{"id":3179,"date":"2007-10-13T12:41:02","date_gmt":"2007-10-13T11:41:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pages.mi.it\/index.php\/2007\/10\/13\/arro-azze\/"},"modified":"2008-02-06T20:57:41","modified_gmt":"2008-02-06T19:57:41","slug":"arro-azze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/2007\/10\/13\/arro-azze\/","title":{"rendered":"Arrowroot &#8211; Azzeruolo"},"content":{"rendered":"<p><strong>Arrowroot<\/strong>, espressione inglese, che indica la fecola estratta dai rizomi di varie piante che prosperano nelle regioni tropicali.&nbsp; &Egrave; una fecola commestibile, indi&shy;cata per i bambini, i vecchi e i convale&shy;scenti, di largo uso nei paesi anglo&shy;sassoni.&nbsp; <em>Arrow<\/em>significa frec&shy;cia, <em>root<\/em>, radice.&nbsp; Il nome le fu attribuito dagli indigeni delle Antille, ritenevano che il suo succo, estratto dai ri&shy;zomi, avesse la capacit&agrave; di guarire le ferite pro&shy;dotte dalle frecce. Oltre alla <em>maranta<\/em> <em>arundinacea<\/em>, sono le <em>curcume<\/em> <em>angustifolie<\/em>, le canne <em>coccinee<\/em> e le tacche <em>pinnatifide<\/em>, che forniscono rizomi utili.&nbsp; Da tempo l&rsquo;<em>arrowroot<\/em>&nbsp;si ottiene anche con rizomi coltivati in Europa.&nbsp; Le ricette appartengono tutte alla cucina anglo-americana. <em>Arrowroot<\/em><em> Jelly <\/em>(gelatina).&nbsp; Mettete in una casseruola un quarto di litro d&rsquo;acqua con un bicchiere di Sherry Wine (o un altro vino equivalente), un cucchiaio di <em>brandy<\/em>, un pizzico di noce moscata e due cucchiai di zucchero fine. Portate il tutto ad una prima ebolli&shy;zione. Aggiungete poi due cucchiai colmi di <em>arrowroot<\/em>, preventivamente stempera&shy;ti con un po&rsquo; d&rsquo;acqua fredda. Fate poi bol&shy;lire il tutto per altri tre minuti, mescolan&shy;do.&nbsp; Raffreddate la gelatina in uno stampo.&nbsp; <em>Arrowroot<\/em><em> Souffl&eacute; <\/em>(specialmen&shy;te indicato per i deboli di stomaco). Fate bollire una tazza di latte con una cucchiaiata di zucchero, versateci sopra una cuc&shy;chiaiata di <em>arrowroot<\/em> stemperato con un po&rsquo; di latte freddo, mescolate con cura.&nbsp; Versate il tutto in una casseruola e aggiungeteci una presa di sale, qualche goccia di essenza di vaniglia o di vanillina e ri&shy;bollite, mescolando a fuoco dolce fino a quando il composto non si stacca dalla parete della casseruola.&nbsp; Lasciate raffreddare, poi aggiungeteci il tuorlo di due uova e, successivamente gli albumi montati a neve ferma.&nbsp; Versate il composto in uno stampo imburrato e passate tutto al forno per una ventina minuti.&nbsp; <em>Steamed<\/em><em> Arrow Pudding <\/em>(budino al vapore).&nbsp; Procedete come per la precedente ricetta con questa sola differenza: anzich&eacute; aggiungere prima i tuorli e poi gli albumi separatamente, aggiungete le due uova sbattute insieme.&nbsp; Ter&shy;minate la cottura al vapore, occorre circa un&rsquo;ora e mezza.&nbsp; Servite il budino con una sal&shy;sa dolce o con un <em>coulis<\/em> di more.<\/p>\n<p><strong>Artol&agrave;ganus<\/strong> era una cialda dell&rsquo;antica Ro&shy;ma preparata con il farro, l&rsquo;olio, il vino, il latte e il pepe.