{"id":3222,"date":"2008-03-17T21:15:52","date_gmt":"2008-03-17T20:15:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pages.mi.it\/index.php\/corrente\/lexicon\/lexicon-k\/kabaiaki-kumis\/"},"modified":"2008-03-28T21:31:05","modified_gmt":"2008-03-28T20:31:05","slug":"kabaiaki-kumis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/2008\/03\/17\/kabaiaki-kumis\/","title":{"rendered":"Kabaiaki &#8211; Kumis"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/K\/copertina-K.jpg\" border=\"0\" alt=\"Copertina Lexicon lettera K\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Kabaiaki<\/strong>, &egrave; il nome ed una preparazione della cucina giapponese di filetti d&rsquo;anguilla, cotti alla graticola.<\/p>\n<p><strong>Kaiserschmarrn <\/strong>(Stracciata imperiale), dolce viennese. &Egrave; una <em>cr&egrave;pe <\/em>densa, che si ritaglia, man mano della cottura nella padella, e si serve, abbondantemente zuccherata accompagnandola con una composta di frutta o marmellata di prugne. <\/p>\n<p><strong>Kaltschale<\/strong>, tradotta, questa espressione tedesca, significa tazza fredda, fa parte della cucina russa. &Egrave; una preparazione che assomiglia alla macedonia di frutta, le pi&ugrave; diverse qualit&agrave; (quelle grosse devono essere pelate e sminuzzate), innaffiate abbondantemente di una miscela, composta da una bottiglia di champagne, mezza bottiglia di Bordeaux, mezzo bicchiere di madera, tre cucchiaiate di zucchero e cannella. Si pu&ograve; sostituire il Bordeaux con della birra. Molti ci aggiungono del pane. Questa miscela va leggermente riscaldata, lasciata raffreddare e poi usata. Cos&igrave; preparata, la <em>Kaltschale<\/em>va messa in frigorifero fredda, preferibilmente ghiacciata. L&rsquo;aggiunta di una purea di fragole o di lamponi &egrave; facoltativa.<\/p>\n<p><strong>Karkad&egrave;<\/strong> o carcad&egrave; <em>(Hibiscus Sabdariffa<\/em>, fr. <em>oseille de Ghinee, <\/em>ingl. <em>Indian sorrel, <\/em>industano <em>patwa<\/em>)<em>, <\/em>pianta annuale delle <em>Malvacee<\/em>, coltivata in tutte le regioni tropicali. Produce calici floreali, che diventano carnosi, di colore rosso cupo. Nei luoghi di produzione si preparano bevande dissetanti e medicamentose, gelatine e marmellate. <em>Infusione <\/em>al quindici per mille. Si attribuiscono al karkad&egrave; propriet&agrave; emollienti, rinfrescanti e di regolazione delle pressione. Nei dialetti eritrei karkad&egrave; significa bevanda della salute.<\/p>\n<p><strong>Kefte o Kofte-Kebab<\/strong> (cucina turca). Pezzetti di vitello, o montone, o bufalo, infilati sullo spiedo e cos&igrave; cotti al fuoco vivo ed aromatizzati con cipolla e menta. Si servono col riso <em>pilaf <\/em>ed il sugo di cottura. <em>Kebab<\/em> o <em>kabab<\/em> significa grigliare, &egrave; una parola di origine farsi. Oggi &egrave; di moda, anche in Europa, il <em>d&ouml;ner<\/em> <em>kebab<\/em>, cio&egrave;, l&rsquo;arrosto rotante. Il panino con questo &ldquo;arrosto&rdquo; &egrave; nato in Germania, dove &egrave; forte l&rsquo;emigrazione turca, mentre il <em>kabab<\/em> originario, di cui parla per la prima volta un antico testo di cucina della &ldquo;mezzaluna fertile&rdquo; (decimo secolo), intitolato <em>Kitab al-Tabeekh<\/em> &egrave; un&rsquo;altra cosa. Se avete voglia di questa preparazione fate cos&igrave;, preparate delle striscioline di carne di manzo, salatele e speziatele a piacere. Poi grigliatele su una piastra. L&rsquo;unico trucco sta nel farlo con una coda di montone tagliata a pezzi e messa sulla griglia, serve con il suo grasso da condimento.