed esangue delle  ostriche.&nbsp; Non c&rsquo;&egrave; tavola libertina che  non le innalzi a trofeo, da quella del vecchio epicureo e libertino Charles de  Saint-&Eacute;vremond (1610-1703) a quella di Giacomo Casanova(1725-1798) che elogia il  piacere lascivo di gustarle succhiandole direttamente dal guscio.&nbsp; Casanova racconta nelle sue <em>Memorie<\/em>: <em>&ldquo;&hellip;per puro caso, un&rsquo;ostrica che stavo per mettere in bocca ad Emilia  sdrucciol&ograve; fuori dal guscio e le cadde sul seno.&nbsp; La ragazza fece il gesto di raccoglierla con  le dita, ma io glielo impedii, reclamando il diritto di sbottonarle il corpetto  per raccoglierla con le labbra nel fondo in cui era caduta&hellip;Lettore voluttuoso,  prova poi a dirmi se non &egrave; quello il nettare degli dei!&rdquo;<\/em><\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/EdouardManetOysters.jpg\" border=\"1\" alt=\"Natura morta con pesci ed ostriche\"\/><br \/>\n\t<small>Edouard Manet<br \/><em>Natura morta con pesci ed ostriche.<\/em><\/small>\n<\/p>\n<p align=\"center\"> Neanche a dirlo, dopo  Emilia, ci saranno Marina, Cecilia, Cristina&hellip;Casanova trasforma l&rsquo;ostrica in  una sorta di ostia deliziosamente blasfema che incita ad una transustanziazione  poco ortodossa, interamente consacrata alla religione dell&rsquo;amore&hellip;perch&eacute;, come  fa dire l&rsquo;<em>abb&eacute; du Prat<\/em> a Virginie in <em>V&eacute;nus dans le clo&icirc;tre<\/em>, <em>&ldquo;Il n&rsquo;est pas ici question de faire l&rsquo;hu&icirc;tre  &agrave; l&rsquo;&eacute;caille&hellip;&rdquo;<\/em>.<\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/MarioMerzOysters.jpg\" border=\"1\" alt=\"Ostriche senza saperlo\"\/><br \/>\n\t<small>Mario Merz<br \/><em>Ostriche senza saperlo.<\/em><\/small>\n<\/p>\n<p align=\"center\">***<br \/>\n    <strong>Tema dell&rsquo;esercitazione.&nbsp; <\/strong><br \/>\n    <strong>&Egrave; possibile oggi riuscire a rappresentare, in una forma moderna, con  una dozzina di ostriche variamente disposte tra il vasellame di un tavolo, le  pieghe di una tovaglia, tra i fiori o un qualunque altro sfondo, la lussuria  che esse hanno rappresentato per secoli? L&rsquo;atmosfera afrodisiaca che la loro  storia esalta?&nbsp; Il loro fascino ambiguo?<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><object width=\"425\" height=\"350\"><param name=\"movie\" value=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/Mf7GB9rhT_I\"><\/param><embed src=\"https:\/\/www.youtube.com\/v\/Mf7GB9rhT_I\" type=\"application\/x-shockwave-flash\" width=\"425\" height=\"350\"><\/embed><\/object><br \/><small>Juzo Itami<br \/>Sequenza da, <em>Tampopo<\/em>, 1985<\/small><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>La prova va realizzata con l&rsquo;uso della fotografia digitale.<\/strong><br \/>\n    <strong>Vale due punti.&nbsp; Si dimezzano se  la prova &egrave; eseguita in squadra.<\/strong><br \/>\n  ****<br \/>\n  (&deg;) &ndash; La <em>goguette<\/em> &egrave; un genere musicale che si diffuse in Francia dopo la rivoluzione francese,  consiste nell&rsquo;inserire un testo a carattere politico, satirico o rivoluzionario  su una melodia popolare preesistente.<\/p>\n<p align=\"center\">&deg;&deg;&deg;&deg;&deg;&deg;&deg;<br \/>\n  (Se siete  curiosi.&nbsp; Vedi di Mary Frances K. Fisher, <em>Biografia sentimentale dell&rsquo;ostrica<\/em>,  Vicenza 2005.&nbsp; (titolo originale, <em>Consider the Oyster<\/em>, prima edizione  1941.&nbsp; La Fischer, nata ad Albion,  nel Michigan, &egrave; considerata una delle prime <em>foodwriter<\/em>.&nbsp; Visse a lungo in Francia.)<\/p>\n<p align=\"center\">**************<\/p>\n<p align=\"center\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/ostriche1.jpg\" border=\"0\" alt=\"Ostriche\"\/><\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/ostriche2.jpg\" border=\"0\" alt=\"Ostriche\"\/><\/p>\n<table width=\"100%\" border=\"0\">\n<tr>\n<td align=\"center\">\n\t\t    <a href=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/esercitazione0708_3_01.