<\/p>\n<p><strong>Arzagola<\/strong><strong> <\/strong>(fr. <em>sarcelle<\/em><em>, <\/em>ingl. <em>teal<\/em><em>, <\/em>ted. <em>Kn&auml;kente<\/em>), uccello palmipede, della specie delle anitre, di media grandezza, di cui esistono cinque variet&agrave;, tra le quali una europea, la <em>Querquedula<\/em><em> circia. <\/em>Si vuole far discendere l&rsquo;espressione arzagola, che in talune regioni si chiama anche alz&agrave;gola, da una deformazione del suo nome latino.&nbsp; &Egrave; un uccello migratore, che arriva in Europa dalle coste dell&rsquo;Africa, dalla Malesia o dalla Cina, nel mese di mar&shy;zo, per deporre le uova in posti inac&shy;cessibili. Ha il petto bruno chiaro, con qualche macchia nera, il ventre bian&shy;co, l&rsquo;estremit&agrave; delle ali grigiobianche.&nbsp; <\/p>\n<p align=\"center\">\n\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/A\/A14.jpg\" border=\"1\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Asparago<\/strong> (<em>Asparagus<\/em><em> officinalis,<\/em> fr. <em>asperge, <\/em>ingl. <em>a<\/em><em>s&shy;paragus<\/em><em>, <\/em>ted <em>Spargel<\/em><em>, <\/em>fiamm. e ol. <em>aspersie<\/em>dan. <em>Asperges<\/em><em>, <\/em>spagn. <em>Esperrago<\/em><em>, <\/em>port. <em>e<\/em><em>spargo<\/em>)<em>, <\/em>appartiene alle Gigliacee, di cui si mangiano i giovani getti.&nbsp; La pianta era conosciuta ed apprezzata gi&agrave; dall&rsquo;antichit&agrave;, come <em>asparagos<\/em>dai greci ed <em>asparagus<\/em>dai romani. In greco antico <em>asparagos<\/em>indica qualsiasi gambo nascen&shy;te d&rsquo;un alberello. La coltivazione del&shy;la pianta ebbe anche allora cure par&shy;ticolari. Ne parlano Catone, Plinio, Galeno, facendone l&rsquo;elogio. Il verso <em>Aut caput asparagi cum vino sume vetu&shy;sto<\/em>, sembra contenere una ri&shy;cetta. Tuttavia l&rsquo;affermazione dei romani di aver ottenuto esemplari di circa un chilo &egrave; da ritenersi dubbia.&nbsp; Esistono in Eu&shy;ropa una decina di variet&agrave;, di cui sono particolarmente apprezzate quella di Bassano, l&rsquo;olandese, quella della riviera ligure e la primatic&shy;cia d&rsquo;Argenteuil.&nbsp; In medicina i decotti fatti con le radici (25 grammi in mezzo litro di acqua) sembrano avere virt&ugrave; diuretiche e cardiotoniche. In cucina se ne fa largo uso.&nbsp; Quando si acquistano con&shy;viene controllarne la freschezza, la punta deve presentarsi di un colore verde, violaceo, tranne per l&rsquo;estremit&agrave;.&nbsp; Le ricette di cucina si riferiscono di solito alla variet&agrave; verde sottile, che, per essere gustata, dovrebbe essere condita con una semplice salsa di olio e limone, quelle che seguono si riferiscono solamente agli asparagi bianchi e grossi.&nbsp; Tagliate il torso&shy;lo, riducendoli tutti alla stessa lun&shy;ghezza o, pi&ugrave; semplicemente, spezzateli con le mani, la linea di frattura separer&agrave; la parte morbida da quella dura.&nbsp; In molti paesi questo torsolo serve come condimento per molte zuppe. Procedete poi a lavarli in acqua corrente.&nbsp; Raschiateli e gettateli nell&#8217;acqua bollente, leggermente salata, legati a mazzetti di sei.