{"id":3213,"date":"2008-03-04T23:16:43","date_gmt":"2008-03-04T22:16:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pages.mi.it\/index.php\/corrente\/lexicon\/lexicon-h-i\/haddock-insicia\/"},"modified":"2008-03-07T23:14:08","modified_gmt":"2008-03-07T22:14:08","slug":"haddock-insicia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/2008\/03\/04\/haddock-insicia\/","title":{"rendered":"Haddock &#8211; Insicia"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/HI\/copertina-HI.jpg\" border=\"0\" alt=\"Copertina Lexicon lettere H e I\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Haddock<\/strong> &egrave; una specie di merluzzo, generalmente secco ed affumicato, molto apprezzato in Gran Bretagna. Accompagna la loro prima colazione &mdash; il <em>breakfast<\/em> &mdash; e spesso anche il t&egrave;. Per affumicarlo, lo si vuota appena pescato, si unge di sale e lo si fa affumicare per ventiquattro ore. <em>Alla graticola.<\/em> Ungetelo di olio o di burro fuso e passatelo alla graticola, a fuoco moderato. Deve essere servito caldissimo, bagnato con il burro e cosparso di pepe. Fategli un&rsquo;incisione dalla testa alla coda, per poter rimuovere la spina. <em>With poached eggs<\/em> (con uova affogate). Mettete il pesce affumicato in una padella con acqua bollente, copritela e fatelo sobbollire per una decina di minuti. Togliete la spina, adagiate il pesce su un piatto caldo, che bagnerete con del burro fuso e cospargete di pepe. Collocate sopra il pesce le uova &ldquo;affogate&rdquo;. <em>Fresh haddocks boiled.<\/em> Pulito e lavato il pesce, lo si copre di acqua calda salata e lo si fa bollire per una mezz&rsquo;ora. Servitelo con prezzemolo, qualche filetto di acciughe ed una salsa bianca. <em>Fresh haddock fried.<\/em> Pulito, lavato, asciugato, ritagliatelo in filetti, passateli nell&rsquo;uovo sbattuto, copriteli di pane grattato e friggeteli, servendoli con prezzemolo fritto. Avvertenza. Le prime due ricette si riferiscono al pesce affumicato, le altre due a quello fresco. Il capitano Haddock chiama &ldquo;artisti&rdquo; gli imbecilli e a&hellip;ragione!<\/p>\n<p><strong>Hasen&ouml;hrln<\/strong>, dal tedesco, piccole orecchie di lepre, oppure, <em>Pfannezelten<\/em>. Sono cos&igrave; chiamate nell&rsquo;Alto Adige certi gnocconi di farina di granoturco e frumento, oppure di pane tirolese impastato, che i contadini consumano con i crauti.<\/p>\n<p><strong>Hirnsuppe<\/strong>, zuppa d&igrave; cervella, una specialit&agrave; della cucina tedesca. Fate riposare le cervella di vitello nell&rsquo;acqua fredda, per dissanguarle, eliminate la pelle. Fatele leggermente rosolare nel burro con della cipolla e prezzemolo tritato. Preparate un <em>roux<\/em> chiaro (la <em>Mehlschwitze<\/em>dei Tedeschi) aggiungetelo al soffritto di cipolla e prezzemolo. Amalgamate a fuoco moderato, allungandolo con un po&rsquo; d&rsquo;acqua e mezzo bicchiere di vino bianco, regolate il sale e il pepe. Servite con crostini imburrati di pane.<\/p>\n<p><strong>Hominy<\/strong>, espressione inglese, &egrave; il granturco spezzettato senza il germe, bollito in latte od acqua. Oggi questa &ldquo;zappetta&rdquo; &egrave; ancora molto popolare nel Sud degli Stati Uniti.