{"id":3141,"date":"2007-01-28T01:00:35","date_gmt":"2007-01-28T00:00:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pages.mi.it\/index.php\/2007\/02\/23\/procedimento-per-analogia\/"},"modified":"2008-02-06T21:53:57","modified_gmt":"2008-02-06T20:53:57","slug":"procedimento-per-analogia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/2007\/01\/28\/procedimento-per-analogia\/","title":{"rendered":"Procedimento per analogia"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>Procedimento  per analogia<\/em><\/strong><br \/>\n  Tra i filosofi  moderni, John Locke fu il primo difensore dell&rsquo;<em>analogia<\/em>, considerata da lui come &ldquo;la probabilit&agrave; che concerne cose  che trascendono l&rsquo;esperienza&rdquo;, il solo aiuto a nostra disposizione per  conoscere in modo probabile &ldquo;esseri materiali finiti fuori di noi&rdquo;, non  percepibili o le operazioni di natura nascoste alla nostra esperienza; Johannes  Kepler e Galileo Galilei utilizzarono nelle loro opere scientifiche  procedimenti per analogia; Gottfried Wilhelm Leibniz vide in essa la &ldquo;grande  regola della probabilit&agrave;&rdquo; asserendo che ci&ograve; che non &egrave; attestato dall&rsquo;esperienza  pu&ograve; risultare probabile se d&rsquo;accordo con la verit&agrave; stabilita.<br \/>\n  Un ulteriore  specificazione dell&rsquo;analogia come <em>semplice  figura logica<\/em> priva di rimandi ontologici viene fornita da Immanuel Kant,  il quale sente il rischio di farla scivolare in un rapporto di somiglianza  generica perdendone di vista il rigoroso significato, cio&egrave; non di somiglianza  imperfetta tra due cose, ma &ldquo;eguaglianza perfetta di rapporti in cose affatto  dissimili&rdquo;<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\" title=\"\" id=\"_ftnref1\"> <\/a>. Nella <em>Critica del Giudizio<\/em> la definisce &ldquo;l&rsquo;identit&agrave;  del rapporto tra principi e conseguenze (tra cause ed effetti) in quanto ha  luogo nonostante la differenza specifica delle cose o delle qualit&agrave; in s&eacute; (vale  a dire considerate fuori di quel rapporto), che contengono il principio di  conseguenze simili&rdquo;: pi&ugrave; precisamente egli parla di principio di permanenza  della<em> sostanza <\/em>(cambiano i fenomeni,  ma la sostanza e la sua quantit&agrave; permangono), principio della serie temporalesecondo la legge della <em>causalit&agrave;<\/em> (tutti i cambiamenti avvengono  secondo nessi di causa e effetto) e principio della simultaneit&agrave; secondo la  legge <em>dell&rsquo;azione reciproca <\/em>(tutte le  sostanze sono tra loro in un&rsquo;azione reciproca universale). L&rsquo;<em>analogia<\/em> risulta essere l&rsquo;uguaglianza tra  due rapporti qualitativi, cio&egrave; dati tre termini della proporzione il quarto non  viene dato, ma solo un certo rapporto con esso, che &egrave; una <em>regola<\/em> per cercarlo nell&rsquo;esperienza e un <em>segno<\/em> per scoprirlo: i tre principi sopra citati non entrano  nell&rsquo;esperienza delle cose, ma servono per scoprirle e collocarle nell&rsquo;ordine  universale della natura e nell&rsquo;unit&agrave; dell&rsquo;esperienza stessa, che vale come  principio non costitutivo, ma regolativo degli oggetti.<br \/>\n  Un procedimento  analogico tipico consiste nella creazione di simboli somiglianti pi&ugrave; o meno a  delle situazioni reali i cui rapporti riproducono quelli inerenti gli elementi  di tali situazioni: ogni modello pu&ograve; essere considerato come un esempio di  analogia poich&eacute; riproduce, fra i propri elementi, gli stessi rapporti presenti  fra quelli della situazione reale. Oggi gli scienziati considerano addirittura  l&rsquo;analogia non solo un aiuto alla formazione di una teoria, ma una parte  integrante del percorso che conduce ad essa dal momento che le proposizioni di  un&rsquo;ipotesi devono essere analoghe ad alcune leggi gi&agrave; conosciute.