{"id":3159,"date":"2007-06-14T20:43:32","date_gmt":"2007-06-14T19:43:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pages.mi.it\/index.php\/2007\/06\/14\/food-design-undicesima-esercitazione\/"},"modified":"2008-02-06T21:58:25","modified_gmt":"2008-02-06T20:58:25","slug":"food-design-undicesima-esercitazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/2007\/06\/14\/food-design-undicesima-esercitazione\/","title":{"rendered":"FOOD-DESIGN &#8211; Undicesima Esercitazione"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><strong>FOOD-DESIGN<\/strong><br \/>\n    <strong>Undicesima esercitazione<\/strong><\/p>\n<p>\n    <strong>********<\/strong> <br \/>\n  Elsie  Altmann-Loos (1899-1984) &egrave; stata la compagna e la moglie  di Adolf Loos (1870-1933), i  due si sposarono nel 1919.&nbsp; A quel tempo Loos era gi&agrave; famoso non solo per il suo lavoro teorico, il  saggio <em>Ornamento e delitto<\/em> &egrave; del  1908, ma anche per alcuni importanti progetti.&nbsp;  Tra i tanti ricordiamo le case di Helena Rubinstein, di Josephine Baker,  di Alban Berg, di Tristan Tzara.&nbsp; <br \/>\n  A lui viene attribuito il principio di progettare dall&rsquo;interno  verso l&rsquo;esterno favorendo la funzione del dettaglio sulla complessit&agrave;, la  semplicit&agrave; espressiva sull&rsquo;ordine astratto, la razionalit&agrave; sul canone.<br \/>\n  Elsie  Altmann-Loos era una delle donne pi&ugrave; belle di Vienna,  studia danza e canto, si esibisce nei migliori teatri europei, viaggia in  continuazione, lavora a New York con la troupe di Albertina Rasch,  spopola sulle riviste alla moda, &egrave; legata da una  grande amicizia ad Oskar Kokoschka, &egrave; Elettra Pivomka in <em>Wunder-Bar<\/em>.&nbsp; Vive a  lungo in Italia, dopo la morte di Loos si trasferisce  in Argentina, poi in Brasile dove, tra l&rsquo;altro, lavora con Carmen Miranda.&nbsp; Dirige una compagnia d&rsquo;operette viennesi.&nbsp; A Buenos Aires apre anche un night-club, il  &ldquo;Tucano&rdquo;.&nbsp; <br \/>\n  Intorno al 1950  comincia a tradurre e a scrivere, ricordiamo tra i suoi lavori, <em>Adolf<\/em><em> Loos, l&rsquo;uomo<\/em> e un libro di ricette, <em>Felix<\/em><em> Austria, un libro de cucina, recetas y relatos de la Viena  imperial<\/em>.<\/p>\n<p align=\"center\">\n<table width=\"100%\" border=\"0\">\n<tr>\n<td>\n<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2007\/06\/loos.jpg\" border=\"1\"\/>\n<\/td>\n<td>\n<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2007\/06\/elsie.jpg\" border=\"1\"\/>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<p>\n<em>Obiettivo dell&rsquo;esercitazione.<\/em>&nbsp;  Elsie preparava spesso per Loos  il <strong>Gugelhupf<\/strong>.&nbsp; Uno dei dolci pi&ugrave; popolari della cucina  austriaca.&nbsp; Non manca mai nella prima  colazione dei ricchi borghesi e sulla tavola dei viennesi per le feste e gli  anniversari.<br \/>\n  (Nessuno  sa che cosa significhi &ldquo;Gugelhupt&rdquo;.&nbsp; Si scrive anche &ldquo;Gougelhof&rdquo;,  &ldquo;Gougelhopf&rdquo;, &ldquo;Kougelhof&rdquo; o  &ldquo;Kouglof&rdquo;.&nbsp;  Questa sequenza di nomi riflette lo scivolamento di questa pasta levata&nbsp; verso Ovest, in  pratica, parte viennese e finisce alsaziana.&nbsp; I tradizionalisti dicono che questa pasta  levata era la passione di Maria Antonietta )&nbsp; <\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Questa che segue &egrave; la ricetta del Gugelhupf  di Elsie, ma che forma avrebbe  avuto se l&rsquo;avesse &ldquo;fatto&rdquo; Adolf Loos?&nbsp; <\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>*******<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2007\/06\/pateslevees.jpg\" border=\"1\"\/><\/p>\n<p>    <em>Preparazione della pasta levata.<\/em>&nbsp;  Setacciate 125   grammi di farina, disponeteli a fontana, sbriciolateci al centro sei o sette grammi di lievito di birra,  freschissimo ed asciutto.&nbsp; Versateci  sopra due bicchieri di latte tiepido e lavorate il  tutto fino ad ottenere una pasta morbida.