&nbsp; Molte variet&agrave;, come quella del genovese, sono finissime, ma leggermente acri, per attenuarne l&rsquo;asperit&agrave;, conviene toglierli dall&rsquo;acqua appena bolliti. Un ottimo metodo &egrave; la bollitura a vapore in un recipiente a doppio fondo, che ne conserva maggior&shy;mente la fragranza. Servite gli asparagi su una griglia d&rsquo;argento od in man&shy;canza di questa, su una salvietta, accomo&shy;dandoli a gradini, uno strato sopra l&rsquo;altro, in modo da fare sporgere sol&shy;tanto le punte. La variet&agrave; piccola e verde, invece, serve soprattutto per le prepa&shy;razioni a base di punte d&rsquo;asparagi.&nbsp; Evitate la so&shy;verchia cottura. Stracotti, gli asparagi perdono la loro particolare fragranza e diventano amari.&nbsp; <em>Asparagi serviti cal&shy;di. <\/em>Serviteli con una <em>salsa bianca<\/em>, oppure con il <em>burro, <\/em>sia ne&shy;ro, sia bianco, <em>fuso, <\/em>con l&rsquo;aggiunta di sale e di qualche goccia di succo di limo&shy;ne. Con il burro gli asparagi vanno serviti gi&agrave; conditi.&nbsp; <em>Asparagi serviti fred&shy;di.<\/em> Portateli in tavola con la maionese oppure con una salsa tartara, o alla senape.&nbsp; <em>Insa&shy;lata d&rsquo;asparagi.<\/em>&nbsp; Conditeli con olio, aceto, sale e pe&shy;pe, che verserete nell&#8217;insalatiera dieci minuti prima di servire, in modo che la salsa penetri negli asparagi.&nbsp; <em>Asparagi alla Fontenelle <\/em>(cucina fran&shy;cese) sono asparagi col burro fuso bian&shy;co, che ciascun intinge, tu&shy;bero per tubero, in un uovo alla coque. &nbsp;<em>Alla Milanese, <\/em>(cucina italiana). Col&shy;locate sugli asparagi al burro nero o bianco due uova affogate per commensale, cospargetele di altro burro e parmigiano e mettete il tutto al forno per qual&shy;che istante.&nbsp; Narra il Romussi in <em>Milano nei suoi monumenti<\/em>, Milano 1912, &ldquo; Il grande capi&shy;tano (Giulio Cesare) faceva frequenti visite a Milano, di una di queste si racconta il seguente aneddoto: Valerio Leone, o Leonte, che doveva essere un Gallo latinizzato, come indica i due nomi, aveva invitato a cena il fa&shy;moso capitano insieme ai suoi compagni. I cibi erano disposti sulle mense con semplicit&agrave; che ai Romani, abituati alle orge pareva barbarie. Quei cibi erano conditi alla usanza del paese, quando furono por&shy;tati gli asparagi, cucinati, secondo Plutarco, non con l&rsquo;olio, ma con un un&shy;guento (burro?), quei soldati, respingendo con schifo il cibo, si misero a deridere senza ritegno Valerio Leone. Ma Cesare, al quale premeva aumentare il numero degli amici per i disegni del futuro, mangi&ograve; allegramente gli asparagi e rimprover&ograve; i compagni, dicendo loro: essere pi&ugrave; rozzi quelli che insultano un ospite che non l&rsquo;ospite stesso che pre&shy;senta i cibi alla foggia del suo paese.&nbsp; <em>Asparagi alla fiamminga<\/em>.&nbsp; Caldi con burro fuso e uova sode servite a parte. Gl&#8217;invitati schiac&shy;ciano le uova con la forchetta e le mescolano con il burro.&nbsp; <em>Aspa&shy;ragi gratinati, <\/em>detti anche alla <em>Mornay<\/em><em>. <\/em>Disponete gli asparagi bolliti in un piatto da forno, bagnate le punte con una salsa <em>Mornay<\/em>, di parmigia&shy;no e burro liquefatto. &nbsp;Passateli in forno.