{"id":1080,"date":"2006-05-27T11:10:32","date_gmt":"2006-05-27T09:10:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pages.mi.it\/index.php\/2006\/05\/27\/in-navigazione-verso-schlaraffenland\/"},"modified":"2007-08-09T10:14:06","modified_gmt":"2007-08-09T09:14:06","slug":"in-navigazione-verso-schlaraffenland","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/index.php\/2006\/05\/27\/in-navigazione-verso-schlaraffenland\/","title":{"rendered":"In navigazione verso Schlaraffenland"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><strong>Hieronymus Bosch (1450ca.-1516), <em>La Nef des fous.<\/em><\/strong><\/p>\n<p align=\"right\">\n<p align=\"right\">\u00abDove l&#8217;ignoranza \u00e8 beata,<br \/>\n\u00e8 follia essere saggi.\u00bb<\/p>\n<p>(<em>La Nef des fous <\/em>\u2013 \u00e8 opinione diffusa \u2013 costituisce uno degli elementi di un dittico o di un trittico che ha per tema due dei peccati capitali. <em>La morte dell&#8217;avaro<\/em>, ritenuto uno dei pannelli, \u00e8 conservato a Washington, tratta dell&#8217;avarizia. Un&#8217;allegoria della ghiottoneria \u00e8, invece, conservata a Yale. Questo frammento si raccorda perfettamente con <em>La Nef des fous<\/em>, che illustra il peccato di gola. L&#8217;opera, olio su legno, che misura cm. 58 per cm. 32, \u00e8 conservata al <em>Louvre <\/em>di Parigi. Secondo piano, Sezione 5. L&#8217;opera ha lo stesso titolo di un libro, di grande successo, scritto da Sebastian Brant, un umanista alsaziano, e pubblicato a Basilea nel 1494. Per tanto si presume dipinta negli ultimi anni del Quattrocento.)\n<\/p>\n<p align=\"center\"><a title=\"bosch.jpg\" class=\"imagelink\" href=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2006\/05\/bosch.jpg\"><img decoding=\"async\" alt=\"bosch.jpg\" id=\"image82\" src=\"https:\/\/pages.mi.it\/oldpages\/wp-content\/img\/2006\/05\/bosch.miniatura.jpg\" \/><\/a><\/p>\n<p>Questo piccolo quadro \u00e8 una delle opere pi\u00f9 popolari di Bosch, probabilmente perch\u00e9 appare senza neanche uno di quei perversi enigmi zoomorfi che popolano il suo universo. Tuttavia, il fatto di non avere enigmi non depone a favore della sua semplicit\u00e0. Lo stesso riferimento letterario alla \u201cnave dei folli\u201d di Sebastian Brant \u00e8 arbitrario. Ludwig Baldass a questo proposito, diversi anni fa, ha rieditato un poema olandese del 1413 nel quale ci sono molti possibili riferimenti ai personaggi dipinti da Bosch. Non \u00e8 neppure da escludere un rimando iconografico al mese di maggio, rappresentato spesso con scene di feste in barca, come raccontano i Libri d&#8217;Ore, un modo per dividere l&#8217;anno introdotto alla fine del quattordicesimo secolo.<\/p>\n<p>La scena dipinta, poi, non ha alcun rapporto evidente n\u00e9 con il racconto biblico, n\u00e9 con l&#8217;iconografia religiosa, piuttosto la figura del frate e della suora al centro dell&#8217;opera fanno pensare a qualche intento satirico. In ogni caso, questo gruppo di burloni, su una navicella che non pu\u00f2 andare da nessuna parte, non stanno salpando verso Cuccagna, semmai ci sono per sogno. Chi scrive ha visto questo quadro per la prima volta da adolescente, gi\u00e0 danneggiato dal tempo e dalle brume, allora come oggi nessuno pu\u00f2 azzardare un&#8217;ipotesi credibile su quali acque questa imbarcazione galleggi. Salate o dolci? Di lago o di acquitrinio? Poco importa, non ci sono vele sull&#8217;albero. Ma poi, \u00e8 un albero o \u00e8 un albero, un&#8217;antenna marinara o una pianta con un alto fusto? Di certo salta fuori da un cespuglio e finisce con una chioma dentro la quale c&#8217;\u00e8 una testa di civetta. La saggezza che guarda dall&#8217;alto gli stolti. Ad osservare con attenzione, per\u00f2, sembra la testa di un impalato, perch\u00e9 solo la morte pu\u00f2 rimirare dall&#8217;alto la festa che la sospende. In ogni modo su di esso c&#8217;\u00e8 un uomo che si sta arrampicando brandendo un coltellaccio. Il suo obiettivo \u00e8 sorprendente, un pollo impalato pronto per essere arrostito legato a mezz&#8217;albero. Chi \u00e8? Molti, tra quelli che hanno tentato un&#8217;interpretazione dell&#8217;opera, presumono un ladro. Per esserlo dev&#8217;essere saltato fuori dal cespuglio alle spalle della navicella. Ma il cespuglio sembra essere tutt&#8217;uno con essa. Allora \u00e8 un pazzo come gli altri, in ogni modo nessuno si occupa di lui. N\u00e9 l&#8217;uomo che si sporge dalla barca a vomitare, n\u00e9 quello che sembra vestito come il buffone nei tarocchi. N\u00e9 la donna che mesce il vino. Tantomeno quelli impegnati a giocare.