{"id":3178,"date":"2007-10-10T20:31:08","date_gmt":"2007-10-10T19:31:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pages.mi.it\/index.php\/2007\/10\/10\/arag-arma\/"},"modified":"2008-02-06T20:57:54","modified_gmt":"2008-02-06T19:57:54","slug":"arag-arma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/2007\/10\/10\/arag-arma\/","title":{"rendered":"Aragosta &#8211; Armagnac"},"content":{"rendered":"<p><strong>Aragosta <\/strong>(fr. l<em>angouste,<\/em> ingl. <em>spiny lobster, &nbsp;spiny<\/em> (spinoso), infatti il guscio dell&rsquo;aragosta ha protuberanze spinose, ted. <em>Languste,<\/em> oanche <em>Heuschrecenkrebs, <\/em>cio&egrave; gambero-locusta, il che avvalora l&rsquo;etimolo&shy;gia dal latino <em>locusta<\/em>), crostaceo marino della famiglia dei Decapodi, cui appartiene anche l&rsquo;astaco. La variet&agrave; comune &egrave; chiamata <em>Palinurus vulgaris <\/em>ed &egrave; abbon&shy;dante nel Mediterraneo. Le differenze costituzionali tra aragosta ed astaco sono descritte nella voce astaco. l&rsquo;etimologia della voce &egrave; incerta; chi la fa risalire al latino <em>locusta, <\/em>che per&ograve; si&shy;gnifica anche cavalletta.&nbsp; Sembra che le aragoste si nutrano anche di pesci morti, non per caso i pescatori, per attirare le aragoste, l&rsquo;im&shy;mettono nelle nasse (reti a cesto). &nbsp;L&rsquo;utilit&agrave; funzionale delle antenne, oggetto di va&shy;rie spiegazioni, non &egrave; stata ancora de&shy;finitivamente chiarita.<br \/>\n In cucina vanno utilizzare esclusivamente le aragoste vive. Passatele in acqua corrente per pulirle, gettatele poi nell&#8217;acqua bol&shy;lente per ucciderle.&nbsp; Una volta cotte secondo le indicazioni della ricetta, tagliatele in due met&agrave; nel sen&shy;so della lunghezza.&nbsp; Togliete poi la carne dal guscio.&nbsp; <em>Alla casalinga. <\/em>Fatela andare a fuoco vivace immerse nell&#8217;acqua, con sale, pepe, aceto ed un mazzetto di prezzemolo per circa mezz&#8217;ora. Aprite l&rsquo;aragosta, schiacciate le estremit&agrave; (con uno schiaccianoci) e togliete la carne, che &egrave; molto saporita, senza rovinarla. Servitela con una salsa appropriata, <em>remoulade<\/em> o <em>ravigotte<\/em>, o se la servite fredda, con una maionese.&nbsp; Nelle ricette se&shy;guenti verr&agrave; talvolta indicato di rimet&shy;tere l&rsquo;aragosta nel suo guscio, dopo la preparazione, servendola in questo modo. Abbiate cura di verificare che il guscio sia perfettamente pulito e, per ragioni estetiche, strofinatelo con un po&rsquo; d&rsquo;olio d&rsquo;oliva per dare al gu&shy;scio un po&rsquo; di lucentezza. &nbsp;<em>All&rsquo;Americana. <\/em>Usate aragoste di piccole dimensioni, vi&shy;venti e, per quanto barbaro possa sem&shy;brare, dividete i crostacei ancora vivi in tre o quattro pezzi, che farete rosolare nell&#8217;olio d&rsquo;oliva in una padella abbastanza larga per contenere i pezzi staccati. Cospargete di sale e pepe. Cuociono in cinque minuti. Ag&shy;giungeteci dello scalogno e dell&rsquo;aglio tritato fine appassiti con una noce di burro.&nbsp; Bagnate con un mezzo bicchiere di Cognac, che incendierete, attendendo che si spenga da solo. Ritirate dalla padella i pezzi di aragosta ed il fondo.&nbsp; Nella stessa pa&shy;della preparate un <em>roux<\/em> biondo, ricollocan&shy;dovi l&rsquo;aragosta col suo fondo, aggiun&shy;gete della salsa di pomodoro, un po&rsquo; di sugo di carne, un mazzetto di erbe aromatiche con del timo fresco, e un bicchiere di vino bianco secco, regolate il sale e il pepe, finite aggiungendoci degli champignon appassiti con un po&rsquo; di cipolla nel burro.&nbsp; Questo piatto va servito caldissimo.