&nbsp; Per precauzione, prima d&rsquo;infornarli, coprite la parte bianca con una striscia di carta che leverete prima di servire. &nbsp;<em>Asparagi alla polacca. <\/em>Co&shy;me la ricetta precedente, sostituendo la <em>Mornay<\/em> ed il parmigiano con un mi&shy;scuglio di uova sode tritate, pane grat&shy;tugiato, prezzemolo fritto e burro color nocciola caldissimo.&nbsp; Non occorre ripassarli in forno.&nbsp; <\/p>\n<p><strong>Aspic<\/strong> &egrave; un&rsquo;espressione francese per definire una preparazione che consiste nell&#8217;avvolgere un cibo freddo, di provenienza animale e vegetale, con uno strato di gela&shy;tina, opportunamente modellata. Non esiste un termine equivalente nelle al&shy;tre lingue, neppure in italiano. &nbsp;L&rsquo;espressione <em>in gelatina<\/em> manca di quel pizzico di esotismo che evoca l&rsquo;<em>aspic<\/em>.&nbsp; Gli inglesi hanno adottato la parola <em>aspic<\/em>che diventa <em>Aspik<\/em> in tedesco.&nbsp; L&rsquo;etimologia di aspic &egrave; incerta. C&rsquo;&egrave; chi la fa risalire allo sguardo freddo dell&rsquo;aspide, chi all&rsquo;<em>aspic<\/em>, lo scudo dei greci. Pi&ugrave; ragionevole &egrave; il riferimento al verbo&nbsp; <em>aspergo, aspersi, aspersum<\/em>, cospar&shy;gere, deformato nel tempo. Comunque sia, il termine precede l&rsquo;elemento prin&shy;cipale. Cos&igrave; si dice: <em>Aspic<\/em><em> de volaille, aspic de langouste, <\/em>mentre in italiano direm&shy;mo <em>pollo in gelatina<\/em>, <em>aragosta in gelatina<\/em>. Per di pi&ugrave;, il concetto di aspic comprende, oltre la modellatura nello stampo.&nbsp; <\/p>\n<p><strong>Assafetida<\/strong> (<em>Foerula<\/em><em> assafetida, asa <\/em>in persiano, significa radice, fr. <em>assafoetida<\/em>e cos&igrave; via nelle altre lingue) &egrave; una resina ottenuta dalla radice di di&shy;verse <em>foerule<\/em>, che appartengono alla famiglia delle Ombrellifere, special&shy;mente da quella della <em>foerula<\/em><em> assafoetida<\/em>, pianta che cresce in Persia ed in varie regioni desertiche dell&rsquo;Asia orien&shy;tale. La resina ha un sapore acre, agliaceo ed emana un odore per molti sgradevole.&nbsp; I Romani, malgrado l&rsquo;odore, ne facevano un largo uso come condimento, chiamata allora <em>sylphium<\/em><em>. &nbsp;<\/em>Ci sono ancora molte culture asiatiche che ricorrono all&rsquo;assafetida per con&shy;dire le loro pietanze. &nbsp;In medicina si usa come carmi&shy;nativo e vermifugo, cos&igrave; come nelle tossi nervose e canine.&nbsp; &Egrave; un ottimo rimedio per proteggere i cavalli contro le mosche. Sciogliete 50  grammi della resina in un bicchiere d&rsquo;aceto, aggiun&shy;geteci due bicchieri d&rsquo;acqua e ungeteci il vostro cavallo, se ne avete uno.<\/p>\n<p align=\"center\">\n\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/A\/A15.jpg\" border=\"1\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Assenzio<\/strong> (<em>Artemisia absinthium,<\/em> fr. <em>absinthe<\/em><em>, <\/em>ingl. e ted. <em>Absinth<\/em>)<em>, <\/em>pianta perenne della famiglia delle Composite, dalle foglie a lunghissimo peduncolo, larghe circa cinque centimetri, ricoperte d&rsquo;una peluria bianca, che conferisce loro un colore argenteo pronun&shy;ciato.&nbsp; Le qualit&agrave; medicinali dell&rsquo;assenzio erano gi&agrave; note agli anti&shy;chi, in Grecia come <em>apsinthion<\/em>(= im&shy;possibile a bere) ed a Roma come <em>ab&shy;sinthium<\/em><em>. <\/em>La pianta contiene un olio essenziale verde e due materie, una azotata e l&rsquo;altra resinosa, tutte quali&shy;t&agrave; attive che si conservano anche nel&shy;le foglie seccate.