<\/p>\n<p><strong>Horse&rsquo;s neck<\/strong>, (traduzione, collo di cavallo), bibita americana. Riempite un grande bicchiere con la scorza di un limone intero, tagliata circolare, versateci sopra del ghiaccio ed una bottiglia di <em>ginger beer<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Hunyadi Janos<\/strong>, celebre eroe nazionale ungherese (1388-1456), almeno quanto la celeberrima acqua minerale purgativa naturale di questo paese. I francesi, equivocando sul fatto che Hunyadi &egrave; il cognome e Janos il nome (Janos significa Giovanni, gli ungheresi hanno l&rsquo;abitudine di anteporre il cognome al nome, come noi nell&rsquo;indice telefonico) chiamano quest&rsquo;acqua miracolosa: <em>eau de Jan&ograve;s.<\/em> &nbsp;Di contro, un&rsquo;altra acqua purgativa era dagli ungheresi chiamata col nome di Francesco Giuseppe, quando questo imperatore d&rsquo;Austria era anche re d&rsquo;Ungheria.<\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/HI\/HI1.jpg\" border=\"1\" alt=\"La tela del corpo\"\/>\n<\/p>\n<p align=\"center\">&deg;&deg;&deg;&deg;&deg;&deg;&deg;&deg;&deg;&deg;&deg;&deg;&deg;&deg;&deg;&deg;&deg;&deg;&deg;&deg;&deg;&deg;&deg;&deg;&deg;&deg;&deg;&deg;&deg;&deg;&deg;&deg;\n<\/p>\n<p>\n <strong>Igname<\/strong> (<em>Discoreas batatas<\/em>, fr. <em>igname de la Chine,<\/em> ingl. <em>Yam,<\/em> ted. <em>Yams Kartoffel,<\/em> spagn. <em>i&ntilde;ame<\/em> oppure <em>&ntilde;ame<\/em>)<em>,<\/em> pianta rampicante, della famiglia delle <em>Discoree<\/em>, dalle foglie semplici ed alterne, dai piccoli fiori dioici, raggruppati in grappoli ascellari. Il colore dei fiori varia secondo la variet&agrave; e la provenienza. Ce ne sono una ventina di variet&agrave;. I tuberi hanno una particolarit&agrave;, possono raggiungere sino ad un metro di lunghezza e sei centimetri di diametro, possono pesare sino ad un chilo. Sono ricchi di amido. La variet&agrave; pi&ugrave; apprezzata &egrave; quella cinese. I tuberi contengono una fecola bianca che si avvicina come sapore a quello delle patate. Non sono per&ograve; di facile conservazione. Si usa in pasticceria, soprattutto nei paesi anglosassoni, col nome di <em>Arrowroot<\/em> della Guiana. Per l&rsquo;igname valgono le stesse ricette valide per le patate. <em>Baked yams<\/em> (cotte al forno, cucina inglese). Lavatele ed asciugatele, sistematele in un forno moderatamente caldo sino a renderle tenere, servitele con sale, pepe e burro a parte. <em>Boiled yams<\/em> (bollite, cucina inglese). Lavatele, pelatele, lasciatele nell&rsquo;acqua fredda per mezz&rsquo;ora, asciugatele ed iniziate la bollitura in acqua calda salata fino al grado voluto di tenerezza. Il nome igname deriva dal portoghese, a sua volta deriva dalla parola <em>wolof<\/em>, <em>nyam<\/em> che significa assaggiare. In molte regioni africane <em>nyam<\/em> significa anche mangiare. I <em>wolof<\/em> sono una etnia del Senegal.<\/p>\n<p><strong>Imbianchire<\/strong> (fr. <em>blanchir,<\/em> ingl. <em>to blanch,<\/em> ted. <em>abbr&uuml;hren<\/em> oppure <em>blanchieren<\/em>) o imbiancare, con i loro rispettivi derivati, termini della tecnologia culinaria che denotano l&rsquo;azione preliminare, prima della cottura propriamente detta, di passare carne o legumi all&rsquo;acqua bollente abbastanza rapidamente. Il termine non &egrave; molto felice, gli stessi francesi non hanno trovato nulla di meglio e parlano di <em>blanchir<\/em> e di <em>blanchissage<\/em> per l&rsquo;identica operazione, ma <em>blanchissage<\/em> significa anche&#8230; bucato. Il neologismo di <em>prelessare<\/em> e peggio, meglio, allora <em>scottare<\/em>. Imbianchire ha anche un altro significato, indica l&rsquo;imbianchimento della verdura al momento della coltivazione, impedendo