<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\" title=\"\" id=\"_ftnref2\"> <\/a> <br \/>\n  Anche per la linguistica l&rsquo;<em>analogia<\/em> &egrave; una dottrina fondata sul principio della somiglianza: questo tipo di  ragionamento, che secondo le formalizzazioni descritte in precedenza servirebbe  ad estendere e arricchire il campo del sapere oltre il limite dell&rsquo;esperienza  immediata sensibile, nella grammatica antica e in particolare nella scuola di  Alessandria poggiava su una concezione unitaria del linguaggio (complesso  uniforme e coerente sorto per convenzione sociale e regolato pertanto da norme  razionali rigide), ponendo come modello a cui ricondurre ogni sua espressione  alcune forme originarie ed esemplari su cui tutte le altre sono state forgiate,  esaltandone uniformit&agrave; e regolarit&agrave;.<br \/>\n  Il ragionamento per analogia viene abitualmente utilizzato nelle scienze  per l&rsquo;elaborazione di nuove teorie, ma anche nelle arti, in architettura, nel  design poich&eacute; la somiglianza con una cosa nota avvicina l&rsquo;atto creativo al  sentire comune, ma la sua componente ignota &egrave; anche una costante e ricchissima  fonte d&rsquo;ispirazione per il progettista stesso. Uno degli esempi tipici di  analogia &egrave; quella biologica, tra edifici\/manufatti e organismi viventi, e in  generale con vari aspetti dell&rsquo;ambiente naturale, formali o organizzativi, ma anche  quella meccanica, seguendo la via aperta da Cartesio nel diciassettesimo  secolo, considerando il manufatto o l&rsquo;organismo affine ad un meccanismo e di  conseguenza assimilandolo poi ad una macchina, oppure l&rsquo;analogia tra musica e  architettura. In realt&agrave; ogni aspetto della realt&agrave; sensibile pu&ograve; diventare  oggetto di un ragionamento per analogia, attestando la ricchezza pressoch&eacute;  infinita di stimoli di questo tipo di procedimento.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2007\/02\/vinotempo.jpg\" hspace=\"12\" \/><\/p>\n<p>\n  Nicolas Le Camus de  M&eacute;zi&egrave;res, architetto del XVIII secolo che ha scritto un breve saggio dal titolo <em>Lo spirito dell&rsquo;architettura<\/em>,  individua proprio il fondamento, il nocciolo della progettazione architettonica  nell&rsquo;analogia con le nostre sensazioni suscitate dalla natura, dalla sua  configurazione e organizzazione poich&eacute; &ldquo;&hellip;il suo procedere &egrave; unico. L&rsquo;armonia &egrave;  la causa prima degli effetti pi&ugrave; grandi ed esercita sulle nostre sensazioni il  pi&ugrave; naturale dei diritti; le Arti delle quali essa &egrave; la base suscitano nel  nostro animo un&rsquo;emozione pi&ugrave; o meno deliziosa&rdquo;.<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\" title=\"\" id=\"_ftnref3\"> <\/a> L&rsquo;autore  stabilisce un&rsquo;analogia tra le forme architettoniche e naturali e le sensazioni  che ne riceviamo, insieme agli effetti che provocano sul nostro animo.  Quest&rsquo;analogia riveste tutta l&rsquo;architettura ed &egrave; lo strumento indispensabile  per conseguire il <em>decoro<\/em>, fine ultimo  di ogni progetto, per cui ogni cosa sta al suo posto secondo le dovute  proporzioni e in armonia con ci&ograve; che la circonda e la completa: ne scaturisce  il carattere, cio&egrave; il contenuto da conferire all&rsquo;opera, da comunicare in modo  chiaro e recepibile tramite la sensazione e la sua rielaborazione concettuale. &ldquo;&hellip;l&rsquo;apprezzamento  di un&rsquo;opera origina nelle sensazioni&hellip;&rdquo;, ma il giudizio critico viene formulato &ldquo;&hellip;sulla  base della loro rielaborazione, cio&egrave; su base culturale, [&hellip;] indispensabile per  invertire il processo della ricezione nella direzione del progetto.