&nbsp; La farmacopea un tempo faceva un largo uso d&rsquo;assenzio, che ha indub&shy;bie qualit&agrave; stimolanti, toniche, febbrifughe e vermifughe. &nbsp;&Egrave; usato nella prepa&shy;razione del <em>vermut<\/em> e, nei paesi nordici spesso sosti&shy;tuisce il luppolo nella fabbricazione della birra. L&rsquo;abuso di assenzio ha ef&shy;fetti nocivi sull&#8217;organismo umano da costituire un pericolo sociale.&nbsp; Per questo il commercio di assenzio, come bibita, &egrave; stato vietato in vari paesi.&nbsp; Geremia, parlando d&rsquo;un vino, composto di&nbsp; &ldquo;quest&#8217;erba&rdquo;, scrive&rdquo;&hellip;io invier&ograve; a questo popolo tri&shy;bolazioni amare come l&rsquo;assenzio&rdquo;.&nbsp; Nei Proverbi si legge: &ldquo;Non credere all&rsquo;inganno delle donne\/ Ch&eacute; le labbra della meretrice stillano miele\/ e pi&ugrave; morbida dell&rsquo;olio &egrave; la sua bocca\/ ma alla fine &egrave; amara come l&rsquo;as&shy;senzio e acuta come spada a due ta&shy;gli&rdquo;. &nbsp;<br \/>\n Da qualche anno in Francia, dove era stato vietato l&rsquo;assenzio &egrave; tornato di moda e si beve come un liquore detto della &ldquo;fata verde&rdquo;.&nbsp; <\/p>\n<p><strong>Astaco <\/strong>(fr. <em>homard<\/em><em>, &nbsp;<\/em>ingl. <em>lobster<\/em><em>, <\/em>ted. <em>Hummer<\/em>), crostaceo di cui si conosco&shy;no due variet&agrave;, quella europea e quella americana, la seconda di maggiori di&shy;mensioni della prima. Della famiglia dei Decapodi, abbonda sulle coste dell&rsquo;Atlantico, meno nel Me&shy;diterraneo. Appartiene alla famiglia dell&rsquo;aragosta, ne differisce per la presenza di due arti a tenaglia disuguali e l&rsquo;assenza di antenne, caratteristiche dell&rsquo;aragosta, la cui carne, molti sostengono che sia meno profumata di quella dell&rsquo;astaco &egrave; pi&ugrave; facilmente di&shy;geribile.<\/p>\n<p><strong>Astragalo<\/strong>, pianta erbacea della fa&shy;miglia delle leguminose, diffusa nel continente asiatico, di cui sono note circa mille variet&agrave;, che forniscono di&shy;verse qualit&agrave; di gomme adraganti, usa&shy;te in pasticceria. La medicina popolare attribuisce all&rsquo;astragalo propriet&agrave; terapeutiche. In cucina, in talune regioni si conservano i baccelli sotto aceto, come da noi i capperi. &nbsp;Spesso, in passato, i semi torrefatti dell&rsquo;astragalo sono stati usati come un surrogato del caff&egrave;.<\/p>\n<p><strong>Ateneo di Naucrati<\/strong>, r&egrave;tore greco, che visse a cavallo tra il II e il terzo secolo III dell&rsquo;era comune, insegn&ograve; ad Alessandria prima, a Roma poi. &nbsp;Di lui ci &egrave; rimasta una sola opera ed anche di questa solamente due libri, la <em>Deipnosophistes<\/em> (Il banchetto di Sofisti o dei Dotti).&nbsp; Ateneo racconta ad un suo amico, Timocrate, le conversazioni alla mensa di un ricco anfitrione, Larenzio, dove si riunivano filosofi, retori, medici ed artisti. Questi presunti resoconti so&shy;no molto vari e contengono millecinquecento citazioni di opere perdute, molte delle quali sulle consuetudini gastronomiche della societ&agrave; di allora.