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/p>\n<p><strong>Kilkis<\/strong> &egrave; il nome d&igrave; acciughe norvegesi esportate in scatole, condite con una salsa tipica. Da non confondere con l&rsquo;omonima citt&agrave; della Macedonia. <\/p>\n<p><strong>Kipper<\/strong>, <em>to kipper, <\/em>espressione inglese che significa affumicare, si riferisce alle aringhe affumicate, <em>kippered herrings, <\/em>che fanno parte della prima colazione inglese. Sono aringhe che sono state aperte prima di essere affumicate. Cos&igrave;, se sono fresche ed umide basta un minuto di bagno preventivo nell&rsquo;acqua calda, se sono secche ci vuole almeno un&rsquo;ora. In ambedue i casi spalmatele all&rsquo;interno di burro, fatele cuocere rapidamente alla griglia, metteteci ancora un po&rsquo; di burro e servite subito. Sono orribili, ma fanno tanto classe operaia inglese! <\/p>\n<p><strong>Kirschensuppe<\/strong> (zuppa di ciliege, cucina tedesca). Fate fondere trenta grammi di burro circa in una teglia, cui aggiungeteci trecento grammi di ciliege snocciolate, quindici grammi d&igrave; zucchero, una presina di cannella ed una buccia di limone, con un decilitro abbondante di acqua. Fate bollire per dieci minuti. Travasate il tutto su dei crostini imburrati.<\/p>\n<p><strong>Kissel<\/strong> &egrave; il nome russo d&rsquo;una preparazione che consiste nel far uso del succo di frutta, come mirtilli, mandorle, noci, nocciuole, che in cucina non trovano spesso un&rsquo;applicazione. <em>Kissel caldi. <\/em>Schiacciate in un mortaio un chilo di mirtilli (o di ribes o di altro) con due litri e mezzo d&rsquo;acqua. Travasate il composto su di un panno che strizzerete per raccoglierne il succo in una bacinella. Aggiungeteci sei cucchiaiate di fecola e duecento grammi di zucchero. Fate bollire e mescolate. Appena il composto &egrave; denso e trasparente, travasatelo in un timballo. Servitelo caldo, con panna a parte. <em>Kissel freddi. <\/em>Procedete come con la ricetta precedente, poi versate il composto in uno stampo con le pareti bagnate d&rsquo;acqua fredda. Lasciate raffreddare e sformate. &Egrave; utile che il raffreddamento avvenga sul ghiaccio. Stesso servizio con panna a parte. (Vedi sulla cucina russa, Gianni-Emilio Simonetti, <em>La suonatrice di theremin<\/em>, Roma, 2007.)<\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/K\/K1.jpg\" border=\"0\" alt=\"\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Kleingeb&auml;ck<\/strong>, voce tedesca, oggi desueta. Significa piccoli <em>pat&eacute;s. <\/em>Sembra che il termine russo di <em>culibiak <\/em>derivi appunto da <em>Kleingeb&auml;ck, <\/em>una preparazione che era stata introdotta in Russia da emigranti tedeschi. Per chi fosse interessato a questi <em>pat&eacute;s<\/em> c&rsquo;&egrave; un libro di Sophie L&uuml;din sul modo di prepararli pubblicato a Basilea qualche anno fa. <\/p>\n<p><strong>Kn&auml;ckerbr&ouml;d<\/strong> &egrave; il nome d&rsquo;una galletta (potremmo anche definirla un &ldquo;maritozzo&rdquo;) che si prepara in Svezia, &egrave; lunga una ventina di centimetri e di colore scuro. Per prepararla si usa farina di aveva e latticello. Si serve con la marmellata.<\/p>\n<p><strong>Knackw&uuml;rste<\/strong> (piccole salsicce croccanti, tipiche della cucina tedesca). Sono composte da cinque parti di carne magra di maiale, tre di manzo, due di lardo, condite di sale, comino, aglio, con l&rsquo;aggiunta di salnitro, poi affumicate. La cottura deve essere effettuata a fuoco moderato, si servono con patate bollite o con crauti. Rappresentano l&rsquo;aristocrazia della salsiccia.