{"id":1112,"date":"2006-07-03T21:37:47","date_gmt":"2006-07-03T19:37:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pages.mi.it\/index.php\/2006\/07\/03\/la-sposa-sbigottita\/"},"modified":"2008-02-06T21:48:33","modified_gmt":"2008-02-06T20:48:33","slug":"la-sposa-sbigottita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/2006\/07\/03\/la-sposa-sbigottita\/","title":{"rendered":"La sposa sbigottita"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" alt=\"bruegel1.jpg\" id=\"image113\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2006\/07\/bruegel1.jpg\" \/><\/p>\n<p>Si possono confondere otto scodelle di risotto allo zafferano e due di <em>blanc-manger<\/em> con dei piatti di \u201cpancotto\u201d? Si possono confondere due <em>potagers<\/em> con cinque gambe, con due panettieri? La domanda \u00e8 retorica, lo ha fatto il quotidiano <strong>La Repubblica<\/strong> a pagina sei dell&#8217;edizione di luned\u00ec 3 luglio 2006. In questione \u00e8 uno dei capolavori della pittura fiamminga, <em>Le nozze contadine<\/em>, dipinte da Pieter Bruegel il Vecchio (1525 circa &#8211; 1569) nel 1568, ora conservato al \u201cKunsthistorisches Museum\u201d di Vienna.<\/p>\n<p>Dello stupore della sposa conosciamo le ragioni, il marito \u00e8 altrove, nella realt\u00e0, magari, \u201cper un goccio d&#8217;acqua\u201d, sulla tela, invece, \u00e8 una \u201cvedova di fresco\u201d. Una penna di pavone apre un occhio sul pavimento, trasformando questo piccolo mondo contadino in un \u201cmondo alla roversa\u201d. Per servire a tavola i due <em>potagers<\/em> hanno divelto una porta, si osservi il cucchiaio infilato nella berretta di quello con la giubba rossa. Non manca il bere ma non ci sono, sulla tavola, le leccornie che questo giorno merita. Niente carote, rape, n\u00e9 porri, niente montone, piedini di maiale, salsicce. Niente \u201c <em>stoemp <\/em>\u201d, vale a dire patate, cavoli e lardo fritto. Niente <em>boudins<\/em>, questi \u201c <em>kiekefretters <\/em>\u201d di campagna non hanno neanche il caldaro con il pollo bollito. La scena si svolge in un fienile, un posto caldo, le caraffe contengono birra e <em>Kriek<\/em>, un fermentato a base di ciliegie. La greve seriet\u00e0 di chi mangia quando pu\u00f2 aleggia nell&#8217;aria tra i commensali. Un panno e un pendente di carta distinguono il posto della sposa e, nel contesto, sembra gi\u00e0 troppo.<\/p>\n<p>Il mondo scientifico era stato appena sconvolto dalla \u201cteoria copernicana\u201d, ma forse la sposa era interessata ad altro, a quella guaina di tela che da l\u00ec a poche ore avrebbe sistemato sul prepuzio del pene del suo benamato. Lo raccomanda un medico italiano, tal Gabriele Falloppia. La notizia aveva fatto scalpore. In ogni modo la sposa era nata sotto il calendario di Giulio Cesare, morir\u00e0 gregoriana.<\/p>\n<p>Le Fiandre, allora, erano lontane dalla Parigi di Francois Pierre de La Varenne, cos\u00ec come dalla Londra di Robert May, la povert\u00e0 era endemica, in compenso le \u201cnature morte\u201d facevano sognare. Guardate bene la sposa, gli occhi socchiusi sono fissi sulle aragoste e gli zuccheri peccaminosi di Osias Beert, sui banchetti dei signori, che i cristiani si ostinavano a chiamare \u201cultime cene\u201d.<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Bianco mangiare. <\/strong><\/p>\n<p>In una cronache dell&#8217;epoca leggiamo: Sono chiamati bianchi mangiare le <em>gel\u00e9es<\/em> molto dense sia di carne bianca che di crema di mandorle aromatizzata con il miele. Questi ultimi sono dei bianchi mangiare zuccherati e sono stati popolari anche sulle tavole antiche perch\u00e9 ritenute energetici\u201d.<\/p>\n<p><em>Ricetta, versione semplice. <\/em><\/p>\n<p>Mettete 300 grammi di mandorle dolci e tre amare in una casseruola con acqua fredda. Copritele a filo e fatele bollire per un paio di minuti. Sgocciolatele, raffreddatele e sbucciatele. Mettetele a bagno per un&#8217;ora e mezzo in acqua fredda. Adesso sgocciolatele di nuovo e pestatele in un mortaio di pietra unendoci un paio di cucchiai d&#8217;acqua per facilitare il lavoro.<\/p>\n<p>Dovete ottenere una pasta liscia ed omogenea, aggiungeteci, lentamente, mezzo litro di panna liquida fresca. Scioglieteci 120 grammi di zucchero grezzo o, al limite, in zollette. Poi, mezzo cucchiaino di zucchero vanigliato e 15 grammi di colla di pesce ammorbidita in acqua fredda. Quando questo miscuglio comincia a \u201ctirare\u201d incorporateci una presa di noce moscata e un bicchiere di panna fresca montata a neve ferma.<\/p>\n<p>Versate il tutto in uno stampo e raffreddate il bianco mangiare nel ghiaccio. Trattatelo come se fosse una bavarese, vale a dire, accompagnatelo con un <em>coulis<\/em> di frutta rossa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si possono confondere otto scodelle di risotto allo zafferano e due di blanc-manger con dei piatti di \u201cpancotto\u201d? Si possono confondere due potagers con cinque gambe, con due panettieri? La domanda \u00e8 retorica, lo ha fatto il quotidiano La Repubblica a pagina sei dell&#8217;edizione di luned\u00ec 3 luglio 2006. 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