&nbsp; &Egrave; anche un ottima fonte per conoscere le abitudini sessuali del suo tempo.&nbsp; L&rsquo;edizione italiana della sua opera &egrave; stata pubblicata nel 2001 dalla Salerno editrice.&nbsp; <\/p>\n<p><strong>Atreplice<\/strong> (<em>Atriplex<\/em><em> hortensis, <\/em>fr. <em>arroche-&eacute;pinard<\/em><em> blanche, <\/em>ingl. <em>orach<\/em>oppure <em>mountain spinaci, <\/em>ted. G<em>artenmelde<\/em><em>, <\/em>fiamm. e ol. <em>Melde<\/em>oppure <em>Holfmelde<\/em><em>, &nbsp;<\/em>spagn. <em>armuelle<\/em><em>, <\/em>port. <em>armolas<\/em>)<em>, <\/em>pian&shy;ta erbacea del genere delle <em>chenopodee<\/em>, a fiori regolari e poligami, cresce nelle regioni temperate e proviene dall&rsquo;Asia centrale. I semi hanno effetto purgativo ed emetico. &Egrave; chiamata da noi anche Bella dama o Buona dama. Si utilizzano le foglie lar&shy;ghissime e tenere come aggiunta all&rsquo;acetosa<em>, <\/em>per fare zuppe di magro e si cucinano come gli spinaci. Una variet&agrave;, la rosso-scu&shy;ra, serve anche come ornamento.<\/p>\n<p><strong>Attorta<\/strong> &egrave; un dolce umbro a forma di &shy;torciglione, da cui il suo nome, &egrave; confe&shy;zionato con la pasta sfoglia, ed &egrave; ripieno di marmellata, di mandorle abbrustolite e pestate, nonch&eacute; di cioccolata.<\/p>\n<p><strong>Auriol<\/strong>. &nbsp;&Egrave; il nome di un presidente francese che a Marsiglia un tempo indicava, per sfregio, lo &nbsp;sgombro.<\/p>\n<p align=\"center\">\n\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/A\/A16.jpg\" border=\"1\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Avena<\/strong> (<em>Avena sativa, <\/em>fr. <em>avoine<\/em><em>, <\/em>ingl. <em>o<\/em><em>ats<\/em><em>, <\/em>ted. <em>Hafer<\/em>)<em>, <\/em>genere del&shy;le Graminacee, fa parte d&rsquo;un gruppo di pi&ugrave; di una ottantina di variet&agrave;. Nei paesi del mediterraneo &egrave; usata come foraggio, mentre nel Nord, dove il frumento matura meno facilmente, costituisce un elemento im&shy;portante del nutrimento umano.&nbsp; Gli antichi germani, che avevano appreso, dai romani l&rsquo;arte della panificazione, ave&shy;vano fatto largo uso dell&rsquo;avena unita&shy;mente ai prodotti della caccia, del latte e delle frutta crude. Sarebbe deside&shy;rabile che, per le sue qualit&agrave; nutri&shy;tive, l&rsquo;uso dell&rsquo;avena si generalizzasse anche nel sud dell&rsquo;Europa come in Scozia dove l&rsquo;avena &egrave; la base della cucina.&nbsp; L&rsquo;avena torrefatta emana un odore di vaniglia. In medicina si usa in forma di tisane e decozioni, come pettorale, to&shy;nificante ed antiemorroidale. Con la pula d&rsquo;avena si facevano un tempo nelle campagne degli eccellenti pagliericci e guanciali. Come foraggio si dice che ha la propriet&agrave; di far aumentare il latte delle mucche. In cucina si utilizza in tre modi, come farina (crema) (fr. <em>farine <\/em>oppure <em>cr&egrave;me, &nbsp;<\/em>ingl. <em>oatmeal<\/em><em>, <\/em>ted. <em>Hafermehl<\/em><em>, <\/em>come tritello, (<em>gruau<\/em><em>, gruel, Gr&uuml;tze<\/em>)o in fiocchi.<br \/>\n  <em>Porridge<\/em>d&rsquo;avena. &nbsp;Il termine di <em>porridge<\/em>non si riferisce all&rsquo;avena soltanto, per quanto sia usato principalmente per questa. Significa propriamente pappa (<em>bouillie<\/em><em>, Brei<\/em>)<em>. <\/em>(Ricetta inglese).