&rdquo; Percezione  e immediatezza, attuate nelle sensazioni materiali, sono strettamente legate e  inseparabili dalla loro successiva rielaborazione e comprensione, in un  costante rapporto dialettico che, dopo averle originate, le pone a confronto  arricchendole; nessuno dei due termini prevale, non &egrave; sufficiente fermarsi  all&rsquo;elaborazione formale, alla superficie, al tecnologico, <em>al cotto<\/em>, ma bisogna avere presente il significato autentico,  profondo di ci&ograve; che abbiamo di fronte, <em>la  verit&agrave; nuda e cruda<\/em>, per essere in grado di progettare qualcosa che sia ricco  di senso. La rappresentazione diventa allora <em>trasparente<\/em> e al contempo<em> opaca<\/em>, lasciando intravedere i riferimenti teorici che l&rsquo;hanno ispirata in  quella opacit&agrave; data da forma, spazialit&agrave; e temporalit&agrave;.<\/p>\n<p>All&rsquo;epoca, e cos&igrave; accade spesso anche oggi, ci si concentrava sul  continuo sviluppo del saper-fare pratico e produttivo, &ldquo;ricco di entusiastiche  e illusorie promesse&rdquo;, ma al contempo &ldquo;vittima&rdquo; di un&rsquo;atrofia della riflessione  teorica e critica, quindi della conoscenza: qui si ricerca invece un fondamento  sostanziale di regole base da seguire nel progetto. Camus  vuole rappresentare concettualmente i caratteri che un&rsquo;opera deve avere, la sua  intima struttura formale, e lo fa istituendo un rapporto analogico con le  nostre sensazioni, saldando nel progetto i due aspetti che Vitruvio definisce  come <em>fabrica<\/em> e <em>ratiocinatio<\/em>, cio&egrave; mettendo in opera nella costruzione i contenuti  del discorso teorico e consentendo di risalire, tramite la rappresentazione  costruita nell&rsquo;opera, alla teoria. Il processo imitativo penetra cos&igrave; in  profondit&agrave; nell&rsquo;intima struttura delle cose, non si ferma alla loro superficie,  ne comprende e rielabora la forma in quanto intrinseco strutturarsi della  materia.<br \/>\n  Moltissime analogie  sono state fatte tra la biologia e le arti applicate, in particolare  l&rsquo;architettura e il design. Completezza, coerenza, correlazione e integrazione  sono concetti usati per esprimere le relazioni non casuali tra le parti di un  organismo e possono esprimere le stesse qualit&agrave; in manufatti progettati  dall&rsquo;uomo. Lo stesso vale per l&rsquo;adattamento dell&rsquo;organismo all&rsquo;ambiente in cui  vive, paragonabile all&rsquo;armoniosa relazione tra costruzione e spazio circostante  o alla concordanza tra design di un oggetto e scopo a cui &egrave; destinato. <br \/>\n  Dai tempi degli Antichi Greci gli organismi viventi hanno rappresentato  un modello di quelle proporzioni ed equilibri armoniosi ricercati dall&rsquo;ideale  classico di bellezza: ogni parte contribuisce all&rsquo;effetto dell&rsquo;insieme e nessuna  pu&ograve; essere rimossa senza arrecare danno. Idea sostenuta da Platone e Aristotele  riguardo alle forme letterarie, viene ripresa in particolare dagli esponenti  del Romanticismo tedesco, per i quali l&rsquo;idea della forma organica diventa anche  qualcosa che cresce e si sviluppa dalla materia. Oltre alla connotazione  estetica, quest&rsquo;analogia assume anche un significato funzionale, stabilendo l&rsquo;equazione  del bello con l&rsquo;utile, infatti un artefatto ben strutturato riguardo al suo  scopo viene giudicato anche bello. Quest&rsquo;associazione &egrave;  evidente nel campo delle arti applicate, nel design e in architettura, dove  ogni lavoro ha allo stesso tempo funzioni pratiche e simboliche; anche nel  movimento moderno ricorre l&rsquo;esaltazione entusiastica delle nuove tecniche come  esito della fedelt&agrave; ai principi di produttivit&agrave; e agli scopi pratici apprezzati  nelle forme della natura.