&nbsp; <em>Devilled lobster <\/em>(alla diavola, cucina inglese). Sminuzzate la carne tolta dall&rsquo;aragosta dopo averla bollita, secondo la ricetta alla casa&shy;linga, mescolatela con una besciamella o un&rsquo;altra salsa bianca, legate con il sale, il pepe, un cucchiaio di senape.&nbsp; Rimettete il tutto sul fuoco aggiungendovi un mezzo bicchiere di Cognac o di vino bianco aromatico.&nbsp; Servitela su fette di pane a cassetta tostate nel burro.&nbsp; <\/p>\n<p align=\"center\">\n\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/A\/A12.jpg\" border=\"1\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Arancia <\/strong>(fr. <em>orange; <\/em>ingl.<em> orange; <\/em>ted. <em>Pomeranze<\/em>). &nbsp;Questa voce indica il frutto dell&rsquo;arancio dolce (<em>Citrus aurantium dulce<\/em>)<em>,<\/em> quan&shy;to dell&rsquo;arancia forte. &Egrave; una delle sette classi del genere agrumi, che tra loro compongono pi&ugrave; di centocinquanta variet&agrave;.&nbsp; Le arance vengono in genere designate secondo il luogo di provenienza. Il ter&shy;mine di arancio deriva dal sanscrito, <em>nagrunga, <\/em>che probabilmente si rife&shy;riva al melangolo, poi, attraverso l&rsquo;ara&shy;bo <em>narang, <\/em>&egrave; giunto a noi, trasforman&shy;dosi in <em>naranze<\/em> prima ed in arance poi. &nbsp;In alcune parti del Sud d&rsquo;Italia sopravvive ancora la voce dialettale di naranze. Nel linguaggio comune s&#8217;intende per arancia dolce l&rsquo;arancia anche senza aggettivo.<br \/>\n Probabilmente l&rsquo;a&shy;rancio dolce ci &egrave; giunto dalla Cina, attraverso il Medio Oriente.&nbsp; Oggi, solo in Estremo Oriente l&rsquo;arancio cresce ancora allo stato selva&shy;tico. Tracce della presenza dell&rsquo;arancio nell&#8217;antichit&agrave; non esistono. Forse l&rsquo;<em>arbor medica <\/em>dei Romani si riferisce al melangolo. Fu apprez&shy;zata da Federico Barbarossa, da Carlo d&rsquo;Angi&ograve; e sin dai primi del XIV se&shy;colo se ne faceva un commercio re&shy;golare a Nizza.&nbsp; Dell&rsquo;arancio sono indigeste le parti interne bianche come quelle che restano nella buccia che vanno raschiate se in un modo o nell&#8217;altro viene utilizzata.&nbsp; <em>Orange pudding <\/em>(cu&shy;cina inglese). &nbsp;Per due arance.&nbsp; 100 grammi di zucchero, altrettanto di pane grattato, due uova, un quarto di litro di latte, un pizzico di sale, noce moscata, 100 grammi di pasta sfoglia.&nbsp; Levate la buccia ad una delle aran&shy;ce, mettetela nel latte e fatelo bol&shy;lire. Raggiunta l&rsquo;ebollizione, lasciatela marinare per una mezz&#8217;ora, trava&shy;sate il latte sul pane grattato, aggiun&shy;geteci il sale, lo zucchero, una presa di noce moscata, le uova sbattute ed il succo delle arance. &nbsp;Foderate uno stampo con la pasta sfoglia, poi travasatevi il vostro composto.&nbsp; Mettete in forno a fuoco dolce per una mezz&#8217;ora.&nbsp; Potete consumarlo caldo o freddo.<\/p>\n<p><strong>Arancine<\/strong>: sono polpette composte di riso, caciocavallo e carne tritata, che hanno la forma di piccole arance. &nbsp;Cos&igrave;, sono una specialit&agrave; di Palermo, dove sono vendute calde in strada.<\/p>\n<p><strong>Archestrato<\/strong>, poeta e scrittore greco epicureo del IV prima dell&rsquo;era comune, autore di un&rsquo;opera, <em>La Gastronomia<\/em> (<em>Callimaco Hedypatheia<\/em>, alla lettera, <em>Poema del buongustaio<\/em>, nella forma di una parodia dei poemi didascalici) di cui ci sono giunti solo pochi frammenti. Conosciamo tuttavia un precetto di Archestrato, che &egrave; stato indubbiamente un grande gastronomo: &ldquo;II numero dei convitati non dovrebbe mai eccedere il numero di tre o quattro. Altrimenti il convito degenera in un pasto di soldati che consumano il loro rancio&#8230; &ldquo;.