&nbsp; Fate macerare 150 grammi di farina d&rsquo;avena in mezzo litro d&rsquo;acqua abbon&shy;dante. Usando questa stessa acqua, fa&shy;tela bollire e, ad ebollizione finita, versateci la farina in pioggia con 10 grammi di sale. Cocete a fuoco dolce per venti minuti, mescolando senza inter&shy;ruzione per eliminare i grumi. Si serve con latte e burro a parte.&nbsp; &Egrave; particolar&shy;mente indicato per la prima colazione e per i bambini. Comunque sia, il rap&shy;porto &egrave; uno di farina per tre o quattro parti d&rsquo;ac&shy;qua. Molti la cuociono a bagno maria, &egrave; una cottura certamente pi&ugrave; indicata, ma richiede due o tre ore.&nbsp; <em>Pappa di crema d&rsquo;avena zuc&shy;cherata <\/em>(ad uso dei bambini, conva&shy;lescenti e gente anziana). Stemperate la crema, nel modo gi&agrave; visto, cio&egrave; in acqua fredda, per evi&shy;tare la formazione di grumi. Quando la pentola, contenente il liquido che avrete zuccherato (acqua, ma preferi&shy;bilmente latte) avr&agrave; raggiunto l&rsquo;ebollizione, gettatevi la farina a pioggia, continuando la cottura a fuoco ridotto per una decina di minuti sempre mescolando.&nbsp; <em>Hafermehlsuppe<\/em>(Zuppa alla farina d&rsquo;avena, cucina te&shy;desca).&nbsp; Per 50 grammi di farina d&rsquo;avena, 3 cuc&shy;chiai di burro, un litro ed un quarto d&rsquo;acqua, sale ed un dado di carne. Fate tostare la farina nel burro per una leggera coloritura. Versateci l&rsquo;acqua fredda, il sale, un pizzico di noce moscata ed un dado di carne. Cuocete a fuoco dolce.&nbsp; Servitela cosparsa di erba cipollina, l&rsquo;aggiunta di un tuorlo d&rsquo;uovo, invece, &egrave; facoltativa.&nbsp; <em>Haferflockensuppe<\/em>(zup&shy;pa ai fiocchi d&rsquo;avena, cucina tedesca). Medesimi ingredienti.&nbsp; Versate i fioc&shy;chi nell&#8217;acqua fredda salata e fate bol&shy;lire per dieci minuti.&nbsp; Aggiungete un dado di carne ed all&rsquo;ultimo momento il burro, cospargete la zuppa di noce moscata in polvere.&nbsp; Si pu&ograve; aggiungere della panna liquida leggermente addensata, un tuorlo d&rsquo;uovo e un pizzico di pepe.&nbsp; <em>Haferflockenauflauf<\/em><em> mit Apfelbrei <\/em>(Souffl&eacute; d&rsquo;avena con salsa di mele, cu&shy;cina tedesca). &nbsp;Per una tazza e mezza,di fiocchi d&rsquo;avena, due tazze di latte, due cucchiai di burro, una presa di sale, mezza tazza di zucchero, due uova, un limone o della vanillina. Fate bollire i fioc&shy;chi col latte ed il sale, in modo da ottenere un impasto molto denso. Sbat&shy;tete il burro con il tuorlo d&rsquo;uovo e lo zucchero, fino a farlo montare, aggiun&shy;gete l&rsquo;avena, unitamente all&rsquo;aro&shy;ma, vanillina o una scorza di limone grattuggiata. Aggiungetevi, lontano dal fuoco, l&rsquo;albume di un uovo montato a neve ferma, adesso,riempite una forma imburrata e mettete in un forno gi&agrave; caldo per novanta minuti.&nbsp; La salsa di mele la farete cos&igrave;.&nbsp; Fatele bollire con un po&rsquo; d&rsquo;acqua, stacciatele, aggiungeteci una presa di zucchero, una di cannella in polvere e fa&shy;tele ribollire per qualche istante. Que&shy;sta salsa va servita tiepida.