cio&egrave; alla luce di giungere sino alla pianta, con carta, stuoie o plastica scura. Imbianchimento della carne: si applica principalmente alla testa, ai piedi ed alle animelle di vitello, ai piedi di montone e d&rsquo;agnello, alle animelle di agnello. Occorre in primo luogo lasciare queste vivande qualche tempo nell&rsquo;acqua fredda, per sbarazzarle del sangue di cui sono sature (dissanguare, <em>d&eacute;gorger),<\/em> poi scolatele, sistematele in una casseruola con abbondante acqua fredda, che porterete gradatamente all&rsquo;ebollizione. Schiumate spesso. Continuate la bollitura nei termini seguenti. Da quindici a venti minuti per la testa ed i piedi di vitello, da dieci a quindici per i piedi di montone e di agnello. Scolate in molta acqua fredda, prima di continuare la cottura vera e propria. Le animelle di vitello esigono una lessatura non superiore ai tre minuti, quelle d&rsquo;agnello alla prima bollitura. Quanto alle creste di gallo occorre un trattamento speciale. Dopo il bagno freddo di dissanguamento, mettetele sul fouco con dell&rsquo;acqua fredda, sorvegliando la temperatura che non deve superare i quaranta gradi. A questo punto toglietele dal fuoco e strofinatele con un panno, cosparso di sale fino, per eliminarne l&rsquo;epidermide. Rinfrescatele in acqua fredda e poi iniziate la cottura propriamente detta.<br \/>\n Il bagno freddo preventivo od anche l&rsquo;imbianchimento della carne bianca e del pollame &egrave; inutile, soprattutto se &egrave; destinato a formare <em>blanquettes<\/em> e <em>fricass&eacute;es<\/em>. Se la carne e il pollame sono di buona qualit&agrave;, iniziatene senz&rsquo;altro la bollitura nell&rsquo;acqua o nel liquido di composizione, sempre freddi, giungendo all&rsquo;ebollizione gradatamente, mescolando e schiumando con cura. Carni, pollame e liquido saranno perfettamente bianchi, pur avendo mantenuto il loro sapore. N&eacute; bagno n&eacute; imbianchimento, invece, riescono a migliorare le qualit&agrave; scadenti. Carne e pollame rimarranno sempre grigi, secchi ed insipidi. Imbianchimento dei legumi.. &Egrave; un&rsquo;operazione che consiste nel far subire a certi legumi un principio di cottura in acqua abbondante per sbarazzarli del loro sapore acre od amaro. Il tempo di ebollizione varia a seconda della loro freschezza e tenerezza. Se sono primizie basta un principio di calore. Si imbianchiscono le lattughe, le cicorie, le indivie, il sedano, i carciofi ed i cavoli tra le verdure e tra i legumi le carote, le rape ed anche le piccole cipolle, se sono vecchie. Una volta imbianchiti, cio&egrave; cotti relativamente, devono essere rinfrescati in acqua fredda, fatti scolare su uno staccio e subito dopo cotti come si conviene. Non chiamate imbianchimento la bollitura fino alla cottura completa di zucche, zucchini, piselli, fagiolini verdi, cavolini di Bruxelles e spinaci, di cui s&rsquo;inizia la bollitura in acqua bollente e salata (sette grammi di sale per ogni litro d&rsquo;acqua. Piuttosto, chiamate questa cottura <em>all&rsquo;inglese<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Impanados<\/strong>. &Egrave; una pietanza caratteristica dell&rsquo;Ogliastra e del nuorese, in Sardegna, consiste in pentolini di pasta, spalmati d&rsquo;uovo, contenenti carne di maiale, o d&rsquo;agnello o di vitello, che vanno cotti al forno e generalmente consumati freddi. I migliori, oggi, si mangiano a Cagliari, oltre che a Lanusei.