{"id":3206,"date":"2008-02-09T22:28:15","date_gmt":"2008-02-09T21:28:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pages.mi.it\/index.php\/corrente\/lexicon\/lexicon-f\/froschschenkelzuppe-fuscina\/"},"modified":"2008-02-10T09:49:15","modified_gmt":"2008-02-10T08:49:15","slug":"froschschenkelzuppe-fuscina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/2008\/02\/09\/froschschenkelzuppe-fuscina\/","title":{"rendered":"Froschschenkelzuppe &#8211; Fuscina"},"content":{"rendered":"<p><strong>Froschschenkelzuppe<\/strong>, zuppa di cosce di rane, della cucina austro tedesca.Fate bollire le cosce nell&rsquo;acqua salata con una foglia d&rsquo;alloro e qualche grano di pepe nero fino a quando non sono tenere.&nbsp; Scolatale, rimettetele sul fuoco, per qualche minuto dopo avervi aggiunto della farina stemperata con un po&rsquo; di burro.&nbsp; Mescolate con cura, al momento di servirle, legate il tutto con un tuorlo d&rsquo;uovo e un cucchiaio di panna liquida fresca e cospargete con del prezzemolo tritato. Nella zuppiera sistemate dei crostini di pane a cassetta imburrati e leggermente tostati.<\/p>\n<p><strong>Fruit&eacute;<\/strong>, espressione francese, per indicare la propriet&agrave; dell&rsquo;olio d&rsquo;oliva, che abbia conservato il sapore del frutto verde, quindi <em>huile fruit&eacute;e.&nbsp; <\/em>Spesso e in modo maldestro si usa lo stesso termine anche per definire la qualit&agrave; del vino che ricordi il genere della vite da cui proviene.<\/p>\n<p><strong>Fr&uuml;st&uuml;ck<\/strong> &egrave; la prima colazione in Germania ed in Svizzera, composta di caff&egrave; e latte, panini, burro, miele. I tedeschi vi aggiungono spesso anche il loro dolce tradizionale, il <em>Kugelhopf.<\/em>&nbsp; &Egrave; accompagnata da un piatto di affettati misti, formaggi e pane di segale.&nbsp; <\/p>\n<p><strong>Fum&eacute;<\/strong>, espressione francese che significa affumicato. &Egrave; anche la denominazione d&rsquo;una vite, la  Sauvignon, chiamata <em>blanc fum&eacute;, <\/em>le cui uve sono usate nel &ldquo;nivernese&rdquo; (dipartimento di <em>Ni&egrave;vre,<\/em>regione di <em>Bourgogne<\/em>) per la produzione d&rsquo;un vino bianco della Loira, il <em>Pouilly<\/em>, che ha per aggettivo <em>fum&eacute;, Pouilly fum&eacute;.<\/em>&nbsp; Questo vino, dal caratteristico aroma di mandorla fresca e di nocciola, merita ogni rispetto.&nbsp; Chi scrive vi segnala, tra l&rsquo;etichette bevute, le migliori.&nbsp; Sono: Maudry, Seguin, Rapeau, Bonnard, Champeau, Langlois&hellip;purtroppo ce ne sono molte altre che non abbiamo ancora assaggiato. &nbsp; <\/p>\n<p><strong>Fund&uuml;a<\/strong>, fonduta, pietanza piemontese, si ottiene dalla liquefazione del formaggio fontina su un apposito fornello da tavola, cui si aggiunge latte, burro, tuorli d&rsquo;uovo.&nbsp; Si serve caldissima, coperta di fette di tartufi bianchi.&nbsp; Chi non pu&ograve; permettersi i tartufi l&rsquo;aromatizza con aglio, noce moscata e un mezzo tronchetto di cannella.&nbsp; Consimili preparazioni esistono anche nella Svizzera francese, dove la <em>fondue<\/em>&egrave; preparata con l&rsquo;aggiunta di vino bianco o di <em>Kirsch<\/em>. Nel Vallese c&rsquo;&egrave; l&rsquo;abitudine di servire la <em>fondue<\/em>in una teglia comune, in cui i commensali intingono un pezzo di pane alla volta infilzato in cima alla forchetta.<\/p>\n<p align=\"center\">\n    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/F\/F11.jpg\" border=\"1\" alt=\"Manichino solo, in vetrina.\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Fungo, <\/strong><em>agaricus, <\/em>fr. <em>champignon, <\/em>inglese <em>mushroom, <\/em>ted. <em>Pilze, <\/em>f&igrave;amm. e ol. <em>Kampernoelie, <\/em>spagn. <em>hongo<\/em>)&egrave; una denominazione generica di piante <em>crittogame<\/em> di varia forma e colore.&nbsp; Le <em>crittogame<\/em> (dal greco <em>kruptos, <\/em>nascosto e <em>gamos, <\/em>nozze) sono piante che non hanno veri fiori, i cui organi di riproduzione sono meno appariscenti dei fiori delle <em>fanerogame<\/em>, (<em>phaner&ograve;s, <\/em>manifesto), che si riproducono per mezzo di stami e pistilli, formanti un fiore. Il fungo, dunque, non possiede neppure la radice, il gambo e le foglie, come i vegetali di classe superiore, ed &egrave; anche sprovvisto d&rsquo;un pigmento, la clorofilla (dal greco <em>klor&ograve;s, <\/em>verde, <em>phillon, <\/em>foglia) al quale le piante debbono la loro colorazione verde. Un <em>lexicon<\/em> di gastronomia deve occuparsi solamente dei funghi utili alla cucina, trascurando l&rsquo;infinita serie delle muffe, dannose alle piante alcune, prodigi terapeutici molte altre.