&nbsp;  Raccoglietela a palla, incidetela con la lama di un coltello, copritela  e mettetela da parte.&nbsp; Dopo una mezz&rsquo;ora  dovrebbe essere raddoppiata di volume.<br \/>\n  Intanto ammorbidite  con le mani 300 grammi  di burro fine e tenetelo da parte.&nbsp; In  una terrina sciogliete 10   grammi di zucchero con due cucchiai di latte.&nbsp; Setacciateci sopra 300 grammi di farina,  aggiungeteci tre uova e un cucchiaino di sale.&nbsp;  Impastate il tutto aggiungendo, una alla volta, altre tre uova.&nbsp; A questo punto incorporateci il burro e  lavorate il tutto fino ad ottenere un impasto omogeneo.<br \/>\n  Ora, amalgamate per  bene e a lungo i due impasti cos&igrave; preparati.&nbsp;  Cospargete il risultato con della farina e lasciatelo riposare per sei ore avvolto in un panno.<br \/>\n  Al termine delle sei  ore &ldquo;rompete la pasta&rdquo;, vale a dire schiacciatela con le mani ed espellete  l&rsquo;aria che si &egrave; formata al suo interno.&nbsp;  Rimettetele a riposare per altre sei ore.<br \/>\n  <em>Preparazione del &ldquo;Gugelhupf&rdquo;.<\/em>&nbsp; Dorate leggermente in una padella o in forno  un etto di mandorle sfilettate (sono quelle tagliate  a lamelle).&nbsp; Imburrate lo stampo che  avete scelto e incollateci le mandorle sulla parete.&nbsp; Aggiungete all&rsquo;impasto che avete preparato  due etti di uvetta secca (sono facoltativi cento grammi di bucce di arancia  caramellata e tagliata a pezzetti) e riempite del composto lo stampo.&nbsp; Non deve assolutamente superare la met&agrave; della  sua altezza, per compensare la lievitazione in forno.<br \/>\n  Mettete tutto in  forno, gia scaldato, a calore medio.&nbsp;  Quando distafferete il <em>Gugelhupf<\/em>le mandorle dovrebbero averlo incrostato.<br \/>\n  Lo stampo lo potete  preparare con del lamierino (recuperato dai barattoli usati), tagliato, sagomato  e rivestito di carta da forno.<\/p>\n<p align=\"center\">***<\/p>\n<p>  (Questa  esercitazione vale <strong>tre<\/strong> punti, o uno  e mezzo o uno, secondo il numero dei partecipanti.)<\/p>\n<p align=\"center\">************<\/p>\n<table width=\"100%\" border=\"0\">\n<tr>\n<td align=\"center\">\n    <a href=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2007\/06\/undicesima01_big.jpg\" target=\"_blank\"><br \/>\n      <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2007\/06\/undicesima01.jpg\" border=\"0\" \/><br \/>\n    <\/a>\n  <\/td>\n<td align=\"center\">\n    <a href=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2007\/06\/undicesima02_big.jpg\" target=\"_blank\"><br \/>\n      <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2007\/06\/undicesima02.jpg\" border=\"0\" \/><br \/>\n    <\/a>\n  <\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td align=\"center\">\n    <a href=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2007\/06\/undicesima03_big.jpg\" target=\"_blank\"><br \/>\n      <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2007\/06\/undicesima03.jpg\" border=\"0\" \/><br \/>\n    <\/a>\n  <\/td>\n<td align=\"center\">\n    <a href=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2007\/06\/undicesima04_big.jpg\" target=\"_blank\"><br \/>\n      <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2007\/06\/undicesima04.jpg\" border=\"0\" \/><br \/>\n    <\/a>\n  <\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td align=\"center\">\n    <a href=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2007\/06\/undicesima05_big.jpg\" target=\"_blank\"><br \/>\n      <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2007\/06\/undicesima05.jpg\" border=\"0\" \/><br \/>\n    <\/a>\n  <\/td>\n<td align=\"center\">\n    <a href=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2007\/06\/undicesima06_big.jpg\" target=\"_blank\"><br \/>\n      <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2007\/06\/undicesima06.jpg\" border=\"0\" \/><br \/>\n    <\/a>\n  <\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FOOD-DESIGN Undicesima esercitazione ******** Elsie Altmann-Loos (1899-1984) &egrave; 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