<\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"307\" height=\"84\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2007\/02\/osso.jpg\"hspace=\"12\" \/><br \/>(Osso del metacarpo dell&#8217;ala di un avvoltoio)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"296\" height=\"98\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2007\/02\/trave.jpg\" hspace=\"12\" \/><br \/>(Trave reticolare)<\/p>\n<p>Altri generi di  analogia vennero mutuati dalla biologia: l&rsquo;analogia &ldquo;classificatoria&rdquo;, in base  al principio secondo cui tra le specie esiste un certo grado di continuit&agrave;.  Questa tecnica ne analizzava e registrava le visibili differenze e similitudini,  in una sintesi morfologica rivolta allo studio della forma e della struttura  della natura organica e inorganica e dei fattori geometrici che la determinano,  ma che diventava in campo animale una anatomia <em>non funzionale<\/em>. In architettura la necessit&agrave; di riordinare la  grande quantit&agrave; di materiale fornito agli storici grazie allo sviluppo  dell&rsquo;archeologia, segno della variet&agrave; degli stili architettonici di un paese e della  loro evoluzione storica, port&ograve; nel diciannovesimo secolo alla stesura di un  gran numero di trattati esclusivamente dedicati alla classificazione, i quali  contribuirono per&ograve; a creare molta confusione; ci&ograve; accadde anche in biologia nel  diciottesimo secolo in seguito alla scoperta di nuove specie naturali. Per i  progettisti dell&rsquo;epoca, inoltre, non solo si presentava il problema di fare i  conti con i nuovi stili, ma anche con le richieste di costruzioni del tutto originali  destinate a funzioni che non avevano precedenti, legate all&rsquo;invenzione della  macchina e al progresso industriale, ma anche alla nuova organizzazione della  societ&agrave;. Classificare le espressioni architettoniche del passato significava  raccogliere principi teorici da applicare nella progettazione di nuove  costruzioni e nuove forme, ma la tendenza era quella di descrivere per  organizzare e riconoscere le parti che costituiscono il mondo esterno senza  prenderne in esame i rapporti di causa e effetto, le sequenze delle operazioni  o i rapporti spaziali e temporali. Queste ultime riflessioni portano ad una  maggiore astrazione e generalizzazione, come avvenne nel diciannovesimo secolo  quando da una storia naturale illustrativa si pass&ograve;, soprattutto grazie allo  sviluppo dell&rsquo;anatomia comparata, a ricercare principi di costruzione e  funzionamento, generando nuovi criteri per la classificazione basati sulle  funzioni organiche.<br \/>\n  L&rsquo;anatomia &egrave; infatti  la descrizione non solo delle parti, ma della struttura dei corpi organici e  comporta la descrizione funzionale del loro fine e ruolo svolto all&rsquo;interno del  sistema, nonch&eacute; della loro relazione con gli organismi circostanti (animali e  vegetali) e con l&rsquo;ambiente in cui vivono. Non sono pi&ugrave; propriet&agrave; visibili,  geometriche, esterne agli organismi che ne forniscono i criteri di  raggruppamento, ma propriet&agrave; invisibili come la funzione; molte delle  caratteristiche esteriori sono connesse a funzioni minori, passibili di  maggiori variazioni rispetto ai pi&ugrave; significativi e importanti organi interni.  &ldquo;Le specie animali differiscono all&rsquo;esterno, e si rassomigliano all&rsquo;interno;  sono unite dall&rsquo;inaccessibile, e separate dall&rsquo;apparente (Michel Foucault).