<\/p>\n<p>&laquo; <strong>arf and arf<\/strong> &raquo;, voce dialettale (<em>cockney<\/em>)londinese, sta per <em>half and half, <\/em>met&agrave; e met&agrave;, in genere indica una bibita composta da met&agrave; <em>ale <\/em>(birra chiara) e met&agrave; birra scura (o <em>stout o porter<\/em>)<em>. <\/em>La richiesta si accom&shy;pagna con la frase: &nbsp;<em>Draw it mild, Mary; the ale first<\/em>. Spilla piano, Mary e prima l&rsquo;ale, ma la traduzione non rende il doppio senso<em>.<\/em>&nbsp; <em>Half and half <\/em>(va&shy;riante americana) &egrave; una bibita composta da met&agrave; del vecchio con met&agrave; del nuovo <em>ale.<\/em><\/p>\n<p align=\"center\">\n\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/lexicon\/A\/A13.jpg\" border=\"1\"\/>\n<\/p>\n<p><strong>Aringhe <\/strong>(fr. <em>hareng, <\/em>ingl. <em>herring, <\/em>ted. <em>Hering<\/em>). Per la disposizione delle lo&shy;ro pinne natatoie sono classificate tra i pe&shy;sci addominali, del genere <em>Clupea, <\/em>di cui esiste una sessantina di variet&agrave;, diffuse in tutto il pianeta.&nbsp; In Europa &egrave; comune la variet&agrave;, <em>Clupea harengus, <\/em>dei mari del Nord, che risale talvolta i corsi dei fiumi e qualche volta arriva nel Mediterraneo. &nbsp;Ha la bocca piccola, con la mascella superiore mu&shy;nita di pochi denti, e quella inferiore pi&ugrave; lunga. Lo spigolo ventrale &egrave; acuto e dentellato a forma di sega, il dorso &egrave; di colore azzurro nericcio, i lati ed il ventre sono d&rsquo;un colore argentino.&nbsp; &Egrave; il pesce pi&ugrave; importante per l&rsquo;alimentazione umana, conosciuto da tempi immemorabili, come testimoniano i resti di cibi trovati nelle caverne preistoriche. Ogni anno, in banchi giganteschi si accostano, sempre nei luoghi da dove provenivano, per deporvi le uova.&nbsp; Nel mese di marzo il fregolo ricopre interamente il mare che sembra co&shy;sparso di segatura di legno. Nei mesi di luglio e d&rsquo;agosto vivono normal&shy;mente in alto mare e in acque poco profonde. La pesca del&shy;le aringhe &egrave; una ingente sorgente di ricchezza per tutto il litorale dei mari del Nord. Una leggenda racconta che un pescatore, chiamato Deukelsoon o, altre volte, Beukelins, nel XIII secolo invent&ograve; il metodo di salatura delle aringhe, mentre a Dieppe, pi&ugrave; tardi, ma questo &egrave; storia, si trov&ograve; il sistema di affumicarle e di conciarle. Le mi&shy;grazioni delle aringhe dipendono dal loro genere di nutrimento, costituito so&shy;prattutto da minuscoli crostacei. &nbsp;Il <em>Whitebait, <\/em>che si pesca nella foce del Tamigi e di cui gli inglesi sono ghiotti, non &egrave; altro che l&rsquo;avannotto dell&rsquo;aringa, altrove si chiama bianchetto, ma&nbsp; questo nome vale per ogni tipi di pesce.&nbsp; <br \/>\n In generale, vuotate il pesce dalla parte delle bran&shy;chie, dopo averlo squamato, ma non eliminate n&eacute; latte n&eacute; uova, incide&shy;telo, secondo le indicazioni di cottura.&nbsp; <em>Gratinato. <\/em>Eliminate testa, co&shy;da e pinne. Praticate su ciascun lato del pesce tre incisioni di sbieco, soffregatele con senape, frammista ad aglio e prezzemolo tritati fini.&nbsp; Sistematelo in un tegame a <em>gra&shy;tin<\/em>, cospargetelo di pane grattato ed innaffiatelo con del vino bianco secco. Sa&shy;le e pepe quanto basta. &nbsp;Infornatelo per una decina di minuti.&nbsp; Poi, giratelo, cospargete anche l&rsquo;altra parte di pane grattato, bagnatelo con il vino e terminate la cottura al forno.&nbsp; Mentre cuoce bagnatelo con il suo fondo.&nbsp; <em>Alla griglia. <\/em>&nbsp;Stessa preparazione della precedente ricetta, poi fate marinare il pesce, al&shy;meno per un&rsquo;ora, in un bagno di olio, sale, pepe, cipolle affettate e uno scalogno tagliato in quattro. Scolate senza asciuga&shy;re e passatelo alla griglia.