&nbsp; Ai funghi appartengono i microrganismi, base del lievito di birra, ed anche i tartufi.&nbsp; Erano molto apprezzati dai romani, che lo definivano <em>udus, pluvialis, albus, frigidus, pratensis, anceps, dubius, putris. <\/em>Scrive Ovidio: <em>Aut virides malvas, aut fungos colligit albos.<\/em>&nbsp; Una variet&agrave;, l&rsquo;ovolo, (<em>Ammanita Ceasarea<\/em>)aveva incontrato un tale favore, da essere chiamato il cibo degli Dei, e decantato col nome di Boletus.&nbsp; <em>Boletus domino, sed qualem Claudius edit, scrive <\/em>Giovenale. Funghi e tracce di funghi allo stato fossile furono scoperti in vari strati geologici, nel carbone fossile, come nella lignite.&nbsp; Le principali variet&agrave; commestibili sonol&rsquo;agarico, il bol&egrave;to, la ditola, il ceppatello, il gallinaccio, l&rsquo;ovolo, il porcino, il prataiuolo, il prugnuolo e lo spugnolo.&nbsp; Sono velenosi la bubbola, il boleto malefico, la colombina rossa ed il lattaiuolo. Il prataiuolo si coltiva anche artificialmente in apposite fungaie.&nbsp; Le raccomandazioni non sono mai sufficienti. Diffidate di tutti gli empirismi, veri e propri pregiudizi popolari, che consigliano di mettere una chiave di ferro o un cucchiaio d&rsquo;argento nella casseruola dove si fanno cuocere i funghi. Ricordatevi che un solo fungo velenoso pu&ograve; inquinare tutti i suoi compagni sani. In genere si pu&ograve; essere tranquilli acquistando i funghi presso i fruttivendoli, dove hanno subito una verifica.&nbsp; Non fidatevi dei funghi raccolti nei boschi e che vi servono in certi localini di campagna dove sono stati esaminati dai cosiddetti competenti. L&rsquo;avvelenamento si riconosce dai seguenti sintomi: il paziente cade dapprima preda di una grande angoscia, ed &egrave; colpito da una sete fortissima.&nbsp; Subisce dei potenti sforzi di vomito, soffre di coliche violente e di vertigini.&nbsp; Se non &egrave; curato subentra il delirio, interviene il raffreddamento delle estremit&agrave;, foriero di morte.&nbsp; Se non c&rsquo;&egrave; un medico nei paraggi usate vomitivi (emetici), eccitate, in mancanza di questi, il vomito con mezzi di fortuna, cercate di vincere il torpore con eccitanti, soprattutto con il caff&egrave;. Il tutto in attesa della guardia medica.&nbsp; C&rsquo;&egrave; chi consiglia di far macerare i funghi sospetti nell&rsquo;aceto per ventiquattro ore.&nbsp; Anche se un tale sistema avesse un qualche risultato il fungo perderebbe ogni sapore. Il fungo, malgrado le sue qualit&agrave;, &egrave; di difficile digestione e quindi non &egrave; raccomandabile ai deboli di stomaco.&nbsp; Gli ovoli sono chiamati dai Francesi <em>oronges, <\/em>i ceppatelli, <em>c&egrave;pes, <\/em>le spugnole, <em>morilles, <\/em>le prugnole, <em>mousserons. <\/em>In commercio &egrave; sempre possibile trovare funghi secchi, ma ci sono altri metodi per conservare i funghi, sempre con accorgimenti speciali, in salamoia, sott&rsquo;olio ed infine, entro scatole di latta, ermeticamente chiuse, ripiene di vino di Marsala, che &egrave; forse il sistema migliore dal lato gastronomico.<\/p>\n<p><strong>Fuscina<\/strong>, grossa forca a tre o pi&ugrave; denti, usata dai Romani per inforcare il pesce. Cos&igrave; era chiamata pure un&rsquo;arma simile usata dai <em>retiarii<\/em>, una specie di tridente, col quale i gladiatori assalivano l&rsquo;avversario, dopo averlo avvolto con la rete. &nbsp;La fuscina o <em>fuscinula<\/em> in latino viene spesso descritta come una specie di forchetta per trinciare e mangiare. Ma &egrave; dubbio che gli antichi usassero le forchette a tavola.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Froschschenkelzuppe, zuppa di cosce di rane, della cucina austro tedesca.Fate bollire le cosce nell&rsquo;acqua salata con una foglia d&rsquo;alloro e qualche grano di pepe nero fino a quando non sono tenere.&nbsp; Scolatale, rimettetele sul fuoco, per qualche minuto dopo avervi aggiunto della farina stemperata con un po&rsquo; di burro.&nbsp; Mescolate con cura, al momento di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[28],"tags":[],"class_list":["post-3206","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-lexicon-f"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3206","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3206"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3206\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3206"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3206"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3206"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}