&rdquo; Gli organi  principali sarebbero invariabili e utili come base per la classificazione,  mentre i tratti esteriori servono perch&eacute; collegati ai sistemi maggiori corporei  tramite relazioni che determinano la necessaria e logica compresenza di altri  organi nonch&eacute; precise tipologie di ambiente e clima, abitudini alimentari e di  caccia. Con Georges Cuvier, biologo francese della prima met&agrave; dell&rsquo;Ottocento  considerato l&rsquo;effettivo fondatore dell&rsquo;anatomia comparata, la <em>correlazione delle parti<\/em> diviene la base  di un&rsquo;intera metodologia di studi anatomici, determinando anche la  classificazione della grande quantit&agrave; di fossili rinvenuti nei primi anni del  secolo. Molti erano incompleti o mescolati ed era a questo punto che il  principio si rivelava estremamente utile: grazie alle regole teoriche  dell&rsquo;anatomia comparata il paleontologo poteva inferire, con pochi frammenti,  l&rsquo;intera forma dell&rsquo;animale sconosciuto e determinare logicamente quali ossa  accoppiare, facendosi di conseguenza un&rsquo;idea delle parti molli dell&rsquo;organismo  &ldquo;&hellip;nello stesso modo in cui dall&rsquo;equazione di una curva derivano tutte le sue  propriet&agrave;; e cos&igrave; come, rispetto ad ogni curva, tutte le sue propriet&agrave; possono  essere dedotte assumendo ogni separata propriet&agrave; come base di una particolare  equazione&hellip;(G. Cuvier)&rdquo; \n<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2007\/02\/donnagatto.jpg\" hspace=\"12\" \/><\/p>\n<p>\n  Questi metodi di classificazione e di analisi vennero dunque ripresi in  architettura nella seconda met&agrave; dell&rsquo;Ottocento come modelli per lo studio di  costruzioni e di manufatti di utilit&agrave; pratica: l&rsquo;analogia anatomica applicata  alle costruzioni consiste nel semplice paragone tra lo scheletro dell&rsquo;animale e  le strutture di sostegno. I principi dell&rsquo;edilizia sembrano poter essere  appresi dallo studio dello scheletro e della pelle degli insetti, tanto che con  le intelaiature in acciaio usate negli ultimi decenni del secolo a Chicago si  separer&agrave; la <em>pelle<\/em> dell&rsquo;edificio dalle  sue <em>ossa<\/em> strutturali; in realt&agrave; gi&agrave;  alla fine del Settecento le cattedrali gotiche venivano paragonate ad ossa (colonne,  nervature e costoloni) e pelle (pietre e conci). Per Le Corbusier le  costruzioni in pietra delle mura portanti corrispondono ai gusci ossei  contrattili di tartarughe e aragoste, il moderno sistema a struttura colonnare  isolata in calcestruzzo o acciaio ad uno scheletro interno, mentre le mura  perimetrali e divisorie alle membrane e alla pelle poich&eacute; semplicemente  dividono gli spazi e proteggono dagli elementi esterni. La <em>correlazione delle parti<\/em> stabilisce non solo la compresenza  necessaria di vari organi combinati a sistema, ma stabilisce anche le  proporzioni e le dimensioni dell&rsquo;aspetto globale di un organismo, secondo un <em>principio di similitudine<\/em> che viene  fatto risalire addirittura a Galileo Galilei, il quale aveva gi&agrave; affermato che  in corpi costruiti similmente la relazione tra le parti varia al variare della  dimensione.