&nbsp; Accompagnatelo con una sal&shy;sa tartara.&nbsp; <em>Alla dia&shy;vola. <\/em>&Egrave; una preparazione alla griglia, spalmate il pesce di olio e senape, prima di origliarlo.&nbsp; La cottura deve essere fatta a fuoco dolce.&nbsp; <em>Fritte. <\/em>Immer&shy;getele nel latte, infarinatele, fatele friggere in abbondante olio d&rsquo;oliva bollente, ser&shy;vitele, dopo averle asciugate con della carta da cucina.&nbsp; Contornatele di fettine di limone e spruzzatele di prezzemolo tritato fine.&nbsp; <em>Affumicate. <\/em>&nbsp;Qualunque sia il metodo di affumicatura tenetele per almeno un giorno immerse nel latte.&nbsp; <em>Insalata<\/em> <em>del<\/em> <em>Baltico. <\/em>&nbsp;Togliete alle aringhe la testa e la coda, recuperate i filetti che taglierete a dadini aggiungendovi la stessa quantit&agrave; di patate lessate e di mele, anch&rsquo;esse a dadini.&nbsp; Mescolate, con cura aggiungendovi prezzemolo, cerfoglio, finocchio e timo.&nbsp; Bagnate il tutto con olio d&rsquo;oliva e aceto emulsionati insieme, sale e pepe quanto basta.&nbsp; Date alla composizione la for&shy;ma dei pesci utilizzando le teste e le code messe da parte.&nbsp; <em>Herring salad <\/em>(insalata d&rsquo;aringhe, cucina ame&shy;ricana). &nbsp;Tagliate alla <em>julienne<\/em> i filetti d&rsquo;aringhe, aggiungeteci delle patate bollite affettate, <em>pickles<\/em> (sottaceti), lingua affumica&shy;ta, prosciutto, carne di vitello, arrosto o bollita, mescolate il tutto in un&rsquo;insalatiera e servite dopo aver condito con della <em>Worchester Sauce<\/em>, il succo di un limone ed il me&shy;desimo volume di maionese.&nbsp; Il con&shy;torno pu&ograve; essere costituito da fette di barbabietole rosse e uova sode.&nbsp; <em>Roll Mops <\/em>(arrotolate, cu&shy;cina tedesca). &nbsp;Tenetele a bagno nel latte per una notte, poi to&shy;gliete le lische, per quanto possibile. Spalmate la parte inferiore di senape, frammista a cipolla tritata. Riunite le due estremit&agrave; a cerchio, fis&shy;sandole con un filo o uno stecco. Spruzzatele di succo di limone e cospargetele di fettine di cipolla saltata nello strutto, ce&shy;triolini tagliati a dadi e prezzemolo tritato. Cospargeteci il pesce sulla parte su&shy;periore. Infarinate e fate saltare al burro. Servite accompagnandole con una salsa di pomodoro.<\/p>\n<p><strong>Arista<\/strong>, della cucina fiorentina, &egrave; una lombata di maiale, con aglio e rosma&shy;rino, cucinata al forno o allo spiedo. &nbsp;Il nome di que&shy;sto piatto tipicamente fiorentino affonda nella leggenda, &nbsp;nel 1430 si tenne a Fi&shy;renze un concilio, al quale intervennero an&shy;che alcuni vescovi greci, che, consumando quella pietanza, avrebbero esclamato <em>&agrave;ristos,<\/em> ottimo in greco.<br \/>\n E il nome sarebbe rimasto.<\/p>\n<p><strong>Ariston<\/strong>, il primo dei tre pasti nell&rsquo;antica Grecia, (<em>est&ograve;n, <\/em>mangiare).&nbsp; Ancora oggi in Alcune parti dell&rsquo;Abruzzo l&rsquo;arestozze &egrave; il nome della prima colazione del mattino dei contadini.&nbsp; <\/p>\n<p><strong>Armagnac<\/strong>, denominazione d&rsquo;un terri&shy;torio, situato nel dipartimento di Gers (Guascogna) in Francia, &egrave; il nome di uno degli affluenti della Garonna, da anche il nome ad una celebre acquavite che li si produce, di&shy;stillando una vite chiamata <em>picquepoul.<\/em>&nbsp; &Egrave; la pi&ugrave; antica e, probabilmente, la pi&ugrave; famosa acquavite del mondo.&nbsp; <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aragosta (fr. langouste, ingl. spiny lobster, &nbsp;spiny (spinoso), infatti il guscio dell&rsquo;aragosta ha protuberanze spinose, ted. 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