<\/p>\n<p><strong>Knickenbein<\/strong> &egrave; il nome d&rsquo;una bevanda tedesca che consiste in un tuorlo d&rsquo;uovo sospeso tra due liquori di differente densit&agrave;. <\/p>\n<p><strong>Kn&ouml;del<\/strong> , per l&rsquo;etimologia della parola e la presunta affinit&agrave; vedi anche la voce &ldquo;gnocchi&rdquo;, ma i <em>Knodel, <\/em>specialit&agrave; della cucina boema ed austro tedesca, sono diversi dai nostri gnocchi tanto per la loro composizione, quanto per il loro volume. I <em>knodel<\/em>, infatti,possono raggiungere le dimensioni di una palla di bigliardo. Di comune non hanno che il significato spregiativo: <em>knodel <\/em>in Germania e <em>gnocco<\/em> in Italia &egrave; l&rsquo;epiteto di uomo sciocco o che vota per un partito di destra. Sono serviti sia come una minestra asciutta, oppure nel brodo, in questo caso anche affettati. <em>Tiroler kn&ouml;der <\/em>(alla tirolese). Fate rosolare nel lardo rotelle di cipolla con basilico. Toglietele dal fuoco e aggiungeteci del pan bianco tagliato a dadini. Per duecentocinquanta grammi di pane ci vogliono un uovo intero, un tuorlo d&rsquo;uovo, un ciuffo di prezzemolo, sale, pepe. Rimestate bene in modo che il pane assorba tutto il liquido. Adesso aggiungeteci un po&rsquo; di farina bianca e lavorate l&rsquo;impasto, che consoliderete con le mani infarinate. Rimettete il tutto nella casseruola, nella quale verserete acqua salata bollente, continuando poi la cottura per altri dieci minuti a fuoco moderato. Fate un <em>knodel <\/em>di prova aggiungendoci, se necessario, un po&rsquo; di farina. I <em>knodel <\/em>saranno cotti quando cominceranno a galleggiare. <em>B&ouml;hmische kn&ouml;del. <\/em>Al burro o allo strutto, con l&rsquo;aggiunta di noce moscata. Vengono serviti a fette, innaffiate di burro fuso scuro.&nbsp; <em>Klosterneuburger kn&ouml;del. <\/em>&nbsp;Mettete del latte al posto del grasso. Aggiungere all&rsquo;impasto pangrattato, e carne tritata. Prima di cuocerlo nell&rsquo;acqua salata avvolgete l&rsquo;impasto in un panno imburrato, legandolo. Servitelo a fette come fanno i boemi. <em>Leberkn&ouml;del <\/em>(al fegato). Con l&rsquo;aggiunta di fegato. <em>Fastenkn&ouml;del <\/em>(di magro), al latte, con l&rsquo;esclusione di qualsiasi grasso. <em>Speckkn&ouml;del. <\/em>Oltre al lardo va aggiunta anche della salsiccia.<\/p>\n<p><strong>Kraut mit der Laus<\/strong> (ted. <em>Kraut,<\/em> cavoli. <em>Laus<\/em>, pidocchio), denominazione non troppo appetitosa, ma &egrave; pur sempre una specialit&agrave; dell&rsquo;Alto Adige, consistente nella cottura di crauti, frammisti a pezzetti di maiale.<\/p>\n<p><strong>Kulic<\/strong> (cucina russa, ortografia fonetica) &egrave; un dolce di pasta levata, decorato di rose artificiali, che i Russi servono la notte della loro Pasqua. (Vedi, <em>La suonatrice di Theremin<\/em>, cit.)<\/p>\n<p><strong>Kumis<\/strong>, &egrave; il latte di cavalla fermentato. Si prepara nelle steppe dell&rsquo;Asia Centrale, in particolare nel Turchestan. Kumis viene dal turco kimiz. I mongoli, invece, lo chiamano airag. Assomiglia al kefir, ma essendo il latte di cavalla pi&ugrave; zuccherato &egrave; leggermente pi&ugrave; alcolico. &Egrave; una bevanda antichissima di cui parla anche Erodono che osserva come il latte di cavalla sia lassativo. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Kabaiaki, &egrave; il nome ed una preparazione della cucina giapponese di filetti d&rsquo;anguilla, cotti alla graticola. Kaiserschmarrn (Stracciata imperiale), dolce viennese. &Egrave; una cr&egrave;pe densa, che si ritaglia, man mano della cottura nella padella, e si serve, abbondantemente zuccherata accompagnandola con una composta di frutta o marmellata di prugne. 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