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t      <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/esercitazione0708_3_01p.jpg\" border=\"0\" \/><br \/>\n\t\t    <\/a>\n\t\t<\/td>\n<td align=\"center\">\n\t\t    <a href=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/esercitazione0708_3_03.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t      <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/esercitazione0708_3_03p.jpg\" border=\"0\" \/><br \/>\n\t\t    <\/a>\n\t\t<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td align=\"center\">\n\t\t    <a href=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/esercitazione0708_3_02.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t      <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/esercitazione0708_3_02p.jpg\" border=\"0\" \/><br \/>\n\t\t    <\/a>\n\t\t<\/td>\n<td align=\"center\">\n\t\t    <a href=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/esercitazione0708_3_04.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t      <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/esercitazione0708_3_04p.jpg\" border=\"0\" \/><br \/>\n\t\t    <\/a>\n\t\t<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td align=\"center\">\n\t\t    <a href=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/esercitazione0708_3_05.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t      <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/esercitazione0708_3_05p.jpg\" border=\"0\" \/><br \/>\n\t\t    <\/a>\n\t\t<\/td>\n<td align=\"center\">\n\t\t    <a href=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/esercitazione0708_3_10.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t      <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/esercitazione0708_3_10p.jpg\" border=\"0\" \/><br \/>\n\t\t    <\/a>\n\t\t<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td align=\"center\">\n\t\t    <a href=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/esercitazione0708_3_07.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t      <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/esercitazione0708_3_07p.jpg\" border=\"0\" \/><br \/>\n\t\t    <\/a>\n\t\t<\/td>\n<td align=\"center\">\n\t\t    <a href=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/esercitazione0708_3_08.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t      <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/esercitazione0708_3_08p.jpg\" border=\"0\" \/><br \/>\n\t\t    <\/a>\n\t\t<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td align=\"center\">\n\t\t    <a href=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/esercitazione0708_3_09.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t      <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/esercitazione0708_3_09p.jpg\" border=\"0\" \/><br \/>\n\t\t    <\/a>\n\t\t<\/td>\n<td align=\"center\">\n\t\t    <a href=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/esercitazione0708_3_06.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t      <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/esercitazione0708_3_06p.jpg\" border=\"0\" \/><br \/>\n\t\t    <\/a>\n\t\t<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td align=\"center\">\n\t\t    <a href=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/esercitazione0708_3_11.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t      <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/esercitazione0708_3_11p.jpg\" border=\"0\" \/><br \/>\n\t\t    <\/a>\n\t\t<\/td>\n<td align=\"center\">\n\t\t    <a href=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/esercitazione0708_3_12.jpg\" rel=\"lightbox\"><br \/>\n\t\t      <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2008\/04\/esercitazione0708_3_12p.jpg\" border=\"0\" \/><br \/>\n\t\t    <\/a>\n\t\t<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>OSTRICHE PALPITANTI (Analogie, metafore e gourmandise) Osias BeertNatura morta con ostriche e leccornie. 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