<br \/>\n  Un altro genere di  analogia architettonica &egrave; quella cosiddetta &ldquo;ecologica&rdquo;, comune al  funzionalismo e al movimento moderno: in animali e manufatti la forma &egrave;  collegata alla funzione e la funzione &egrave; collegata all&rsquo;ambiente, entrambi casi  di <em>adattamento<\/em> o <em>appropriatezza<\/em>. Poich&eacute; ogni dettaglio della forma organica secondo  questa teoria ha uno scopo funzionale, in modo analogo le forme architettoniche  o dei manufatti devono essere adattate all&rsquo;ambiente in cui si situano affinch&eacute;  le funzioni che da esso risultano siano espresse pienamente nell&rsquo;organismo,  secondo il motto &ldquo;la forma segue la funzione&rdquo; (Louis Henry Sullivan). La forma  generale dovrebbe chiarire lo scopo di una costruzione, la cui struttura  coerente e comprensibile consentirebbe di capire immediatamente che funzione  viene svolta al suo interno: l&rsquo;ambiente preso in considerazione, dunque,  comprende non solo l&lsquo;aspetto metereologico e fisico, ma anche materiale e  tecnologico, sociale, economico e culturale in cui si creano le esigenze del  manufatto e si definiscono i suoi limiti di fabbricazione. Diverse aree  geografiche e periodi storici comportano un adattamento delle forme alle  circostanze: se funzioni identiche o strettamente connesse e geograficamente  simili daranno origine alla comparsa di ripetuti <em>tipi<\/em> e se le condizioni (sociali, culturali, materiali,  tecnologiche) sono uniformi ci si pu&ograve; aspettare di ritrovare dei tratti  stilistici comuni nell&rsquo;architettura e nel design. Lo stile &egrave; ci&ograve; che risulta  dall&rsquo;aderenza della progettazione a principi logici, strutturali e formali:  esso cresce come una pianta secondo regole fisse, non &egrave; una spezia che si  sparge sopra opere che mancherebbero altrimenti di sapore (Viollet-le-Duc). La  correlazione delle parti di Cuvier trova corrispondenza nell&rsquo;analogia  architettonica di Viollet-le-Duc: una costruzione o le costruzioni di un  periodo storico posseggono <em>stile<\/em> perch&eacute; formano un&rsquo;<em>unit&agrave;<\/em>, data da una  certa coordinazione interna all&rsquo;anatomia animale e alla progettazione. <br \/>\n  Al concetto di <em>adattamento<\/em> fa infine riferimento un  ulteriore esempio di analogia impiegata in ambito progettuale, l&rsquo;analogia  &ldquo;evolutiva&rdquo;, che si collega alla teoria sull&rsquo;evoluzione della specie e sulla  sopravvivenza del pi&ugrave; adatto di Charles Darwin, secondo la quale i prodotti  dell&rsquo;invenzione dell&rsquo;uomo non solo si evolvono parallelamente agli organismi,  ma sono parte della evoluzione di una specifica specie animale, in questo caso  l&rsquo;uomo, essendo estensioni o sostituzioni dei vari organi del suo corpo. Questo processo  evolutivo richiede per&ograve; un lasso di tempo molto lungo per attuare selezioni che  si realizzano in molte generazioni, inverosimile in una societ&agrave; dallo sviluppo  industriale e sociale sempre pi&ugrave; frenetico e veloce. <br \/>\n<em>(Testo redatto da Elena Gravaghi)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Procedimento per analogia Tra i filosofi moderni, John Locke fu il primo difensore dell&rsquo;analogia, considerata da lui come &ldquo;la probabilit&agrave; che concerne cose che trascendono l&rsquo;esperienza&rdquo;, il solo aiuto a nostra disposizione per conoscere in modo probabile &ldquo;esseri materiali finiti fuori di noi&rdquo;, non percepibili o le operazioni di natura nascoste alla nostra esperienza; Johannes [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[20],"tags":[322,69,68],"class_list":["post-3141","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-archivi-diversi","tag-analogia","tag-atti-alimentari","tag-food-design"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3141","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3141"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3141\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3141"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3141"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3141"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}