&nbsp; <em>Oatmeal<\/em><em> scones <\/em>(tortini d&rsquo;avena, cucina ingle&shy;se). Nel <em>porridge<\/em>gi&agrave; pronto impastate tanta farina di frumento, quanta &egrave; ne&shy;cessaria per farne un impasto di circa due centimetri e mezzo di spessore che taglierete in pezzi triangolari.&nbsp; Coceteli in forno su una teglia imburrata per una ventina di minuti. Servite gli <em>scones<\/em>caldi ed imburrati.&nbsp; <em>Outmeal<\/em><em> muffins <\/em>(focacce d&rsquo;avena, cucina americana). &nbsp;Per una tazza di farina d&rsquo;avena, mezzo litro di latte, una presa di sale, due di lievito, due uova, una buona cucchiaiata di strutto bianco, due tazze di farina di frumento. Mischia&shy;te avena, farina, sale e lievito ed incorporateci lo strutto.&nbsp; Aggiungeteci poi le uova sbattute ed il latte, mescolate il tutto delicatamente, in modo da ot&shy;tenere un impasto non troppo denso, di cui riempirete a tre quarti una forma imburrata. Cocete al forno caldo per quindici minuti.<\/p>\n<p><strong>Azzeruolo<\/strong> (<em>Crataegus<\/em><em> hyppomelis; <\/em>fr. <em>azerole<\/em><em>;<\/em> ingl. <em>Azerol<\/em><em>;<\/em> ted. <em>Weinapfel<\/em>)&egrave; un arbusto dell&rsquo;Europa meridionale, che da frutti rossi, della grandezza di una ciliegia, dal sapore leggermente agro. Il colore talvolta tende al gial&shy;lastro.&nbsp; &Egrave; il sorbo domestico.&nbsp; Il frutto, che per sapore e composizione chimica ricorda la mela, viene da taluni chiamato &ldquo;mela lazzarona&rdquo; che &egrave; una va&shy;riante della mela comune, con la quale l&rsquo;azzeruolo non va confuso. Invece in Toscana l&rsquo;azzeruolo &egrave; chiamato la <em>Lazzerolina<\/em><em>.<\/em>&nbsp;In italia non &egrave; molto stimato se non dai vecchi condadini. &Egrave; usato come pianta ornamen&shy;tale e come siepe. In Spagna e in Al&shy;geria invece se ne produce un liquore e se ne fanno dolci, confetture e mar&shy;mellate.&nbsp; Maturo, &egrave; ottimo per accompagnare i bolliti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Arrowroot, espressione inglese, che indica la fecola estratta dai rizomi di varie piante che prosperano nelle regioni tropicali.&nbsp; &Egrave; una fecola commestibile, indi&shy;cata per i bambini, i vecchi e i convale&shy;scenti, di largo uso nei paesi anglo&shy;sassoni.&nbsp; Arrowsignifica frec&shy;cia, root, radice.&nbsp; Il nome le fu attribuito dagli indigeni delle Antille, ritenevano che il suo succo, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[23],"tags":[71,72,73,74,75,76,77,78,79,80,81,82,83,84,85,488],"class_list":["post-3179","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-lexicon-a","tag-arrowroot","tag-artolaganus","tag-arzagola","tag-asparago","tag-aspic","tag-assafetida","tag-assenzio","tag-astaco","tag-astragalo","tag-ateneo-di-naucrati","tag-atreplice","tag-attorta","tag-auriol","tag-avena","tag-azzeruolo","tag-lexicon"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3179","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3179"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3179\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3179"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3179"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3179"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}