<\/p>\n<p>Sulla barca non manca il bere, rallegra l&#8217;innocenza. Il cibo \u00e8 abbondante ed aspetta di essere mangiato in comunione. C&#8217;\u00e8 musica. I due protagonisti al centro della scena si disputano una focaccia sospesa ad uno spago. Il gioco non \u00e8 privo di malizia. Intanto perch\u00e9 Bosch, altrove, ha gi\u00e0 dipinto frati e suore coinvolti in atti blasfemi, poi perch\u00e9 quella che pende dall&#8217;alto sembra una focaccia, ma potrebbe essere un&#8217;ostia. Allora il tavolo diventa un altare sul quale ci sono una coppa e una patena. Se poi pensiamo che le ciliegie sono un simbolo della lussuria l&#8217;irriverenza si aggrava. Ci piace pensare che questo artista avvertendo, sia pure confusamente, l&#8217;inquietudine di quel passaggio epocale che sarebbe stato il Rinascimento abbia, allo stesso tempo, presagito l&#8217;avvicinarsi della riforma protestante. Infine, la luna. Sventola sullo stendardo, simbolizza l&#8217;incostanza dell&#8217;animo delle donne, ma qui il suo significato \u00e8 anche profetico, ci dice come la vita materiale, che si oppone alla teosofia del Nome-del-Padre, \u00e8 sotto la tutela del femminile, sotto le gonne della madre folle che tutto rigenera.<\/p>\n<p>Ascoltate, da questo punto di vista, il quadro. Da esso si alza, dapprima lieve, poi sempre pi\u00f9 assordante, un ridere che cancella ogni paura del domani. Un riso che disfa il significante, di per s\u00e9 gi\u00e0 fluido (Jacques Lacan, <em>Sem.XX<\/em>, pag.318). Un significante sotto il quale si vede scivolare, come sulle acque chete di uno stagno, il significato. Il femminile, espresso dall&#8217;esaltazione della vita materiale, ha affogato il materassaio \u00e8 le false illusioni di quella trapunta in cui si nascondono i fantasmi della metafisica. La festa \u00e8 gi\u00e0 cominciata.<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Esercitazione.<\/strong><\/p>\n<p>Questa esercitazione prevede la <strong>cucina <\/strong>e una <strong>duplice <\/strong>impaginazione dei <strong>tre <\/strong>elementi principali dell&#8217;opera: <em>il pollo, le ciliegie e la focaccia (o piadina)<\/em>.<\/p>\n<p>L&#8217;esercitazione dovr\u00e0 essere provata mediante un <strong>documento fotografico o videofotografico<\/strong>.<\/p>\n<p>&#8211; La <strong>prima <\/strong>impaginazione dovr\u00e0 visualizzare il piatto nella sua <strong>forma <\/strong><strong>storica<\/strong>. Cio\u00e8, nel 1500.<\/p>\n<p>&#8211; La <strong>seconda <\/strong>impaginazione dovr\u00e0 visualizzare come potrebbe essere realizzato o \u201cdestrutturato\u201d <strong>oggi <\/strong>lo stesso piatto.<\/p>\n<p><em>Si pu\u00f2 partecipare anche in coppia. <\/em><\/p>\n<p><strong>Uno<\/strong>. Ricordiamo che gi\u00e0 il maestro Martino o il Platina ( <em>cfr<\/em>., \u201cLa storia e i suoi teatri <em>gourmand<\/em>. Preambolo\u201d) proponevano delle ricette di \u201cpollo arrosto\u201d aromatizzato con la cannella, arancio amaro o succo di uva acerba, accompagnato con pesche o ciliegie.<\/p>\n<p><strong>Due<\/strong>. In questi anni (1500) le forchette non venivano ancora usate a tavola.<\/p>\n<p>Tre. La ciliegia \u00e8 una rosacea. \u00c8 accertato che allo stato selvatico era gi\u00e0 molto popolare in Gallia e in Germania prima della conquista dei romani. Il nome deriva da quello di una cittadina greca dell&#8217;Asia Minore, l&#8217;attuale Kiresum. La scuola salernitata la raccomanda: <em>\u201cSi cerasum comedes, tibi confert grandis dona.\u201d <\/em>Snocciolatele e cucinatele con il burro.<\/p>\n<p><strong>Quattro<\/strong>. Ovidio nelle metamorfosi scrive: <em>\u201cPost coitum omne animal triste, praeter gallum qui cantat\u201d. <\/em>La cottura di un pollo arrosto \u00e8 intuitiva.<\/p>\n<p><strong>Cinque<\/strong>. Sono tollerate una o due verdure per completare l&#8217;impaginazione del piatto, purch\u00e9 siano coerenti.<\/p>\n<p><strong>Sei<\/strong>. La focaccia o la piadina sono i piatti della cucina antica e popolare. Venivano messe sul <em>ferculum<\/em>, un vassoio di portata e ricoperte di vivande, soprattutto se queste erano grasse o cremose. <em>Nell&#8217;Odissea <\/em>Enea capisce di essere arrivato alla fine del suo viaggio quando vede i suoi marinai mangiare, dalla fame, anche le <em>mense<\/em>. La maledizione si era compiuta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Hieronymus Bosch (1450ca.-1516), La Nef des fous. \u00abDove l&#8217;ignoranza \u00e8 beata, \u00e8 follia essere saggi.\u00bb (La Nef des fous \u2013 \u00e8 opinione diffusa \u2013 costituisce uno degli elementi di un dittico o di un trittico che ha per tema due dei peccati capitali. 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