<\/p>\n<p><strong>Indivia<\/strong> <em>(Chicorium indivia<\/em>, fr. <em>chicor&eacute;e endice,<\/em> ingl. <em>endice,<\/em> ted. <em>Endivien,<\/em> fiamm. e ol. <em>Andijvie,<\/em> dan. <em>Endivien,<\/em> spagn. e port. <em>endivia<\/em>)<em>,<\/em> pianta considerata una variet&agrave; della <em>Cicoria<\/em>. Sono state classificate nel tipo indivia, la bianca da taglio e la cicoria di Bruxelles, o belga, chiamata <em>witloof.<\/em><br \/>\n Probabilmente si riferisce all&rsquo;indivia, non alla cicoria, il termine <em>intubus<\/em> dei romani, che gli scrittori definiscono come <em>sylvestris, agrestis, cultus, hortensis<\/em> e <em>amarus.<\/em> Varia anche l&rsquo;ortografia. Chi scrive <em>intybus,<\/em> chi <em>intybum.<\/em> &nbsp;Virgilio afferma, <em>Quoque modo potis gauderent intuba rivis<\/em>. Crude costituiscono un&rsquo;eccellente insalata ed un contorno ideale per qualsiasi genere di carne. La loro cottura &egrave; valida per tutte le ricette. Pulitele, lavatele e scolatele, senza farle imbianchire. Collocatele ( per un chilo d&rsquo;indivia) in una casseruola stagnata, contenente due litri d&rsquo;acqua, il succo di mezzo limone, un pizzico di sale e cinquanta grammi di burro. Coprite con un foglio di alluminio e poi con il coperchio. Fate bollire a gran fuoco, completando la cottura a fuoco moderato per un&rsquo;altra mezz&rsquo;ora circa. Il ricettario, va bene sia la cicoria di Bruxelles, o belga, o <em>witloof,<\/em> o indivia. <em>Endiviengem&uuml;se mit Salami<\/em> (Indivia con salame, cucina tedesca). Agli ingredienti sopra descritti aggiungete fettine di cipolle, pepe, farina, zucchero, noce moscata e un buon brodo chiaro. Mescolate e fate brasare al forno. Servitele con salame affettato. <em>In frittelle.<\/em> Seguite le istruzioni preliminari, poi, fatele marinare, dopo averle asciugate, in un bagno d&rsquo;olio, limone sale e pepe, dividendo le indivie in quarti. Tuffatele in una pastella leggera e fatele friggere in abbondante olio di oliva o strutto. Asciugatele, cospargetele di sale e di prezzemolo, servitele subito. <em>Insalata d&rsquo;indivie<\/em>.Togliete le foglie morte e conditele con una <em>vinaigrette<\/em>. <em>Gratinate alla Mornay<\/em>.Sempre dopo aver seguito i preliminari, collocatele in un piatto ovale nel quale avrete versato un letto di salsa Mornay, copritele con la stessa salsa, allungata con il liquido di cottura, cospargetele di parmigiano grattugiato e bagnatele con del burro fuso. Gratinatele in forno. <em>Pur&eacute;e.<\/em> Procedete col solito sistema delle puree, rinforzando il tutto con una besciamella. Lontano dal fuoco aggiungeteci una noce di burro. <em>Alla belga.<\/em> Terminati i preliminari, aggiungeteci delle fettine di lardo imbianchito, prosciutto cotto a dadini ed il liquido di cottura ristretto. Completate la cottura a fuoco lento e servite caldo, allestendo le indivie a timballo. <em>Osservazione generale.<\/em> L&rsquo;indivia si presta bene come accompagnamento di carne grossa.<\/p>\n<p><strong>Insalata<\/strong> (fr. <em>salade,<\/em> ingl. <em>salad,<\/em> ted. <em>Salat<\/em>) da <em>insalare<\/em>, mettere del sale. Con le frutta, le insalate verdi appartengono a quei pochi alimenti che si possono consumare allo stato crudo. Rappresentano non solo un diversivo dal nostro regime abituale, ma sono utili all&rsquo;organismo per il loro contenuto vitaminico, di sostanze minerali e di cellulosa. Non bisogna per&ograve; abusarne n&eacute; somministrarle ai malati di stomaco, state attenti che l&rsquo;aceto sia di buona qualit&agrave; e lavare accuratamente le foglie, per poi &ldquo;scuoterle&rdquo; (asciugarle) nell&rsquo;apposito paniere. Ricordatevi, per&ograve;, che il consumo di certa verdura, imbianchita nelle cantine, come la <em>witloof,<\/em> mancando di sali minerali, di vitamine e clorofilla, ingombra inutilmente l&rsquo;intestino. Insalate semplici. Crude: Tutte le verdi. Condimento a scelta. Cotte: <em>Barbabietole.<\/em> In rotelle o nastri sottili. <em>Sedano.<\/em> Senza fibre, ritagliato in bastoncini sottili. <em>Cavolfiori.<\/em> Non stracuoceteli profumateli con l&rsquo;aggiunta di cerfoglio sminuzzato. <em>Legumi secchi,<\/em> con l&rsquo;aggiunta di prezzemolo sminuzzato. Conditeli mentre sono ancora tiepidi, per far penetrare il condimento. <em>Patate.<\/em> Vanno cotte nell&rsquo;acqua salata. Ritagliatele in forme uguali, con prezzemolo tritato. <em>Pomodoro.<\/em> Pelateli e tagliateli in fette molto sottili. Decorate il piatto di anelli di cipolla fresca. <em>Insalate tipiche delle regioni italiane. Con i tartufi<\/em> (cucina piemontese). Insalata verde, cosparsa di fette di tartufi. Con l&rsquo;aggiunta di uova sode, passate al setaccio. <em>Insalatina delle<\/em> 24 <em>ore,<\/em> un temporinomata, era la preferita di quel bastardo di Umberto I (cucina piemontese). Come da ricetta precedente, frammista a fiori mangerecci (nasturzi e begliuomini). <em>Alla novarese.<\/em> Riso cotto al forno, alternato con tartufi, condito. <em>A cuoppo<\/em> della provincia di Foggia. Insalata mista a grandi foglie.<\/p>\n<p><strong>Insalata di frutta<\/strong> &egrave; una denominazione impropria che piace agli chef della nuova cucina, quelli che chiamano le insalate di verdura verde, macedonia. La voce &ldquo;in-salata&rdquo;, significa con sale, quindi, non &egrave; conciliabile col termine frutta, classificate tra i dolci, che, se non sono consumate crude, esigono una cottura a base di zucchero, eventualmente di vaniglia, cannella, chiodi di garofano, maraschino o <em>kirsch<\/em>. Ricorrete piuttosto al termine di composta.<\/p>\n<p><strong>Insicia<\/strong>, voce latina usata dai romani per indicare la carne triturata destinata alla produzione delle salsicce. (Salsiccia, <em>salsa<\/em> pi&ugrave; <em>insicia<\/em>.)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Haddock &egrave; una specie di merluzzo, generalmente secco ed affumicato, molto apprezzato in Gran Bretagna. Accompagna la loro prima colazione &mdash; il breakfast &mdash; e spesso anche il t&egrave;. Per affumicarlo, lo si vuota appena pescato, si unge di sale e lo si fa affumicare per ventiquattro ore. Alla graticola. Ungetelo di olio o di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[396],"tags":[405,397,398,399,400,401,402,403,404,276,406,488],"class_list":["post-3213","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-lexicon-h-i","tag-frutta","tag-haddock","tag-hirnsuppe","tag-hominy","tag-hunyadi-janos","tag-igname","tag-imbianchire","tag-impanados","tag-indivia","tag-insalata","tag-insicia","tag-lexicon"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3213","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3213"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3213\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3213"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3213"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3213"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}